Il 23 novembre i Marlene Kuntz sono tornati con un nuovo disco , Ricoveri virtuali e sexy solitudini e il suo leader , Cristiano Godano, racconta il viaggio che ha allestito nell’album per il personaggio fittizio di Paolo , un quarantenne sgomento davanti a quel melodramma di artificiosità che è la realtà
Vent’anni di carriera e otto dischi , i Marlene Kuntz negli Anni Novanta sono riusciti a diventare una delle poche icone rock della Generazione X italiana. Nel nuovo album si cita De André , il fanciullino di Pascoli, Robert Louis Stevenson, , le canzoni dei Nine Inch Nails.
Nel primo singolo del disco , Paolo anima salva , cita De André e il suo ultimo lavoro, Anime salve. Perché?
“Perché è la storia di un uomo cresciuto con la musica di De André , che si trova spaesato davanti agli show televisivi e al mondo di internet. Cerca persone simili a lui, ma non le trova. Eppure , nonostante tutto, rimane un’anima salva , nel senso etimologico del termine : uno spirito solitario che cerca di resistere”
A cosa?
“A un contesto sociale dominato dal web , al nuovo ordine che sta sovvertendo tutto: non è possibile che al mattino , prima di bere il caffè , controlliamo la mail. Ha ragione Douglas Coupland quando dice che non siamo più romantici individui solitari , ma solo nodi della Rete”
E Paolo?
“Paolo, come altri personaggi del disco, teme queste verità , la subodora , la intuisce , ma prova a combatterla”
Invece che migliorare la qualità della vita Internet ce la sta peggiorando?
“Registro quello che sta accadendo. Non siamo più capaci di stare in disparte , la lettura è diventata un esercizio faticoso , il multitasking sta orizzontalizzando tutto e per noi che veniamo da una generazione verticale , quella che vedeva nell’approfondimento un’attitudine formativa , è spiazzante. Temo che questa superficialità si trasformi in pattume. Soprattutto culturale”
E la musica?
“Continua a perdere fascino”
Perché?
“Troppa roba in giro. La gente scarica tonnellate di dischi , ma paradossalmente , non ascolta più nulla”
Nel pezzo Ricovero virtuale , attacca anche il popolo dei forum che si dà appuntamento per scaricare la propria frustrazione sul web
“L’obiettivo non sono loro , ma l’insensibilità che veicolano. La Rete doveva essere uno spazio democratico, invece è un luogo dove spesso si dà il peggio di sé. Non sono un retrogrado : uso e abuso di Internet come tutti , ma questo non mi impedisce di vederne i difetti”
Guarda mai X Factor?
“L’ho visto , ma la parte spettacolarizzata mi annoia molto. Non penso che la musica dovrebbe passare da lì, anche se mi rendo conto che in quel contenitore transita un messaggio a favore della musica. E’ già qualcosa . Però continua a non interessarmi una gara improntata sull’interpretazione di pezzi altrui. Nel rock conta la personalità”
Ci andrebbe con i Marlene Kuntz se la invitassero?
“Perché no? Non temo di contaminarmi: piaccia o meno , la televisione in questo paese rimane il mezzo più potente per farsi ascoltare”
E a Sanremo ci andrebbe?
“Finora siamo riusciti a non andarci, chissà magari un giorno. Il problema di Sanremo è anche se riesci a rimanere te stesso devi sottoporti a tre tipi di pressione: quella dei fan , che non ti vogliono lì, quella della diretta e quella della gente davanti al palco che ti guarda come un alieno. Il problema è che la musica nella televisione italiana fa schifo”
Perché?
“Perché suona male: ti fanno provare dieci minuti e poi ti mandano in onda. Al David Letterman Show gli artisti provano per ore fino a che il suono è perfetto. Ma qui ci sono i rilevatori di share che dicono che la gente cambia canale davanti alla musica. Ormai ci ho fatto l’abitudine : l’Italia non è un paese Rock”
In che senso?
“Non c’è cultura che c’è in Inghilterra . Si pensi ai Festival : a Budapest e a Barcellona migliaia di ragazzi si trovano per ascoltare gruppi di generi diversi, in Italia ho visto con i miei occhi fan di grandi divi lanciare bottiglie a artisti che si esibivano prima di loro”
La politica la segue?
“Non mi identifico con nessuno: un tempo simpatizzavo con Pannella e le sue battaglie, oggi rimango sbigottito davanti ai teatrini cui siamo costretti ad assistere. Non faccio l’errore di non andare a votare , perché è un mio diritto , ma mi mi angoscia la mortificazione che è in atto ai danni della cultura”
Ha un figlio di 12 anni . Cosa ascolta ?
“Lady Gaga, Fabri Fibra . ma gli ho fatto digerire anche i Quartetti di Luciano Berio”
E i Marlene Kuntz?
“No, per ora ancora no”

1 commenti:
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