lunedì 27 ottobre 2008

CHRISTIAN DE SICA : IO E MIO PADRE


“Ho raccontato la verità . Ho avuto la fortuna di avere un padre così e la sfortuna di essere un figlio di un vecchio, perso troppo presto; frustrato nel bisogno di averlo vicino quando ho intrapreso lo stesso mestiere. Ma ho conosciuto proprio tutti da Chaplin in avanti. Quindi sono una miniera ( compreso lo zio che ha ammazzato Trotzki : esatto Ramon Mercader) ed è di questa miniera il merito di memorie tanto ricche anche se scritte da un comicarolo, da quello dei film panettone. Testimone di una favola fantastica . Basti solo la possibilità di frequentare Zavattini: non può immaginare che gioia, da adolescente, trascorrere pomeriggi interi a casa sua quando mi insegnava che l’unico libro da leggere era Il Capitale”


Ricordi gli inizi?


Quando Costanzo mi ha scritturato m’ha detto : tu democratico non lo sembrerai mai. Sei uno stronzo figlio di papà e quindi devi fare il figlio di papà. Esagera. Metti il frac. Parla birignaoso. Almeno si chiederanno – Ma chi è questo stronzo? –. E così ti noteranno. E infatti ebbe ragione perché poi tutti si chiesero : ma chi è questo stronzo?. Tant’è che piano piano lo stronzo lo imparai a fare e mi feci notare, così , facendo il figlio di papà”


I privilegi capitano , ma non è detto che poi si sia all’altezza.


“Penso di averne saputo fare tesoro ma la verità è che mi ha detto proprio bene. M’hanno fatto soffrire : ero grasso , antipatico , stavo al cazzo a tutti . - Ancora quel rompiscatole del figlio De Sica! – . E non mi ha aiutato nessuno dei coetanei , amici , colleghi di mio padre , che erano tutti più grandi. Me lo sono sudato il risultato. C’avevo un fisico borghese che in un cinema così democratico non andava , nasco brillante e per essere compagno di Calà, Boldi, di mio cognato Verdone , avendo studiato con Carlo al Nazareno , colto e ben educato , un signorino con tutti e trenta e lode, ho faticato. E , credetemi, non è così facile portare quelle cifre ( nelle tasche dei produttori soprattutto ) ogni anno e per tanti anni.


Che cosa ha reso così speciale suo padre?


Mi ha sempre colpito di lui il rispetto per la dignità degli esseri umani e per la sensibilità delle persone umili. Senza populismo . Diceva : i ricchi non hanno dignità. Non posso scordare come parlava della classe di Umberto D, un professore, un intellettuale che non ce la fa più a vivere. Contro tutti lo volle antipatico . Diceva: doveva essere così , non lo posso interpretare io perché io sono De Sica , non crederebbero alla solitudine di quest’uomo colto costretto a vendersi i vocabolari mantenendo la sua dignità . Tutto quello che è riuscito a mettere dentro quella storia, pietas , sensibilità, bontà : guardi che è difficilissimo. Lo so che ci sono la grandezza di Visconti , quella di Rosi e ora quella di Gomorra , ma quella grandezza lì non l’ha raggiunta mai nessun’altro. Comunque , e non lo voglio usare come un alibi, quell’Italia meravigliosa non c’è più : papà faceva la veglia a Togliatti e girava Umberto D , in principe di Galles, e comprava ogni domenica le pasterelle e ogni Natale portava il vischio a mia madre. Provinciale quanto ti pare , ma che classe! Adesso siamo un paese di cafoni”


Suo padre non è stato consapevole di quello che ha fatto?


Ma neanche Rossellini. Neanche Chaplin. Il contrario di quelli che hanno fatto un film e dicono - Il mio cinema – . Mio padre non ha mai fatto scrivere sui titoli di testa un film di , ma sempre regia di. E ho detto tutto. Quello che ho imparato io , nel mio piccolo, è dire grazie tutti i giorni per il culo – con rispetto parlando – che ho avuto, perché mi pagano e bene per cantare e divertirmi. Ringrazio Dio che fai il cinema , mi disse Fellini – ero ragazzo e mi lagnavo di non ottenere parti più importanti – e non l’ho mai dimenticato. Facce ride! Il mio dovere , e per fortuna ancora il mio piacere , è di far ridere. E ho anche imparato che per fare questo lavoro devi anche essere un po’ stupido. Non scherzo, all’attore l’intelligenza non serve tanto. E quando sogno mio padre che mi dà consigli , immagino che mi suggerisca questo : non bisogna crescere troppo”


La mancanza di una risposta che non avrà mai : sarebbe stato deluso , sarebbe stato fiero.


Credo che mi avrebbe detto bravo. Mi ha visto una sola volta, quando ho debuttato in un varietà a Montecarlo , in platea Gene Kelly, Nurejev, Ranieri con Grace , e mio padre. Dietro le quinte , con me, Josephine Baker anziana, io me la facevo sotto e lei mi ha spinto sul palco. Alla fine papà , tranquillo : ce l’hai fatta. E’ vero, ce l’ho fatta.



fonte : repubblica


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