lunedì 20 ottobre 2008

MADDALONI APRE UNA PALESTRA A SCAMPIA SENZA IL SOSTEGNO DELLE ISTITUZIONI



Lei ha vinto medaglie in competizioni nazionali ed internazionali. Invece di godersi la fama , apre una palestra a Scampia , quartiere tristemente noto per le faide camorristiche ...


“La spiegazione è molto semplice : io a Scampia ci sono cresciuto, e non ho mai dimenticato che quando ero bambino molti miei coetanei venivano a scuola senza libri, senza quaderni; qualcuno alle spalle aveva storie familiari molto tristi , qualcuno aveva pure il padre in galera. So benissimo, quindi, cosa vuol dire trascorrere l'infanzia e l'adolescenza in un luogo dove non c'è niente di niente e del quale nessuno si interessa”




Il suo sembra quasi un gesto eroico. Tanti dicono di amare Napoli ,ma poi la lasciano


“per questa ragione ho sempre pensato che avrei dovuto fare qualcosa per questo posto, per il mio quartiere e per i tantissimi ragazzi che non hanno nessuna occasione per praticare sport. Oggi la palestra conta 600 iscritti , e ce ne sono altri 600 in lista di attesa . E nessuno paga un euro.




Evidentemente , però , non si tratta di un impegno facile , tanto che aveva annunciato di volere chiudere la sua battaglia solitaria , affrontata senza il sostegno delle istituzioni


“Ha toccato un tasto dolente . Fino ad oggi le istituzioni locali mi hanno ignorato , sono stato sistematicamente snobbato dalla classe politica napoletana. Tempo fa mi hanno consegnato un capannone in condizioni disastrose, poi nient'altro. Solo tante dichiarazioni di circostanza. E ho scoperto che sono tutti bravi con le parole , tutti bravi a gridare che bisogna aiutare i giovani di Scampia . Ma poi non seguono mai i fatti. Anzi . La mia sensazione è che , al di là delle tante chiacchiere , che oggi occupa le stanze dei bottoni non ha alcun interesse nei confronti dei problemi di questo territorio




Dev'essere piuttosto complicato tenere in piedi una struttura che consente a centinaia di giovani di far dello sport gratuitamente .


“Le dico soltanto che a Napoli mai nessun imprenditore si è fatto avanti per aiutarmi . Per sostenere economicamente la palestra ho chiesto aiuto ai miei sponsor ; e se oggi ci sono 600 persone che praticano il judo senza pagare neppure un soldo lo devo esclusivamente alle aziende del Nord che mi hanno finora finanziato.




Ma la voglia di mollare tutto e andar via da Napoli le è mai venuta?


“Certo. Diverse società sportive del Centro-nord mi hanno chiesto di lavorare per loro. Ma non me la sono sentita di accettare , anche se ho dovuto rifiutare proposte allettanti. Detto questo , ai politici voglio ribadirlo con chiarezza : non si libereranno facilmente di Pino Maddaloni. Anche perché i napoletani continuano ad amarmi , dovunque vada mi sento circondato dal calore della gente. Napoli continua ad emozionarmi . Mi sento troppo legato a questa città.




Qual'è la lezione più importante che lei trasmette ai tanti che frequentano la sua palestra ?


“ Ai ragazzi insegno a puntare sempre al massimo , a dare l'anima per vincere. Però , tengo a sottolinearlo, il mio obiettivo principale non è creare degli atleti , ma contribuire a far crescere degli uomini. Ad ogni modo , con me non si allenano solo i giovanissimi , ma persone di tutte le età , uomini e donne. Certo , ai ragazzini tengo particolarmente perché li considero i miei fratelli più piccoli , entriamo subito in sintonia perché anch'io sono cresciuto come loro in un quartiere privo di qualsiasi opportunità


Tutti la conoscono per le vittorie ottenute in giro per il mondo. Ma lei probabilmente non è il rappresentante più prestigioso di una famiglia che ama il judo.


“Infatti , la passione per questo sport me l'ha trasmessa mio padre Giovanni. Lo seguivo fin da bambino , da quando aveva aperto una palestra ricavata da una cantina consentendo a centinaia di ragazzi di fare dello sport. Si è sempre prodigato tantissimo per i giovani , ma il suo prezioso lavoro è rimasto all'ombra per almeno vent'anni. Dopo averlo ignorato a lungo , tutti si sono accorti di lui solo quando ho vinto la medaglia d'oro a Sidney. Presto sentirete a parlare anche di mio fratello Marco




Affrontiamo un altro argomento doloroso : le Olimpiadi di Pechino


“Purtroppo è andata male. Ero dato tra i favoriti per una medaglia , ma sono uscito di scena prestissimo. Non accampo scuse, ma venivo da una lunga serie di guai fisici. Non dimenticherò mai la data dell'eliminazione : era il 12 agosto. La mia carriera è finita quel giorno




Lei ha dato molto alla sua città , e non solo come sportivo. E , pur ricevendo in cambio parecchie delusioni , continua ad amarla. Ma secondo lei cosa occorre per cambiare Napoli


“Penso che qualcosa cambierà sul serio quando al potere andranno persone che amano veramente Napoli “




FONTE : CITY



















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