
Francesco Cafiso , 20 anni, è una stella del jazz. Ha suonato per l’insediamento di Obama.
Sarà il portavoce italiano nei festeggiamenti . Emozionato?
“Emozionatissimo!Essere invitato dagli americani a fare la musica che loro hanno inventato ..E se poi penso che il festeggiato era il neo presidente , la serata era emozionante”
Che cosa le colpisce di Obama?
“Lo stimo molto , a pelle mi sta molto simpatico, e lo reputo degno del ruolo che ricopre. Il mondo ha bisogno di una figura porti speranza : e in questo senso Obama è già un mito. Senza contare che è già nella storia , in quanto primo presidente afroamericano degli Stati Uniti”
C’è qualcosa che, secondo lei, l’Italia dovrebbe copiargli?
“L’operato di Obama non lo abbiamo ancora visto. Quello che abbiamo visto , però, è che ha portato una ventata di freschezza: tutti sembrano riporre in lui delle speranze , anche quelli che hanno idee politiche diverse. Ecco, se potessi gli ruberei, per l’Italia , un po’ della freschezza che sta riuscendo a portare un po’ in tutto il mondo. La sua capacità di entusiasmare la gente”
Quando ha cominciato a suonare?
“Avevo sette anni…”
La sua è una famiglia di musicisti, quindi?
“La mia è una di quelle famiglie in cui se entri a casa vedi una chitarra a destra , un flauto a sinistra…ci sono tutti gli strumenti , ma non li suona nessuno! Però è vero , a casa ho sempre respirato un’aria… musicale”
Perché proprio il jazz?
“Prima mi sono totalmente innamorato del sassofono , della sua voce. Poi ho avuto la fortuna di incontrare un maestro jazzista , che mio ha fatto crescere con questa musica. Ma quello che più di tutto mi fa amare il jazz è la sua prerogativa principale, l’improvvisazione. E’ straordinario poter arrivare alla gente attraverso le sue note..”
Però , lo confessi, il jazz non è un genere semplice da ascoltare
“Ultimamente abbiamo fatto passi da gigante , ma il jazz da noi rimane un genere di nicchia. Ma la causa non è la sua difficoltà : i media tendono a non valorizzarlo quanto merita , e così pochi miei coetanei lo ascoltano”
Un consiglio per cominciare?
“Direi di partire dal jazz tradizionale : sembra più orecchiabile. Le orchestre degli anni ‘30, Louis Armstrong . E poi si continua , si scoprono altri grandissimi , come Coltrane , Davis, Parker , Coleman …il jazz crea dipendenza!”
Le piace una canzone che non sia jazz?
“Io apprezzo tutta la musica : classica, pop , rock..l’importante è che sia fatta bene , e da persone che amano quello che fanno, e non lo fanno solo per far scena”
Ma c’è qualche artista pop che le piace particolarmente?
“Uno dei grandi è Miles Davis..”
Non vale faceva jazz?
“Ha fatto di tutto : jazz tradizionale , bebop , pop..è stato un’artista poliedrico”
Quanto tempo occupa il jazz nella sua vita?
“Molte ora al giorno. Ma è normale , perché è la cose che più amo. E poi questo non toglie che mi piaccia divertirmi , vedere i miei amici , come ogni ragazzo di 19 anni”
Eppure lei fa una vita nomade , sempre in giro per concerti . Coma la concilia con le amicizie e la normalità di un 19enne?
“La vita del musicista è bellissima , sono fortunato. Il mio lavoro mi appaga e mi diverte , e girare il mondo è bellissimo. Però certo , ci sono anche dei sacrifici. L’importante è riuscire a controllarsi. Saper dire : ora mi fermo e faccio le cose che non ho fatto mentre ero in giro..”
Ma si riesce a vivere facendo jazz, o in Italia lei è un eccezione?
“No, per fortuna non sono un’eccezione. Vent’anni fa era diverso . Ora : io 20 anni fa nemmeno c’ero. Ma parlando con altri mi sono reso conto che se dicevi – Faccio il musicista – , un po’ ti snobbavano. Adesso si è consapevoli che il musicista è degno di stima come il dottore o l’avvocato , perché ha dietro di sé anni di studio e sacrifici, come quelli per conseguire una laurea in medicina e giurisprudenza. E questo è anche riconosciuto dal punto di vista economico”
Sogna di fare il concerto perfetto?
“Purtroppo io sono ipercritico nei miei confronti , non mi sono mai detto : hai suonato davvero bene..”

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