venerdì 20 novembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
INTERVISTA AD AMANDA LEAR “In Italia vediamo solo le tettone della Marini”
Perché è scappata via dall’Italia?
“Macché scappata! Sono a Parigi da 8 mesi perché sono in teatro , tutte le sere facciamo il pienone e ci resterò fino al 2010”
Ma non c’è solo il teatro : alla soglia dei 60 anni anche un altro disco..
“Sì, è una bella avventura, il Dj Deadstar mi ha avvicinata a Parigi , mi ha proposto un paio di canzoni , e ho visto che ha delle idee abbastanza nuove , all’avanguardia”
Lei si sente più pittrice, cantante , showgirl , attrice?
“Per ora sono attrice al 100%, st’avventura teatrale , è impegnativa , faticosa , però soddisfacente. Ma era giunto il momento di far vedere che con la mia voce posso cantare delle cose un po’ più jazz, un po’ più diverse”
Una voce su cui in gran parte è stata costruita la sua carriera …vero che ha cercato di ingrossarla anche grazie al whisky?
“Sì, è vero non rinnego, però non si può ridurre una carriera di trent’anni alla canzone “Tomorrow”. Dunque mi sono rifiutata di venire alla trasmissione di Conti e tutte le altre cose dove mi chiedevano sempre le stesse cose..”
Capisco ..un altro tormentone è stato l’equivoco uomo-donna?
“Sì, questo è molto italiano, tutte alle volte alla gente piace ricominciare daccapo, però è come dire a Ursula Andress “hai fatto delle foto nuda”. Eh sì, 40 anni fa . Quello che importa è che Amanda Lear adesso ha una nuova carriera davanti, un’altra incredibile alle spalle, e continua avanti quando tutti si sono già fermati , morti e seppelliti. E addirittura ci sono dei progetti pazzeschi, forse mi chiederanno anche di venire a Sanremo”
Insomma, tutto si sente tranne la suocera di cui parlava Alba Parietti..
“Ah, Alba è meravigliosa , però, nonostante sia bella, in gamba, la riducono a fare l’opinionista , e mi dispiace, perché è una ragazza che si merita molto di più. Ma non solo lei : anche la Cuccarini, la Barale, ci sono un sacco di ragazze che ci sanno fare, e purtroppo in Italia vediamo solo le tettone della Marini”
Ci sono talenti che vengono messi da parte senza motivo?
“Certo, io stessa : star internazionale , parlo 5 lingue , milioni di dischi venduti , ecco: siediti lì , mettiti un bel vestitino , eh no ragazzi dai… Molte ragazze che vedi in tv non sanno cantare , ballare né fare altro , e ti chiedi : a chi l’hanno data? E’ una cosa incomprensibile”
IN Italia si fa anche troppo gossip… la sua storia con Manuel è proprio finita?
“Sì, Sì, siamo in ottimissimi rapporti , è un ragazzo adorabile , però io purtroppo sono In Francia e lui in Italia , non si può mandare avanti una storia per telefono”
E ora ci sono i due ragazzi 18 enni di cui parlano i giovani?
“T’immagini , se vado in giro con un 18 enne ? Non ho il tempo, non ho la voglia. E sto bene così bene da sola..”
Lei è stata sposata per più di vent’anni
“Sì, è stato un matrimonio meraviglioso , l’ho perso , purtroppo, ma non lo rifarei”
Anche con Salvador Dalì è stato tanto
“Sì, una storia meravigliosa , che è durata 15 o 16 anni . Uscirà la mia biografia in Francia , “Non sono quella che voi pensate” ed è bella perché racconto di Dalì , di Warhol , di David Bowie , della mia vita incredibile”
Una vita difficile ma lei non si è mai spezzata..
“Ma sì , per questo disco si chiasma Brief encounters, è così: la felicità son tutti questi incontri , brevi o no, che ti danno un’emozione , è tutto questo che fa la vita . Ma quando è finito non mi guardo mai indietro , mi interessa cosa farò”
Tutti hanno l’idea dell’icona sexy che gira in casa con stivali alti neri..
“Io adoro i miei gatti, la mia casa , il mio giardino , adoro girare in pantofole , dipingere… tutte queste feste e chi ci va più? Se devo andare al Festival di Cannes è perché c’ho un film presentato lì , ma non vedo perché se uno non ha un cazzo da fare si mette in mostra sul tappeto rosso a farsi vedere . Non è per me”
Però un po’ d’attività fisica la farà , per restare così in forma
“Tutti i giorni , e poi non fumo , non bevo , non prendo alcolici , faccio una vita sana”
Qualche ritocchino?
“Non mi interessa , io mi trovo anche più bella di trent’anni fa , la faccia è sempre quella , sono ingrassata un po’ , ho un po’ più di pancetta o seno , ma ancora meglio. Son più tonda. Magari un giorno sono talmente cessa piena di cellulite che decido di farmi qualcosa , ma per il momento va bene così”
Rimpianti?
“Non aver potuto fare cose di miglio qualità , però va bene così , non si può fare tutto perfetto”
Un figlio lo avrebbe voluto?
“Sarebbe stato meraviglioso, ma forse è meglio così, per poi avere un bambino che ti vede alla tv a far la scema con le ciglia finte… forse è meglio che le star dello show-business non si riproducano , un bambino deve avere una madre , una persona che s’impegna per te , non una diva che va in Tv a sculettare con le tette di fuori”
Allora la rivediamo a Sanremo?
“Ma che ne so, magari sarò già morta a Natale..”
mercoledì 18 novembre 2009
INTERVISTA A MARIAH CAREY “Ho sempre creduto in Dio , e credo nel non mollare mai . Ma non direi che sono religiosa”
Ha appena conquistato dei premi importantissimi come attrice, con il film Precious , la storia di una ragazzina obesa e semi analfabeta che riesca a riscattare se stessa grazie a un’assistente sociale , cioè lei. Come è finita in questo film?
“La pellicola è basata sul romanzo Push , di Sapphire . L’ho letto molto tempo fa , è non pensavo che potesse trarne un film – troppo intenso , profondo. Poi un incredibile regista , che è anche un amico, Lee Daniels, ha acquistato i diritti. Ed è riuscito nell’impresa , creando un film drammatico, ma da cui si esce con speranza”
Per il suo ruolo , ha dovuto evitare ogni tipo di trucco. Com’è stata trovarsi brutta?
“Non è stato facile. Anche perché non ero solo senza make-up : avevo un sacco di roba per rendermi più brutta : baffi, borsa sotto occhi… Ma il punto non era essere bella : il mio personaggio è un assistente sociale , una persona vera , che ogni giorno ha a che fare con problemi drammatici. Io ho dovuto trasformarmi in questa persona , e lasciare me dietro le spalle”
Un’altra esperienza drammatica , ha detto, è stata la partecipazione al funerale di Michael Jackson. Dove , secondo alcuni, non è riuscita a cantare come sa
“E’ stata una performance durissima. Non avevo mai cantato a un funerale. Sono arrivata lì e mi hanno detto: “Mariah , tu vai per prima”. In più avevo di fronte il corpo di Michael – e non avevo idea che sarebbe stato lì , di fronte al microfono. Insomma : se devi cantare , e stai per piangere , ti si forma un nodo alla gola. No, non ero al 100% dal punto di vista della voce. Ma lo ero da quello delle emozioni”
A proposito di emozioni , nel disco canta praticamente solo d’amore
“Mi sono sposata da poco , sono in un momento felice. E volevo fare un disco sexy, più rhythm ‘n’ blues che pop – perché io sono proprio così ora”
Si dice che perché che Obsessed – il primo singolo – sia uno sberleffo a Eminem. E’ così?
“A ispirarmi quella canzone sono state molte cose. L’ho pensata come un inno per tutte le donne che sono prese di mira da qualcuno. Che ti insulta , e tu ti chieda perché , e la risposta è Perché a quel tizio piaci, ma lui non potrà averti. E’ la vita di tutti i giorni . Capita..”
Ok , ma a lei è capitato?
“Sì…ma davvero non voglio parlare di questo , ci sarebbe troppo da dire..”
Il titolo del disco – Memories an imperfect angel – e in qualche modo il film , affrontano il tema dell’imperfezione. Come mai?
“E’ vero. Avevo anche una canzone intitolata Imperfect , ma non ho mai avuto la sensazione di averla davvero finita – e così non è entrata nel disco , per il quale c’erano troppe canzoni. Ma mi sto interrogando sull’obbligo costante , per le donne, di essere perfette: così ho lasciato quel concetto nel titolo del disco”
Nel prossimo video , a quanto pare si vede da vari blog, appare però tranquillissima verso di sé e il suo corpo in bikini..
“Oddio , possibile che voi abbiate visto le foto o io no? Magari non sono neppure io ..Per curiosità , come sono?”
Niente male
“Oh.Oh. Allora ok”
Sempre sul web si parla anche di un musical sulla sua vita in arrivo
“No, non c’è in produzione nessun musical su di me. E se ci fosse , qualcuno si beccherebbe una querela , perché io non ho dato alcun via libera . In più se qualcuno lo dovesse mai farei, sarei io a interpretare me stessa . Nessuno a parte me ha davvero idea della mia di vita!”
Nel libretto del disco ci sono molti riferimenti alla Bibbia: lei lo cita , dice che ce l’ha sempre con sé, suo marito dice che prega sempre prima di mangiare..
“Dice così?”
C’è scritto così
“Ok.Ok”
Questo significa che lei è religiosa?
“La spiritualità è molto importante per me. Ho molta fede , ne ho sempre avuta. Mia mamma mi ha sempre detto “Non chiederti se, ma quando ce la farai”. Ho sempre creduto in Dio , e credo nel non mollare mai . Ma non direi che sono religiosa . Anche se grazie al mio pastore , della chiesa True Worship, andavo in chiesa più regolarmente , riusciva a renderla più divertente. Ma è morto poco tempo fa”
Lei ha cantato durante la cerimonia d’insediamento di Obama. Come lo giudica , a 10 mesi dall’arrivo alla Casa Bianca?
“Era così difficile per tutti noi anche solo pensare che la sua elezione potesse avvenire davvero , che le mie aspettative sono state già raggiunte quando lui è diventato presidente. Sono convinta che stia cercando di fare del suo meglio. Anche se devo confessare che ora non sto seguendo molto quello che fa. Durante la campagna elettorale lo facevo , ogni giorno . Ma oggi sono più presa da questo disco, non ho tempo per null’altro!”
Nemmeno per un duetto , come quello con la Houston?Ne farebbe uno con un artista italiano?
“Già fatto. Uno dei momenti più esaltanti della mia carriera è stato il duetto con Pavarotti. Ero tesissima. Ma ora sono orgogliosa di poter dire di aver cantato con lui..”
martedì 17 novembre 2009
INTERVISTA A FRANCO CORLEONE , GARANTE DEI DIRITTI DEI DETENUTI “Il carcere spesso è una discarica sociale. Chi commette reati e poi va in galera è spesso gente povera , con situazioni familiari difficili ,Non sono mai stati davvero inseriti nella società”
Franco Corleone è stato parlamentare e sottosegretario, oggi Garante dei diritti dei detenuti
L’introduzione del reato di clandestinità per5 gli immigrati non regolari aggrava la situazione delle carceri?
“Porta più gente in galera , ma spesso sono sempre gli stessi soggetti , con un’accusa in più addosso. Il punto è un altro, è culturale: le forze dell’ordine hanno una spinta a orientarsi sui settori marginali della società. Così , come un tempo i manicomi erano luoghi dove si confinava ogni tipo di disturbo , oggi lo stanno diventando le carceri”
I detenuti in Italia sono 65 mila , la capienza delle galere è di 43 mila posti . Rischiamo altre rivolte nei penitenziari?
“Non temo le rivolte classiche , con rivendicazioni politiche. Di certo, però andiamo verso una stagione calda. In un giorno , oggi ad esempio, nelle carceri italiane ci sono 65 mila presenze , ma in un anno entrano ed escono 120 mila persone , per fare pena, un fermo non convalidato , gente in attesa del processo e quant’altro. Eppure alleggerire il sovraffollamento nelle celle è possibile”
Ci hanno provato con l’indulto. Non è stato un fallimento?
“No. Senza l’indulto saremmo già a 80 mila detenuti. E poi la recidiva per gli indultati è stato del 26% ; per chi si fa mesi o anni di galera e poi esce è del 68%”
Passato l’indulto, lei cosa propone?
“Dietro le sbarre ci sono 15 mila tossicodipendenti . Tutti , dal sottosegretario Carlo Giovanardi in giù, dicono che la legge sugli stupefacenti non è stata fatta per tenerli in galera. Devono essere mandati in comunità o casa- famiglia. Che lo si faccia! Avremo liberato 15-20 mila posti nelle celle. Poi, si deve fare un nuovo codice penale, il nostro è del 1930. I reati finanziari ,informatici , ambientali , le truffe al bancomat , non trovano un codice adeguato. Infine, più pene alternative alla detenzione”
Sì, ma poi chi subisce scippi o rapine vuole vedere i colpevoli dietro le sbarre
“Questo lo capisco ma noi dobbiamo rifarci alla Spagna , che ha un sistema molto più agile. Maltratti gli animali ? Vai a lavorare in un canile per un po’ di tempo. Hai sfregiato un monumento ? Pulisci e lavori gratis per il Comune. E così via , per chi guida ubriaco, ad esempio , o per chi imbratta i muri”
Il governo ha approntato un Piano Carceri per fare nuovi penitenziari. Lei lo critica. Ma è un modo per risolvere il dramma del sovraffollamento in cella
“Il governo spieghi prima perché ci sono così tanti detenuti e perché si prevede di arrivare a 70-80 mila , se le statistiche parlano di una diminuzione di reati , compresi furti e rapine. Poi spenda le risorse in modo diverso : invece di fare nuovi carceri , si potrebbero mandare i tossici in affidamento alle comunità di recupero , cosa che è prevista dalla Fini-Giovanardi , ma è applicata pochissimo”
Se i reati in Italia sono in calo , perché le carceri sono sovraffollate?
“Molte persone entrano in carcere per violazione della Fini-Giovanardi sulle droghe o per violazione della Bossi-Fini sull’immigrazione , perché non ottemperano all’obbligo di espulsione. E’ però la legge sulle droghe che fornisce il maggior numero di arresti . Tanti vanno dentro per detenzione di stupefacenti o piccolo spaccio. E il confine tra le due cose è molto labile. Fra tossicodipendenti e autore di reati connessi come furti , scippi o rapine, circa la metà della detenzione in Italia è legata a una sola legge : Fini-Giovanardi”
L’altra metà da chi è composta?
“Ci sono 5-600 persone al 41 bis ( regime duro per i mafiosi) , 7-10 mila in regime di Alta Sicurezza ( reati gravi di sangue , o associativi di media-grande criminalità) , e 20 mila in attesa di giudizio”
Dietro le sbarre dovrebbero esserci non più di 30 mila persone?
“Se in galera andasse chi commette reati più gravi, dovremmo pensare non ai 65 mila detenuti di oggi, ma a 10 mila detenuti , più i 20 mila detenuti in attesa di giudizio , anche se la custodia cautelare andrebbe ridotta al minimo. Il livello è dunque di 30 mila circa , come avveniva in Italia prima della legge sulle droghe e della detenzione straniera”
Chi sono invece i detenuti di oggi?
“ Il carcere spesso è una discarica sociale. Chi commette reati e poi va in galera è spesso gente povera , con situazioni familiari difficili , bassa scolarità. Non sono mai stati davvero inseriti nella società”
Lei incontra molti detenuti . Chi ricorda di più?
“A parte quelli celebri , Da Renato Curcio al boss Luciano Liggio , che vidi insieme a Enzo Tortora, un incontro pesante è stato quello , qui a Firenze , con un detenuto in sciopero della fame : si era cucito le labbra. Un incontro terribile fu a Pisa con un carcerato che pesava 200 Kili . Alla fine ottenne i domiciliari”
lunedì 16 novembre 2009
INTERVISTA A SANTO VERSACE , IMPRENDITORE E DEPUTATO PDL “L’Irap è criminogena perché colpisce indistintamente le imprese anche quando il bilancio è in perdita”
Santo Versace è imprenditore e deputato Pdl
Il premier sembra avere un problema
“E’ il momento di scegliere tra chi propone una finanziaria ordinaria , e chi invece chiede al Governo di affrontare la crisi con provvedimenti che rimettano in moto la crescita dell’economia. Ora la Lega sostiene la linea del no ai tagli delle tasse senza proporre nulla in termini di sviluppo, consumi e crescita del Pil. Credo che la dimensione governativa della Lega abbia fatto perdere di vista la sua originaria ideologia “meno tasse meno spesa pubblica”
Lei ha qualche responsabilità in questa vicenda: il taglio dell’Irap è una delle sue principali battaglie
“Ho il merito di aver sollevato per primo la richiesta di taglio dell’Irap e lo rivendico. Se poi questo è divenuto il terreno di scontro tra chi vuole conservare lo status quo e chi invece , come me e altri parlamentari , vuole meno spesa pubblica e meno tasse, ne sono contento”
Oltre all’Irap c’è dell’altro?
“Credo che questa battaglia sia l’occasione per discutere l’approccio del Governo rispetto alla Crisi internazionale , tenendo conto degli sviluppi degli ultimi mesi con l’emergere dei primi segnali di ripresa. Per alimentare questi timidi segnali , occorre ridefinire in Finanziaria alcuni rimedi che andavano bene nel 2008 ed oggi vanno ridiscussi. Non è rinviando la soluzione che si esce più rapidamente dalla crisi”
Perché definisce l’Irap “un imposta criminale”?
“L’Irap è criminogena perché colpisce indistintamente le imprese anche quando il bilancio è in perdita , e colpisce di più quelle che hanno più manodopera , con la conseguenza di scoraggiare le assunzioni e di incoraggiare la delocalizzazione all’estero delle aziende manifatturiere. Il taglio dell’Irap serve a dare ossigeno alle piccole e medie imprese italiane , che sono il 99% del totale”
Ora il premier fa un passo indietro . Si rischia che non se ne parli più?
“No. Credo anzi che Berlusconi si sia ormai convinto delle inevitabilità del taglio delle tasse , questo è scritto nel dna del Pdl e questo vogliono i nostri elettori”
Crisi, Tremonti ha fatto abbastanza per le imprese?
“Ha fatto quello che gli era consentito dalle condizioni disastrose della finanza pubblica. Ma dopo i primi tagli del 2008 occorre rivedere la manovra ed effettuare nuovi più rilevanti tagli alla cattiva spesa pubblica , in particolare tagliando i trasferimenti dello Stato alle imprese , un totale di 45 miliardi di euro all’anno”
Un errore scavalcare Tremonti con papelli aggiuntivi alla Finanziaria?
“Senza nulla togliere al ruolo che Tremonti svolge nel governo, credo che il confronto arricchisca”
Sembra chiusa la vicenda sul Tremonti vicepremier..
“Tremonti è già il ministro con il massimo delle Competenze , in una collocazione nevralgica per il successo dell’azione di Governo. Credo che il sostegno di Bossi a Tremonti vicepremier sia una carta che il Leader della Lega vuole giocare al tavolo delle trattative per la Presidenza delle Regioni del Nord. Una mossa tattica che comprendo ma non condivido.
Ipotesi Draghi , fantapolitica?
“Sì, Draghi è una risorsa di questo paese, sta facendo bene alla Banca d’Italia e mi aspetto che dia una sua impronta alla definizione delle regole del mercato internazionale della finanza”
Parlando con lei sembra di sentire più l’imprenditore che il politico..
“Sono innamorato della politica da sempre. La mia esperienza di imprenditore mi fa dire che molte cose della politica devono cambiare. Serve un nuovo rapporto tra Stato e cittadino: uno Stato che costi meno degli 850 miliardi di euro attuali. Non possiamo mantenere una pressione fiscale alta e poi fornire servizi da paesi del terzo mondo. La politica e la burocrazia ci costano troppo per quello che producono. Ecco la riforma su cui voglio lavorare”
venerdì 13 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
INTERVISTA AD ORY OKOLLOH, BLOGGER ,AVVOCATO KENYANO E ATTIVISTA POLITICA “Il web sta permettendo a me , donna nera , di giocare un ruolo prima riservato all’uomo bianco , e di farlo con successo”
Ory Okolloh è un avvocata, blogger , attivista politica keniana di 32 anni.
“L’accesso universale alla Rete è parte di un sogno per il quale non i stancherò mai di lottare: vedere i miei figli costruire qui in Africa il proprio futuro. Spetta a noi offrire loro una possibilità. Con la potenza delle idee e condividendo le conoscenze. Perché informazione significa democrazia”
Nessuna illusione
“Con internet non cambieremo i governi , la politica o i risultati delle elezioni. Ma è in corso quella che chiamo una micro-rivoluzione. Micro perché parte degli individui : chi prima non aveva voce , oggi partecipa al dibattito politico , si scambia informazioni , denuncia abusi e corruzione. Il web sta permettendo a me , donna nera , di giocare un ruolo prima riservato all’uomo bianco , e di farlo con successo”
I mezzi utilizzati da Ory si chiamano Kenyan Pundit , blog della politica keniana (www.kenyanpundit.com) e Mzalendo ( www.Mzalendo.com) , il sito per la trasparenza nel Parlamento di Nairobi. Ushaidi (www.ushahidi.com) la piattaforma per il crowdsourcing , la raccolta di informazioni in situazione di crisi oppure di emergenza , a cui lavora insieme ad un gruppo di volontari.
Sono i nuovi rivoluzionari d’Africa Le loro armi? Software open source, giornalismo partecipativo , informazione libera . Intraprendenza, coraggio e ironia.
Ory si è laureata in legge ad Harvard : “da bambina , tutti quelli che vedevo lottare per una riforma del sistema erano avvocati : per me la parola legge significa giustizia”. Ha deciso di tornare in Africa nel 2005. A Johannesburg vive e lavora , in Kenya dove attività attività politica e sociale e nel resto del mondo dove la invitano i meeting internazionali ai nuovi media , per diffondere il suo messaggio “L’Africa non è solo morte, povertà , malattie. E’ anche talenti , impresa , innovazione”.
Come è nata l’idea di Mzalendo?
“Il parlamento keniano è un’istituzione pubblica , ma nessuno sapeva cosa facessero lì i nostri politici. Non avevano neanche un sito web. Bisognava tenerli d’occhio. Abbiamo cominciato pubblicando i loro curriculum vitae , poi siamo passati ai resoconti sulle loro attività. Con poco più di 20 dollari al mese , creatività e impegno, si può migliorare la trasparenza della cosa pubblica. Oggi 200 persone contribuiscono al progetto , soprattutto attraverso i commenti. E sono per la maggior parte donne. Non sarà Mzalendo a cambiare la politica del mio Paese , ma le persone che lo usano per informarsi, discutere, capire”
Ushahidi invece sta modificando il modo di fare informazione. Durante l’ultima guerra a Gaza , con la stampa tenuta fuori , Al Jazeera l’ha usato per raccontare quello che accadeva. Come ci siete riusciti?
“Ushahidi in swahili significa testimone. Vedere, sentire, raccontare. E’ questa la sua forza. Le violenze scoppiate in Kenya dopo le elezioni del 2007 erano state oscurate. Avevamo bisogno di uno strumento per comunicare all’esterno quello che stava succedendo , sfruttando le informazioni inviate dai cittadini. Ne è nata una piattaforma di crowdsourcing , con la quale chiunque , durante e elezioni , calamità naturali o umanitarie , crisi politiche , può mandare informazioni via email o sms, e visualizzarle su una mappa in tempo reale. Tutto grazie a software open source”
Quali sviluppi immagina?
Farne il Firefox del crowdsourcing ! Scherzi a parte , stiamo lavorando per renderlo più veloce , migliorare l’accesso al sito e anche ottimizzare il processo di traduzione , perché le persone vogliono poterlo usare nelle loro differenti lingue”
Al progetto lavorano , gratis, persone da Malawi, Ghana , Uganda, Sud Africa . Il futuro dell’informazione africana è nel citizen journalism?
“La questione più importante è l’accesso. Pochi africani hanno la connessione in casa , ma molti usano cybercafè e uffici. Il futuro è il 3G, la connessione via telefono cellulare, che si sta diffondendo velocemente”
Solo un problema di digital divide?
“No. Anche e soprattutto la produzione di contenuti. Un esempio milioni di persone in Africa parlano swahili , ma Wikipedia in questa lingua ha qualche decina appena di contributors . Il fatto è che non siamo ancora coscienti di quanto sia importante produrre da soli le nostre narrazioni. Pensiamo molto all’accesso ad Internet. Ma quando tutti , o almeno molti, potranno connettersi , cosa sceglieranno di guardare? Yahoo o un portale keniano? Il punto è l’uso che si fa della tecnologia. Nell’immaginario comune , l’Africa è solo disastri. Ogni volta è una battaglia , anche con i nostri editori , per promuovere storie positive. E la percezione del continente che si ha all’esterno è uno dei suoi mali peggiori . Per cambiarla , dobbiamo essere noi a raccontare l’Africa che viviamo. Ma sono ottimista , perché ogni giorno nascono nuove iniziative”
Esempi?
“Marsgroup (www.marsgroupkenya.org) , un progetto di giovani keniani nato per controllare le attività del governo, combattere la corruzione, promuovere politiche di sostegno all’imprenditoria giovanile. Mixt (www.mixt.coza) messaggistica istantanea e social network per telefonino e pc , gratis. Yola (www.yola.com) , che insegna come fare un sito web. E l’Ong Sodnet (www.sodnet.org), che usa il web per favorire lo sviluppo delle comunità più povere del Kenya”
C’è anche chi attraverso il web vuole provare ad aiutare i rifugiati a ritrovare le famiglie ( il social network , Refunite) secondo lei può funzionare?
“Non lo conosco bene , ma mi sembra un’ottima idea”
Tornando alla percezione dell’Africa che si ha all’esterno ; quale immagine alternativa proporrebbe?
“Quella dei ghepardi , come l’economista ghanese George Ayittey ha definito i giovani con meno di 28 anni e che rappresentano una parte di popolazione pari al 60% in molti paesi africani. Studiano, comunicano, informano, fanno impresa. E cominciano a voler veder riconosciuti i propri diritti, così come il merito e l’impegno. Sono loro il futuro dell’Africa”
