mercoledì 31 dicembre 2008

LO SCRITTORE PAUL AUSTER : TRA EBRAISMO, AMERICA E ISRAELE


Paul Auster è autore del libro Uomo nel buio .

Ritieni che in questo momento in America ci sia una guerra civile?

“Diciamo che ci troviamo in una specie di guerra civile naturale. Non combattuta con pistole e cannoni, ma con parole e idee. basta dare un’occhiata ai giornali per capirlo. Pensa solo a questo dato: il 44% della popolazione americana non crede nella teoria dell’evoluzione. Capisci? Questa gente crede che il mondo sia stato creato davvero in sei giorni”

Trovi pericoloso il fatto che ci sia così tanta gente che non crede nella teoria evoluzionistica?

“Non pericoloso. ma non vedo quale conversazione io possa imbastire con persone che leggono la Bibbia in modo letterale. Per esempio, per gli Ebrei Adamo è il primo Uomo sulla Terra. Ma non è ridicolo prendere questa cosa sul serio? Non è evidente a tutti che si tratta di una metafora letteraria? E tutto questo condiziona irreparabilmente la società e la politica americana. Tu devi avere il buonsenso di separare la Chiesa dallo Stato . L’America è stata la prima nazione fondata su questo principio. E ora questa gente vuole farci regredire al Medioevo”

In fondo questo non riguarda solo l’America . In tutto il mondo è in atto una sorta di fondamentalistazzazione della società. Anche noi, in Italia, nel nostro piccolo, affrontiamo quotidianamente le ingerenze di una Chiesa potente. Non pensi che , così come il ‘900 è stato il secolo della politica, quello in cui abbiamo appena messo piede sarà il secolo della religione?

“Temo che tu abbia ragione , anche se spero tu abbia torto. Mi consola il grado di secolarizzazione raggiunto da altri Paesi europei. Penso alla Francia e la Spagna. Soprattutto a quest’ultima : era il paese più cattolico del mondo ; dopo l’Italia , il paese dove più gente è stata ammazzata per ragioni religiose. Ora si è improvvisamente staccato dalla Chiesa”

Il Newark , sobborgo del New Jersey , a vederlo ora sembra un posto d’una violenza infernale, un tempo sfornava bravi ragazzi ebrei come Jerry Lewis, Philip Roth, Paul Auster. Come te lo spieghi?

“Lo so , Newark è diventato un posto terribile. Io sono andato via presto. Eppure ho un ricordo vivido di quando tutto cominciò a precipitare : era l’estate del 1967 , stavo andando a cena a Manhattan con mio padre e mia madre. A un tratto sentimmo alla radio che Newark erano scoppiati gli scontri tra la comunità nera e la polizia. Quella sarebbe passata come la rivolta del Newark. Ricordo che tornammo indietro e andammo nell’ufficio del Sindaco. Lo trovammo l'ì che piangeva. Non so come, ma mi ritrovai a visitare la galera stipata di neri feriti e addirittura cadaveri . Sentii un poliziotto che diceva – Questi fottuti negri li faccio a pezzi – . E’ l’esperienza più scioccante della mia vita. Lo dico perché non sono mai stato in guerra. Diciamo che quella fu la mia iniziazione alla violenza. Poi, una volta raggiunta la pace a Newark , i bianchi andarono via , e oggi la città è completamente in mano alla comunità nera. Addio bravi ragazzi ebrei”

Che cos’è per te il caso? Un modo ed elegante di parlare di Dio?

“Non direi . Diciamo che mi interessa il meccanismo del reale. Per questo sono attratto dalle coincidenze. Che ne so, tu te ne stai lì a fare progetti, a coltivare desideri e ambizioni per il tuo futuro. E non puoi sapere che là fuori ci sono forze superiori alla tua volontà che lavorano per te. La nostra vita è decisa di una serie di coincidenze fortuite. E’ così che funziona”

Tutto questo ti inquieta o ti diverte?

“Tutte e due le cose. Il bello di quando scrivo un romanzo è che , attraverso di esso, puoi dare sfogo alle contraddizioni . Io non so veramente in che cosa credo”

“Diciamo che scrittori come Bellow, Roth, Malamud, Arthur Miller, Norman Mailer , per ragioni anagrafiche , erano più vicine di me all’esperienza dell’emigrazione. Io appartengo alla terza. Ti confesso che ora mi sento molto vicino a Mailer. Lui non tradì mai il suo ebraismo , ma non lasciò che influenzasse il suo lavoro”

E Israele?

“Diciamo che ho sentimenti contrastanti nei confronti di Israele”

Nel senso?

“Pensa , nel 1967 io ero un ragazzo totalmente contrario alla guerra del Vietnam. Sarei stato disposto a marcire in galera pur di non andare sotto le armi. Ma quando scoppiò in Israele la guerra dei sei giorni , ero pronto a partire e arruolarmi nell’esercito israeliano”

Perché?

“Non sopportavo l’idea di vedere quel Paese distrutto. Ma nel tempo  in cui io pensavo a tutte queste profonde cose , la guerra finì”

E che cosa ne è stato poi di questo tuo sentimento filo-israeliano nelle guerre successive , quella del Kippur, quella degli anni Ottanta, quella del 2006 in cui il figlio di Grossman ha perso la vita?

“Col tempo Israele è cambiata. Da dopo l’occupazione dei territori, non è più stata la stessa. Io voglio che sopravviva. Ma sono successe così tante cose terribili in questi ultimi quarant’anni che non posso non dirmi pessimista. E’ come se Israele dopo la vittoria del ‘67 avesse commesso l’errore di sentirsi invincibile. Conosci quell’articolo che Stalin pubblicò sulla Pravda intitolato – Ebbri di successo-. Ecco il problema degli israeliani: da un certo punto della loro storia in poi si sono sentiti ebbri di successo. Dimenticando ciò che le perone razionali sanno: che l’unica soluzione è il ritiro dei territori occupati. E’ così che deve andare . Tutti quelli che vogliono la pace lo pensano. Lo pensa Grossman. Lo penso anch’io. Per quanto non possa dimenticare che la maggior parte delle popolazioni arabe percepisce Israele come un cancro da debellare”

Insomma non ti piace la politica israeliana né quella americana. Però ti piace la letteratura di entrambi i Paesi . Come ti spieghi questa schizofrenia ? Per te esiste una relazione tra la cattiva politica e la proliferazione degli artisti?

“Non credo abbia senso tracciare un’equazione di questo tipo. Ritengo che l’arte attecchisca nelle epoche di grande prosperità. Dove gira parecchio denaro.  Quando Elisabetta I trasformò l’Inghilterra in una delle maggiori potenze al mondo , manteneva artisti meravigliosi in un numero che oggi ci risulta impensabile : noi pensiamo a Shakespeare o a Marlowe , eppure c e n’erano almeno altri trenta che avrebbero avuto un’enorme successo in qualsiasi altra epoca ma che allora , per ragioni di abbondanza , rimasero nell’ombra. O prendi l’Italia del Rinascimento. Pensa aai soldi che giravano in quelle meravigliose corti”

Quindi ritieni che ci sia un rapporto di causa ed effetto tra denaro e arte?

“No, non sto dicendo questo. Quello che intendo dire è che, se tu cresci in una società come la nostra , in cui non devi pensare alla tua sopravvivenza, sei più naturalmente portato a concentrarti su qualcosa di artistico. L’arte , checché se ne pensi, reclama un pò più comfort. Quando si è impegnati nella battaglia per la sopravvivenza , non c’è né spazio né tempo per l’arte”

Eppure gli accademici di Stoccolma , quelli del Nobel, giudicano la letteratura americana troppo provinciale per essere premiata. Che ne pensi?

“Penso che sia essenzialmente un giudizio idiota. Non è forse l’obbligo di ogni scrittore quello di scrivere della propria società? Tolstoj scriveva della Russia , Joyce dell’Irlanda . Per questo non capisco cosa intenda l’Accademia di Stoccolma con il termine provinciale . Tanto più che in questo periodo la lista di eccellenti scrittori americani che meriterebbero il Nobel è piuttosto nutrita. Prendi gente tipo Thomas Pynchon, Don DeLillo, John Updike, Philip Roth. Così come l’avrebbe meritato Kurt Vonnegut. Ognuno affronta il proprio lavoro di narratore da un’angolazione originale. Non esiste nessuna estetica dominante. Ognuno lavora per conto proprio e fa quello che sa fare. Tutti con risultati eccellenti . Parliamo di scrittori di statura internazionale. Insomma, ma di che cosa stiamo parlando?

Forse l’America paga un pregiudizio contro la politica dei suoi governanti?

“Sì, ma anche se fosse , come non valutare il fatto che tutti gli scrittori menzionati sono ostili alla politica americana?”

sabato 27 dicembre 2008

INTERVISTA BISIO : I PROBLEMI DI COPPIA



“Qualche giorno fa stavo facendo la fila ed un signore lo guarda fisso e lo apostrofa – Sa che lei dal vivo è molto più antipatico di come appare in Tv?". Non ero arrabbiato , ero normalmente serio , mica faccio il buffone quando vado a pagare le bollette”

Claudio Bisio ha scritto un libro “Doppio misto. Autobiografia di coppia non autorizzata” raccontando la vita sentimentale di coppia e di famiglia . Come si vive insieme con il tempo che passa , nonostante le pause di riflessione , con scampoli di lontananza , nonostante un mestiere che porta lui a vivere fuori di casa per mesi .

“Il libro è nato proprio da una di queste separazioni forzate”

Come?

“Un anno e mezzo fa ero in tournée e le t

elefonate sono sempre un problema in questi casi : i nostri orari non coincidono mai , lei chiama e io sto lavorando , io rispondo e lei sta cucinando.. Così Sandra mi ha scritto una email , dove metteva giù alcune riflessioni su di noi. Io ci ho pensato un po’ e poi le ho riposto dandole la mia versione dei fatti: così è nata questa comunicazione epistolare , che è andata avanti per qualche mese. Era una faccenda personale . finché una sera , eravamo a cena con Daniel Pennac , Alberto Rollo , direttore editoriale della Feltrinelli, mi ha chiesto quando mi sarei deciso a scrivere un libro. E io ho risposto che il libro ce l’avevo : la nostra corrispondenza”

Pennac l’ha poi letto il libro?

“Non ancora, però mi ha incoraggiato e ha scritto una frase per la fascetta – Un libro di Bisio ? Lo voglio subito”

Con Sandra avevate già l’abitudine di scrivervi lettere?

“No. Però all’inizio del nostro rapporto lei mi ha mostrato un quadernetto nero, e mi ha detto che lì ognuno di noi avrebbe potuto annotare pensieri sparsi sull’altro. Con il piatto che io non avrei mai sbirciato le sue parole , e viceversa”

Un patto difficilissimo da mantenere ; chissà che curiosità.

“Veramente non ho mai letto quello che aveva scritto. Forse sono troppo pigro , anche per essere geloso”

Sicuro? Nel Doppio misto c’è un episodio in cui , durante una pausa di riflessione, Sandra è alle prese con un istruttore di vela. Invenzione?

“Tutto vero, compresa  la gamba che si è rotta per l’occasione , quando lui le è saltato addosso nel catamarano. A distanza di anni , se mi capita di pronunciare la parola di catamarano , lei diventa tutta rossa”

E la gelosia nel senso opposto ? Lei lavora sempre con donne molto belle.

“Quando esco a cena con mia moglie, c’è sempre qualche cretino che mi chiede – Ma dove l’hai lasciata Vanessa? - - Ma perché non hai portato Michelle? – . Certo non fa piacere , né a lei e né a me, però di qualcuna , come la Incontrada è diventata amica”

La vita di coppia migliora o peggiora con gli anni?

“Migliora: si trova l’equilibrio. Anche se su alcune cosa si continua a non capirsi”

Per esempio?

“il cambio di stagione . Sandra si ostina a farmi mettere via gli abiti che considera estivi e tirar fuori quelli invernali , mentre io vorrei usare gli stessi pantaloni tutto l’anno”

Del libro si capisce che lei è molto 

disordinato: pare che lasci calzini ovunque..

“Mah..Quello che lei considera il mio disordine , per me è ordine”

Sono spesso questi i dettagli che fanno scoppiare le coppie

“Per alcuni aspetti , io so che Sandra sta meglio quando non ci sono , perché riesca ad organizzarsi non deve gestire i miei orari impossibili…Ma noi non siamo una coppia e basta. Siamo in quattro: una vera famiglia , cosa che io ho voluto da sempre. In effetti i figli sono stato il primo a desiderarli , perché ho sette anni più di lei”

Però al momento del primo parto , non aveva la benzina per portare sua moglie in auto all’ospedale

“Raccontiamola bene. Sandra aveva deciso di fare il parto in casa . Che cosa fai, ti preoccupi del pieno se partorisci nel tuo letto ? Poi , c’è stato un piccolo intoppo e abbiamo scelto di andare in ospedale. Era vicino , si è trattato solo di trecento metri a piedi “

Fra una contrazione e l’altra.

“Sì, in effetti quella volta si è un po’ arrabbiata”

E quando si arrabbia , lei come riesce a farsi perdonare?

“Non riesco a stare un giorno intero da arrabbiati. Così faccio di tutto : mi inginocchio davanti a lei, qualche volta striscio , e in genere riesco a farla sorridere”

Si pensa che chi fa ridere in pubblico poi in famiglia sia di umore cupo . Lei com’è?

“Noi ridiamo tutti molto. Io e Sandra giochiamo tanto con i bambini , ci divertiamo”

Però poi Alice , la vostra primogenita , a scuola rinnega di essere sua figlia.

“Lo ha fatto in prima elementare e lo ha rifatto , l’anno scorso , in prima media. Così io , che sono un po’ preoccupato con i figli , vado davanti alla sua scuola con il casco, in modo di non essere riconosciuto. Almeno Federico , il secondo figlio, è orgoglioso del papà : quando la domenica pomeriggio andiamo al cinema insieme , lui organizza la fila degli autografi”

La fermano spesso per strada?

“Abbastanza. L’aspetto curioso è che, da quando di recente ho ripreso a muovermi in metropolitana , lì nessuno mi blocca o mi chiede un autografo. Secondo me, non sono sicuri che sia io : troppo improbabile incontrare sui mezzi pubblici uno che fa tv . Invece io non mi muovo in città con l’automobile : o metropolitana o moto”

Dal libro sembrerebbe che sua moglie non ami molto la moto?

“Io le prometto di uscire insieme e lei si fa tutta carina, va dal parrucchiere , indossa un vestitino attillato. Poi io mi presento con il casco e tutto il suo lavoro va a catafascio . Ma adesso ci ha fatto l’abitudine”

E come si fa l’abitudine al tempo che passa? Come li affrontate , voi due, i cambiamenti fisici?

“Io sono senza capelli da quando avevo 20 anni , li ho perso che ancora facevo il militare in aeronautica . Però mi tengo in forma , sono anche cintura nera di karate. Quando ho compiuto 40 anni , Sandra invece ha avuto dei momenti di panico e , se io le dicevo che stava bene anche così , si incazzava nera : invece è bella , ed è normale che qualche segnetto in più ci sia. Non mi piacciono per niente le donne rifatte: una volta ho toccato un seno finto ed era tutto freddo ..Brrr”

Abituati da sempre a vederla calvo , l’abbiamo  ritrovato capelluto e con la barba nel film Si può fare ?

“Sono i capelli miei , quei pochi che avrei se non li radessi. Il film è ambientato a Milano nell’82 : poco dopo  la legge Basaglia. Io sono un sindacalista sottoposto a mobbing , e mi ritrovo a lavorare con un gruppo di matti che organizza una cooperativa. E’ una storia vera , e quella cooperativa di parquettisti esiste ancora , ormai ha più di 500 soci”

I matti non sono matti veri?

“No, ma lo sembrano. La prima volta che li ho visti hanno ingannato anche me. Ci siamo trovati molto bene , io amo lavorare in gruppo. Per questo mi diverto fare Zelig”

D’altra parte , dopo il diploma al Piccolo di Milano, le sue esperienze importanti sono state proprio di gruppo , al teatro dell’Elfo di Gabriele Salvatores . Ognuno di voi – Silvio Orlando . Gigio Alberti, Bebo Storti,Paolo Rossi, Antonio Catania – ha poi seguito strade diverse. E probabilmente oggi lei è il più popolare di tutti. Gli altri saranno gelosi?

“Mi auguro proprio di no. Pensi che per anni io rodevo guardando Orlando : faceva film così belli e importanti…L’ho rivisto qualche mese fa , abbiamo girato insieme Ex di Fausto Brizzi e sa che cosa mi ha confessato? Che anche lui è invidioso di me. Della mia popolarità , della Tv. Chi l’avrebbe detto?”

venerdì 26 dicembre 2008

INTERVISTA AD UMBERTO VERONESI : I DIRITTI DEL MALATO


Umberto Veronesi si batte per i diritti del malato all’autodeterminazione. Si tratta di decidere in cosa sia meglio per ognuno di noi durante le fasi della premorte e se la propria volontà venga rispettata.

Parliamo della vicenda Eluana Englaro.

“Purtroppo il problema è difficilmente risolvibile se non c’è la volontà del paziente espressa con chiarezza. Dobbiamo batterci perché aumenti la consapevolezza , perché purtroppo, come nel caso di Eluana , sono spesso i giovani a essere vittime di incidenti che portano alle soglie di una morte. Bisogna andare nelle scuole , spiegare il problema e chiedere “Quali decisioni vorresti che si prendessero, nel caso?”. Sembra un tabù , parlare di morte ai ragazzi , io trovo invece che sia educativo , e loro sono molto ricettivi. Senza contare che spiegare certi rischi diventa un monito, spinge ad essere più cauti. E’ una presa di coscienza”

Ci si arriva adesso parlando di morte nelle scuole?

“A 18 anni si diventa maggiorenni , all’università si è adulti , includerei anche i minorenni in quest’approccio alla consapevolezza. Il punto cruciale è che la medicina va avanti , fa cose impensabili. Pensi alle tecniche rianimatorie , che negli ultimi 50 anni hanno creato una sorta di vita artificiale che in natura non era mai esistita. E’ la condizione di Eluana : siccome il suo corpo è in parte vivo , è dichiarata viva. E’ prigioniera , nel proprio corpo. Qual è la sua vera condizione? Facciamoci una domanda , apriamo uno scenario : con i progressi della medicina , è tutto fantascientifico immaginare la nascita di cliniche che tengono corpi sospesi per decenni? No , e io la trovo una prospettiva orrenda”

Qual' è l’alternativa?

“Una dichiarazione , preventiva, che fissa delle regole per sè, mette dei paletti alla cura . Se decido “di non bere e di non mangiare”, nessuno mi può obbligare. Se dichiaro la mia intenzione di rifiutare trattamenti di sostegno , nessuno me li potrà dare , sarebbe anticostituzionale. Purtroppo nel caso Englaro , non c’è un documento: aveva espresso solo a voce l’intenzione alla quale si appella la sua famiglia , la sua volontà è stata ricostruita attraverso testimonianze , che hanno avuto un altro peso”

In Parlamento ci sono almeno dieci disegni di legge sul testamento biologico , fermi, e sull’argomento la battaglia ideologica- politica- religiosa è durissima.

“Io stesso come senatore del Pd ho presentato un disegno di legge . Ma qui parlo di un’altra cosa : legge o non legge , il medico deve rispettare la volontà del malato. Se non c’è una legge , pazienza. Anzi ,meglio  nessuna legge , che una cattiva legge : in Germania per esempio , Paese comunque civile e rispettoso , non c’è”

Come si potrebbe fare a meno di una legge?

“L’Italia ha sottoscritto la Convenzione di Oviedo , che è molto chiara sull’autodeterminazione. Questo aspetto è stato poi confermato dal Comitato di Bioetica , ed è presente nel codice deontologico medico. Se il sanitario non rispetta il rifiuto del malato alle cure , deve spiegare nella cartella  clinica perché non ne tiene conto. Direi che è un po’ più inchiodato alle sue responsabilità”

Non si può neanche chiedere a un medico di andare contro la sua coscienza?

Certo, nessuno lo mette in dubbio, l’obiezione è sacrosanta. In quel caso , passerà la questione ad un collega. Non stiamo mica parlando di trapianto di cuore: togliere un sondino e una flebo sono incombenze infermieristiche. Molto più difficile è trovare uno come l’anestesista Mario Riccio , che ha accettato di staccare il respiratore a Piergiorgio Welby”

Un argomento che colpisce le coscienze è quello , sostenuto da molti cattolici anche in Parlamento ,secondo cui sospendere l’idratazione e l’alimentazione di un malato in coma significa farlo morire con un’agonia lunga e dolorosa?

“Ma queste sono assurdità ! Se si riferisce a Eluana Englaro, non parliamo di coma , ma di stato vegetativo permanente , che è una cosa totalmente e drammaticamente diversa. Parliamo di persone che non esistono più , poverine, sono cerebralmente , irreversibilmente morte. Si parla di Eluana come se fosse viva: non lo è più da 16 anni , anche se il cuore batte e i polmoni respirano”

Forse è questo che turba le coscienze : il suo cuore batte.

“Mi spiace ma purtroppo questa è una condizione che conosciamo bene in medicina: nei trapianti non si uccidono le persone per prenderne gli organi , ma si constata senza ombra di dubbio la loro morte cerebrale. La decerebrazione , o la decorticazione – ovvero la scomparsa della parte pensante – sono condizioni mortali e irreversibili. La scienza ci dice che lo stato vegetativo persistente si definisce tale se dura un anno al massimo , perché dopo non è più possibile svegliarsi , e subentra quello permanente. I pochi casi di risvegli dopo un anno riportati in letteratura li definirei errori di diagnosi, non  miracoli”

Perché nell’ultimo libro che firma , La parola al paziente, ha inserito un decalogo dei diritti del malato?

“ Credo che quello dei diritti del malato sia un argomento da aggiornare quotidianamente . In particolare su due aspetti : il diritto ad esprimere in anticipo le proprie volontà e il diritto a non soffrire”

In Italia siamo un po’ indietro  anche su questo aspetto , il trattamento del dolore.

“Sono un fautore delle cure palliative e terminali, e penso si debba fare uno sforzo per diffonderle. Sono l’unico vero antidoto alla richiesta di eutanasia , che è spesso una disperata richiesta di porre fine a sofferenze atroci , non una lucida volontà di morire”

Intanto le persone comuni si sentono sovrastate tra il sapere della scienza e quello della religione – a cui si sovrappone anche la politica – e vivono con ansia lo scontro di questi poteri

“L’ansia della gente ha ragione d’essere quando c’è da prendere decisioni personali e sono venute meno delle certezze. Parliamo della medicina : l’angoscia del malato e della sua famiglia è nata nel momento in cui è scomparsa la medicina paternalistica . Colui che guariva , che nell’antichità era un sacerdote e in alcune parti del mondo è ancora lo sciamano , ha via via perso l’aura di magia salvifica, il paziente è stato sempre più coinvolto nella malattia e nella cura , oggi nessuno può più essere vittima del cosiddetto inganno caritevole. Il principio è quello del consenso informato , della parità dei diritti e doveri tra chi cura e chi è curato”

E’ un passo avanti o no?

“E’ un dato di fatto , comunque. Oggi il medico è un professionista , una delle tanti componenti dell’economia di mercato. Il rischio , semmai, è che si faccia tentare dalla logica del guadagno, dimenticando quella del benessere del paziente. Il medico paternalista di un tempo – il buon padre che sa cos’è meglio per te dalla nascita alla morte e lo fa togliendoti dall’impaccio della scelta e quindi dell’ansia – aveva il suo fascino quando era bravo , e la sua funzione andava al di là della tecnologia scientifica. Io sono cresciuto in cascina: ricordo quando arrivava in visita il Dottor Oriani, sul suo cavallo bianco… Giusto o sbagliato che fosse, si prendeva a cuore tutto , toglieva la preoccupazione. Oggi la medicina è cambiata , si è fatto tutto più difficile , il paziente deve decidere. Ma è salutare , è la base della democrazia. Lo so che per certi aspetti la dittatura sembra più semplice della democrazia : se hai un lavoro e la pancia piena , te ne freghi che qualcuno decida per te. Ma la democrazia è libertà , e nulla è più prezioso della libertà”

mercoledì 24 dicembre 2008

INTERVISTA A MONICA CRUZ


Disegna collezioni per mango insieme a sua sorella Penelope .Lei è Monica Cruz.


Quando disegna un abito per Mango ha in mente un tipo di donna precisa?


“Pensiamo a donne di qualunque età , in ogni momento della loro vita. Pensiamo a professioniste moderne e indipendenti , che vogliono vestire bene e sentirsi belle”


Cosa consiglierebbe alle lettrici che vogliono essere alla moda con un occhio al budget?


“A prescindere dall’attuale crisi economica , secondo me non serve spendere fortune per seguire le novità , perché le tendenze cambiano di continuo”


A proposito di stile e shopping , qual’è la sua più grande passione?


“Sono ossessionata dai negozi vintage. A dire il vero solo crescendo ho imparato a fare shopping in modo consapevole , quando ero più giovane compravo per il solo gusto di farlo”


Come sono divise le responsabilità creative fra lei e Penelope?


“Io Lavoro sulle mie idee , mentre mia sorella segue la sua ispirazione. Poi organizziamo lunghe sedute in cui scegliamo insieme stili , colori e modelli e solo a quel punto incontriamo gli esperti di Mango. E’ un processo faticoso , ma anche molto divertente”


Che regalo vorrebbe per le prossime festività?


“Tanta salute per la mia famiglia, penso che sia in assoluto la cosa più importante”

martedì 23 dicembre 2008

INTERVISTA AI METALLICA


I Metallica che ha al suo attivo 27 anni di carriera e 12 album di cui l’ultimo “Death Magnetic” , venduto 800 mila copie .


Come avete deciso di partecipare alla creazione del gioco Guitar Hero Metallica?


“Mio figlio è in quell’età in cui papà è uno sfigato , e non puoi far niente per migliorare ai suoi occhi. Guitar Hero ha avuto un grande successo con gli Aerosmith e fortunatamente ci hanno chiesto di partecipare alla seconda edizione. Adesso ho un gioco divertente da fare con mio figlio e lui impara ad apprezzare la mia musica”


Avete registrato qualche pezzo appositamente per il disco?


“No, anche se abbiamo rischiato di doverlo fare perché non riuscivamo a trovare i master originali del disco “Kill’em All”. però abbiamo messo a disposizione per il download una versione di “Suicide Redemption”con assolo di chitarra diverso da quello registrato per il disco. Ma solo per scegliere fra le oltre 150 possibili canzoni è stata una faticaccia”


Cosa può raccontarci del gioco?


“Fondamentalmente è la storia dei Metallica che stanno cercando una band di spalla con cui andare al tour. E i giocatori devono affrontare la sfida eseguendo tanti nostri pezzi ma anche diverse cover di altre grandi band heavy metal o hard rock”


Come si vede all’interno del videogioco?


“E’ stata un’esperienza molto importante e divertente , quando si è trattato di fare le riprese in motion capture. Dopo 27 anni di carriera non penseresti di ritrovarti ancora in situazioni completamente nuove , quindi siamo molto soddisfatti”


Pensa che giochi come Guitar Hero o Rock Band siano importanti per l’industria musicale?


“Il panorama della distribuzione musicale è in continuo cambiamento. Un paio di settimane fa ho letto una recensione di Death Magnetic , scritta da uno che non ha anche ascoltato il disco , ma lo ha conosciuto attraverso il gioco. Dopo il cd e gli mp3 penso che questa possa già essere l’alba di una nuova era”

lunedì 22 dicembre 2008

INTERVISTA AL MAGO FOREST


Quando hai deciso che volevi diventare un comico?


“Chi fa il comico lo fa per una innata predisposizione naturale. E’ come per il disegno o per il canto.Noi comici iniziamo fin da piccoli a guardar il mondo con occhi buffi. Già da ragazzino si capiva che come studente modello non avrei avuto una gran carriera. Quando mi interrogavano più che rispondere giusto mi sforzavo a imitare gli insegnanti per far ridere i miei compagni. Così ho scelto una scuola che non avesse latino o altre discipline scientifiche troppo pesanti. Ragioneria. Conosco un sacco di comici che hanno fatto ragioneria”


Tipo?


“Emilio Fede. Mi sembra un tipo di ragioneria”


E dopo il diploma hai lasciato la Sicilia?


“Volevo fare spettacolo e sapevo che per fare una cosa bene devi studiarla . Sono venuto a Milano , ho fatto un sacco di corsi di teatro e di mimo e anche uno di maschera in cartapesta. Poi grazie alla rete di amici hanno iniziato a cercarmi per fare serate”


In quegli anni è nato Forest?


“Mi sono ispirato a McRooney , andava di moda ai miei tempi. Nella tv in bianco e nero. C’era Silvan , il superman dei maghi . E poi lui , l’antieroe. Io volevo fare il mago sfigato , così è nato Forest”


E la tv come arriva?


“Con Renzo Arbore che mi ha fatto un provino per Indietro Tutta. Era un colloquio , ma io quando devo far ridere non riesco mai a essere me stesso, mi devo per forza mascherare da personaggio. Così quella volta andai in bagno a trasformarmi . E’ andata bene. Intanto avevo già iniziato a lavorare in molti cabaret milanesi”


Tra cui lo Zelig.


“Ho iniziato a lavorare allo Zelig quando era più un bar che un cabaret.Per me Bisio, Aldo, Giovanni e Giacomo era solo il nostro bar. Giancarlo Bozzo , che ora è direttore artistico, era il nostro barista. Poi è diventata una trasmissione tv. Il primo caso in cui è la tv che va dai comici e non i comici in tv.


Hai il record di presenze a Zelig


“Ce lo avevo, ma ormai mi hanno fregato. Le prime cinque stagioni avevo fatto tutte le puntate”


Chi ti fa più ridere dei tuoi colleghi?


“Leonardo Manera. Gigi Rock. Diego Parasole . Paolo Migone. Ma la lista è ancora lunga”


E’ vero che sul palco metti sempre le scarpe bianche?


“E’ uno dei motivi per cui faccio questo mestiere , mettermi le scarpe bianche.Sai, non le posso più mettere nella vita, dopo la prima comunione”


E ora debutti come attore in una fiction ospedaliera “Tagli e cuci”?


“Mi hanno proposto questa sit-com che mi è molto piaciuta , così ho accettato. E che compagni di lavoro deliziosi. Cacioppo su tutti”


Tu li guardi i telefilm?


“Mi piacciono “Il mio nome è Earl”, Il “Dottor House”, “Will e Grace”. E “Boris”, che assomiglia come prodotto a “Taglia e cuci”. Che non è una serie medico-ospedaliera : è una sitcom sulla folle ricerca della bellezza a tutti i costi . In ogni puntata affrontiamo eventi paradossali con tanto umorismo. Come dicono gli inglesi . è solo ridere per ridere”


Sono storie chiuse o c’è uno sviluppo narrativo?


“"Io e Cacioppo siamo due cugini rivali che vogliono ereditare dal ricco zio le cliniche estetiche. E visto che siamo due incapaci non possiamo metterci in mostra con le nostri doti e ci facciamo la guerra cercando di screditarci a vicenda”


Sei Mago Forest anche nella fiction?


“In scena porto tutto me stesso . E quindi anche Forest , che è il mio alter ego attraverso il quale posso dire le cattiverie ch quel bravo e timido ragazzo di Michele Foresta non oserebbe mai dire”


E’ la prima volta che fai una fiction. Però hai girato un film?


“Ho fatto un film che la solita critica prevenuta ha ingiustamente ignorato. Ma credo che verrà rivalutato presto . “La Grande prugna” in Italia non l’ha visto nessuno , ma in Tagikistan..è stato uno dei successi della stagione. Sul set dovevo baciare la Littizzetto e lei faceva apposta a girare male le scene in cui facevamo l’amore per poterle ripetere”


Tornai in tv anche con qualche Mai Dire della Gialappa’s?


“A primavera. Stiamo temporeggiando , stiamo cercando di ricaricarci per guardare con la solita lente distorta la realtà”


Tieni famiglia?


“Sono fidanzatissimo. Non ho figli ma ho tanti nipoti. Però allo stato anagrafico sono libero. Ho appeso il certificato in casa accanto al diploma da ragioniere. ma la fidanzata cerca sempre di distruggerlo”


Altri progetti in corso?


“Sto scrivendo il nuovo spettacolo live che porto in scena quest’ estate : Motel Forest. Anzi, se i lettori vogliono prenotarsi possono già farmi tranquillamente un bonifico . E poi ci vediamo intorno a marzo in Stazione Centrale. Che vi dò i biglietti”

giovedì 18 dicembre 2008

INTERVISTA A MASSIMO CARLOTTO : IL CARCERE è LO SPECCHIO DELLA REALTà CHE C'è FUORI


Massimo Carlotto , scrittore padovano, torna in carcere per firmare una fiction per Fox. Carlotto è stato protagonista di uno dei casi giudiziari più controversi dell’Italia repubblicana.


Questa serie è una sua idea?


“No. E’ di Chiara Toschi della Grundy. Me l’ha proposta dopo aver letto Jimmy Della Collina – un mio racconto del 2001 , ambientato proprio in un carcere minorile - e aver visto la trasposizione cinematografica di Enrico Pau. Ho accettato subito : in fondo sono un esperto. Libro e film sono stati adottati in tante scuole , e negli ultimi anni sono andato spesso a parlare con gli studenti. C’è un grande interesse per questa realtà : i giovani vogliono sapere. Per loro è difficile crescere in questo paese dominato da vecchi. Sono confusi: si sentono incompresi e credono che sia normale diventare adulti a quarant’anni”


Come si è documentato?


“Nel corso degli anni , dopo la mia esperienza da detenuto, ho mantenuto buone fonti. C’è chi , per documentarsi , si rivolge alla polizia e chi , come me, ad avvocati e vecchie conoscenze”


Ex reclusi?


“Sì. E poi , dato che la serie è ambientata in un carcere minorile del Nord Italia , sono andato spesso al Cesare Beccaria di Milano. Per essere credibili bisogna sempre verificare : quella del carcere, soprattutto, è una realtà che cambia di continuo. La dimensione etnica, per esempio, è diventata fondamentale per capire i rapporti di forza , che negli ultimi anni sono completamente mutati”


Che realtà c’è dentro?


“Il carcere è lo specchio della realtà che c’è fuori , quindi dell’Italia con tutte le sue contraddizioni. Gli stranieri sono in maggioranza : ci sono i rom , i maghrebini e i romeni , ma anche i neonazisti italiani della Fratellanza Ariana , gang nata del 1967 nel Penitenziario di San Quintino , in America. Un fenomeno mai visto prima da noi e che è in forte espansione . E poi ci sono i ragazzi rinchiusi per crimini familiari , quelli che hanno ammazzato la madre o il padre. Ma non tutti sono già delinquenti incalliti. Le loro fragilità e i loro bisogni sono evidenti. Forse qualcuno potrebbe essere recuperato . Purtroppo gli operatori carcerari , guardie ed educatori , lavorano in condizioni estreme : soffrono per i tagli ai finanziamenti e non hanno mai una gratificazione personale o economica”


Che cosa è mancato di più a questi ragazzi?


“La famiglia . Quasi tutti hanno situazioni disastrose alle spalle. Non hanno mai incontrato adulti responsabili , in grado di dare un minimo di regole per affrontare la vita. In queste condizioni , gli operatori svolgono un lavoro eccezionale. Le loro storie , da una parte e dall’altra parte della barricata, sono bellissime da raccontare . In Europa nessuno l’ha mai fatto”


Gli episodi come si articolano?


“Abbiamo dato spazio alla dimensione personale. In ogni episodio c’è una parte riservata al contesto e un’altra al personaggio protagonista. E c’è di tutto . I Ragazzi , per esempio, hanno più contatti con il settore femminile , e fa tenerezza vedere con quale facilità si innamorano delle ragazze e come comunicano con loro : per scambiarsi messaggini vanno tutti a messa , anche i musulmani. E’ incredibile anche la ribellione delle giovani rom”


Cioè?


“Fuori sono in divisa: si vestono e fanno quello che le famiglie impongono loro. Dentro sono diversi: si vestono con jeans , stivaletti e tacchi alti , ma soprattutto si comportano in maniera autonoma. Per assurdo , bisognerebbe liberarle proprio dalle famiglie”


Il cast è stato formato?


“E’ in via di definizione , e le riprese dovrebbero iniziare in breve. Per i ruoli adulti non credo ci saranno problemi : l’Italia è piena di bravi attori . Forse sarà più complicato trovare i ragazzi”


Lei è stato per anni in un carcere per adulti : che differenze ci sono rispetto a una struttura minorile?


“Nel carcere minorile , in qualche modo, continua a esistere la speranza. In quello per adulti ormai nessuno più crede al percorso pena- rieducazione –reinserimento nella società”


Perché?


“I detenuti sono lasciati al loro destino. Non c’è più lavoro , che dovrebbe essere obbligatorio , come lo studio per i minorenni. Per anni guardano la Tv dalla mattina alla sera e parlano solo di reati, calcio e donne . Il carcere è diventata una scuola di perfezionamento criminale. Le città, e il territorio in generale, l’hanno abbandonato. Per i detenuti lo Stato esiste solo perché li tiene rinchiusi. per loro non fa altro”


Dentro come si sopravvive?


“Per i minori c’è ancora qualche regola che vale , se non altro quelle che riguardano i rapporti fra adolescenti e adulti. Per gli altri contano la legge del più forte , del vivi e lascia vivere e della corruzione. Con tutti i soldi e la droga che circolano , è difficile trovare un luogo più corrotto di un carcere”


Chi esce che fine fa?


“Nel novanta per cento dei casi torna dentro”


Lei nel film tratto da Jimmy della Collina ha fatto un cameo : farà altrettanto in questa serie?


“Se me lo permetteranno , volentieri . Non mi sarebbe dispiaciuto apparire anche negli altri film nati dai miei romanzi.


Quando esce il suo nuovo libro?


“Il 12 novembre . Si intitola Perdas De Fogu. L’ho scritto assieme ai Mama Sabot, un gruppo di nove colleghi sabotatori sardi ( il sabot era lo zoccolo con cui gli operai del’800 sabotavano i macchinari) . Insieme con questo romanzo d’inchiesta , vogliamo denunciare questo scandaloso inquinamento bellico causato dal poligono militare sperimentale di Perdasdefogu, in Sardegna. E’ il più grande d’Europa e , nella zona, il trenta per cento dei pastori ha la leucemia. Le responsabilità sono sia di destra che di sinistra. Il ministro della difesa Arturo Parisi , tanto per fare un nome , è quello che in qualche modo ha dato il via ad una sorta di privatizzazione dell’area. Adesso a Perdasdefogu chiunque , pagando cinquantamila euro l’ora , può svolgere qualsiasi tipo di test. Quello che dico è tutto documentato : abbiamo 1500 pagine di indagini inattaccabili sull’inquinamento a terra , mentre nulla si sa su quello del mare. Non sono mai state fatte analisi. Ma i pescatori , ogni tanto , tirano su di tutto. E’ un disastro ambientale incredibile”


Prevede problemi?


“L’ufficio legale della casa editrice sta controllando le virgole. Tutto è stato verificato , il mio patto con i lettori è di scrivere solo certezze. Sono tranquillo. Speriamo succeda qualcosa. I tempi , per fortuna , sono cambiati : i lettori si incazzano , vogliono sapere , reagiscono. E poi guardi quello che è successo con Saviano?”


Lo conosce?


“No, ma apprezzo il suo lavoro. Nel 2006 io e Giancarlo De Cataldo siamo stati i primi a lanciare un appello per proteggerlo”


Lei ce la farebbe a vivere come Saviano vive adesso?


“Da latitante ho avuto un passato simile, forse per certi versi anche più pericoloso.Ma spero non mi accada mai quello che sta vivendo lui”

mercoledì 17 dicembre 2008

INTERVISTA A SEAL


Ha realizzato il suo nuovo album “Souls” un intero album di cover per esprimere il desiderio di cambiamento.


Quando ho sentito la sua versione di “A Change is gonna come”di Sam Cooke non ho potuto fare a meno di pensare al neo eletto presidente Obama?


“Dopo 8 anni di inferno politico , sociale ed economico gli americani cercano di uscire da una situazione ormai insopportabile. Obama è il catalizzatore di questa voglia di riscatto e credo sia importante soprattutto che i più giovani sentano che ora qualcuno li ascolterà”


Cosa l’ha spinta a fare un album di cover?


“Ero in macchina con mia moglie e sono quasi scoppiato in lacrime ascoltando alla radio “A Change is Gonna Come”. Mi sono reso conto che quelle canzoni sui diritti civili cantate da Bob Dylan , Sam Cooke e tanti altri sono quasi più attuali di oggi che un tempo . La maggior parte del pubblico comprerà il disco solo perché ama quelle canzoni e a me questo sta bene. ma spero che almeno qualcuno avverta le stesse vibrazioni che ho sentito io quel giorno”


Si avverte una pressione speciale nell’affrontare un repertorio di grandi classici?


“Ovviamente non intendo paragonarmi a quelli artisti , ma nel mio piccolo sento la responsabilità di rilanciare i temi che hanno cantato , perché qualcun altro senta il bisogno di continuare a inseguire i loro sogni”


Essere genitore porta dei cambiamenti in un artista?


“Il disco è conseguenza dell’essere padre , rilancio certi temi perché avere figli porta ad interessarsi di più al mondo”

martedì 16 dicembre 2008

OFFERTE LAST MINUTE

INTERVISTA AD ANDREA ANTINORI , INFETTIVOLOGO : IL CONTAGIO DELL'AIDS è CRESCIUTO TRA I RAGAZZI


Andrea Antinori , infettivologo , direttore del Dipartimento clinico all’istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e neo membro della Commissione nazionale Aids del ministero della Salute.


“L’epidemia all’inizio concedeva di sopravvivere a circa due anni dalla diagnosi. Oggi si arriva a un’attesa di vita di 40 anni se si iniziano le cure a 35 anni , in buone condizioni immunologiche. In Italia 50 mila persone sono in trattamento con farmaci più efficaci e tollerabili di 10 anni fa , e si curano senza modificare troppo lo stile di vita. La terapia antiretrovirale , che un tempo contava 15 compresse al giorno , oggi inizia 2-5 compresse e può arrivare ad una sola. Ha cambiato la vita di tanti . Non mi pare un insuccesso. Se ci sono lacune , riguardano l’informazione preventiva , scarsa , poco capillare , forse in parte responsabile di un nuovo fenomeno : la crescita del contagio tra i giovani sotto i 25 anni”


I giovani sono più a rischio?


“I buoni risultati della terapia e la riduzione della mortalità fanno pensare all’HIV come una malattia curabile al pari di altre . In più i ventenni del 2008 non sono bersagliati da campagne di comunicazione serrate come 15 anni fa. Risultato : oggi c’è una scarsa informazione sulla malattia e sulla sua trasmissione”


Un tempo erano a rischio gli eroinomani , per via dello scambio di aghi. Ma tra i giovani oggi sono più diffuse la cocaina , le anfetamine, e l’ecstasy.


“Che non hanno una relazione diretta con il contagio. Anche la sifilide è in crescita tra i ragazzi . Il rischio aumenta dove il sesso è senza precauzioni , le droghe possono favorirlo perché disinibiscono , ma non sono determinanti. L’uso del profilattico invece lo è”


E’ ancora un tabù?


“E’ vissuto più come anticoncezionali che come barriera contro il contagio. Ma il preservativo è una delle poche cose efficaci. Soprattutto oggi che i confini delle categorie a rischio non sono più netti”


Che cosa significa?


“Vent’anni fa l’HIV colpiva tossicodipendenti e gay, stigmatizzati come – quelli a rischio. Oggi colpisce il cinquantenne che va con il transessuale o la prostituta senza precauzioni , e poi infetta la moglie ignara. Oppure succede con un partner occasionale. E’ paradossale , ma non è chiaro a tutti che il virus si trasmette con rapporti sessuali non protetti tra chiunque è sessualmente attivo. In Italia si stima che ci siano 130-140 mila sieropositivi e metà , tra cui molti under 25 , sono sommersi , non sanno di esserlo. Prima che si manifestino i segni della sieropositività trascorrono da 4 a 7 anni e una diagnosi tardiva rende la terapia meno efficace , oltre a favorire la diffusione del contagio”


Si sta affrontando il problema?


“In Italia il sistema di segnalazione è ancora basato sulla notifica obbligatoria dei casi di Aids. Manca un sistema che vigili sulle nuove sieropositività . Alcune regioni – Lazio , Vento , Friuli, Piemonte , Liguria – e province –Modena, Trento , Bolzano, Sassari, e Rimini – se ne sono dotate in questi anni , e sta funzionando”


Perché non è obbligatoria la notifica di sieropositività?


“Per varie regioni , tra cui forte preoccupazione di ledere la privacy, di identificare e stigmatizzare gli infetti, dando adito a schedature e discriminazioni. Però , se qualche anno fa la notifica di Aids bastava , perché dal numero di malati si poteva stimare il numero di infetti , oggi, con l’effetto delle terapie, è diventato un calcolo impossibile”


A che cos’altro servono dati precisi?


“L’esatto numero di nuove infezioni , e la definizione dei luoghi e dei gruppi in cui si concentrano , renderebbero più mirata l’informazione e l’azione sanitaria locale. Anche le associazioni dei pazienti ci pensano , cercando una procedura che rispetti la privacy e tuteli i diritti delle persone”


Il Test HIV non è uno strumento già efficace?


“In Parte . Bisogna facilitarne l’uso . I cittadini devono sapere che è sicuro, gratuito , anonimo. Si può eseguire rivolgendosi ai centri ospedalieri senza dare motivazioni specifiche. Ancora oggi molti lo evitano pensando che , facendolo, dichiarerebbero comportamenti a rischio , E’ fondamentale offrire un colloquio , prima e dopo i risultati, per informare e rassicurare sugli esiti. Bisogna evitare che chi ha episodi a rischio esegua il test reperendo kit rapidi su internet : potrebbe non avere strumenti per interpretarlo correttamente e sfuggire ai necessari controlli clinici. Tutto questo però non basta. Occorre portare il test vicino a chi oggi non si rivolge spontaneamente ai centri di prevenzione e cura . Bisogna spiegare che è fondamentale per la diagnosi precoce e che, fatto in tempo, può far guadagnare 10 anni di vita. In questo l’HiV non è diverso dalle altre malattie , come i tumori”


Oggi si può fare una profilassi post incidenti a rischio?


“Esiste, ma è un’esperienza consolidata per i casi professionali , medici e infermieri che possono venire a contatto con il sangue infetto. L’intervento deve avvenire entro le 12 ore successive . In rari casi è stata applicata anche negli incidenti sessuali . E’ comunque bene rivolgersi a un centro di riferimento per la cura e la diagnosi dell’HIV e delle malattie infettive, tenendo presente che non è un presidio del giorno dopo”


Altre priorità in agenda?


“Su un piano di sanità pubblica , tutto quello che abbiamo detto fin qui. Aggiungo però che anche l’implementazione di campagne informative più intense”


Qualche idea di comunicazione?


“Visto il successo delle iniziative di raccolta fondi per la ricerca con testimonial del mondo della cultura e dello spettacolo, perché non riunire un pool di celebrities che dichiari di avere fatto il test come un dovere civile , all’insegna della normalità? Credo sensibilizzerebbe le persone alla diagnosi precoce , facendo , forse , cadere anche questo tabù”

lunedì 15 dicembre 2008

INTERVISTA A GIANNI AMELIO, REGISTA E DIRETTORE DI TORINO FESTIVAL


Gianni Amelio, regista e direttore del Torino Film Festival , dopo Nanni Moretti.

Cosa significa per un regista diventare direttore di un festival?

“Io non vorrei generalizzare e dire diventare direttore di un festival in astratto , direi diventare direttore del Torino Film Festival. La storia del Festival è una storia lunga che consente di coniugare la passione per il cinema , ovvero di chi lo fa e di chi lo vede e che sogna un giorno di farlo. Gli altri festival ignorano questo.

Cannes ha avuto Indiana Jones , Venezia i Coen con Clooney e Pitt , Torino Oliver Stone. E’ necessario per un festival iniziare con il coup de thèathre ?

“Lei che è giornalista lo saprà benissimo : la cosa fondamentale è essere letto. Non tanto per guadagnare , quanto per un bisogno intimo di arrivare a un’altra persona . Fare le cose per se stessi non ha senso. Io ho detto una volta che non bisogna confondere un rigore con un autogol , ovvero c’è un modo di arrivare allo spettatore diretto ed efficace senza parlarsi troppo addosso”

Ma uno come lei , diventando direttore del TTF darà un’impronta dettata dal cinema che ama?

“Credo che si debbano conciliare le esigenze. Non si deve lavorare da soli e non si deve fare il proprio festival, perché sarebbe scorretto. Si deve tener conto della storia e dell’eredità che si riceve, e io ho un’eredità preziosa, quella di Nanni Moretti , che non ho intenzione di dilapidare. La mia guida è la passione viscerale per il cinema e voglio unire chi fa cinema e lo guarda , e magari anche chi fino a ieri il cinema non lo conosceva”

Roma e Venezia hanno in parte deluso. C’è poco cinema da festival o troppi festival?

“Tutti vogliamo raccogliere in un campo, usando una metafora, purtroppo spesso la quantità va a discapito della qualità . Io non voglio negare l’importanza del festival , ma quando l’attesa è sproporzionata al risultato nasce un problema serio. Il numero elevato di festival rischia di far disamorare lo spettatore”

sabato 13 dicembre 2008

INTERVISTA A NAOMI CAMPBELL


Cosa l’ha aiutata ad avere un successo così duraturo?

“Credo che gli stilisti siano stati una parte cruciale della mia carriera – Gianni Versace , Azzedine, Alaia, Yves Saint Laurent.Loro mi hanno aiutata ad avere dove sono ora”

E’ un avida collezionista d’arte?

“Sono solo all’inizio. Non so molto di arte e non faccio finta di essere aperta”

Ho letto che sta lavorando ad una collezione di abbigliamento per beneficenza , farà mai un’intera linea come ha fatto Kate Moss per Topshop?

“Sto facendo una collezione chiamata Naomi per 284 in Brasile, ma verrà commercializzata nel mondo. I proventi andranno a favore dell’istruzione in Brasile. Non so se mai farò una intera linea di vestiti. Mi sto divertendo su questo progetto al momento, ma è più filantropia che business. Ti dirò , alle persone interessano vestiti che si possono permettere . I prezzi esorbitanti non sono realistici”

All’inizio dell’anno è stata immortalata sulla copertina di Vogue Italia black edition : crede che quel numero abbia avuto un impatto sul genere di lavori che vengono dati alle modelle di colore?

“Sono contenta per quello che è successo. Abbiamo visto la situazione sulle passerelle migliorare molto. Continuerà? Non ne sono sicura , perché alla fine è tutto nelle mani della pubblicità. Nella pubblicità non si vedono ancora modelle di colore , sono tutte bionde. So per certo che un bel po’ delle campagne pubblicitarie in uscita hanno solo modelle bianche”

Uno dei momenti simbolici della tua vita è stata la settimana in cui ha svolto il servizio sociale in seguito ad una condanna indossando tutti quei vestiti fantastici . Cosa faceva a scegliere cosa mettersi ogni giorno?

“Non era una cosa pianificata. E’ stato più spontaneo , tipo “Perché dovrei apparire dimessa e triste solo per il fatto che devo svolgere lavori socialmente utili? Mi sono vestita così per tutta la settimana e ho fatto un sacco di amici . La gente che lavorava lì era davvero grande. Ora che so cosa fanno per tener la città pulita e bella, ho maggiore rispetto per loro e li apprezzo di più”

Quando si guardano tutte le foto della mostra , come direbbe che è cambiata la sua vita?

“Credo che le foto parlino da sole. Posso dire in che punto delle mia vita mi trovavo e cosa mi stava accadendo”

venerdì 12 dicembre 2008

Brian Hardgroove , dei Public Enemy, Obama cambierà il mondo



So che hai partecipato alla campagna elettorale di Obama in New Mexico?

“si , ho fatto la mia parte organizzando alcuni eventi e parlandone nel mio show radiofonico. Sono davvero felice di aver potuto fare qualcosa di più per dare semplicemente il mio voto. Questo era uno stato repubblicano e ha votato per Obama”

Ricordi un momento particolare della campagna?

“in un locale di Santa Fe , c’era una band raggae che suonava la musica di Bob Marley. Durante una pausa del concerto ho intervistato il cantante e abbiamo parlato del fatto che molti amano Bob Marley senza spiegarne il motivo . E la stessa cosa succede con Obama . Io invece penso di saperlo”

Quale sarebbe?

“Sia Obama che Bob Marley hanno una storia simile . Il padre di Obama era un nero , e se n’è andato quando lui era piccolo . Sua madre invece era bianca , ed è rimasta con lui. Il padre di Bob Marley era bianco , e se n’è andato , mentre sua madre era nera ed è rimasta con lui. Questo background comune ha consentito loro di avere una prospettiva unica , e di essere critici tanto verso i neri quanto verso i bianchi. Inoltre , entrambi hanno un impatto sulla gente a livello planetario . In quel momento ho capito che Obama poteva vincere”

Vieni dal cosiddetto ghetto , dove per la prima volta quest’anno la gente è andata a votare. Questa elezione cambierà il modo di vivere e agire dei neri nella società americana?

“Tempo fa un giornalista cinese, parlando del film American Gangster , mi ha fatto domande su questa cultura criminalizzata dei neri americani che vediamo spesso al cinema. Io gli ho risposto che quella non è la cultura dei neri d’America , quella è la cultura dei criminali punto e basta. Ciò che voi, in Italia, percepite del modo di agire dei neri americani è limitato a ciò che vedete in Tv , nei video musicali o al cinema. Ma questa non è la cultura dei neri americani , questo è il concetto di cultura nera che viene venduto nel mondo”

Perché il voto ad Obama è così importante?

“La cosa buona di Obama è che sta dimostrando al mondo , e all’America stessa , che questa non è la cultura nera. E sono felice del fatto che la mia bambina di 7 anni potrà crescere senza pensare “Wow un uomo di colore alla Casa Bianca , non accadrà mai”. Anzi, per lei il fatto che un nero sia presidente non sarà nulla di speciale ed è fantastico”

C’è chi parla di Obama come dell’uomo che ha realizzato i sogni di Martin Luther King . Che ne pensi?

“Penso che chi dice questo tenda a generalizzare un po’ troppo. Obama è diventato presidente in un momento in cui la giustizia in America non è ancora garantita per tutti , dunque è l’uomo giusto per mettere in moto il treno . Perché Martin  Luther King parlava di questo , di giustizia per tutti , non solo per i neri. Dobbiamo avere speranza , perché Obama è un nero che sa cosa voglia dire essere trattati da neri in questo Paese. Ma al tempo stesso , lui non odia i bianchi , sa che questo Paese ha grosse possibilità E’ illogico pensare che tutto possa cambiare nell’arco di una notte , ma Obama ha dimostrato che il cambiamento è possibile”

Pensi che anche nella vecchia politica italiana possa esserci un cambiamento ?

“Non so se l’Italia sia pronta o no a un simile cambiamento , ma di sicuro è molto più preparata della Cina , che pure sta già cambiando. L’America è un paese molto più giovane dell’Italia , ma ha realizzato un cambiamento che nessuno si aspettava. Perciò , qualunque sia la situazione in Italia , voi adesso sapete che in America le cose sono cambiate perché la gente ha alzato la sua voce”

Tra 30 anni quali album dei Public Enemy verranno ricordati?
”Penso che ce ne siano due in particolare. Uno è “It takes a Nation of Millions to Hold Us Back” , che sarà ricordato perciò che ha fatto per la musica rap. L’altro è Apocalipse 91, perché con questo album il nostro messaggio è divenuto ancora più intenso e diffuso. Questi due album hanno avuto un impatto davvero forte sui neri americani”

Obama cambierà la musica americana e in particolare quella dei Public Enemy?

“L’elezione di Obama ha portato un grande senso di orgoglio tra gli artisti neri , e penso che questo influenzerà tutta la musica americana. Per quanto riguarda la musica dei Public Enemy , solo il tempo potrà dircelo. I PE parlano da una prospettiva americana , ma il nostro messaggio è ancora vero per molte persone del mondo. Quindi sentiamo di avere una responsabilità , ma lo ripeto, Obama ha mostrato che tutti noi abbiamo una responsabilità nella politica del nostro Paese. E questo vale anche per voi italiani , perché il governo italiano siete voi”

giovedì 11 dicembre 2008

INTERVISTA AD ALMA AL ASSAD , MOGLIE DEL PREMIER SIRIANO


Asma al Assad , moglie del premier siriano.


“Io sono economista di formazione , ho lavorato per banche d’affari a Londra , Parigi, New York , e se quello fosse ancora il mio lavoro , in questi giorni mi starei mangiando le unghia per il nervosismo. Per fortuna ho imparato che dietro i numeri ci sono le persone. Pensi alla crescita economica : la Siria anche di questi tempi migliora il suo Pil , ma l’importante è che i benefici ricadano su tutta la popolazione , non solo su pochi , e non solo nelle città , ma anche nei villaggi , visto che oltre il 60% della popolazione vive nelle campagne”


Vista da un’economista , la globalizzazione è buona o cattiva?


“Offre grandi opportunità , ma dipende dallo sguardo con cui la vediamo. Da lontano ogni Paese è diverso dall’altro , le differenze sono enormi . Da vicino , ogni persona ha necessità e desideri , e quelli sono uguali per tutti. Tutti vogliamo vivere in pace e nella prosperità. In Occidente questo avviene già , in Medio Oriente non ancora : ma è verso di voi, verso quello che avete già , che la nostra regione si sta muovendo. E , nella costruzione di questa società , noi abbiamo un grande asset: le persone. Il 60% dei siriani ha meno di 25 anni”


Gli europei sono meno scettici nei confronti della Siria rispetto agli americani?


“Normale . Ci rifletta bene : abbiamo avuto per secoli legami strettissimi , scambi continui , influenze reciproche. Pensi alle dinastie arabe in Spagna : provenivano da Damasco. Dobbiamo solo riscoprire quei legami . Con l’Italia per esempio , c’è in comune un’inclinazione ad aiutare gli altri che deriva dalle radici contadine . Sono i valori che cerco di insegnare ai miei figli”


A proposito . Dove lo trova il tempo per i bambini?


“Prima che Presidente e first lady, Bashar e io siamo padre e madre. Usciamo spesso presto la mattina , tutti insieme, per andare in bicicletta , o a nuotare, o a giocare tennis. Seguiamo le attività dei figli ( sono tre Hafez, 8 , Zein , 5, Kareem , 4). Il calcio, la scuola”


E la religione?


“Se credi davvero in qualcosa , non può che avere un peso nella tua vita. Il mio animo, il mio spirito, sono il risultato delle culture, le tradizioni , le fedi che si sono intrecciate attorno a me e dentro di me. Voglio che i figli le capiscono e salvaguardino”


Di che cosa non sa fare a meno?


“Della pioggia. In Siria non ce n’è abbastanza”


A Londra invece ..


“Anche troppa”


Che cosa vorrebbe , più di ogni altra cosa, in questo momento?


“In questo momento esatto? Andare dai miei figli . Li ho sentito stamattina : al piccolino usciva il sangue dal naso è caduto”


Che cosa le dicono dei viaggi?


“Abbiamo un patto : io spiego che cosa vado a fare e ,se li convinco , loro mi danno il permesso di partire . Mi chiedono sempre qualcosa in cambio . Quando ha saputo che venivo in Italia, la bambina ha pregato di far sapere alla maestra Montessori , non sapendo che è morta nel 1952, che lei va a scuola dove si insegna con il suo metodo. E poi hanno chiesto una tartaruga e un coniglio”

mercoledì 10 dicembre 2008

INTERVISTA FRANCESCO PIONATI , LEADER DI ALLEANZA DI CENTRO : CASINI SARà IL LEADER DEL CENTROSINISTRA


Francesco Pionati ha lasciato l’Udc per creare l’Alleanza di centro .


Vuol rispondere a Casini che le ha dato dell’irrilevante?


“Se ne accorgerà se sono irrilevante. Penso che la nostra iniziativa sia invece molto rilevante e comunque la rilevanza la decideranno gli elettori che mi pare siano in fuga massiccia dall’Udc”


Ma da quanto tempo non c’erano questi dissapori all’interno dell’Udc?


“Io ho sempre avuto una posizione coerente , ho sempre detto che dopo il risultato elettorale , avendo accertato che non c’è la possibilità del terzo polo , bisognava rientrare subito in una forma di alleanza organica di centrodestra”


E non le hanno dato ascolto?


“L’Udc va verso un’altra direzione , è un partito delle posizioni ambigue, Casini teorizzava l’attesa degli eventi come una linea politica. Questo è inaccettabile : la politica si fa scegliendo e non aspettando. Gli ammiccamenti verso il Pd sono la morte dell’Udc”


Già a quei tempi accarezzava l’idea di un partito tutto suo?


“Attenzione , non ho ambizioni personali : sono un analista politico e questo è un progetto che nasce sulla base di un’idea politica molto forte e molto sentita”


Non è un mistero , puntate al Pdl. Ma c’è già un’intesa col Cavaliere per le amministrative del 2009?


“Faremo tutto il possibile per rafforzare il centrodestra e l’intesa coi nostri alleati, non assumeremo nessuna iniziativa in contrasto , abbiamo rappresentato a Berlusconi il progetto di una formazione che per un periodo intermedio cooperi autonomamente con le proprie liste , per poi confluire nel Pdl. Credo che lui abbia compreso la qualità e la bontà dell’iniziativa”


Puntate anche alle europee?


“E’ da verificare, le europee sono impegnative e poi finché non si sa con il sistema elettorale si va a votare, non si può dire. Ma la regola aurea è quella di non entrare in disaccordo con gli alleati”


Quindi concordate su tutta la linea con il Governo Berlusconi?


“Assolutamente sì. In un momento come questo è illogico votare no al 90% delle proposte del governo come ha fatto l’Udc. Una figura barbina . Uno le alleanze le deve anche coltivare”


Non fa una piega . Ma non si sente un po’ come Davide contro Golia?


“Sì, ma è una cosa che mi ha sempre eccitato. Io sono uno che le poltrone le lascia per tentare avventure : ho la fortuna di non dover vivere di politica , ho lasciato la vicedirezione dl Tg1 per tentare quest’avventura. Adesso lascio l’Udc. Faccio le cose per convinzione non per convenienza. Inoltre sono contrario alla Costituzione di Centro”


Perché , non le piace?


“E’ un processo assolutamente ridicolo : serve solo a decapitare la classe dirigente dell’Udc storico a favore di responsabili esterni che non hanno nessuna consistenza politica. Obama diventa il primo presidente Usa di colore , e l’Udc vorrebbe impersonare questo nuovo meccanismo con De Mita , Pezzotta, Adornato e Tabacci.”


E voi sareste gli Obama del centro?


“La politica è fatta di scelte , non di ambiguità”


Perché dice hanno promesso a casini che sarà il nuovo Prodi?


“Il centrosinistra deve cercare un candidato per le prossime elezioni ed è chiaro che lui potrebbe essere il Prodi del 2013. Sono stato messo alla berlina perché ho pranzato con Berlusconi, ma delle cene che Casini fa sempre più spesso con Veltroni e D’Alema non ne parla nessuno. La nostra presenza nel centrosinistra è una contraddizione in termini . Dovremmo stare a contestare ogni giorno questioni di bioetica , matrimoni gay etc, che non appartengono alla nostra cultura”


Già che siamo da quelle parti , come lo vede Magdi Allam in politica?


“Non sono per i partiti oltranzisti . Noi possiamo avere un’ispirazione cattolica, ma costruire un partito su un credo religioso è fuori dal mondo. Non vorrei che lui che ha contrastato il fanatismo islamico , cada in un fanatismo opposto. Il nostro partito è assolutamente laico”

martedì 9 dicembre 2008

INTERVISTA AI DURAN DURAN


Rio dei Duran Duran è appena uscito in versione dvd classic , con i retroscena della lavorazione e performance esclusive aggiornate al 2008. Nick Rhodes è la mente dei Duran Duran.


Quando avete capito che Rio era entrato nella leggenda?


“Lo abbiamo registrato nel 1982 senza pensare a quello che girava in quel momento ma a quello che volevamo rappresentasse.E il pubblico ha deciso per noi : dopo Rio diventammo lo spirito della generazione dell’epoca”


Parte del successo dell’operazione furono i video esotici, cosa ricorda?


“Per fare “Save a Prayer” e “Hungry Like The Wolf” andammo nello Sri Lanka e nessuno lo aveva fatto prima. Dovemmo affrettare la chiusura delle registrazioni a Londra tutto molto spontaneo e fatto in economia se paragonato ad adesso”


L’anno scorso avete fatto un disco molto contemporaneo , “red Carpet Massacre” . Ci sono similitudini con Rio?


“Quando si scrive in un breve periodo credo si riesca a mantenere continuità e avere concentrazione. E poi questi due dischi hanno entrambi due donne in copertina”


E’ difficile non ripetere la formula di Rio dopo 25 anni?


“Guardiamo sempre avanti , per noi è più semplice lavorare così. L’anno prossimo faremo un disco sinfonico con un’orchestra e sicuramente lavoreremo con Mark Ronson. Al momento è l’unico che capisce come tirar fuori il meglio di noi”

domenica 7 dicembre 2008

INTERVISTA A DANIELE CAPEZZONE


Capezzone ha detto “Berlusconi non è l’erede di Don Sturzo , ma di Don Lurio”. “Berlusconi è come Vanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento”

Capezzone , chi ha detto certe cose come fa a diventare il portavoce di Forza Italia?

“Erano battute dette durante la trasmissione di Markette. E Berlusconi le ha prese come tali”

Sei sicuro?

“Una volta ero ospite di Piero Chiambretti , insieme con Apicella..”

…il menestrello azzurro?

“..gliene dissi di tutti i colori. Il giorno dopo una delegazione radicale incontrò Berlusconi. Ero sicuro che mi avrebbe massacrato”

E invece?

“Il cavaliere mi regalò il suo ultimo cd , in cui cantava proprio con Apicella”

Come sei stato reclutato in Forza Italia?

“Diedi le dimissioni da presidente di Commissione a causa delle tasse di Visco. Poco dopo Berlusconi annunciò il progetto del Popolo delle Libertà . Dissi di essere interessato”

Chi ti contattò?

“Sandro Bondi . Poi. prima delle elezioni , incontrai anche Berlusconi e insieme decidemmo che non mi sarei candidato”

On line , su blog e forum, c’è chi ti dà del venduto?

“Avrei guadagnato molto di più se fossi rimasto alla Camera , alleato del Pd”

Chi ti ha detto che saresti stato il portavoce del partito?

“Mica c’è stata un’investitura con la spada. Con la vittoria e la formazione del governo si pensò a questa soluzione”

E gli insulti che avevi diritto al Cavaliere nei mei precedenti?

“Lui stesso mi disse – Conosco le asprezze della polemica politica , ma quel che mi interessa sono le tue idee”

Delle idee di Berlusconi una volta hai detto “Su divorzio e droga rasenta il clerico-fascismo?

“Andiamo con ordine: io su certi temi , i diritti , mantengo le mie opinioni , questo è sicuro”

Sento che stai per dare una delusione ai tuoi fan libertari.

“Be’ , sono il portavoce di un partito. Non posso importare a tutti le mie idee”

Imporre le idee di una minoranza è sempre stata una missione dei radicali , Soprattutto sui diritti.

“In un bipartitismo moderno, all’interno dei due principali partiti vivono anime diverse. Per questo , su certi temi , Berlusconi è cauto: non bisogna offendere il sentimento religioso , né il principio di laicità dello Stato”

Ma i  radicali sui diritti , l’eutanasia , le unioni civili , sono sempre andati avanti a testa bassa . Capezzone , che fine ha fatto il radicale che è in te?

“Il cittadino Capezzone continua a pensare che il testamento biologico sia necessario , come le unioni civili . ma il portavoce di Forza Italia non può che sottolineare che queste non sono priorità per il Paese”

Se ti sentissero Pannella e Bonino ti farebbero a fette.

“Già lo fanno. Ogni giorno su Radio Radicale. Devo far notare però che i miei ex compagni di partito a Roma alle ultime amministrative hanno perso lo 0,6% se proseguono sulla linea Di Pietro – Visco . finiscono come Santa Maria di Leuca delle vecchie previsioni del tempo : non pervenuti”

Gli ex radicali del Popolo della Libertà , Quagliarello e Roccella , sono i più vicini del Pdl alla sponda destra del Tevere. Succederà anche a te?

“No. Ma guarda che nel Pd ci sono Rutelli e Binetti che sono su posizioni simili a quelle di Roccella e Quagliarello. E’ giusto che sia così”

Papa Ratzinger ha detto che il dialogo tra le religioni non è possibile.

“Ma ti pare che il portavoce di un partito si mette a chiosare le parole del Papa?”

Certo che mi pare. Da segretario dei radicali lo facevi. Hai pure detto “E’ uno scanadlo che in rai prima di vedere un metalmeccanico bisogna veder sfilare 270 vescovi”?

“Confermo. Lo considero una prova di fantozzismo di una parte della tv di Stato. E non credo che faccia piacere a nessuno . Nemmeno alla gerarchia ecclesiastica”

Una tua collega , Mara Carfagna, ha appena detto che i suoi valori sono “Dio, patria e famiglia”?

“Buon per lei. Non mi metto certo a polemizzare con Mara. Su di lei sono state dette anche troppo meschinità”

Guarda che è un tuo collega del Pdl , Paolo Guzzanti , che ha parlato di mignottacrazia.

“Paolo si è un po’ sabinizzato negli ultimi tempi. Carfagna in 150 giorni ha fatto cose che i suoi predecessori non hanno realizzato in due anni”

Non fare il portavoce zelante. Guzzanti si riferiva al fatto che nel Pdl si diventa ministro/a senza aver competenze.

“Solo un certo ceto politico e giornalistico ha questi pregiudizi. Mara ha carisma ed è molto amata dagli italiani”

Tu fai politica da dieci anni e telo sogni un ministero.

“La formazione delle classi dirigenti è un mistero”

In Italia si procede per cooptazione.

“Sì, ma non cominciamo con il lamento dei giovani che non trovano. Dopo Lotta continua , siamo passati a Lagna continua. Ci sono forme di cooptazione che hanno effetti devastanti e forme di cooptazione che danno ottimi dirigenti . Ti voglio scandalizzare”


Ti prego

“Fare la velina è molto più difficile che fare lo yes man in un partito”

Capezzone pro-velinista?

“A una velina sono richieste doti di simpatia , empatia , autoironia”

Certo . Però..Non vorrei sembrare rigido , ma una gavetta da showgirl ti dovrebbe aprire le porte della tv, non di un ministero. Carfagna..

“Ma lascia stare Carfagna…Chi sta lì col sopracciglio alzato di fronte a certe deputate , non sa stare al mondo. Io sono un militante politico , ma non penso per questo di essere in sintonia col Paese più di quanto lo sia chi ha lavorato in Tv”

A proposito di sintonia col Paese. Chi sono i ministri abilitati a parlare in Tv?

“Mica c’è stato un diktat”

Berlusconi ha detto ai ministri di non andare nei talk rissosi.

“Una scelta opportuna”

Dimmi i più abili del Pdl in Tv.

“Brunetta e Sacconi , appassionati e competenti. Cicchitto, solido”

Gli ex socialisti , insomma.

“Poi Verdini e Bondi”

Si dice che siano i tuoi principali sponsor.

“E che ci azzecca? , direbbe Tonino. Ho citato questi cinque perché in video funzionano”

Uno dei cinque , Brunetta , è imitatissimo.

“L’imitazione di Crozza crea simpatia”

Anche tu sei imitato

“Sì. Ma con me , Neri Marcorè ha dato il peggio. Mi usa come un fantoccio polemico a cui tirare i sassi”

E’ vero che a Berlusconi piacciono le tue performance televisive?

“Sì. Una volta le ha lodate pubblicamente. A un incontro con i repubblicani . Io ero in platea . Disse – vedete quel ragazzo lì , lui sì…”

I migliori del Pd in tv?

“Massimo Cacciari e Giuseppe Caldarola”

Caldarola di te dice che esondi , che esterni troppo

“Lui invece , dice cose molto ragionevoli”

Di Pietro

“I suoi paragoni vergognosi su Berlusconi , Videla e Hitler si commentano da soli”

Di Pietro è molto presente in tv

“Nel ruolo di Abatantuono “Viuuulenzaaaa!”

Chi ti piace dell’opposizione?

“Mi piaceva Veltroni. Ha detto tutte le cose giuste, ma poi ha fatto tutte quelle sbagliate : ha detto andiamo da soli e poi si è alleato con Di Pietro. Io come potevo stare con un centrosinistra che sulla giustizia segue Tonino? Di Pietro è una creatura di Veltroni”

Che tv guardi?

“Di tutto , per legittima difesa. E noto un fatto : nessuna trasmissione parla al 100% degli italiani. A parte un’eccezione”

Che sarebbe?

“la geniale , crudele , bellissima tv di Maria De Filippi”

I tronisti ? Ma dai..

“In un panorama tv spezzettato in mille nicchie, lei è l’unica che porta aventi un progetto interclassista”

Lo dici perché stai per diventare opinionista di Uomini e Donne?

“No, Chi la critica fa lo stesso errore di chi non capisce la politica: lei è come Berlusconi , parla a tutto il Paese”

Nell’arena di Santoro e Travaglio ci andresti?

“Non ho mai rifiutato un invito. Ma non se Travaglio accetterebbe un altro confronto con me”

Preferisci Vespa o Floris?

“Sono due orologi svizzeri. Però i politici italiani non dovrebbero snobbare il resto della programmazione”

Fassino andò a C’è posta per te?

“Un pesce fuor d’acqua. Bisogna variare , ma anche scegliere i posti giusti : la tv non perdona e ti mostra per quello che sei. Io vado tutti i lunedì sera al Processo di Biscardi.

La rissa sul calcio

“Aldo è il genio assoluto della tv di massa”

Opinioni strillate . Ospiti teatranti.

“Ci sono le maschere: lo juventino indignato, il romanista furioso…Meravigliose”

Tu che parte reciti?

“Il ragionevole. Sono grato A Biscardi perché stare nel suo studio televisivo vuol dire imparare a fare la Tv. Solo Funari ti insegnava così tanto”

La trasmissione mancante dei palinsesti italiani?

“Il tutti contro uno: giornalisti vari che bersagliano un politico. E i faccia a faccia”

C’è Primo Piano su Raitre

“Lì un conduttore fa troppa mediazione. Un faccia a faccia vero e duro sarebbe una roba da thrilling. Molto utile. Il problema è che da noi , in tv come in politica , si fanno molte brutte imitazioni dei prodotti americani”

A che cosa ti riferisci?
”Alle primarie . Negli Usa , Hillary e Obama , candidati veri , si sono scontrati in tv 26 volte. E con gli scontri sono cresciuti. Alle primarie del Pd , invece , Veltroni si è rifiutato di incontrare in tv i suoi avversari e si è giustificato dicendo che non voleva dividere il partito . Una follia”

Efficaci o no , vere o no, IL Pd qualcosa che assomigliasse alle primarie lo ha fatto. Nel Pdl come si deciderà la successione a Berlusconi?

“Chi pone una simile questione è un marziano. Berlusconi è una calamita elettorale”

Vabbè ma non è eterno

“Giocare con i carrarmatini che sono oggi in campo non ha senso. E l’esempio di Obama ci insegna che la vita politica ha più fantasia di quanto non ci si possa immaginare”

Obama , il presidente cha ha vinto anche con la Rete. Tu sei un Facebook?

“Certo ho 4993 amici. Per un certo periodo ho avuto il profilo bloccato per eccesso di accessi”

Ci sono alcuni gruppi su facebook anticapezzoniani : sono feroci con te

“Evviva la libertà”

hai amici politici su Facebook?

“Sì. Anche Enrico Letta e altri del PD”

Facebook è ..?

“Una poderosa perdita di tempo, ma anche una piazza da cui capisci che aria tira”

Hai incontrato qualcuno che avevi conosciuto su Facebook?

“Certo. Ma..posso dirti una cosa sull’uso di Internet in Italia”

Dimmi?

“In America quasi tutti usano la Rete per dimostrare il loro talento. Da noi ci sono soprattutto odiatori”

La politica e Internet?

“Il Popolo della Libertà sarà un partito telematico”

Cioè?

“Con Verdini e Palmieri , responsabile dei siti di Forza Italia , stiamo pensando a forme di partecipazione sistematica al nuovo partito: via internet e via sms”

La scelta che ti ha cambiato la vita?

“La lettura di Pirandello a dodici anni. Ho imparato che la verità si declina al plurale”

Hai un clan di amici ?

“Quelli con cui condivido la mia esperienza politica da dieci anni: Simone , Federico , Salvatore e Mario”

A cena col nemico.

“Mi sarebbe piaciuto con Sandro Curzi”

Giornalista/Politico / comunista appena morto.

“Un giorno mi disse che sono un bravo propagandistica . Per lui era un complimento”

Il libro?

“Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Ma anche Pastorale americana di Philip Roth , che dà la misura dell’inevitabilità delle cose”

Il film?

“Il posto delle fragole e tutto Bergman”

La canzone?

“In fila : Bach , Philip Glass ; keith Jarrett”

Le domande finali?

“Mi arrendo”

Non si può. L’articolo 7 della Costituzione?

“Regala i rapporti tra Stato e Chiesa”

i Confini del Venezuela?

“Presumo Brasile..”

Guyana e Colombia . Quanto costa un litro di benzina?

“Un euro e mezzo, ma io non ho la patente. Uso i mezzi pubblici”

Sei il classico fan di al Gore , appiedato?

“Macché. Gli ambientalisti algoriani italiani sono pericolosi. Troppo zelanti. Si può essere ambientalisti senza cambiare le proprie abitudini.”

Per la politica hai sacrificato la tua vita privata?

“Sì. Ma nessun medico me lo aveva ordinato”

La tua dichiarazione di bisessualità ti ha creato problemi nel Pdl?

“Quale dichiarazione? Io ho solo citato Borges dicendo che bisogna avere una mente ospitale”

Bè , c’è chi ha fatto uno più uno..

“Ho paura dei politici che raccontano i cazzi loro , e anche delle persone che si fanno troppo i cazzi degli altri”

INTERVISTA A BELEN RODRIGUEZ


Belen Rodriguez ,a Bologna è al Motor Show . Adesso è in un bagno di folla , dopo tanto isolamento, e di notorietà.

“Per me è un onore fare la madrina di una manifestazione così importante. Fra l’altro adoro le auto , alla guida sono un maschiaccio , gli autovelox sono il mio incubo, ce ne sono troppi!”

Con quale auto sfreccia adesso?

“Con una Mini , ma il mio sogno è l’ultima Audi e la Bentley”

Prima volta che passa da Bologna?

“Macchè , ho iniziato qui la carriera( di modella). La mia prima agenzia era bolognese, la Collection. Bologna la conosco bene”

Non incontrerà Capponi , uno dei suoi compagni d’avventura ?

“Eh no . Siamo stati un bel po’ insieme però. Posso solo dire che è come l’hanno visto tutti i telespettatori , semplice e spontaneo”

Adesso si parla molto di crisi , anche dell’auto. Il suo paese , l’Argentina, ha vissuto recentemente una crisi profondissima?

“Sì, ma non ha niente vedere con quella che ora c’è qua. Lo so che qui molte famiglie sono in difficoltà , ma di crisi me ne intendo e quella del mio paese era tutta un’altra cosa. Lì davvero la gente moriva di fame”

Se l’Isola dei Famosi fosse una gara di auto che tipo di gara sarebbe?

“Sicuramente un rally , non certo un Gp di Formula 1 . Tanti ostacoli da evitare e tanto fango , ma penso di essermela cavata bene”

E ora gli onori del caso?

“Per me è un momento magico, l’Isola mi ha dato molto , è stata un’esperienza unica. Nella sofferenza ti riconosci , ti scopri, sei solo tu e la tua anima. Niente specchi né gossip.”

Quello il gossip , l’ha investita al suo ritorno?

“Sì ‘ è stato scioccante. Se avessi saputo che piega prendeva tutta quella storia avrei preso posizioni diverse”

Si riferisce alla fine della relazione col suo fidanzato, il calciatore del Milan Marco Borriello.

“Mi dispiace veramente molto: lui non meritava certi commenti , ma si sa , il mondo del calcio è moralista. Ma io ho accettato di fare l’Isola ed è colpa mia . Quello è spettacolo , ma non tutti lo capiscono”

giovedì 4 dicembre 2008

INTERVISTA A MIRACOLOSA GODDI : IL MARITO HA PASSATO 30 ANNI IN CARCERE INGIUSTAMENTE


Come si vive sapendo che il proprio marito è in carcere , lontano dalla famiglia , accusato ingiustamente di un sequestro omicidio al quale non ha neppure partecipato?


“Una cosa che non auguro a nessuno: tutto è successo così in fretta . Ho visto mio marito uscire di casa insieme ai carabinieri a bordo della sua auto. Credevo fosse per un semplice controllo , invece non è più tornato”


Così inizia il vostro calvario : tutto per una falsa testimonianza?


“Sì , nel maggio del 1977 mio marito è stato condannato per la prima volta e rinchiuso in un carcere con l’accusa di sequestro e uccisione dell’industriale milanese Marzio Ostini. Tutto è iniziato perché Andrea Currelli , un ex pastore servo dei fratelli di mio marito , era andato a costituirsi e aveva denunciato Melchiorre , i suoi fratelli e altre due persone di questo fatto. Calunnie senza fondamento


Ma poi , con una sentenza della corte d’assise di Siena del 1979, Melchiorre Contena viene assolto. Come ha vissuto questo improvviso ribaltamento?


“Non potevo crederci, sembrava che questa volta fosse stata fatta giustizia. Poteva finalmente tornare al suo lavoro , ma soprattutto ai suoi figli. Avevamo creduto di uscire dall’incubo


E Invece..


“Invece no. Dopo pochi anni di libertà mio marito è finito di nuovo in carcere e questa volta con una sentenza lapidaria: 30 anni. Qui per la seconda volta mi sono sentita crollare il mondo addosso . I nostri figli stavano crescendo , avevamo un’azienda avviata , ma nulla da fare. Ancora il carcere


E allora che ha fatto , crollata nella disperazione..


“Questa era la cosa più facile da fare. Io però ho deciso di andare avanti . Insieme mio figlio , che ai tempi era ancora un ragazzo, abbiamo continuato la nostra attività . E poi mi dividevo tra la famiglia e il carcere”


Giusto , suo marito stava lontano, lei ha dovuto fare tutto da sola


“Anch’io stavo lontana : non ero più libera . Una parte di me era imprigionata in quella cella con lui , non potevo certo darmi pace. Quindi passavo le mie giornate tra la famiglia, mio marito e la ricerca di avvocati che potessero aiutarci. Piuttosto sarei morta , ma volevo assolutamente che fosse fatta giustizia . Siamo gente per bene noi”


Però Melchiorre continua a restare in carcere : solo due anni fa riesce a ritrovare la libertà vigilata


“Che libertà. Doveva comunque andare a firmare ogni giorno ed era controllato a vista. Poi , a rendere ancora tutto più difficile , arriva la malattia. Un ictus fulminante. Neppure fuori siamo riusciti ad avere un po’ di pace”


Poi la sentenza finale. Dopo 31 anni suo marito viene definitivamente assolto , lo scorso luglio


“Questa è stata la nostra unica vittoria , dopo 30 anni di vita rubata siamo arrivati alla resa dei conti”


E cosa si prova a buttare via una vita in questo modo , prova rabbia per qualcuno?


“Non posso provare rabbia per nessuno. Non saprei verso chi rivolgere la mia rabbia. Le istituzioni, la magistratura , le persone che hanno infangato il nome della famiglia . Non posso provare questo sentimento. Queste cose sono ormai successe e io e la mia famiglia siamo arrivati fino a qui , grazie al cielo”


Ma neppure verso chi vi ha accusati ingiustamente?


“Non posso. Questa vicenda mi ha insegnato a non calunniare nessuno senza avere la certezza e allora io non mi sento all’altezza di odiare neppure quell’uomo . Non riesco più voler male a nessuno”


E Melchiorre?


“Mio marito sta migliorando. Adesso riesce a camminare con il bastone , può parlare e sta imparando di nuovo a scrivere. la malattia non gli ha fatto godere a pieno della sentenza , ma ha capito che è tutto finito e adesso inizia una nuova vita”


Ormai ha 69 anni..


“Certo, ci hanno rubato la giovinezza e io sono qui a parlare perché spero che la nostra storia possa essere d’esempio . Non auguro proprio a nessuno questo calvario”


Almeno adesso può trovare ristoro , la sua battaglia è servita a qualcosa..


“Una cosa che mi ha aiutato moltissimo è la fede. Non ho mai smesso di pregare e di sperare. In più avevo una famiglia da portare avanti da sola: questo forse mi ha fatto stringere i denti e guardare avanti , verso il futuro”


E come vede il suo futuro?


“Non ho più tempo per pensare ai prossimi anni. Vivo giorno per giorno i miglioramenti di mio marito , sperando che possa tornare a vivere , almeno gli anni che gli restano , da uomo libero. Per il resto mi auguro che non si facciano più sbagli . Bisogna saper perdonare e io ho perdonato”