Paolo Conte gira i teatri con il suo ultimo tour. E’ un cantante lontano dalle tv
I suoi concerti , considerati i migliori live d’autore , le sono spesso valsi dei premi. Come è costruito il suo ultimo spettacolo ?
“Nel tour 2010 propongo un repertorio di canzoni vecchie e nuove , e i pezzi sono tutti curati con nuovi arrangiamenti. il gruppo è quello storico , affiatato : Lucio Caliendo , Claudio Chiara, Daniele Dell’Omo, Daniele Di Gregorio, Massimo Pitzianti, Piergiorgio Rosso, Jino Touche, Luca Velotti”
L’album di raccolte “Tutto Conte…Via con me” è l’ennesimo successo. Nella sua esperienza di autore è la musica ad aprire la strada alle parole? O accade il contrario?
“Comporre la melodia delle canzoni mi ha sempre divertito di più che scriverne i testi. nel mio modo di fare la musica parto dalle note , da ciò che mi ispirano, il testo poi completa tutto”
Ha detto che la musica regala sensazioni astratte , bellissime : quando si aggiungono le liriche , l’astrazione viene meno…
“Sì, perché la melodia sa riempire da sola il vuoto , il testo no. La musica e le parole insieme , poi, si danno una mano, si completano a vicenda e creano l’armonia perfetta”
Quando ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università degli studi di Macerata in Lettere moderne ha tenuto una lectio doctoralis intitolata “ I tempi dell’ispirazione : il pomeriggio”. C’è un momento , allora, in cui si sente di poter comporre?
“No, l’ispirazione arriva in segreto”
Ma non c’è una specie di metodo di lavoro , per dare vita a un componimento?
“Non parlerei di metodo di lavoro. Piuttosto sostengo che l’ispirazione vuole essere desiderata..”
Si considera un perfezionista?
“Entro i miei limiti direi di sì”
Già un anno fa ha avuto parole di elogio per Malika Ayane , e per lei ha scritto il brano “Little brown bear”, che eseguite in un duetto , e che è inserito in “Grovigli”, il nuovo album della cantante. Ha detto recentemente che Malika ha una voce dal timbro speciale , che le fa pensare ad un fiore..
“Sì, ho paragonato la sua voce al calycanthus , che fiorisce d’inverno, un profumo che ti porta lontano”
Che genere di musica le piace ascoltare?
“Ascolto musica classica , autori come Ravel, Ginastera, Dvorak, e il jazz di Armstrong , Morton, Tatum, Hines”
E’ un collezionista di dischi jazz , del resto. Il primo album che ha comprato da piccolo?
“E’ stato “La de de la de da” del grande pianista americano Fats Waller”
Il suo successo è internazionale. Nel mondo musicale , in Italia, cosa c’è secondo lei, da cambiare o migliorare rispetto a quello che osserva all’estero?
“Non riscontro particolari differenze. Oggi come oggi , l’omologazione pareggia tutti”
Le è mai accaduto che un artista per cui ha scritto un brano abbia “tradito” in un certo senso, con un’interpretazione diversa da quella che si aspettava , una sua creazione?
“In tutta sincerità , il tradimento di un pezzo si verifica quasi sempre, per colpa soprattutto degli arrangiatori”
La vediamo raramente sul piccolo schermo. Perché?
“Non sono il tipo che va in televisione..”
E da spettatore , invece, le piace la televisione? Un genere di programma che l’appassiona?
“Seduto sul mio sofà guardo quasi solo sport”
Qual è il tratto del suo carattere che pensa influisca di più nelle sue creazioni?
“In assoluto direi la sorpresa di riuscire ad inventare”
I personaggi che popolano le sue composizioni sempre una notevole forza visiva , coerente del resto alla sua passione per l’arte visiva. Ha pensato mai di scrivere una storia per il cinema?
“Ci ho pensato, ma alla fine non l’ho mai fatto”
Qual è il suo rapporto con internet e in genere le nuove tecnologie?
“Direi quasi inesistente . Non ho neanche il telefonino!”
Una volta ha detto che la relazione che si stabilisce con il pubblico deve essere poetica. I suoi concerti sono sempre esauriti e molti dei suoi spettatori sono giovani : la sorprende avere un pubblico di generazioni diverse?
“Sì, mi sorprende , è molto piacevole. E naturalmente ne sono felice”
guarda anche : http://intervistemadyur.blogspot.com/2010/01/intervista-paolo-conte-ciascuno-e.html

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