giovedì 18 dicembre 2008

INTERVISTA A MASSIMO CARLOTTO : IL CARCERE è LO SPECCHIO DELLA REALTà CHE C'è FUORI


Massimo Carlotto , scrittore padovano, torna in carcere per firmare una fiction per Fox. Carlotto è stato protagonista di uno dei casi giudiziari più controversi dell’Italia repubblicana.


Questa serie è una sua idea?


“No. E’ di Chiara Toschi della Grundy. Me l’ha proposta dopo aver letto Jimmy Della Collina – un mio racconto del 2001 , ambientato proprio in un carcere minorile - e aver visto la trasposizione cinematografica di Enrico Pau. Ho accettato subito : in fondo sono un esperto. Libro e film sono stati adottati in tante scuole , e negli ultimi anni sono andato spesso a parlare con gli studenti. C’è un grande interesse per questa realtà : i giovani vogliono sapere. Per loro è difficile crescere in questo paese dominato da vecchi. Sono confusi: si sentono incompresi e credono che sia normale diventare adulti a quarant’anni”


Come si è documentato?


“Nel corso degli anni , dopo la mia esperienza da detenuto, ho mantenuto buone fonti. C’è chi , per documentarsi , si rivolge alla polizia e chi , come me, ad avvocati e vecchie conoscenze”


Ex reclusi?


“Sì. E poi , dato che la serie è ambientata in un carcere minorile del Nord Italia , sono andato spesso al Cesare Beccaria di Milano. Per essere credibili bisogna sempre verificare : quella del carcere, soprattutto, è una realtà che cambia di continuo. La dimensione etnica, per esempio, è diventata fondamentale per capire i rapporti di forza , che negli ultimi anni sono completamente mutati”


Che realtà c’è dentro?


“Il carcere è lo specchio della realtà che c’è fuori , quindi dell’Italia con tutte le sue contraddizioni. Gli stranieri sono in maggioranza : ci sono i rom , i maghrebini e i romeni , ma anche i neonazisti italiani della Fratellanza Ariana , gang nata del 1967 nel Penitenziario di San Quintino , in America. Un fenomeno mai visto prima da noi e che è in forte espansione . E poi ci sono i ragazzi rinchiusi per crimini familiari , quelli che hanno ammazzato la madre o il padre. Ma non tutti sono già delinquenti incalliti. Le loro fragilità e i loro bisogni sono evidenti. Forse qualcuno potrebbe essere recuperato . Purtroppo gli operatori carcerari , guardie ed educatori , lavorano in condizioni estreme : soffrono per i tagli ai finanziamenti e non hanno mai una gratificazione personale o economica”


Che cosa è mancato di più a questi ragazzi?


“La famiglia . Quasi tutti hanno situazioni disastrose alle spalle. Non hanno mai incontrato adulti responsabili , in grado di dare un minimo di regole per affrontare la vita. In queste condizioni , gli operatori svolgono un lavoro eccezionale. Le loro storie , da una parte e dall’altra parte della barricata, sono bellissime da raccontare . In Europa nessuno l’ha mai fatto”


Gli episodi come si articolano?


“Abbiamo dato spazio alla dimensione personale. In ogni episodio c’è una parte riservata al contesto e un’altra al personaggio protagonista. E c’è di tutto . I Ragazzi , per esempio, hanno più contatti con il settore femminile , e fa tenerezza vedere con quale facilità si innamorano delle ragazze e come comunicano con loro : per scambiarsi messaggini vanno tutti a messa , anche i musulmani. E’ incredibile anche la ribellione delle giovani rom”


Cioè?


“Fuori sono in divisa: si vestono e fanno quello che le famiglie impongono loro. Dentro sono diversi: si vestono con jeans , stivaletti e tacchi alti , ma soprattutto si comportano in maniera autonoma. Per assurdo , bisognerebbe liberarle proprio dalle famiglie”


Il cast è stato formato?


“E’ in via di definizione , e le riprese dovrebbero iniziare in breve. Per i ruoli adulti non credo ci saranno problemi : l’Italia è piena di bravi attori . Forse sarà più complicato trovare i ragazzi”


Lei è stato per anni in un carcere per adulti : che differenze ci sono rispetto a una struttura minorile?


“Nel carcere minorile , in qualche modo, continua a esistere la speranza. In quello per adulti ormai nessuno più crede al percorso pena- rieducazione –reinserimento nella società”


Perché?


“I detenuti sono lasciati al loro destino. Non c’è più lavoro , che dovrebbe essere obbligatorio , come lo studio per i minorenni. Per anni guardano la Tv dalla mattina alla sera e parlano solo di reati, calcio e donne . Il carcere è diventata una scuola di perfezionamento criminale. Le città, e il territorio in generale, l’hanno abbandonato. Per i detenuti lo Stato esiste solo perché li tiene rinchiusi. per loro non fa altro”


Dentro come si sopravvive?


“Per i minori c’è ancora qualche regola che vale , se non altro quelle che riguardano i rapporti fra adolescenti e adulti. Per gli altri contano la legge del più forte , del vivi e lascia vivere e della corruzione. Con tutti i soldi e la droga che circolano , è difficile trovare un luogo più corrotto di un carcere”


Chi esce che fine fa?


“Nel novanta per cento dei casi torna dentro”


Lei nel film tratto da Jimmy della Collina ha fatto un cameo : farà altrettanto in questa serie?


“Se me lo permetteranno , volentieri . Non mi sarebbe dispiaciuto apparire anche negli altri film nati dai miei romanzi.


Quando esce il suo nuovo libro?


“Il 12 novembre . Si intitola Perdas De Fogu. L’ho scritto assieme ai Mama Sabot, un gruppo di nove colleghi sabotatori sardi ( il sabot era lo zoccolo con cui gli operai del’800 sabotavano i macchinari) . Insieme con questo romanzo d’inchiesta , vogliamo denunciare questo scandaloso inquinamento bellico causato dal poligono militare sperimentale di Perdasdefogu, in Sardegna. E’ il più grande d’Europa e , nella zona, il trenta per cento dei pastori ha la leucemia. Le responsabilità sono sia di destra che di sinistra. Il ministro della difesa Arturo Parisi , tanto per fare un nome , è quello che in qualche modo ha dato il via ad una sorta di privatizzazione dell’area. Adesso a Perdasdefogu chiunque , pagando cinquantamila euro l’ora , può svolgere qualsiasi tipo di test. Quello che dico è tutto documentato : abbiamo 1500 pagine di indagini inattaccabili sull’inquinamento a terra , mentre nulla si sa su quello del mare. Non sono mai state fatte analisi. Ma i pescatori , ogni tanto , tirano su di tutto. E’ un disastro ambientale incredibile”


Prevede problemi?


“L’ufficio legale della casa editrice sta controllando le virgole. Tutto è stato verificato , il mio patto con i lettori è di scrivere solo certezze. Sono tranquillo. Speriamo succeda qualcosa. I tempi , per fortuna , sono cambiati : i lettori si incazzano , vogliono sapere , reagiscono. E poi guardi quello che è successo con Saviano?”


Lo conosce?


“No, ma apprezzo il suo lavoro. Nel 2006 io e Giancarlo De Cataldo siamo stati i primi a lanciare un appello per proteggerlo”


Lei ce la farebbe a vivere come Saviano vive adesso?


“Da latitante ho avuto un passato simile, forse per certi versi anche più pericoloso.Ma spero non mi accada mai quello che sta vivendo lui”

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