lunedì 24 novembre 2008

INTERVISTA A JOVANOTTI


“Sono un miracolato , quando è stato necessario ho saputo mettermi in salvo. O almeno ci ho provato”


E’ partito tante volte….


“Sono un po’ come i mie cani quando vogliono uscire e scodinzolano appena si pare la porta”


Tanti viaggi , ma anche tour lunghissimi come l’ultimo Safari


“In tour il tempo è sospeso, vivo come un circense e mi lascio trasportare da una città all’altra. Non so dove sono e non ho la cognizione di quello che accade nel mondo. Ma i miei sensi sono in allerta. Mi godo la vista del palazzetto , l’odore del cemento e pregusto il concerto fin da cinque ore prima di salire sul palco . E lì rinasco”


Scrivere, star fermi , è una sofferenza?


“Anche. E’ un viaggio nell’interiorità. Ma è un patimento che mi costruisco. Mi piace l’idea di soffrire , in senso costruttivo , però. Solo se questo serve per raggiungere un obiettivo. Perché penso che ogni risultato sia un regalo”


E chi la segue?


“Questo mestiere è come una gravidanza continua fatta di umore nero , grandi lune di traverso ed esplosioni di gioia. Mia moglie Francesca , che è una donna concreta, la vive bene , ma a volte fa fatica a capire che io possa inseguire per ore un suono di chitarra”


Cosa cerchi in quelle ore?


“Una luce. Il mio sogno è fare canzoni che donino energia e , così , scavo dentro di me fino a che non trovo quella brillantezza espressiva che le rappresenta. Cerco la semplicità estrema , come quella di un bambino che tenta di descrivere la neve . Poche parole, tanto stupore ma grande efficacia”


Si emoziona facilmente?


“La gioia degli altri mi commuove sempre. Guardando la consegna dei Grammy Award a Laura Pausini mi sono sentito teletrasportato nella sua stessa dimensione emotiva. Ero contento”


Guarda molto la tv?


“I Simpson con mia figlia Teresa e poco altro, ma la mia passione sono i fumetti. Zagor è uno dei miei eroi. Mi ricorda l’infanzia..”


Che ha trascorso a Roma


“La capitale mi ha lasciato il segno. Mio padre era impiegato della santa Sede e da bambino ho incontrato anche Madre Teresa di Calcutta , Quando l’ho vista mi ha dato l’impressione di essere la cuoca che sta nella cucina di Dio. Piccola , le maniche rimboccate , sembrava uscita da un racconto. La sua era un’immagine fortissima che strideva in mezzo alla ricchezza e la pomposità del Vaticano”


E’ religioso


“A modo mio sì. L’uomo è sempre alla ricerca di verità che , a volte , trova nella religione”


E Della Chiesa cosa pensa


“E’ un’istituzione complessa , c’è dentro di tutto. Non ho un opinione stabile”


Quali luoghi la emozionano?


“L’Africa , perché ci sono le radici di tutto quello che amo. C’è il primo battito della musica del Novecento , il blues. E l’America Latina , perché è l’approdo di schiavi , conquistadores , politica , è l’utopia del dopo guerra , che l’ha resa un luogo intenso e generoso”


E se le dico States?


“Dico Obama. La risposta che danno tutti in questo momento. Ma lui, per me, non è il primo presidente antropologicamente nuovo che esprime un’identità nuova . Un’apertura e un cambiamento che coinvolge tutto il Pianeta”


Come vede l’Italia?


“Il nostro Paese ha bisogno di un ripensamento radicale della società. Abbiamo problemi reali , troppe persone ricoprono ruoli di potere senza un merito. Questo genera confusione e instabilità. La nostra società è ricca ma non riesce a esprimersi né a raccontarsi . Così studenti, professori e pensatori in gamba non sono valorizzati e sono costretti a espatriare per poter esprimere le loro potenzialità”


E i politici?


“Stanno approvando una finanziaria che taglia ulteriormente i contributi alla cooperazione ai paesi poveri , è scandaloso. Raccontano una politica ripiegata su se stessa , che non rappresenta la bellezza della gente. I politici li vedo malissimo , tranne qualche eccezione”


Tipo?


“non ho mai nascosto la mia stima per Veltroni. E penso che nel Pd ci siano giovani capaci. Così come in altri schieramenti. Il problema è che davanti a una maggioranza di governo così forte , la Sinistra dovrebbe lavorare per ripensarsi. Questa è l’ora del cambiamento . Se non lo cogliamo adesso il nostro potrebbe diventare un paese irrilevante”


Pensa Yes, we can?


“Solo se ci crediamo. Gli slogan hanno senso se dietro c’è una spinta vera. Guardiamo gli Stati Uniti con ammirazione perché sono un Paese in grado di spingersi ancora avanti. Gli americani sono disposti a soffrire e a votare un politico che chiede loro un sacrificio”


Anche a noi sono stati chiesti con i tagli alla scuola.


“Non nel modo giusto. La scuola fa parte di quei settori che la politica deve difendere sempre. E gli studenti in piazza , adesso, sono lì a ricordarcelo”


Ci sono sempre stati?


“Ma durante la campagna elettorale nessuno ne ha parlato. In piazza adesso, sono tanti, diversi e pronti a far valere i loro diritti. Bel segno”


Come vede il loro domani?


“Difficile ma pieno di possibilità. Dietro a quei ragazzi in piazza che chiedono una scuola migliore c’è vita vera. C’è la parola futuro. Al liceo ho imparato a scambiare le mie idee e ho incontrato la poesia. Ho conosciuto professori disposti a mettersi in gioco per trasmettere la gioia del sapere. E , oggi, l’idea che la scuola non sia al centro della politica del nostro Paese mi preoccupa. Con Tiziano Terzani parlavamo spesso dei giovani. Oggi sarebbe contento di sapere che migliaia di ragazzi hanno preso in mano il proprio destino e rivendicano la loro libertà”

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