giovedì 11 dicembre 2008

INTERVISTA AD ALMA AL ASSAD , MOGLIE DEL PREMIER SIRIANO


Asma al Assad , moglie del premier siriano.


“Io sono economista di formazione , ho lavorato per banche d’affari a Londra , Parigi, New York , e se quello fosse ancora il mio lavoro , in questi giorni mi starei mangiando le unghia per il nervosismo. Per fortuna ho imparato che dietro i numeri ci sono le persone. Pensi alla crescita economica : la Siria anche di questi tempi migliora il suo Pil , ma l’importante è che i benefici ricadano su tutta la popolazione , non solo su pochi , e non solo nelle città , ma anche nei villaggi , visto che oltre il 60% della popolazione vive nelle campagne”


Vista da un’economista , la globalizzazione è buona o cattiva?


“Offre grandi opportunità , ma dipende dallo sguardo con cui la vediamo. Da lontano ogni Paese è diverso dall’altro , le differenze sono enormi . Da vicino , ogni persona ha necessità e desideri , e quelli sono uguali per tutti. Tutti vogliamo vivere in pace e nella prosperità. In Occidente questo avviene già , in Medio Oriente non ancora : ma è verso di voi, verso quello che avete già , che la nostra regione si sta muovendo. E , nella costruzione di questa società , noi abbiamo un grande asset: le persone. Il 60% dei siriani ha meno di 25 anni”


Gli europei sono meno scettici nei confronti della Siria rispetto agli americani?


“Normale . Ci rifletta bene : abbiamo avuto per secoli legami strettissimi , scambi continui , influenze reciproche. Pensi alle dinastie arabe in Spagna : provenivano da Damasco. Dobbiamo solo riscoprire quei legami . Con l’Italia per esempio , c’è in comune un’inclinazione ad aiutare gli altri che deriva dalle radici contadine . Sono i valori che cerco di insegnare ai miei figli”


A proposito . Dove lo trova il tempo per i bambini?


“Prima che Presidente e first lady, Bashar e io siamo padre e madre. Usciamo spesso presto la mattina , tutti insieme, per andare in bicicletta , o a nuotare, o a giocare tennis. Seguiamo le attività dei figli ( sono tre Hafez, 8 , Zein , 5, Kareem , 4). Il calcio, la scuola”


E la religione?


“Se credi davvero in qualcosa , non può che avere un peso nella tua vita. Il mio animo, il mio spirito, sono il risultato delle culture, le tradizioni , le fedi che si sono intrecciate attorno a me e dentro di me. Voglio che i figli le capiscono e salvaguardino”


Di che cosa non sa fare a meno?


“Della pioggia. In Siria non ce n’è abbastanza”


A Londra invece ..


“Anche troppa”


Che cosa vorrebbe , più di ogni altra cosa, in questo momento?


“In questo momento esatto? Andare dai miei figli . Li ho sentito stamattina : al piccolino usciva il sangue dal naso è caduto”


Che cosa le dicono dei viaggi?


“Abbiamo un patto : io spiego che cosa vado a fare e ,se li convinco , loro mi danno il permesso di partire . Mi chiedono sempre qualcosa in cambio . Quando ha saputo che venivo in Italia, la bambina ha pregato di far sapere alla maestra Montessori , non sapendo che è morta nel 1952, che lei va a scuola dove si insegna con il suo metodo. E poi hanno chiesto una tartaruga e un coniglio”

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