Fabio Bastianello ha girato un film documentario sulla violenza negli stadi, vivendo a stretto contatto con gli ultrà.
Come nasce “Secondo Tempo?
“Mi interessava raccontare un altro mondo , che è appunto quello del tifo estremo. Un mondo che condivide riti, valori, codici di comportamento a parte”
Di cosa è il surrogato la violenza in curva?
“Dell’amore”
Se voleva spazzarmi ci è riuscito. Può spiegarsi meglio?
“E’ semplice : chi ama tanto , odia anche tanto. Una bilancia emotiva che in un ultrà tocca i massimi estremi. Per un fratello , un compagno, è pronto a gettarsi in una rissa a mani nude anche se l’avversario brandisce un bastone. Gesti che nella società civile abbiamo perso. Siamo diventati tutti individualisti. Per loro invece esiste il branco , esiste l’essere uniti, l’essere un tutt’uno. Questa è la loro forza”
Un po’ forte..
“No, perché? Amano talmente tanto i colori della squadra che per essa sono disposti a sacrificare la vita”
Beh , se non le sembra un’affermazione forte che qualcuno sia disposto a sacrificare la vita per una squadra di calcio..
“Ripeto: stiamo parlando di un mondo a parte. Con altre regole. Diverse dalle nostre. Si possono non condividere. Ma se si vuole esplorare un altro mondo , si deve essere disposti a farlo senza idee preconcette. C’è una differenza tra tifosi e ultrà. I primi guardano al risultato: se la loro squadra è ultima in campionato manco ci vanno allo stadio. L’ultrà no. Segue comunque i suoi colori , a prescindere dal risultato. E’ amore. E all’amore è legata anche la sofferenza”
Ok amore. Ma perché i violenti, i facinorosi, i rissosi, non vengono fermati?
“Innanzitutto perché andrebbero colti in flagranza di reato. E poi i capi ultrà sono svegli , intelligenti, mica si fanno prendere con le mani nel sacco!”
Quindi non li fermano perché sono in gamba..
“Ma no, molti vengono anche beccati. Guardi ad esempio quelli del Milan : li hanno presi un po’ tutti. Poi coi processi , siccome i fatti non sussistevano, sono stati prosciolti”
Mazze e petardi come ci entrano nello stadio?
“Le racconto un aneddoto che c’è anche nel film. Anni fa la polizia faceva la ronda intorno allo stadio, mettendo i lucchetti ai vari cancelli di entrata per sigillare il campo sportivo prima della partita. Di notte gli ultrà toglievano i lucchetti e li sostituivano con altri, identici. La mattina dopo ripassava la ronda , vedeva che i lucchetti erano ancora al loro posto , e tutto sembrava in regola. Peccato che le chiavi dei lucchetti li avessero i capi ultrà”
Prendiamo il derby Lazio-Roma. Gente che vive nella stessa città, aspetta la partita per scannarsi. Che senso ha?
“Quelli non sono ultrà, sono cani sciolti. Non rispondono a nessuna organizzazione”
Da quello che ha capito lei, dietro scontri, disordini e violenze c’è forse qualcosa che l’occhio comune non vede?
“Ripeto per come la vedo io scontri, violenze e disordini sono opera di cani sciolti. Anche perché gli ultrà non usano coltelli ( cosa non vera. Al derby Lazio-Roma sono stati usati ndb) Può essere che li abbiano dietro , che li agitino per minacciare , ma non li usano”
Ne è certo? E che differenza fa? Sempre di violenza parliamo..
“E’ una delle regole etiche degli ultrà: solo i codardi usano i coltelli. L’ultrà è a mani nude o col bastone. Per l’ultrà , anche se lo odia, c’è il rispetto dell’avversario. C’è il gusto della lotta corpo a corpo. Dopo che si sono menati sono anche disposti a berci insieme una birra. Però prima prevale l’adrenalina a mille , il fatemi giocare alla guerra, l’istinto primordiale di violenza..”
Appunto..
“Sa cosa penso? Che ci fa più effetto un pugno ben assestato che un licenziamento ingiustificato. Quella è una violenza molto più grave. Io alle volte preferirei ricevere un pugno, che in qualche settimana risolvo, piuttosto che avere magari la vita rovinata. No?”
Però magari rovino la giornata, se va bene , a chi va allo stadio per divertirsi , magari coi bambini
“Sì, ma il mio è un discorso più generale, che va al di là dello stadio. Anche perché qui parliamo di persone che la partita neanche la vedono..”
Vede? Lo stadio è un pretesto..
“Lo stadio è un pretesto per amare i propri colori , per amare la propria squadra , per vivere da ultrà, quindi per vivere agli estremi. Mi creda: tra loro c’è un’amicizia, una fratellanza che è difficile trovare fuori”
Che idea si è fatto, frequentandoli, chi sono gli ultrà?
“La gran parte della tifoseria estrema cresce in contesti di debolezza socio-culturale. Ma tra le file estreme militano anche ragionieri , commercialisti, avvocati”
Nel cast del film ci sono anche veri ultrà..
“Sì, affianca gli attori anche un gruppo di un centinaio di ultrà del Torino”
“Secondo tempo” è un film di denuncia?
“Il mio intento era quello di riportare fedelmente quanto accade nelle curve degli stadi italiani , raccontando di una giornata tipo che , a causa di un errore arbitrale, si trasforma in un evento eccezionale. Per questo ho frequentato per diversi mesi gli stadi e mi sono avvalso della consulenza di veri ultrà”
Perché la scelta della soggettiva?
“Le scelte dell’unico piano sequenza e del cast composto anche da veri ultrà sono elementi che concorrono a creare un risultato borderline, una via di mezzo tra il documentario e il lungometraggio”

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