Giovanni Guzzetta, costituzionalista, voleva abolire la legge elettorale Porcellum. Guzzetta Ora teme il caos visto che sulle riforme si sta facendo un ammuina.
Spieghiamo l’ammuina
“Ancora non si è cominciato a discutere di riforme che sono partiti i distinguo , le obiezioni, i veti incrociati. Disseminati lungo tutto lo spettro politico ci sono conservatori interessati a mantenere lo status quo. Ma io la penso come De Gasperi , Calamandrei, Einaudi , che ritenevano che una volta archiviata la guerra fredda si sarebbe potuto ostruire uno Stato forte, efficace , capace di dare risposte ai cittadini”
I conservatori chi sono? Facciamo i nomi
“Più che di persone si tratta di interessi che si annidano ovunque. Uno Stato che non riesce a decidere se non quando è nell’emergenza fa comodo a tanti perché consente di scaricare le responsabilità sulle istituzioni che non funzionano : vorrei ma non posso è la la litania che tutti i governi offrono quando non riescono a fare”
Detta così viene in mente Berlusconi
“Beh, a me vengono in mente tanti. Come italiani siamo bravissimi a dare il colpo di reni quando tocchiamo il fondo. Ma tra qualche mese , gestita la crisi, dovremo agganciare la ripresa e queste istituzioni nono sono in grado di farlo. Nell’emergenza si può sopravvivere , ma non creare prosperità e credo che gli italiani siano stanchi di sopravvivere. Ecco perché le riforme non sono, come qualcuno sostiene, soltanto un problema dei professori di diritto. Uso una metafora: se ho un campo e devo farlo fruttare un conto è se uso la zappa, un altro conto se uso il trattore. L’architettura istituzionale che abbiamo è una zappa”
Le piace il semipresidenzialismo alla francese
“Intanto facciamo una premessa : le democrazie non si dividono tra presidenziali e non presidenziali. Ma tra quelle che funzionano e quelle che non funzionano. Le prime sono quelle nelle quali i cittadini hanno il potere di scegliere il governo, le maggioranze sono omogenee e in cui c’è un leader – anzi un capo , diceva Einaudi – che possa guidare le maggioranze. Così accade anche con il premierato inglese”
Però il modello inglese non seduce molti
“Il problema è quello della realizzabilità. E per tante ragioni mi pare difficile importare da noi il modello inglese. Diciamo che in Europa l’unico Paese passato da una democrazia impotente a una efficiente è stata la Francia con la Quinta Repubblica”
Il Cav e la Lega sembrano guardare proprio a Parigi
“Non ne sono sicuro: finora non ho visto una bozza. Il semipresidenzialismo francese è una cosa delicata. Ma è anche una buona occasione per l’Italia”
Con il maggioritario a doppio turno e con il Porcellum?
“La legge elettorale ha la funzione dio assicurare una maggioranza. Quella attuale lo fa , ma fa in modo che i parlamentari siano nominati. La mia preoccupazione è che ci si impicchi alle formule , e si parla per migliorare la legge elettorale finendo per ritornare al proporzionale che in Italia molti rimpiangono. Una cosa è certa : il semipresidenzialismo con il proporzionale non funziona: nel 1986 in Francia Mitterand ci si è ritrovato con una maggioranza di diverso colore”
Propone il semipresidenzialismo con l’uninominale a turno unico?
“Piuttosto che nulla mi accontenterei. Ma il problema è la volontà politica: l’importante è che tutto non resti com’è”
E se ci limitasse alla bozza Violante?
“Tutto quello che migliora l’esistente va bene. Ma il cuore della questione resta avere esecutivi che possano governare senza ricatti”

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