domenica 6 maggio 2012

INTERVISTA A GIUSEPPE PIGNATONE, EX PROCURATORE DI REGGIO CALABRIA E OGGI A ROMA “ Non ci sono categorie sociali talmente colluse o corrotte e non ci sono categorie sociali assolutamente estranee. In ognuna ci possono essere persone perbene che lottano e contrastano il fenomeno mafioso ma anche quelle che scelgono di conviverci”

Giuseppe Pignatone era procuratore di Reggio Calabria ora di Roma. Ha scritto un libro sulla sua esperienza calabresE.
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Procuratore Pignatone , quanto pesano le collusioni e le talpe all’interno delle istituzioni nel frenare le indagini sulla ‘ndrangheta?
“Il problema non vale solo per la ‘ndrangheta ma anche per Cosa Nostra e la camorra. Di queste infiltrazioni si parlava già nel 1876. La loro presenza nella società , le loro relazioni sono uno dei fattori che rendono forti le mafie , e spiegano come da 150 anni lo Stato non sia riuscito a sconfiggerle. La talpe , le fughe di notizie e in casi ancora più gravi le collusioni di inquirenti o magistrati con le cosche mafiose possono portare al fallimento parziale o totale delle indagini. E chiaro che, come è stato fatto in passato per Provenzano , anche per le inchieste calabresi è stata necessaria un’indagine a tutela delle indagini”
Quanto pesa la politica sul potere delle cosche?
“Le mafie sono tali perché hanno relazioni con la società civile. Non ci sono categorie sociali talmente colluse o corrotte e non ci sono categorie sociali assolutamente estranee. In ognuna ci possono essere persone perbene che lottano e contrastano il fenomeno mafioso ma anche quelle che scelgono di conviverci. Per questo motivo nel libro invitiamo a prendere le distanze , a “non stringere la mano” alle persone che sappiamo comunque essere dall’altra parte. E c’è invece chi, a volte per paura ma spesso anche per un calcolo di utilità , decide di mettersi d’accordo con la mafia . E’ un calcolo di utilità che può riguardare il politico , l’imprenditore , il professionista e il pubblico funzionario”
La politica è quindi inquinata dalle cosche calabresi?
“In Calabria Giuseppe Pelle , nel marzo 2010, progettava di portare suoi uomini nel consiglio provinciale , prima, e in quello regionale poi, perché si lamentava che i politici promettevano ma spesso non mantenevano. E per questo motivo aveva deciso di far eleggere tre suoi referenti fidati. Il progetto della ‘ndrangheta è saltato perché appena un mese dopo , ad aprile, abbiamo fermato Pelle e molti degli uomini a lui più vicini. Quella dei calabresi è una capacità strategica spesso sottovalutata. Nei pizzini di Provenzano e Messina Denaro e poi nelle intercettazioni di Giuseppe Pelle , emerge la stessa insoddisfazione nei confronti di politici che le cosche avevano appoggiato. Questo non significa che non ci siano i rapporti mafia e politica – che anzi abbiamo accertato nei processi – ma significa che si tratta di mondi diversi tra cui il dialogo non sempre è facile”
C’è un episodio che è rimasto impresso nella mente del procuratore di Reggio Calabria?
“Un singolo episodio sarebbe sempre troppo riduttivo. Durante la nostra attività non abbiamo interrogato collaboratori dello spessore di Buscetta , in grado di svelare un intero sistema criminale. Purtroppo uno come lui non c’è ancora fra i collaboratori calabresi. Però ve ne sono di importanti , ritenuti attendibili dai giudici che li hanno esaminati. Anche questa è una svolta : in passato era diventato un ritornello per molti ripetere che non ci potevano essere veri collaboratori in Calabria. Però fra gli episodi che non si possono dimenticare ci sono le bombe e le minacce ai magistrati
In precedenza la ‘ndrangheta non aveva osato tanto
“Moltissimi anni fa la ‘ndrangheta aveva ucciso l’avvocato generale di Catanzaro , ed è opera dei calabresi l’uccisione dei calabresi l’uccisione del procuratore di Torino Bruno Caccia. Ma nell’ultimo periodo a Reggio ci sono stati fatti gravissimi con carattere di novità rispetto al passato”
Nelle cosche calabresi sono arrivati i pentiti, ma la ‘ndrangheta ha dovuto subire pure il colpo del tradimento delle donne che hanno iniziato a collaborare
“Le loro prime collaborazioni sono arrivate nella seconda metà del 2010. Diverse donne hanno deciso di collaborare anche come testimoni , affrontando coraggiosamente contrasti violentissimi sia dentro che fuori le proprie famiglie. Alcune di loro , per la scelta fatta , hanno perduto la vita. Il ruolo delle donne è decisivo all’interno delle famiglia di mafia. Sono loro che determinano il futuro dei figli e la decisione di collaborare è il segnale di una evoluzione che può assumere caratteristiche positive. Questo cambiamento lo abbiamo visto pure in una serie di giovani e studenti , anche figli di famiglie mafiose , che scelgono la legalità, nel desiderio di vivere una vita normale”
Ma quanto è potente la ‘ndrangheta?
“Le indagini fatte con i colleghi di MIlano , Torino e Bologna hanno evidenziato la dimensione nazionale e internazionale della ‘ndrangheta. I sequestri di beni in molte parti d’Italia hanno dato la prova dell’uso della ricchezza illecitamente accumulata , mentre le tonnellate di cocaina sequestrate a Gioia Tauro mostrano la fase iniziale dell’accumulazione . I soldi però restano solo in minima parte in Calabria. Abbiamo trovato capitali investiti in varie parti d’Italia . In questi anni sono stati sequestrati beni per circa 2 miliardi di euro , almeno metà fuori della Calabria : cifre significative anche se non scalfiscono il potere economico accumulato per decenni”
Questi capitali dove vengono investiti?
“L’investimento iniziale è sempre quello del settore dell’edilizia e degli appalti , il business del movimento terra : sono quelli che da un lato richiedono meno qualificazione professionale e dall’altro sono i più legati al territorio. Ma ormai le cosche sono in grado di fare investimenti in settori più qualificati . Come quello della ristorazione di lusso , dal Cafè de Paris a Roma o in altri locali alla moda. Simili investimenti si sono registrati in molte città d’Italia.
Come avete fatto a Reggio Calabria a Ottenere risultati così importanti in pochi anni?
“Ho trovato giovani magistrati  estremamente preparati e con un altro senso dello Stato e delle istituzioni. Li abbiamo valorizzati al massimo , mettendoli al fianco di colleghi più esperti. Abbiamo messo in pratica il metodo , già sperimentato a Palermo , della circolazione delle notizie e dello scambio delle informazioni con gli altri colleghi anche di altre città. E abbiamo utilizzato la collaborazione delle forze di polizia i cui vertici hanno fatto un grosso investimento mandando funzionari e ufficiali di livello eccezionale. Questo h innestato un circuito virtuoso , recepito anche dalla magistratura giudicante reggina”
Che rapporto emerge dalle indagini fra la massoneria e la ‘ndrangheta?
“In passato ci sono state indagini che non hanno portato a risultati giudiziariamente apprezzabili. Nei quattro anni in cui sono stato a Reggio sono emerse posizioni di singole persone arrestate, anche per associazione mafiosa, che sono risultate iscritte a varie logge massoniche. Sono imprenditori e professionisti appartenenti alla borghesia mafiosa, alla cosiddetta area grigia. E’ chiaro che questa appartenenze sono o possono essere fonte di potere , relazioni e contatti”
Cosa nostra e ‘ndrangheta come si distinguono o si differenziano?
“Tutto il libro fatto con Michele Prestipino ( altro magistrato antimafia ndb ) è pervaso da questo continuo contrappunto che rispecchia la nostra storia professionale vissuta in gran parte a Palermo. Oggi la ‘ndrangheta vive in un periodo di grandissima potenza. Ci sono alcuni elementi di evidente diversità rispetto a Cosa nostra che colleghiamo alla storia e alla geografia delle due terre. La ‘ndrangheta ha un componente familiare molto più forte e c’è anche un apparato rituale più accentuato di quanto non sia in quella siciliana. E poi ha un numero di affiliati molto più alto. Però ci sono elementi comuni : entrambe sono un’organizzazione unitaria , con la disponibilità di un apparato militare , pronto a usare la violenza , e con la capacità maturata nei decenni  di avere relazioni con altri settori della società civile. Entrambe hanno poi una struttura di vertice. Mentre della Cupola di Cosa nostra sappiamo moltissimo , grazie anche a Buscetta , della ‘ndrangheta molto deve ancora essere scoperto”
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Lei ha coordinato l’arresto di Provenzano , ma oggi si parla del presunto patto che avrebbe dovuto garantirne l’impunità. C’è stata una trattativa tra Stato e mafia che, dopo la strage di Capaci, avrebbe visto in accordo pezzi delle istituzioni da un lato e Provenzano dall’altro per arrivare all’arresto di Riina nel ‘93 , consentendo a Provenzano di perseguire la strategia della sommersione?
“Per molto tempo, prima e dopo la cattura di Provenzano , si è sostenuta l’esistenza di questo patto in sedi processuali e non processuali. Noi non  sappiamo se c’è stato , lo vedremo dall’esito dei processi in corso . Ma è certo che la politica di Stato, in particolare il gruppo allora guidato da Renato Cortese, poi dirigente della squadra mobile a Reggio Calabria , e la procura di Palermo , in particolare i colleghi Michele Prestipino e Marzia Sabella, da me coordinati come procuratore aggiunto , hanno arrestato Provenzano l’11 aprile 2006. Per cui , se questo patto esisteva, è stato serenamente violato da chi ha condotto le indagini che hanno portato alla cattura del boss”
Dopo essersi insediato a Reggio avete detto che quella città era nel cono d’ombra dell’informazione. Oggi è cambiato?
“Nel cono d’ombra ci sono stati degli squarci. In parte gli attentati ai magistrati, che hanno determinato una grande solidarietà, a cominciare da quella del presidente della Repubblica. E poi per i grandi successi delle indagini che hanno portato a smascherare le cosche calabresi anche al Nord, nella zona più ricca del Paese. Che il cono d’ombra si sia completamente dissolto non mi sentirei di dirlo”
Oggi siede sulla poltrona  di procuratore capo a Roma, la sede più prestigiosa d’Italia
“E’ un ufficio importante e complesso che ha raggiunto tanti risultati nel corso degli ultimi , grazia ai colleghi di grande valore. Spero di portare il mio contributo delle mia esperienza e di una professionalità , se vogliamo , diversa, visto che non ho mai lavorato a Roma, nel segno dell’indipendenza dell’Ufficio , della trasparenza e dell'impegno per migliorare sempre più il servizio giustizia che dobbiamo rendere ai cittadini, specie quelle più deboli”

mercoledì 25 aprile 2012

INTERVISTA A CAMERON DIAZ “Non vorrei averne ancora 25 ( anni) ! E credo sia sciocco desiderarlo”

E’ una delle dieci attrici più pagate di Hollywood.
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Tra poco compirà 40 anni. Le spaventa?
“No. Quando avevo 20 anni volevo averne 30. Quando ne avevo 30 , ne avrei voluti 40. Amo invecchiare perché mi piace l’esperienza che arriva con l’età, e sfortunatamente la nostra società non dà sufficiente valore a questo. Mi sono sempre piaciute le persone più grandi. Da piccola stravedevo per i miei nonni , per le cose che mi davano, per come mi trattavano : con rispetto”
Non è quella che rimpiangono di non avere più 25 anni, quindi
“Non vorrei averne ancora 25 ! E credo sia sciocco desiderarlo”
Eppure dimostra meno della sua età : come riesce a mantenersi così in forma?
“Fitness. E’ una cosa alla quale mi sono dedicata da sempre , fin quando avevo 20 anni. Il fitness è diventato parte della mia vita. E’ una cosa che non si può fare per una settimana e poi sospendere , deve diventare una costante. Ora non posso stare senza fare movimento: fare sport ogni giorno è una necessità anche in questi giorni che viaggio per lavoro”
E mi dica : per il benessere della mente fa qualcosa?
“Fare sport è alla base anche della felicità mentale. E chi non lo pratica non potrà mai saperlo, purtroppo”
Sembra di parlare con una donna bionica. Le capita mai di sentirsi stanca o di non avere voglia di non fare movimento?
“Ma certo: sono una persona come tutte le altre. Ho anch’io i miei giorni di pigrizia. Sono brava a fare tante cose in una volta , così come sono brava a non fare assolutamente nulla”
Però sembra una persona solare .Le è mai capitato di soffrire di depressione?
“Depressione vera e propria, no. Negli anni ho avuto anch’io i miei momenti down , come tutti, ed è stato proprio da quelli che ho avuto le lezioni più importanti della mia vita.
E’ una delle donne più indipendenti di Hollywood : la si vede da sola in vacanza. Hai mai sofferto per amore?
“Sì, come tutti: ho avuto anch’io le mie brutte esperienze”
E’ single?
“Sono molto felice in questo momento. Grazie per avermelo richiesto”
A breve la vedremo in un film che racconta l’essere genitori: quanto è importante per lei il fatto di diventare madre e di avere una famiglia?
“Sono fortunata perché ho accanto persone fantastiche , sia tra gli amici che nella mia famiglia. Poi, sono circondata dai bambini , ho quattro nipoti, e pur viaggiando molto riesco a vederli tutti regolarmente. E sarò senz’altro molto soddisfatta quando avrò anche io una famiglia tutta mia”
Parla di avere una famiglia , eppure siamo abituati a considerarla il maschiaccio di Hollywood
“In realtà , mi sono sempre considerata molto femminile”
In più è stata scelta come volto femminile di un’importante marca del lusso
“Ho deciso di essere testimonial di questo brand dalla forte identità anche per un motivo affettivo: il mio primo orologio è stato un Tag Heuer. Avevo appena preso il brevetto di immersioni e mi ero comprata questo orologio per poter andare sott’acqua. Ricordo che era un modello da uomo , forse un po’ troppo grande per il mio polso. Me l’ero regalato a 18 anni con i primi soldi gu8adagnati come attrice”
Se non avesse scelto di recitare , che cosa avrebbe voluto essere nella vita?
“Credo avrei sviluppato il mio interesse per il comportamento degli esseri umani. Mi ha sempre incuriosito capire perché le persone si comportano in un certo modo , e come funziona la nostra mente”
Sarebbe quindi diventata sociologa?
“Chi può dirlo? In realtà è un po’ quello che faccio nel mio lavoro: guardare come si comportano gli altri e raccontare poi delle storie in cui tutti possano riconoscersi”
Lei è impegnata personalmente nella promozione dell’uguaglianza e dell’affermazione femminile all’interno della nuova istituzione delle Nazioni Unite, UN Women. Quali caratteristiche deve avere una donna, oggi, per emergere?
“L’onestà su quello che sei veramente. Siamo tutti individui in grado di fare grandi cose, dobbiamo però seguire le nostre passioni e vivere la vita con uno scopo preciso. SE una donna è così , non importa se emerge o meno, perché può dire di essere una persona vera. E questa per me è la cosa più importante”
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Se potesse scegliere una donna come presidente degli Stati Uniti , chi sarebbe e perché?
“Questo non è un bel momento per la politica. Sono convinta che Hillary Clinton sarebbe un ottimo presidente : ha lavorato tutta la vita per essere nella posizione in cui si trova ora , e per motivi di merito. Le sue conoscenze , la sua esperienza, la sua reputazione sarebbero di grande aiuto per il Paese”
Lei sostiene molte cause ambientaliste. Nel 2009 ha girato il documentario Cameron Diaz Saves The World!, dove viaggiava per gli Stati Uniti chiedendo quale fosse il primo problema ecologico da risolvere. Quale crede sia , in questo momento, la cosa più importante di cui ci si dovrebbe occupare?
“Credo che si debba soprattutto lavorare sulla consapevolezza. La gente deve essere al corrente di quello che sta accadendo.. Oggi è molto difficile fare scelte positive per l’ambiente rispetto al passato , quando c’erano più possibilità. Diventa quindi fondamentale sapere e come e cosa consumare, che cosa mette il nostro pianeta in pericolo e che cosa invece lo può salvare”
Come si vede tra 10 anni?
“Felice, spero: è il mio unico obiettivo, assieme a quello di fare il mio lavoro il meglio possibile. Quando mi facevano questa domanda all’inizio della mia carriera, dieci anni mi sembravano un sacco di tempo. Io però non penso mai al futuro, ma solo a questo istante, al fatto che sono sono qui, ora”
Qual è la sua filosofia di vita?
“Essere una persona generosa e grata. Così , qualsiasi cosa tu dia, ti verrà restituita uguale e magari migliore”
Ha un mantra?
“Essere grata, appunto”
E’ religiosa?
“Preferisco dire spirituale”

domenica 25 marzo 2012

INTERVISTA A NINA ZILLI “A un appuntamento galante se uno che mi piace fa partire Let’s Stay Together di Al Green , le mutande volano subito. E anche Marvin Gaye e Barry White mi fanno quell’effetto”

Nina Zilli, cantante e spalla di Panariello in “Panariello non esiste”.
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Ha definito la sua canzone “Per sempre” strappamutande, in che senso?
“Scherzavo”
Non può essere solo uno scherzo
“Diciamo che la musica , soprattutto il rhythm and blues del passato , aiuta a sedurre. A un appuntamento galante se uno che mi piace fa partire Let’s Stay Together di Al Green , le mutande volano subito. E anche Marvin Gaye e Barry White mi fanno quell’effetto”
Altra parola che lei ha usato e che merita una spiegazione “Zerbinamento”
“Adesso sono fidanzata con Ricky (Riccardo Gibertini , trombettista ndb) , ma in passato mi è capitato spesso di fare la donna-zerbino, cioè di correre dietro a un uomo. Da adolescente i maschi non mi filavano , anzi, mi massacravano perché avevo l’apparecchio per i denti. L’ho portato fino ai 14 anni e mi ha segnato la vita , proprio come i dentoni da coniglio. C’è di peggio lo so , ma è stata dura: ero timidissima, dai 7 ai 13 anni non ho quasi mai parlato. Mi ha salvato , alle superiori, il quadrimestre di studio che ogni anno passavo in Irlanda: mi ha liberata da mille paure”
Dopo che studi ha fatto?
“L’università privata, lo Iulm, dove mi sono laureata in Relazioni pubbliche con la specializzazioni in costumi e pubblicità. In pratica, aria fritta o, come dico io, stronzologia. Tesi sulle subculture giovanili: i biker, i punk alla Sex Pistols”
E’ andata  a Sanremo , tra Morandi e Celentano , cosa penserebbero quei punk…
“Vomiterebbero su tutto questo, lo so. Ma a Sanremo si è visto di tutto : Mina, Tenco , Vasco. E poi io sono vecchia dentro: la passione per la musica black , la Vespa, i vinili, il Brionvega”
Cos’ha in comune con un teenager?
“Forse Internet, Youtube”
L’ultima scoperta che ha fatto online?
“Twitter. E’ stato Marracash a sverginarmi, mi ha spiegato tutto”
L’ultima volta su Youporn?
“Ci sono andata per la prima volta due mesi fa, dopo che un amico mi aveva parlato delle categorie pazzesche e schifose come “animals”. Quella non l’ho guardata , però un occhio alle altre l’ho buttato. E’ stato educativo . Ma quante seghe si fanno i ragazzini di oggi? Una volta c’erano solo i giornalini porno , e prima ancora il Postal Market”
Scusi, ma lei che ne sa?
“Me l’hanno raccontato i miei amici”
E’ vero che voleva fare la dentista?
“Sic come ero in qualche modo esperta , mi sembrava una buona idea. Volevo studiare in America , perché ero innamorata di un ragazzo di Chicago . Vinsi anche una borsa di studio , ma alla fine decisi di iscrivermi in Italia, in compenso restai a vivere negli Stati Uniti. Per due anni: mi guadagnavo da vivere dando lezioni sulla Divina Commedia agli studenti di letteratura italiana – spero di non aver detto troppe cazzate a quei ragazzi – e tornavo in Italia ogni tre mesi per fare gli esami. Mia madre era furiosa”
Era furioso anche suo padre , quando scoprì che aveva cambiato nome?
“All’inizio , non fu felice. MI chiamo Maria Chiara Fraschetta , che non è il massimo. Nina è un omaggio a Nina Simone , Zilli è il cognome di mamma”
Con la musica quando ha iniziato?
“A 5 anni, nel coro della chiesa”
Saprebbe cantarmi una strofa di una qualsiasi canzone di un suo collega sanremese di quest’anno? Per esempio, Emma?
“No”
Gigi D’alessio?
“No”
Pierdavide Carone?
“No… Vediamo: conosco qualcosa di Renga, Bertè , Noemi, Dolcenera, Marlene Kuntz, Finardi, Bersani..”
Com’è nato il duetto sanremese con Skye dei Morcheeba?
“Le ho scritto , e quando ha saputo che avremmo cantato insieme Grande, Grande, Grande , mi ha risposto subito su Facebook per dirmi che accettava”
Tony Renis , che quella canzone la scrisse per Mina , l’ha chiamata dall’America
“Abbiamo parlato per ore. MI ha anche detto che Sarah Vaughan voleva portarselo a letto..”
A Sanremo l’hanno accusata di fare il verso ad Amy Winehouse?
“Ci sono abituata è normale , vista la sua fama. Era bravissima , ma io guardo alle grandi interpreti della black music degli anni ‘50 e ‘60 e non a lei”
L’ha fatta anche lei la vita spericolata?
“Insomma. In America – dove non si può ordinare alcol fino ai 21 anni , e io ne avevo 18 – mi procurai una carta d’identità per entrare nei locali : una volta mi hanno fermato all’ingresso e, se non fossi scappata, mi avrebbero portato in commissario per espellermi”
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Sembrava dovesse recitare per Ozpetek
“Ferzan mi voleva , ma temevo di fare la figura della cagna. In futuro , magari”
Intanto affianca Panariello nel suo nuovo show su Canale 5
“Canto e interagisco con ospiti stranieri, visto che Giorgio non sa l’inglese. Siamo come Sandra e Raimondo”
E’ vero che l’anno scorso le avevano offerto di fare il giudice a Xfactor?
“Sì, ma non me la sono sentita di giudicare cantanti. Il mio piccolo stupro artistico l’avevo già subito nel 2004, quando i discografici mi volevano trasformare in una specie di Madonna dei poveri”
Maglio Madonna o Lady Gaga?
“Lady Gaga. Madonna è stata un gigante , ma adesso è vecchia. Dovrebbe ritirarsi a vita privata”

domenica 18 marzo 2012

INTERVISTA ALL’ATTRICE JULIETTE BINOCHE “Dunque sono fiera di dire a voce alta che ho 48 anni , con la mia faccia vera e le mie rughe in versione originale”

Juliette Binoche, attrice francese
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Problemi con il tempo che passa?
“Vuole scherzare? Non ne ho, perché la vita l’ho vissuta, non ho sprecato neanche un giorno. L’intensità è il mio marchio di fabbrica , la metto in cosa che faccio : quando ho sete sono veramente assetata , quando mi arrabbio divento terribile , se sono felice rido. Ho vissuto con tutta me stessa la voglia di attrice, ma anche quella di madre e di donna, non sono mai stata capace di impegnarmi su un solo fronte. Penso di essere un’artista in ogni cosa che faccio: se cucino o sistemo la biancheria in un armadio, ci metto la stessa passione. Dunque sono fiera di dire a voce alta che ho 48 anni , con la mia faccia vera e le mie rughe in versione originale”
E’ contraria alla chirurgia estetica?
“Un mio professore di teatro una volta mi ha detto una cosa che mi è rimasta in mente: il volto di un’attrice è come un libro, se cambi quello che c’è scritto non lo capisci più. Per questo il viso deve essere autentico”
Meryl Streep qualche ritocco lo ha fatto , eppure è sempre molto espressiva
“La adoro , ma ho altro modelli : Louise Brooks , Anna Magnani, Liv Ullmann, Gena Rowlands, attrici ribelli che sono state muse di registi come Pasolini, Rossellini, Bergman, Cassavetes. Hanno affrontato la cinepresa con le loro rughe , le occhiaie profonde , con un fascino che ha fatto grande il cinema”
Lei come conserva il suo charme?
“Mettendoci molto più impegno di quelle che vanno dal chirurgo estetico. Mi piace conquistarmi la bellezza , occupandomi di me stessa attraverso buoni gesti quotidiani , cercando e dando amore”
E’ di nuovo innamorata?
“Molto innamorata”
E nel frattempo lavora in continuazione…
“Ho appena finito a Toronto Cosmopolis , il nuovo film di David Cronenberg , in cui sono l’amante di Robert Pattinson. E a breve comincerò in Francia un film di Bruno Dumont in cui sarò la scrittrice Camille Claudel : gireremo interamente in un ospedale psichiatrico , con veri malati mentali, raccontando gli ultimi tre giorni di questa donna che ha lottato fino all’ultimo contro un sistema che le impediva di esistere”
In Elles, presentato al Festival di Berlino e appena uscito nei cinema francesi , interpreta invece una giornalista . Ha cambiato idea sul nostro mestiere?
“Ho molto amato questo film , interamente concepito da donne: regista , produttrice, sceneggiatrice. Parla della prostituzione studentesca , un tema di grande attualità in Francia, una realtà durissima , che comincia in maniera soft , quasi come un gioco per ragazze libere e finisce spesso nell’autodistruzione. Viviamo in una società che ha distorto l’immagine del sesso , siamo costantemente eccitati da stimoli che portano al consumo dei corpi anziché all’amore forse sarebbe il caso che i giovani capissero che l’amore non dipende dalle dimensioni del suo sesso”
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Oltre al cinema , continua a fare teatro , porterà in tournée opera di Strindberg
“Ciò che mi interessa di più , dell’esperienza , è la possibilità che ti dà testo come questo di andare in fondo a te stessa , per capire che cosa davvero stai cercando”
Lei ha vinto premi in tutto il mondo : come le hanno cambiato la carriera?
“I premi hanno cambiato la mia immagine all’esterno, ma io in fondo non sono cambiata. Ho sempre gli stessi dubbi e la stessa voglia di coltivare la mia passione. Certo, i riconoscimenti fanno piacere : il nostro è un modo astratto , mentre la statuetta che ti danno è una cosa concreta , la puoi toccare , guardare. Ma la cosa più importante resta la passione”

domenica 26 febbraio 2012

INTERVISTA A ELEONORA BOLLA “A 16 anni ho iniziato a soffrire di anoressia: era un modo per gridare “Papà, guardami”, perché in quel momento lui non c’era , e io avevo bisogno”

Nel film di Fausto Brizzi , Com’è bello far l’amore, Eleonora Bolla decide di scoprire il sesso con il suo miglior amico.
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Ricordi d’infanzia
“Nel giorno in cui sono nata mia madre ha scoperto di soffrire di sclerosi multipla. Per nove anni è stata abbastanza bene. Poi dalla provincia di Treviso ci siamo trasferiti a Padova , cambiando città e ambiente lei ha perso i suoi trasferimenti, e la malattia si è aggravata”
Che ricordi ha di quel periodo
“Nessuno. Non ricordo nulla di ciò che ho vissuto prima dei miei 12 anni. Mia madre non ha mai accettato la sua malattia , è caduta presto in depressione , e in quel baratro ha trascinato anche a me”
E’ figlia unica?
“Ho fratello più grande, nato da una relazione precedente di mio padre. Ma non ci siamo molto frequentati perché ha sempre vissuto a Udine con sua madre e i rapporti tra i nostri genitori erano… complessi”
Suo padre era presente?
“No: è un chirurgo pediatrico , la sua vita è sempre stata l’ospedale. Mamma era completamente sola a combattere , non poteva contare neppure sulla sua famiglia d’origine : i miei nonni materni sono morti quando ero piccola”
Lei quindi a casa era solo con sua madre?
“Sì. E la sua solitudine era anche la mia . Quando non riusciva ad alzarsi del letto , ero io a cucinare e ad occuparmi della casa”
Sua madre era affettuosa con lei?
“Non saprei risponderle . Era concentrata sulla sua malattia , e lo capisco, non è facile accettare una diagnosi di quel tipo. Era presente , ma quella cosa me la portava via in molti momenti”
Diceva che i suoi ricordi partono dai 12 anni. Che cosa è successo a 12 anni?
“Mio padre ha chiesto la separazione. Sarei dovuta andare a vivere con lui , ma ho scelto di vivere con i nonni paterni”
Perché?
“Non accettavo che avesse lasciato mia madre in quella situazione , provavo rabbia nei suoi confronti. A 16 anni ho iniziato a soffrire di anoressia: era un modo per gridare “Papà, guardami”, perché in quel momento lui non c’era , e io avevo bisogno. Sono arrivata a mangiare una pesca al giorno , pesavo 45 chili che, per la mia costituzione non esattamente minuta, erano pochissimi”
Come ne è uscita?
Facendo equitazione: il cavallo mi ha aiutato a superare la fase critica. Ma è stata una lunga battaglia. Per sei anni mi si è interrotto il ciclo mestruale , e non avevo nessun desiderio sessuale. Quando hai un rapporto problematico con il cibo, te lo porti dietro fino a quando non risolvi tutti i tuoi problemi”
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A che punto è oggi?
“Ho capito che cosa mi fa star bene: recitare”
Come è arrivata a farlo?
“Dopo il liceo linguistico , sono entrata al Palcoscenico, l’accademia d’arte drammatica di Padova: dopo un mese sapevo che era quella la mia vita. Sai una cosa buffa? Tempo fa ho incontrato la mia maestra delle elementari , e quando ha saputo che facevo l’attrice mi ha detto : Allora ce l’hai fatta . Hai sempre detto che volevi fare l’attrice”. Non ne avevo il benché minimo ricordo”
Che cosa le piace della recitazione?
“Mi permette di dare voce ai sentimenti , alle paure. Ho letto una frase bellissima “Ognuno di noi è un bambino che urla se non viene ascoltato, devi continuare a urlare finché qualcuno ti sente”. Io non ho mai smesso di credere che un giorno avrei avuto una vita mia , anche nei momenti peggiori. Proprio alla vigilia del mio saggio per entrare in accademia , i miei nonni paterni – che vivevano con me , erano come due genitori – sono morti entrambi : lei di tumore , lui di crepacuore una settimana dopo”
E lei è rimasta di nuovo sola?
“Mi sono trasferita a Roma , dove ho sempre lavorato per mantenermi. Fino a luglio scorso facevo la cameriera”
Ozpetek l’ha voluta nel suo nuovo film, Magnifica presenza
“Aveva il cast già completo ma, dopo aver visto il mio provino, ha voluto scrivere una piccola parte apposta per me. Sono felicissima”
Fidanzata?
“No, single. Ho chiuso da poco una storia di tre anni. Era un rapporto a distanza , e ho l mie colpe : pensavo solo al lavoro”
Non desidera una famiglia?
“Sposarmi non mi interessa , avere dei figli sì. Meglio ancora, adottarli. Forse è la voglia di compensare i vuoti che ho , l’amore che mamma non ha potuto darmi”
Dov’è oggi sua madre?
“In una struttura specializzata per l’assistenza ai malati di sclerosi multipla . Prima era un continuo entrare e uscire dall’ospedale”
Va a trovarla?
“Solo se sto bene. Perché, anche se spesso non mi riconosce neppure, voglio che mi vede allegra”

martedì 21 febbraio 2012

INTERVISTA AD ANTONIO BANDERAS “Bisognerebbe essere abbastanza intelligenti da capire che ci sono altre emozioni che si conquistano solo con il passare del tempo: calore , complicità. E che ogni crisi che riesci a superare ti rende più forte”

Antonio Banderas sex symbol giunto a 51 anni. E’ al cinema con un film di Steven Soderbergh , Knockout- Resa dei conti.
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Soderbergh è diverso da Almodovar?
“L’opposto. Almodovar è super pignolo, gira la stessa scena ancora e ancora , e agli attori dà indicazioni molto precise di quello che vuole. Mentre Soderbergh li lascia totalmente liberi”
Ha detto che sua moglie , Melanie Griffith , è rimasta colpita soprattutto da Gina Carrano
“Quando abbiamo visto il film insieme per la prima volta, mi continuava a toccare con il gomito e mi bisbigliava all’orecchio “E’ fantastica, è sveglia”. E ancora “E’ bella, è sexy”.
Ed è forte. La stessa qualità che lei attribuisce a sua moglie
“Melanie ha sempre avuto l’immagine di una donna fragile, vulnerabile. Ma quando la conosci meglio, ti rendi conto che è capace di affrontare qualunque situazione. Lo ha dimostrato combattendo e vincendo le sue dipendenze. In famiglia siamo tutti molti di fieri”
E’ questa forza nascosta ad averla colpita quando vi siete conosciuti?
“All’inizio ti innamori senza sapere perché. All’epoca sapevo solo che l’ammiravo come attrice. Avevo visto una donna in carriera , Vite sospese e altri film che lei aveva girato tra gli Anni Ottanta e Novanta , e l’avevo trovata spontanea , reale , una che non finge di essere qualcosa di più o di diverso da quello che è. Ogni volta che i giornalisti mi chiedevano quale fosse la mia attrice preferita , rispondevo : Melanie Griffith”
Poi è arrivato il vostro primo film insieme, Two much-Uno di troppo. E l’inizio della vostra storia.
“Entrambi all’epoca stavamo uscendo da due relazioni senza più senso”
Nessuno avrebbe scommesso su di voi. Invece siete ancora insieme, benché le coppie di Hollywood difficilmente resistano
“Stare insieme è difficile per tutti. Nel nostro ambiente sembra che i divorzi siano ancora più frequenti perché siamo personaggi pubblici e tutti vengono a sapere se e quando una storia finisce. Ma il problema è sempre lo stesso : molti sono attratti dalle sensazioni che si provano all’inizio di una relazione , e quando quella fase finisce , si danno da fare per provarle di nuovo con qualcun altro. E poi qualcun altro ancora. E ancora . Ma bisognerebbe essere abbastanza intelligenti da capire che ci sono altre emozioni che si conquistano solo con il passare del tempo: calore , complicità. E che ogni crisi che riesci a superare ti rende più forte”
Voi ne avete avute parecchie
“In diciassette anni ci sono stati alti e bassi. Non lo abbiamo mai nascosto, anche se non siamo andati in giro a dire : “Stiamo attraversando una fase difficile , non sappiamo se ne usciremo”. Durerà tutta la vita? Non lo so. Ma fino a oggi nessuno dei due ha mai pensato seriamente di abbandonare la nave”
Crede che il fatto che sua moglie lavori meno di lei abbia aiutato la vostra relazione?
“Di certo è stato utile alla famiglia, perché i figli hanno avuto la mamma vicina. Ed è una delle ragioni per cui Melanie negli anni passati ha scelto di rinunciare a parecchi progetti pur di stare a casa con Stella ( loro figlia ndb). Tanto più perché sapeva che cosa vuol dire crescere in una famiglia di Hollywood ( sua madre è l’attrice è Tippi Hedren ndb)
Anche lei ha fatto rinunce per stare più vicino a sua figlia?
“Da questo punto di vista mi sento più in colpa. Ho detto sì a film che mi hanno tenuto lontano da casa per troppo tempo. Stella è una ragazza ormai, ma ha ancora bisogno di papi. E stare a lungo fuori casa non è stato facile neanche per me. Non importa se dormi in un hotel di lusso , alla fine sei comunque in un letto da solo. Fa parte del mio lavoro e non mi lamento, sarebbe ingiusto considerati i problemi che un mucchio di gente deve affrontare , dico solo che talvolta è un peso”
E’ vero che lei e Melanie state per lavorare di nuovo insieme?
“Stiamo producendo una serie Tv , This American Housewife. Io ho una piccola parte e lei è la protagonista , ma per ora abbiamo girato solo il primo episodio. Nel frattempo lavoro al mio prossimo film, Solo, che dirigerò e interpreterò. E con Melanie produrrò anche Autòmata, una storia di fantascienza filosofica”
Il suo primo film americano , I re del mambo, uscì giusto vent’anni fa
“Pensavo che non mi sarei trasferito qui , che al massimo avrei fatto avanti e indietro dalla Spagna. Ma poi ho incontrato mia moglie. Io non avevo figli , lei ne aveva due: toccava a me trasferirmi”
E’ stato difficile adattarsi?
“Sì. Intanto per la lingua. Non avere le parole giuste vuol dire non poter esprimere la tua personalità”
Ricorda qualche episodio in particolare?
“La mia prima intervista live in Tv. Mi chiesero quale fosse il mio cibo preferito e io risposi “Francis Ford Coppola”
E’ difficile parlare d’amore in un altra lingua?
“E’ strano. Perdi il contatto , le emozioni e i ricordi legati alle parole e, in un certo senso, questo ti fa sentire più libero. ERa molto più facile, per me, dire I love you che te quiero”
Libertà è un concetto che ricorre spesso nei suoi discorsi
“Mentre crescevo e diventavo uomo, la Spagna passava dalla dittatura alla democrazia. La libertà è un concetto centrale per me e per la mia generazione , e cerco di insegnarlo ai miei figli. Soprattutto alle ragazze, perché in un mondo di uomini è importante che imparino a essere indipendenti e a fare le loro scelte”
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In che modo glielo insegna?
“Parlando, ascoltando. E spesso sono io quello che impara. Di recente, per esempio, ho imparato che mia figlia Stella non è più una bambina , ma un’adulta che legge Joyce e che ha le sue idee sul mondo. E’ stato piuttosto scioccante”
Parliamo dei suoi, di genitori. Suo padre è morto nel febbraio 2008
“Aveva un tumore al pancreas, i dottori mi dissero che non gli restavano più di due mesi di vita. Per fortuna non stavo lavorando e ho avuto l’opportunità di stargli vicino : è morto letteralmente fra le mie braccia. Una lezione di vita”
Che cosa intende?
“La sua morte mi ha fatto capire ancora di più quanto la famiglia sia importante , e che la prossima volta toccherà a me. E’ come se mio padre mi avesse detto “La vita è breve : vivila. Ogni secondo”
L’anno dopo , il 2009, ha scoperto di avere un tumore alla schiena
“Benigno, per fortuna. Ma l’ho saputo solo dopo la biopsia. E se non l’avesse preso per tempo, chissà come sarebbe andata a finire”
E’ cambiato anche il suo atteggiamento verso la religione? A lungo aveva dichiarato di non credere. Eppure , negli ultimi anni, ha preso parte alle celebrazioni della Settimana santa a Malaga.
“Per un periodo della mia vita la razionalità ha prevalso. “Sono solo favole”, dicevo a me stesso. Ero giovane , arrogante. In seguito ho ricominciato a interessarmi alla spiritualità , una ricerca che è partita da altre culture ma che mi ha riportato a casa , a Malaga. Ho capito quanta dolcezza e bellezza c’è in quelle tradizioni , e che quando la gente crede in qualcosa , quella cosa diventa reale”
Quindi ha ricominciato a credere in Dio?
“Non lo so. Ma accetto la possibilità che esista. Ricordo mio padre guardare la processione dal balcone di casa qualche anno prima di morire. La statua del Cristo era appena passata, lui si voltò e mi disse “Non credo che ci sia niente dopo la morte , ma sono curioso di scoprirlo”. Forse è così , forse c’è qualcosa di misterioso e meraviglioso che ci sorprenderà”

lunedì 5 dicembre 2011

INTERVISTA A KRISTEN DUNST “Non faccio niente di particolare per tenermi in forma. Ancora meno quando giro , perché si lavora così tanto, si è così stanchi, che l’ultima cosa che ti viene in mente è andare in palestra”

Kristen Dunst è la protagonista di Melancholia di Lars Von Trier “Lars Von Trier è stato categorico : mi ha detto che nei miei occhi doveva leggersi solo la tristezza”.

Lei è sopravvissuta alle riprese o a Lars Von Trier

“Più che faticoso è stato catartico , mi sono lasciata andare e sono diventata vulnerabile. E’ stato difficile immedesimarsi, a volte doloroso ; alla fine delle giornata mi trovavo senza energie”

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Dove ha cercato le emozioni per raccontare la depressione?

“Lars e io abbiamo parlato molto della sua esperienza con la depressione. Ci siamo scambiati idee su come si manifesta e come viene percepita. Lars ne ha sofferto a lungo e ha ancora alti e bassi. Ognuno la vive in maniera diversa. Lui non solo la tiene a bada , ma la usa per scrivere storie incredibili. Io ho preferito dimenticarla. Non sono così forte da utilizzarla , anche se so benissimo che alle spalle di tanti libri e opere d’art ci sono storie di nevrosi”

Raccontarla al cinema è stata una bella sfida

“Certo. Quando sei depresso non fai molto, dunque sai che noia filmare uno che rimane immobile e catatonico tutto il giorno! Devi inventarti qualcosa e Lars ci è riuscito , mettendo in scena quell’idea meravigliosa del pianeta che incombe, del cielo che diventa sempre più nero , della fine di tutto che si avvicina ed è davvero quello che provi: ti sembra che il mondo ti cade addosso. Anche se poni, paradossalmente , in certe situazioni estreme , i depressi sanno reagire con un’improvvisa energia. Se non ti aspetti nulla della vita , non hai più paura”

Ha lavorato con Alexander Skarsgard

“lo adoro, è così dolce. Ed è un ottimo attore. Anche molto divertente , e non è male trovare qualcuno che tiri su di morale. Poi è bello. In una scena dovevamo spogliarci entrambi… Lui si è tolto la camicia e io l’ho fermato "Ehi, no, stop, stop, sei troppo bello , togliti prima i pantaloni e tieni su i calzini , dai!”. In The Blood era sempre senza una camicia ed era un piacere vederlo”

E’ stato imbarazzante per lei spogliarsi nella scena in cui si sdraia e la macchina da presa la studia?

“Una scena splendida , che fa capire molto bene l’intimità del rapporto tra Justine e il suo pianeta , fra lei e la malinconia. Sapevo che sarebbe stata bella, ma mentre la giri è diverso. E’ buio, fa freddo, ci sono zanzare , c’è lo scenografo che sistema la scena e ti veste. Poi, inizi ed entri nella magia del cinema”

Vederla nuda attira inevitabilmente l’attenzione sulla sua bellezza

“Non faccio niente di particolare per tenermi in forma. Ancora meno quando giro , perché si lavora così tanto, si è così stanchi, che l’ultima cosa che ti viene in mente è andare in palestra”

Tutte le attrici che hanno lavorato con Lars poi ne parlano con totale venerazione

“E sa perché ne parlano così? Perché recitare con lui è un’esperienza liberatoria. Sa dove vuole arrivare e ti ci fa arrivare , senza costringerti. Fa tutto lui. Non sapevamo che cosa avremmo fatto, sapevamo solo che quella determinata scena si sarebbe girata in quella data stanza. La macchina da presa vaga per un quarto d’ora , lui può essere presente o anche no e tu ti senti nelle sue mani . Sul set regna un’atmosfera magica”

Per questo è riuscito a tirarle fuori quello che aveva dentro?

“Direi di sì , è una qualità che vorrei avere anch’io se mai un giorno dovessi passare dall’altra parte della macchina da presa. Dipende da come sai parlare agli attori , dal feeling. Una bella ripresa da sola non basta: si devono percepire le emozioni e Lars è in grado di tirare fuori dagli attori cose di cui nemmeno loro sono consapevoli. Una volta con Charlotte Gainsbourg stavamo interpretando la scena del pianeta in un certo modo. Lui mi ha fermato “Okay, rifai la scena come se fossi dispiaciuta per il pianeta , come se il pianeta fosse la cosa più bella per te” . E tutto è cambiato”

E’ mai violento con gli attori?

“Se qualcuno lo fosse , mi bloccherei. Non puoi aprirti se non ti fidi del tuo regista e neppure se ti maltratta”

Lei ha difeso Lars Von Trier a Cannes , dopo le sue dichiarazioni che sostenevano il nazismo

“Non ho voglia di parlare di questo argomento. Lui ha sbagliato , ma è stato provocato ed è un provocatore lui stesso e le sue parole a volte sono solo paradossi”

Quando lei attraversa momenti bui , cosa la aiuta davvero?

“Avere un copione da studiare e andare in un altro mondo. E’ successo con Melancholia. Convivere con la depressione è difficile , ma in un certo senso percepisce le cose meglio degli altri, le conosci più in profondità , ti trasformi in una specie di profeta. Mentre studiavo la parte, mi sono ritrovata a fare mille riflessioni. Mi piaceva la depressione di Justine così psichica e romantica al tempo stesso. Il pianeta che si avvicina alla Terra per lei è una sorta di amante perduto. In quel momento puoi avere tutte le preoccupazioni del mondo, ma sei lì, col copione fra le mani , t’immergi nella storia , evochi immagini ed emozioni. E dimentichi tutto il resto”

I ruoli difficili sembrano piacerle

“Mi piace lavorare accanto a persone di cui condivido la visione del mondo, come Sofia Coppola. Mi piace fare parte delle loro storie”

Tornando a Melancholia , qual è la stata la scena più difficile da girare?

“Quella con Charlotte Gainsbourg alla fine. In tanti altri momenti siano in sintonia , ma in quella no. Tendo ad andare d’accordo con tutti sul set e quando non è così provo disagio . In quel caso non so cosa sia successo , mi sembrava strana anche la mia voce, strana e fastidiosa”

Come è stato il passaggio dai film di cassetta come Spiderman a questo?

“Mi piacciono tutti i film di tutti i generi , perché ho bisogno di esprimere stati d’animo diversi. Vorrei che mi chiamassero per una commedia. Dopo essermi vista in questo film ho pensato “Voglio guardarmi ridere”. Non puoi essere sempre cupa , pesante. La prossima volta voglio spassarmela!”

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E’ vero che la scena del matrimonio è cambiata perché l’abito doveva essere molto speciale e ha dovuto indossarlo per circa due mesi?

“Sì, ma mi piace che Justine lo strappi , senza preoccuparsene molto , che si tolga gli orecchini, si faccia un bagno e se lo rimetta come se si trattasse una maglietta qualsiasi. Era davvero qualcosa di completamento inedito , anche se si raccontava un matrimonio”

E se finisse il mondo , sarebbe calma come il suo personaggio nel film?

“Proprio per niente , sarei come Charlotte : andrei fuori di testa”

Crede nella spiritualità , in un ordine cosmico o nel destino?

“Non mi faccia entrare in questi discorsi”

Ha fiducia negli esseri umani?

“Il nostro inconscio è estremamente potente e se pensi intensamente a qualcuno, ti arriverà un email da parte sua. Credo che siamo stati tutti collegati”

Non le spiace che stiano girando un quarto Spiderman senza di lei?

“Gli attori sono tutti bravissimi e alla prima non mancherò. Certo, è strano che ti dicano “Sei troppo vecchia per questo ruolo” quando hai solo 29 anni”

Lei è reduce dal set di Sulla strada

“Sarà un film importante , tratto com’è da un romanzo che ha affascinato numerose generazioni. Mi piace il regista , Walter Salles, e mi è piaciuto molto uno dei suoi film , I diari della motocicletta”

E’ stata anche lei in un campo di addestramento beatnik come il protagonista , Sam Riley?

“Non era necessario , perché il mio ruolo era meno importante. Ma ho letto il libro di Carolyn Cassidy , Off the road, un grande libro in cui l’autrice racconta i vent’anni passati da Kerouac e gli altri poeti di quella generazione. Adesso però basta film seri : voglio farvi ridere!”