mercoledì 19 novembre 2008

INTERVISTA AL FRATELLO DI GABRIELE SANDRI , DETTO GABBO ( TIFOSO MORTO PER UN PROIETTILE SPARATO DA UN POLIZIOTTO)


Ci sono dei derby ai quali ha assistito con Gabriele ? Di quali ha un ricordo particolare?

“Tutti i derby li abbiamo visti insieme . Mi ricordo con piacere quello dello scudetto quando andammo sotto di un goal poi vincemmo 2-1 ( 25 marzo 2000)

Com’è il rapporto con il capo della polizia Antonio Manganelli che , in occasione dell’anniversario dell’uccisione di suo fratello ha detto di sentire – il peso della responsabilità di quella morte – ?

“Il rapporto è sempre stato incentrato sull’onestà intellettuale , nel massimo rispetto”

Quando alla fine di settembre fu resa la lettera di richiesta di perdono di Spaccarotella ( agente della polstrada che sparò il colpo mortale ndb) suo padre Giorgio si disse offeso dalle scuse pubbliche.

“Quello è stato forse l’ennesimo consiglio dato male da uno dei legali”

Sull’esito processuale è fiducioso?

“Sono fiducioso e sa per quale motivo? Da una parte faccio l’avvocato. Dall’altra ho avuto modo di leggere gli atti del processo che sono limpidi. Quello che probabilmente non è ancora emerso in modo chiaro , come anche il fatto che Gabriele non è stato ucciso in una dinamica dello stadio , è che questo processo non è di consulenze o di perizie. Agli atti ci sono dichiarazioni di persone che hanno visto e testimoniato quello che hanno visto . Non c’è perizia , rete o consulenza che tenga.”

C’è una relazione ordinata della procura che rileverebbe una deviazione del colpo sulla base della presenza sulla rete dell’area di servizio di elementi chimici compatibili con il proiettile sulla rete stessa. Una circostanza questa che potrebbe essere importante per il riconoscimento della volontarietà o no del gesto ( i legali dell’agente sostengono l’involontarietà).

“Su questi punti , che non stati analizzati da un giornalismo abbastanza puntuale , basti pensare che quella rete è stata sequestrata molto tempo dopo il fatto . Ad ogni modo secondo il nostro consulente una pallottola di quel calibro che va impattare contro un filo di rete non lo piega ma lo trancia di netto. E poi c’è una consulenza chimica sulla quale l’esperto nominato dal pm indica i materiali che sono stati rinvenuti sulla pallottola.”

Ossia tracce di vetro del finestrino e della collanina che indossava Gabriele?

“Sì e nient’altro. Ma ad ogni modo , dicevo, quando viene accertato che il poliziotto ha sparato come i testimoni , dal punto di vista del diritto la sua responsabilità non cambia. Paradossalmente la pallottola potrebbe aver incontrato qualsiasi cosa nel suo tragitto , ma nel momento in cui è arrivata a destinazione lui si è assunto la responsabilità del gesto e anche delle conseguenze. Ecco perché si parla di omicidio volontario con dolo eventuale”

C’è un altro aspetto sul quale state insistendo molto sia lei che suo padre?

“Sì. Perché l’agente Spaccarotella non è stato sospeso dal servizio? Al di là di quello penale , a che punto è il provvedimento disciplinare nei suoi confronti , se mai ne è cominciato uno? E perché fino a oggi non ci è mai stata data la possibilità di guardarlo in faccia?

Come si stanno sviluppando le attività della fondazione intitolata a Gabriele?

“Nel giorno dell’anniversario abbiamo ricevuto la telefonata del sindaco Alemanno , il quale ha ribadito di voler presto dar vita al comitato costitutivo per la raccolta dei fondi da destinare al patrimonio. Così tutti quei soggetti , anche istituzionali, che si erano affacciati quando la fondazione era stata presentata in Campidoglio con l’ex Sindaco Veltroni potranno contribuire fattivamente alle sue attività”

Questa vicenda contribuisce a far capire meglio cosa è sociologicamente il tifo ai media e all’opinione pubblica?

“Spero di sì. Anche perché a me rimane difficile individuare nei tifosi il problema del calcio”

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