giovedì 4 dicembre 2008

INTERVISTA A MIRACOLOSA GODDI : IL MARITO HA PASSATO 30 ANNI IN CARCERE INGIUSTAMENTE


Come si vive sapendo che il proprio marito è in carcere , lontano dalla famiglia , accusato ingiustamente di un sequestro omicidio al quale non ha neppure partecipato?


“Una cosa che non auguro a nessuno: tutto è successo così in fretta . Ho visto mio marito uscire di casa insieme ai carabinieri a bordo della sua auto. Credevo fosse per un semplice controllo , invece non è più tornato”


Così inizia il vostro calvario : tutto per una falsa testimonianza?


“Sì , nel maggio del 1977 mio marito è stato condannato per la prima volta e rinchiuso in un carcere con l’accusa di sequestro e uccisione dell’industriale milanese Marzio Ostini. Tutto è iniziato perché Andrea Currelli , un ex pastore servo dei fratelli di mio marito , era andato a costituirsi e aveva denunciato Melchiorre , i suoi fratelli e altre due persone di questo fatto. Calunnie senza fondamento


Ma poi , con una sentenza della corte d’assise di Siena del 1979, Melchiorre Contena viene assolto. Come ha vissuto questo improvviso ribaltamento?


“Non potevo crederci, sembrava che questa volta fosse stata fatta giustizia. Poteva finalmente tornare al suo lavoro , ma soprattutto ai suoi figli. Avevamo creduto di uscire dall’incubo


E Invece..


“Invece no. Dopo pochi anni di libertà mio marito è finito di nuovo in carcere e questa volta con una sentenza lapidaria: 30 anni. Qui per la seconda volta mi sono sentita crollare il mondo addosso . I nostri figli stavano crescendo , avevamo un’azienda avviata , ma nulla da fare. Ancora il carcere


E allora che ha fatto , crollata nella disperazione..


“Questa era la cosa più facile da fare. Io però ho deciso di andare avanti . Insieme mio figlio , che ai tempi era ancora un ragazzo, abbiamo continuato la nostra attività . E poi mi dividevo tra la famiglia e il carcere”


Giusto , suo marito stava lontano, lei ha dovuto fare tutto da sola


“Anch’io stavo lontana : non ero più libera . Una parte di me era imprigionata in quella cella con lui , non potevo certo darmi pace. Quindi passavo le mie giornate tra la famiglia, mio marito e la ricerca di avvocati che potessero aiutarci. Piuttosto sarei morta , ma volevo assolutamente che fosse fatta giustizia . Siamo gente per bene noi”


Però Melchiorre continua a restare in carcere : solo due anni fa riesce a ritrovare la libertà vigilata


“Che libertà. Doveva comunque andare a firmare ogni giorno ed era controllato a vista. Poi , a rendere ancora tutto più difficile , arriva la malattia. Un ictus fulminante. Neppure fuori siamo riusciti ad avere un po’ di pace”


Poi la sentenza finale. Dopo 31 anni suo marito viene definitivamente assolto , lo scorso luglio


“Questa è stata la nostra unica vittoria , dopo 30 anni di vita rubata siamo arrivati alla resa dei conti”


E cosa si prova a buttare via una vita in questo modo , prova rabbia per qualcuno?


“Non posso provare rabbia per nessuno. Non saprei verso chi rivolgere la mia rabbia. Le istituzioni, la magistratura , le persone che hanno infangato il nome della famiglia . Non posso provare questo sentimento. Queste cose sono ormai successe e io e la mia famiglia siamo arrivati fino a qui , grazie al cielo”


Ma neppure verso chi vi ha accusati ingiustamente?


“Non posso. Questa vicenda mi ha insegnato a non calunniare nessuno senza avere la certezza e allora io non mi sento all’altezza di odiare neppure quell’uomo . Non riesco più voler male a nessuno”


E Melchiorre?


“Mio marito sta migliorando. Adesso riesce a camminare con il bastone , può parlare e sta imparando di nuovo a scrivere. la malattia non gli ha fatto godere a pieno della sentenza , ma ha capito che è tutto finito e adesso inizia una nuova vita”


Ormai ha 69 anni..


“Certo, ci hanno rubato la giovinezza e io sono qui a parlare perché spero che la nostra storia possa essere d’esempio . Non auguro proprio a nessuno questo calvario”


Almeno adesso può trovare ristoro , la sua battaglia è servita a qualcosa..


“Una cosa che mi ha aiutato moltissimo è la fede. Non ho mai smesso di pregare e di sperare. In più avevo una famiglia da portare avanti da sola: questo forse mi ha fatto stringere i denti e guardare avanti , verso il futuro”


E come vede il suo futuro?


“Non ho più tempo per pensare ai prossimi anni. Vivo giorno per giorno i miglioramenti di mio marito , sperando che possa tornare a vivere , almeno gli anni che gli restano , da uomo libero. Per il resto mi auguro che non si facciano più sbagli . Bisogna saper perdonare e io ho perdonato”

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