Pasquale Di Pietro è il presidente della società italiana di Pediatria. Opera al Gaslini di Genova.
“Sono stato frainteso da Fazio ( viceministro della Salute) . Non c’è bisogno di fare la profilassi sui pazienti sani. Le priorità sono quelli con le patologie cliniche , come fibrosi cistiche e distrofie muscolari. Per il loro bene bisogna stringere i tempi, evitando ritardi e confusione”.
Il direttore del dipartimento di emergenza del Gaslini calcola un boom del 40% nell’accesso degli ambulatori e ai pronto soccorsi pediatrici. Ci deve essere un buon senso sia da parte delle mamme che dei media
Pace fatta con Fazio?
“Tutto chiarito. Per me non c’è nessun problema. La Sip, con i suoi 9 mila pediatri iscritti , ha partecipato alla campagna del ministero contro la nuova influenza. Siamo in prefetto accordo con le strategie di Fazio. L’unica nota dolente sono i ritardi: bisogna accelerare i tempi della profilassi attraverso il coordinamento e la promozione , dando la priorità ai casi più gravi. Ma qualcosa sembra essersi sbloccato a livello regionale. I messaggi “forti”, di tanto in tanto, servono”
Qual è l’anello debole della catena nell’iter dei vaccini?
“Il problema è organizzativo. E’ necessario migliorare la comunicazione e la promozione attiva dell’antidoto. Al Gaslini abbiamo deciso di somministrarlo ai pazienti cronici che dovessero essere ricoverati. Certo, le dosi non basteranno per tutti. Bisognerà valutare caso per caso, a seconda della gravità della patologia”
Chi fisserà le priorità tra i pazienti a rischio?
“Questa domanda non dovrebbe farla a me, ma al ministro”
Decide Roma?
“Credo che i casi specifici , ovvero i livelli di gravità delle patologie croniche, verranno valutati a livello locale. Il ministero ha fissato le linee guida , ma l’operatività effettiva della campagna di immunizzazione è affidata alle regioni”
Il vaccino è stato testato sui bambini. Gli effetti indesiderati gravi possono essere esclusi?
“Dopo sei mesi d’età non c’è nulla da temere. Anche l’Istituto superiore di sanità ha ribadito che l’antidoto è del tutto innocuo. Per le patologie croniche , in particolare, il vantaggio enorme”
E’ vero che i piccoli sono i più colpiti dal virus?
“Sì, ma bisogna pesare bene le parole. I bambini si contagiano facilmente , ma non è detto che il virus nei loro confronti sia più aggressivo. I messaggi lanciati dal ministero spesso vengono enfatizzati”
Come si spiega le morti delle due undicenni?
“Si tratta di eventi eccezionali. Anche in passato è capitato che bambini sani venissero stroncati dall’influenza. Finché i numeri non saranno così alti da poter fare una statistica, si parlerà di pura fatalità”
Ma il livello di allarme tra i genitori è alle stelle?
“Noi cerchiamo di fare il possibile per rassicurarli. Al Gaslini riceviamo fino a 300 telefonate al giorno. L’accesso al pronto soccorso e agli ambulatori pediatrici è cresciuto del 40%. IN alcune zone si rischia lo straripamento , ma ce la stiamo mettendo tutta per curare i pazienti e contenere le psicosi”
Condivide la decisione di non chiudere le scuole?
“E’ stata una scelta intelligente..”
Il primo boom di contagi tra gli adolescenti è stato registrato questa estate nei college inglesi. Ci sono luoghi o situazioni da evitare?
“Non esistono regole assolute. Bisogna affidarsi al buon senso e rispettare alcune norme igieniche , come lavarsi spesso le mani e non starnutire senza coprire la bocca”
Consigli alle mamme?
“Non preoccuparsi se il bambino ha un po’ di febbre. E prima di portare i propri figli al pronto soccorso , rivolgersi al medico o al pediatra”

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