lunedì 3 maggio 2010

INTERVISTA AD ALESSANDRO DE NICOLA , ECONOMISTA ED EDITORIALISTA “La Grecia sta facendo come quelli che fanno i crac in Borsa. Ovvero : comprano azioni e cominciano a perdere. Invece di dichiarare le perdite , pensano di rimediare raddoppiando la posta , sperando che gli vada bene. Peccato che non succeda mai così”

Alessandro De Nicola , è presidente della Adam Smith Society , membro dell’ANIA, comitato scientifico, ed ora editorialista del “Il Sole 24 ore”

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Avvocato , ci spiega che cosa sta succedendo in Grecia?

“Semplice sta succedendo quello che succederebbe in qualsiasi impresa o famiglia che ha preso a credito più soldi di quelli che può restituire. Con una differenza fondamentale : che il governo greco , fino all’anno scorso, ha dichiarato cifre che poi si sono rivelate non vere”

Come pensavano di farla franca?

“Facendo come quelli che fanno i crac in Borsa. Ovvero : comprano azioni e cominciano a perdere. Invece di dichiarare le perdite , pensano di rimediare raddoppiando la posta , sperando che gli vada bene. Peccato che non succeda mai così. Il governo greco sperava di recuperare a poco a poco e di aggiustare i conti senza che nessuno si accorgesse di niente”

Quindi?

“Quindi se fino a un anno, un anno e mezzo fa, sembrava che il deficit della Grecia fosse nei limiti del 3-4% del Pil previsti da Maastricht , adesso si è scoperto che è del 14%”

Cosa ha fatto saltare il banco?

“L’arrivo di un nuovo governo. Che per evitare di perdersi incolpato di aver truccato i conti , ha sollevato il problema addebitandone la responsabilità al precedente esecutivo”

Ma l’Eurostat non dovrebbe verificare i conti dei Paesi dell’Ue?

“Per ora quello dell’Eurostat è un controllo solo formale della tenuta dei conti. Ma se qualcuno vuole imbrogliare , come nel caso della Grecia, può farlo”

Quali sono i possibili scenari che potrebbero aprirsi ora?

“Ci sono due grandi problemi da affrontare ora. Il primo è un problema in termini assoluti : il debito della Grecia , cioè l’ammontare dei soldi che il governo ellenico deve restituire ai suoi creditori , è già pari al 120% del Pil , cioè più di quanto la Grecia produce in un anno. Se , con un debito già così alto, c’è un deficit , cioè una differenza tra le entrate del governo greco e le uscite , pari al 14% del Pil , diventa naturalmente difficilissimo restituire questi soldi , e ancora più difficile trovare i soldi per ripagare i creditori nel momento in cui scadranno i Titoli di Stato”

Il 9 maggio prossimo andranno a maturazione 9 miliardi di euro..

“Già. Nove miliardi di euro che il governo greco non sa come restituire”

Quindi cosa succederà?

“Se non li restituirà , fallirà, così come falliscono le imprese. A questo problema , che è un problema reale – non ci sono i soldi da restituire – si aggiunge un problema di credibilità. Un governo che ha un alto debito , un alto deficit , e in più pure ha pure mentito sui dati , farà fatica a trovare qualcuno che gli presta i soldi”

Ieri la Germania ha detto sì agli aiuti

“L’Unione Europea si è mossa , così come si muoverà il Fondo Monetario Internazionale , per anticipare alla Grecia quei soldi. Berlino ha detto sì agli aiuti ad Atene , ma vuole che la Grecia si mostri pentita. Ovvero che ponga in essere delle misure che siano drastiche e credibili per i mercati finanziari. Ovvero misure che facciano rientrare il debito pubblico”

In caso di fallimento cosa succederebbe ?
”Quello che è successo in Argentina nel 2001. Nessuno presterebbe più soldi alla Grecia , e creditori ed esecutivo si troverebbero a rinegoziare il debito. Il governo di Atene rimarrebbe senza un soldo , trovandosi quindi nell’impossibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici o le pensioni . A quel punto dovrebbe procedere a un severissimo dimagrimento di tutto l’apparato statale”

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L’Italia rischia di finire come la Grecia?

“Non rischia di finire come la Grecia, ma rischia lo stesso”

Perché?
”Se la Grecia fallisce e magari fallisce anche il Portogallo , i mercati , gli investitori , i creditori , cominceranno ad avere paura. Le conseguenze? Per ingolosire gli investitori stranieri , l’Italia si vedrà costretta ad aumentare i rendimenti del Bot . Cosa vuole dire? Che se invece dell’1% porto i rendimenti al 2% , quel punto d’interesse in più all’anno , su un debito pubblico come quello italiano che ammonta a 1800 miliardi , mi costa 18 miliardi. Due punti? Trentasei miliardi. Che è come dire 3 finanziarie”

Anche il Portogallo è a rischio?

“Sì, ma quello del Portogallo è un altro caso ancora , perché il suo debito pubblico ( pari all’85% del Pil) non è grave come quello greco , ed è anche migliore di quello dell’Italia ( che ha il 120%) . però ha un fortissimo indebitamento esterno del settore privato , pari al 150% del Pil”

La crisi greca ha a che vedere con i subprime americani , i mutui dati anche a chi presentava un alto tasso d’insolvenza?

“Guardi , quello che dice il primo ministro greco Papandreou che la crisi è tutta colpa degli speculatori, è tutte balle. E’ ovvio che quando gli speculatori vedono che un governo ha difficoltà a pagare , sommettono sul fallimento. Ma è una scommessa razionale. Ci sarà un motivo se nessuno scommette sul fallimento della Germania , della Svizzera e o del Lussemburgo . O no?

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