martedì 26 aprile 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE SANDRA CECCARELLI “Prima ne ero terrorizzata , adesso comincio a passare momenti piacevoli da sola : sono oro”

Sandra Ceccarelli attrice. In tre anni niente film e un viaggio in Patagonia

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A proposito : bentornata ! Erano tre anni che non la vedevamo

“Tre anni in cui il cinema d’autore e di sperimentazione è quasi scomparso. Sono uscite soprattutto pellicole per ragazzini e commedie, e io non ho un repertorio comico da proporre…”

Anche in Il richiamo , effettivamente, ha un ruolo assai problematico

“Ormai mi sono rassegnata : mi disegnano depressa. Vabbè ! In questo film , almeno , ci sono varianti avventurose : la storia parte da Buenos Aires , prosegue in Patagonia… Lucia non è una donna dolente , ma bloccata : : così scissa da sé che non prova emozioni , né negative né positive. Poi conosce Lea una ragazza diretta , con sane e un pochino eccessive , dosi di vitalità. Da questo incontro-scontro ( che avrà pure il volto di un amore … più un esperimento che una vera e propria esperienza omosessuale) nasce il cambiamento”

Certo nel film non le viene risparmiato niente : aborto spontaneo , tradimento da parte del marito , malattia..

“All’inizio ero spaventata dalla sequela di sfortune , però raccontare come l’esistenza vada in un senso o nell’altro grazie a incontri casuali mi interessava. Ci vedevo analogie con la mia vita”

Quali analogie?

“Anche per me è sempre nato tutto dal caso. Ho girato il primo film a 16 anni perché Giuseppe Bertolucci mi aveva visto , durante le vacanze, nella piazzetta di Tellaro. Ma non mi era scattata nessuna voglia: fino ai 30 ho tirato a campare , studiando all’Accademia di Belle Arti , improvvisandomi illustratrice , assistente di un pittore , telefonista. Poi mi ha chiamato un amico: cercavano attori non professionisti … Ho girato Tre storie , e subito dopo sono arrivati Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi e Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni. Il progettare mi è estraneo da sempre”

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Si è mai chiesta perché?

“Certo! Penso molto al passato , non sfuggo. Sono nata da genitori giovanissimi e agli antipodi : mio padre Franco , figlio di ambulanti modenesi , travolto dal successo con l’Equipe 84 ; mia madre , aristocratica austriaca , figlia di un filosofo , aspirante scrittrice ( sempre alle prese con problemi di tossicodipendenza..) Si sono lasciati quando avevo tre anni : sono rimasta con papà e ho iniziato una serie di trasferimenti in nuove città … Mi sono talmente abituata al fatto che tutto cambiasse il colpo – senza il mio contributo – che è diventato un modus vivendi. E’ venuto il momento d’abbandonarlo, però”

Perché proprio ora?

“Vari motivi … Vorrei fare teatro ma, se non studio e non mi propongo, non è che mi vengano a cercare. E poi c’è il pensiero di un figlio. Non posso più dirmi “C’è tempo”. Però non ho mai neppure convissuto , figuriamoci..”

Sono capitati uomini che non volevano convivere o è dipeso da lei?

“Per anni ho cercato persone che mi confermassero l’imprinting avuto con il primo amore: mia madre”

In che senso imprinting?

“Dopo essersene andata , ogni tanto tornava , ricompariva… Fino ad abbandonarmi per sempre : a 46 anni – io ne avevo 25 – si è buttata da un balcone. Le mie storie sono state con persone sensibili e intelligenti , ma il rapporto che instaurava in modo che io ero quella sofferente , l’altro quello sfuggente… Basta! Provo un rifiuto per situazioni simili. Da ragazzina ho bevuto una bottiglia di gin e oggi non posso sentirne l’odore : è la stessa sensazione fisica. La relazione con Giuliano (Giuliano Palma ndb) – finita da poco – già non era più così complicata”

Spaventata dalla solitudine?

“Prima ne ero terrorizzata , adesso comincio a passare momenti piacevoli da sola : sono oro! E sto pensando un po’ di più al presente : cerco di viverlo senza impaurirmi per ciò che sarà. Ah : finalmente mi sto affezionando alle canzoni straniere”

Ops! Sfugge il legame..

“Sono cresciuta cantando i brani di papà e dei cantautori italiani sugli addii, la nostalgia , le separazioni. Mi ci torturavo, quasi. Con l’analisi ho capito che prendevo lo strumento da mio padre per parlare a mamma. Ho smesso. I guai passati sono passati veramente”

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