sabato 11 ottobre 2008

INTERVISTA A CLAUDIA BEATRICE . SUO PADRE è MORTO DI LEUCEMIA PER DOPING .


L'8 Ottobre a Firenze è avvenuta la partita per sostenere la Fondazione Borgonovo .


Claudia Beatrice 10 anni ha perso suo padre , giocatore della Fiorentina , morto di leucemia.


Come giudica la vicenda che ha colpito Stefano Borgonovo , ex giocatore malato di sclerosi laterale amiotrofica (Sla)?

Non sono un medico , ma credo che le cause di certe malattie che colpiscono i calciatori non è casuale Le cause stanno in pratiche come l'abuso di medicinali o di sistemi terapeutici o di allenamento. Mio padre è morto per questo e non auguro a nessuno di finire come lui”

Queste iniziative , come anche il Memorial Bruno Beatrice che la Fiorentina vuole organizzare in ricordo di suo padre , sono positive o servono a poco ?

Io spero che siano dei segnali che il mondo del calcio cambia e che sul problema del doping si comincia a voltare pagina , spero che queste iniziative continuino”

Suo padre è morto a 39 anni di leucemia . Voi avete sostenuto che fu colpa dei trattamenti medici a cui fu sottoposto quando era alla Fiorentina . Adesso è indagato, fra gli altri, per omicidio preterintenzionale l'allora allenatore Mazzone ..

In particolare mio padre nel 1976 fu sottoposto ad una terapia a base di raggi Roentgen per farlo guarire in fretta da una pubalgia. In 90 giorni fu bombardato di radiazioni : subì centinaia di trattamenti. Duravano anche un'ora. E chi glieli faceva non poteva non sapere che erano pericolosi per la salute. Dieci anni dopo mio padre morì di leucemia.

Come reagirono i compagni di squadra , il mondo del calcio in genere?

Scomparvero nel nulla . Mio fratello e io eravamo bambini, mia madre era sola “

Che ricordo ha della malattia di suo padre?

Neanche uno. Zero. Ho invece ricordi di quando era piccolissima , avevo un anno, un anno e mezzo. Ho ricordi di gite in famiglia, al mare , feste , cene , Natale, cose belle insomma.

Se un giorno suo figlio volesse fare il calciatore cosa gli direbbe ?

Sa, sono fidanzata con un arbitro! Quindi non avrei nulla in contrario se mio padre volesse giocare a pallone, però certo gli direi di stare attento a pasticche e aiuti vari. E starei attenta anch'io

Nel 2006 ha fondato l'Associazione Vittime del doping , di cosa si occupa?

Cerchiamo di informare le famigliee i ragazzi su cosa è il doping e che pericoli nasconde. Attorno al doping c'è molta vergogna e omertà. Io faccio sempre appelli a chi in una piscina, in una palestra, nel calcio o altrove sa o pensa che ci siano situazioni di doping , a contattarci, in modo che si possa intervenire con la prevenzione o con l'assistenza medica e legale.

Aiutate anche economicamente gli atleti che si ammalano?

Quando possiamo , dato che abbiamo pochi fondi , sì. L'anno scorso , ad esempio, feci arrivare un messaggio all'ex-giocatore malato di leucemia Salvatore Garritano per offrigli ospitalità nel caso volesse curarsi in Toscana. Chi si ammala a causa del doping poi deve sostenere spese molte costose per curarsi. Ci sono calciatori che si sono ridotti a mangiare le scatolette per cani perchè hanno finito i soldi per mangiare

Gli atleti che si dopano quando cominciano a farlo?

Il doping non c'è solo nelle alte sfere , c'è nelle palestre , sui campi di calcio dei ragazzini. E' così che si comincia . Se un giovane sportivo ha stoffa, si allena, fatica , fa una dieta speciale . Ma succede poi che per accelerare i tempi si prende un aiutino...Che poi diviene un'abitudine e alla fine una bomba a orologeria , che può esplodere in ogni momento della vita”

Chi è che raccomanda l'aiutino ai ragazzi?

A volte anche le famiglie stesse. Dicono all'allenatore del proprio ragazzo – ma perchè non gli dà qualcosa , perché non gli dà una vitamina -. Si cerca poi di aumentare la massa muscolare. Si prende, ad esempio, la famosa creatina , nella convinzione che non faccia nulla di male. Oggi, però, grazie a internet , anche un ragazzo può cominciare a farsi un'idea della creatina e dei suoi effetti.

Che differenza c'è tra il doping di oggi e quello dei tempi di suo padre , gli anni settanta?

Non sono due cose tanto diverse , secondo me. La cosa che è cambiata è l'informazione. Prima se ne sapeva molto meno , oggi, scritti , storie e testimonianze ci danno una conoscenza più ampia del fenomeno . Il nesso che resta fra il doping del passato e quello di oggi è la fiducia che gli sportivi ripongono in chi dice loro “prendi questa roba”. Spesso ci si fida e basta e così ci si incammina su una strada pericolosa.

FONTE:  CITY



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