venerdì 30 gennaio 2009

INTERVISTA A JESSICA BIEL


Come ci si sente sapendo di essere considerata la donna più sexy del mondo?

“Sono lusingata da quelle classifiche , ma certo quando mi alzo la mattina , con il trucco colato della sera prima , non mi sento affatto sexy. In pochi anni la bellezza svanisce e devi essere preparata a fare i conti con la vita e con il tuo lavoro”

Bè ,dopo The Illusionist, la sua carriera sembra in ascesa. Anche in questo film ha un ruolo da protagonista.

“E’ vero , ma a differenza di alcune mie colleghe faccio molta fatica a ottenere ruoli importanti , perché è difficile uscire dallo stereotipo dell’attrice di film d’azione o della bella ragazza dei serial tv . Non sono ancora arrivata sulla vetta dell’Olimpo di Hollywood e devo continuare ad arrampicarmi”

In Un matrimonio all’inglese Larita sostiene che l’eutanasia è un grande atto d’amore. Sarebbe disposta a compierlo?

“Penso di sì. Aiutare a morire senza sofferenze una persona che non ha più alcuna speranza di vivere è terribilmente difficile, ma penso che sia davvero un atto d’amore assoluto. Non credo all’amore fatto solo di esplosioni di passione e di emozioni forti, ma a un sentimento sussurrato , nel quale mi sento sicura e protetta , soprattutto nelle situazioni difficili”

Si è fatta ,allora , aiutare dal suo fidanzato Justin Timberlake , quando ha dovuto incidere alcuni brani della colonna sonora di questo film?

“Quando canto davanti a lui , mi imbarazzo moltissimo e divento nervosa. Così , prima di registrare non gli avevo detto nulla . Però , quando ho ascoltato i brani , mi ha ricoperto di complimenti . Ma forse lo ha fatto solo per amore”

Allora è vero che ha intenzione di incidere un album.

“Leggo sui giornali e sui siti internet che sto incidendo un disco prodotto da Justin, ma non è assolutamente vero. Ho debuttato nel musical e mi piacerebbe tornare su un palcoscenico di Broadway o cantare in un film. Ma un album non è nei miei progetti . Almeno per ora”

Lei è stata cacciata dal cast della fortunata serie americana Settimo cielo a causa di alcune foto nude pubblicate sulla rivista Gear. Si è mai pentita di quella scelta?

“In realtà , non sono  stata mandata via dalla serie. Ho scelto io di andarmene perché volevo frequentare il college. la coincidenza temporale con la pubblicazione delle foto ha fatto nascere la leggenda di un mio allontanamento per ragioni morali . Ma non è andata così”

Allora rifarebbe quelle foto?

“Mai più. Se ripenso a quanto è stato difficile superare il mio stesso imbarazzo e quello della mia famiglia , preferirei non averle mai fatte. Ma anche quella è stata una lezione che mi è servita per evitare di fare scelte sbagliate nel futuro”

Lei è molto impegnata in iniziative di solidarietà e ha creato Make the difference Network. Cos’è esattamente?

“Con mio padre e mio fratello abbiamo creato una rete , organizzata in modo simile a MySpace , per mettere in collegamento sponsor e associazioni no profit che si occupano di beneficenza. Vogliamo che i giovani siano pronti a condividere i loro progetti e che le persone abbiano la sicurezza che i propri soldi vadano a sostenere le iniziative in cui credono”

Nel suo prossimo film , Nailed, è una giovane cameriera ninfomane. Ce lo racconta'?

“La protagonista è una donna che dopo un incidente ha un chiodo nella testa e non ha i soldi per sottoporsi all’intervento chirurgico necessario per rimuoverlo. Il chiodo inizia a cambiare la sua personalità : è sempre arrabbiata e ha una voglia sfrenata di sesso. Insieme ad altre vittime di incidenti va a Washington per promuovere una legge che tuteli la salute anche di chi non può permetterselo. E’ una commedia divertente, ma vuole porre l’accento su un problema serio : l’assurdo sistema di assistenza sanitaria degli Stati Uniti”

mercoledì 28 gennaio 2009

INTERVISTA A MICHELE SALVATI DEL PD


“Il Pd ? si trova in pericolo di vita”. Parla Michele  Salvati , economista e politologo del Pd.

Colpa dei guai giudiziari che lo affliggono Da Firenze a Napoli?

“No. Ma dopo quegli scandali mi auguro che nessuno del Pd accarezzi l’idea di fondare la distinzione tra centrodestra e centrosinistra sulla “questione morale”, almeno per comune senso del pudore”

Vorrebbe regalare a Di Pietro un tema così importante per i cittadini?

“Di Pietro ci creerà molti guai : è il leader di un piccolo movimento populista che cavalca l’indignazione popolare. Ma nessun grande partito, né a destra e né a sinistra , potrebbe farsi portatore della “questione morale”

Perché?

“Perché la disonestà è penetrata nelle fibre più profonde della società italiana. E un grande partito è espressione della società . Invece di rincorrere le sirene del giustizialismo., Pd e Pdl dovrebbero dotarsi di anticorpi robusti per arginare il malaffare senza limitare il potere dei magistrati”

Da dove arriva il pericolo mortale per il Pd?

“dalla difficoltà di darsi un’identità forte di centrosinistra dopo il crollo delle grandi ideologie : oggi i programmi di Pd e Pdl sono diversi, ma non radicalmente dissimili. E il nostro sistema bipolare eccita contrapposizioni nette : da qui la tentazione di usare l’arma del giustizialismo. D’altra parte a star male sono tutti i partiti di centrosinistra europei: L’spd , l’orgoglioso partito socialdemocratico tedesco , è al 27%. In Italia però c’è una grana in più”

Quale?

“Nel Pd  deve fondersi la tradizione culturale e politica dei cattolici democratici”

Una missione impossibile , almeno fino a oggi..

“Esistono difficoltà  sui temi eticamente sensibili e sulla laicità , ma le mediazioni ragionevoli sono a portata di mano. Peccato che, da una parte e dall’altra, ci sia chi usa le differenze come pretesto per mantenere il proprio potere”

Lei crede ancora nel progetto del Pd?

“Sì, anche se oggi sono in molti a chiedersi: chi ce lo fa fare? E sognano il proporzionale puro, che farebbe tornare le divisioni , con i cattolici che si ritrovano al centro, come vorrebbe l’Udc , e a sinistra un partito più tradizionale , senza primarie né dissensi interni . A qualcuno piacerebbe”

A qualcuno con i baffetti?

“A D’Alema resta un problema: perché Berlusconi dovrebbe regalargli il proporzionale puro?”

lunedì 26 gennaio 2009

INTERVISTA A RICCARDO SCAMARCIO



Le fa paura l’idea di lasciarsi alle spalle il personaggio che l’ha più identificato fino a ora ? Che cosa diranno le sue fan più sfegatate ?

“Qualcuna mi seguirà , qualcuna no, ma fa parte dl gioco di essere un attore. E siccome non sono un mercante , e non scelgo i miei ruoli valutando cosa vende di più , vado avanti . Comunque ho amato moltissimo Step di Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te, perché è un personaggio assoluto , è un eroe romantico. Il fatto che il pubblico possa aver identificato me con lui è , da un certo punto di vista , perfetto , perché vuol dire che sono stato assolutamente credibile . Penso che dagli attori , in quanto persone, si dovrebbe sapere il meno possibile : un attore è quello che fa. Totò diceva: Io sono un principe, poi ho un saltimbanco che lavora per me. Anche io. Il mio lo tratto con amore , ma deve restare al suo posto. Qualche volta si allarga , pensa che sia io a lavorare per lui , e lo devo rimandare in cucina”

Che cosa fa il suo saltimbanco nel film di Veronesi?

“Un lungo viaggio del deserto , verso Dubai, con Sergio Castellitto, che fa il suo stesso mestiere – trasporta auto di lusso rubate – ma che , essendo più adulto – è rassegnato nei confronti del mondo. Il mio personaggio è un giovane italiano che , proprio in quanto giovane, è portatore di una mentalità non rassegnata , uno pensa che le cose possano essere anche diverse. I giovani devono essere pionieri per definizione. Purtroppo la nostra società negli ultimi vent’anni è diventata sempre più individualista e , siccome il mondo non lo si può cambiare da soli , abbiamo perso questo slancio fondamentale. Ma credo che qualcosa si stia muovendo : abbiamo capito che stare da soli davanti a un computer non fa parte della nostra cultura. Veniamo da un’idea di Stato fondata sulla partecipazione e lì dobbiamo tornare. Per ora in Italia siamo solo 

alla fase del malcontento e dell’inquietudine”

Come si può passare dall’insoddisfazione all’azione?

“E’ una responsabilità politica: ci vuole un cambiamento di prospettiva e rispetto delle regole. In un Paese senza regole vince il più forte , che poi è chi ha più più soldi. Non ci indigniamo più di fronte a niente: un politico può dire tutto e il contrario di tutto e non succede nulla. Ma se io vado sul set e non so la mia parte , mi sbattono fuori a calci in culo. Perché io ho delle responsabilità e i politici no?”

Forse dovremmo chiedergliene il conto?

“L’unico modo per chiederne il conto è scendere in piazza. Se questo non succede è anche colpa di giornali , che ci presentano le notizie in modo asettico , senza invitare alla riflessione. Vorrei dei giornali che si assumessero la responsabilità delle loro opinioni”

Eppure una regola d’oro del giornalismo è show, don’t tell, limitati a mostrare , non raccontare.

“Non ci credo, non mi piace”

Rimpiange stagioni più impegnate , come il  ’68 del film di Placido?

“Non lo so , non ho ancora capito se il nostro Paese , allora , fosse migliore o peggiore di adesso. Erano comunque anni di grande violenza, di botte , bombe , sangue. E questo aspetto ridimensiona ogni mia possibile nostalgia per una stagione in cui c’era l’idea di essere parte attiva della vita del Paese”

Inoltre interpreterà La prima linea , di Renato De Maria in cui sarà Sergio Segio , l’ex brigatista accusato della morte del magistrato Emilio Alessandrini.

“Ho deciso di prendere parte a questo film perché è il primo che vuole andare  a vedere come sia potuto succedere , a un gruppo di giovani colti e interessati alla politica , di passare dal partecipare a un movimento al diventare assassini. C’è un punto che sfugge alla comprensione e alla logica: come una persona che si ispira a ideali di una giustizia più giusta possa trovarsi a compiere l’ingiustizia somma del togliere la vita. E’ una cosa interessante da raccontare , e allo stesso tempo delicatissima . Ma De Maria non ha assolutamente un’idea romantica di quegli anni , e non a caso il ministero dei Beni culturali , dopo qualche tentennamento , ha deciso di finanziare il progetto”

Questo Scamarcio che è cresciuto , farà qualcosa da grande anche nella vita vera?

“Sicuramente”

Un matrimonio per esempio?

“Chi lo sa. Sposarsi è un atto romantico: promettersi amore eterno è come credere nelle cose impossibili . Questo slancio nei confronti dell’altro è bello e merita rispetto. I miei genitori sono ancora felicemente innamorati e io, nella visione di questa cose , sono ovviamente influenzato dal loro esempio”

Non crede che la tenuta di un matrimonio sia anche una questione generazionale?

“Sicuramente. L’individualismo di cui parlavamo prima , la frenesia della realizzazione personale, il Desiderio di ricchezza , tutte queste cose hanno portato scompiglio anche nella coppia. Per molte generazioni i figli hanno fatto da collante e, secondo me, non è una cosa sbagliata. Nel nome dei figli si possono superare la crisi e ricominciare , magari più felicemente di prima”

Lei si è spesso dichiarato favorevole alla suddivisione dei ruoli tra uomo e donna.

“S’, e ogni volta sono stato frainteso. Quando parlo di questa suddivisione penso alle scimmie , animali come noi . Voglio dire solo che maschi e femmine sono diversi, se no anche le donne avrebbero il pisello. Questo non c’entra niente con la parità di diritti e altre cose sacrosante e acquisite”

Che cosa vuol dire , nella coppia Scamarcio-Golino, avere ruoli diversi?

“Tanto per dirne una: che le valigie le porto io , e i conti del ristorante li pago io. Mi sembra più divertente così”

Non tutte le donne sarebbero contente

“Le donne di cui mi innamoro io , sì. Sono affascinato dalla specie femmina : le donne sono estremamente interessanti perché hanno la capacità di andare in posti sconosciuti. Basta pensare a Eva . Quella di Adamo , intendo”

Altra cosa che Scamarcio potrebbe fare : i figli. Le piacciono i bambini

“Tantissimo”

Si sentirebbe pronto a diventare padre?

“S’, e da un po’ ci sto pensando. Non so ancora che padre sarei : forse il primo aggettivo che mi viene in mente è generoso , che poi è l’aggettivo che userei il mio , di padre. E penso anche di poter fare essere un genitore che non ho paura di mostrare , in certi casi, le sue debolezze”

Valeria invece che madre sarebbe?

“Eccezionale. Ha una predisposizione naturale a organizzare , gestire e mediare”

Il fatto di fare tutti e due un mestiere poco stanziale non sarebbe un ostacolo per questa idea di famiglia?

“Ci capita di stare lontani , ma questo io lo considero un modo che ognuno dei due ha per coltivare delle parti di sé , che poi può condividere con l’altro. Per la coppia funziona , e credo funzionerebbe anche avendo una famiglia”

Nessuna gelosia per le vostre rispettive professioni? Se a Valeria chiedono un autografo e a lei no, ci rimane male?

“Per niente. Anche perché , se siamo in Italia, è più facile che lo chiedano a me ; in ogni altra parte del mondo , a lei. Quindi, facendo due conti, ho poco da rimanerci male . L’unica cosa  è che spesso , se siamo al ristorante , quando la gente ci riconosce non riusciamo a finire la cena”

sabato 24 gennaio 2009

INTERVISTA A FRANCESCO FACCHINETTI


Collezioni puffi . Quanti ne ha?

“Ne avrò 300. Tutti originali, a parte quattro tarocchi , che riconosci dal colore: mi hanno fregato su ebay , dove si trova tutto flipper, videogiochi..”

Il collezionismo richiede molto tempo?

“E cure particolari. Essendo i videogiochi macchine degli anni 80, vanno continuamente pulite; ai flipper bisogna cambiare gli stantuffi , posso passare ore a recuperare un fusibile, senza la quale la lucetta non s’accende . Tramite internet ti colleghi agli altri appassionati , che , quando scoprono che sono io , si mettono a ridere. E poi si diventa anche amici”

Passione costosa?

“I flipper viaggiano dai mille ai tremila euro. Quelli particolari sono anche più cari. Il più bello  che ho è quello della Famiglia Addam’s”

Un pezzo raro ?

“E’ un flipper storico . All’asta su Ebay l’ho perso mille volte: una sera per colpa di una persona cui tengo tantissimo. Mi ha distratto un attimo e me lo ha fatto perdere . Sono stata talmente male , e questa persona si sentiva così in colpa che poi me lo ha regalato! Quindi se me lo rubavano sarei stato in lutto come se mi avessero rubato la maglietta di Materazzi”

E di pupazzetti del wrestling quanti ne ha?

“Dalla prima serie del 1986 fino ad arrivare all’ultima del 2007. Ne avrò cinquecento”

Perché tante collezioni?

“Perché fanno parte della mia infanzia. Lì dentro ci sono i miei sentimenti. Quando sono a casa mia sono nel mio mondo : un paese dei balocchi , pieno di cose, ma in ordine. I miei amici vengono quando vogliono , non hanno bisogno di suonare. A me piace così. Le donne, però, non sempre riescono ad adeguarsi a questa casa , che è un porto di mare”

In pratica una comune. E Winnie padre , Roby Facchinetti, ha mai partecipato alle sue passioni regalandole qualcosa?

“Mio papà è bergamasco”

E quindi?

“Non regala. Non sono mai stato figlio di papà…Poi mia madre è brianzola , contraria agli sprechi, ex hippie, quindi ha sempre odiato tutto ciò che era materiale. Ma mi mandava in un collegio prestigioso facendo anche sacrifici. Capisce? La filosofia è : lavoro , testardaggine e braccini corti. Sommati tutti e due..”

Una buona scuola.

“Mi hanno educato così. Ti piace una cosa? Vai a lavorare e compratela! A 14 anni tutti avevano il motorino. E io no. Mi hanno trasmesso un forte senso del lavoro. Le mie passioni adolescenziali sono diventate collezioni a 23 anni. Prima non potevo certo permettermele , ma sognavo di avere un flipper da quando ero piccolo”

Roba da libro Cuore. E sua madre che dice ?

“Mi ha detto che ero diventato un pappone”

Scusi ma che c’entra il pappone coi puffi?

“Perché prima dei puffi c’è stato il momento dei catenoni. Il periodo della discoteca , del riscatto sociale. Come i neri che dal Bronx arrivano dal successo ed è stata tutta un’esibizione di macchine, aerei . Quando ho avuto il primo exploit ho voluto dimostrare , a chi fin da piccolo mi considerava uno scellerato che avrebbe fatto una brutta fine , che ce l’avevo  fatta. Le bottiglie di champagne , altra collezione, sono il trofeo di un ragazzino che, dopo essere stato rimbalzato dai locali di Milano quando arriva “sgarrupato”, era diventato un fenomeno degno di privè”

Un fenomeno che ancora oggi divide. E’ evidente la sua voglia di chiarire le cose. E’ come se volesse dire a tutti : guardate dietro le apparenze . Le pesano i pregiudizi?

“I detrattori mi aiutano a fare meglio le cose che faccio. Lorenzo Jovannotti ai tempi del Capitano mi aveva avvisato. Mi disse – Sei una bomba. Ma sai che quando le bombe esplodono fanno male? Preparati , perché ci sarà tanta gente con te ma anche tanta contro di te – . Ho imparato dopo che tutto questo è normale . Se non volessi questa vita , farei altro”

martedì 20 gennaio 2009

INTERVISTA AL JAZZISTA DI OBAMA : FRANCESCO CAFISO


Francesco Cafiso , 20 anni, è una stella del jazz. Ha suonato per l’insediamento di Obama.

Sarà il portavoce italiano nei festeggiamenti . Emozionato?

“Emozionatissimo!Essere invitato dagli americani a fare la musica che loro hanno inventato ..E se poi penso che il festeggiato era  il neo presidente , la serata era emozionante”

Che cosa le colpisce di Obama?

“Lo stimo molto , a pelle mi sta molto simpatico, e lo reputo degno del ruolo che ricopre. Il mondo ha bisogno di una figura porti speranza : e in questo senso Obama è già un mito. Senza contare che è già nella storia , in quanto primo presidente afroamericano degli Stati Uniti”

C’è qualcosa che, secondo lei, l’Italia dovrebbe copiargli?

“L’operato di Obama non lo abbiamo ancora visto. Quello che abbiamo visto , però, è che ha portato una ventata di freschezza: tutti sembrano riporre in lui delle speranze , anche quelli che hanno idee politiche diverse. Ecco, se potessi gli ruberei, per l’Italia , un po’ della freschezza che sta riuscendo a portare un po’ in tutto il mondo. La sua capacità di entusiasmare la gente”

Quando ha cominciato a suonare?

“Avevo sette anni…”

La sua è una famiglia di musicisti, quindi?

“La mia è una di quelle famiglie in cui se entri a casa vedi una chitarra a destra , un flauto a sinistra…ci sono tutti gli strumenti , ma non li suona nessuno! Però è vero , a casa ho sempre respirato un’aria… musicale”

Perché proprio il jazz?

“Prima mi sono totalmente innamorato del sassofono , della sua voce. Poi ho avuto la fortuna di incontrare un maestro jazzista , che mio ha fatto crescere con questa musica. Ma quello che più di tutto mi fa amare il jazz è la sua prerogativa principale, l’improvvisazione. E’ straordinario poter arrivare alla gente attraverso le sue note..”

Però , lo confessi, il jazz non è un genere semplice da ascoltare

“Ultimamente abbiamo fatto passi da gigante , ma il jazz da noi rimane un genere di nicchia. Ma la causa non è la sua difficoltà : i media tendono a non valorizzarlo quanto merita , e così pochi miei coetanei lo ascoltano”

Un consiglio per cominciare?

“Direi di partire dal jazz tradizionale : sembra più orecchiabile. Le orchestre degli anni ‘30, Louis Armstrong . E poi si continua , si scoprono altri grandissimi , come Coltrane , Davis, Parker , Coleman …il jazz crea dipendenza!”

Le piace una canzone che non sia jazz?

“Io apprezzo tutta la musica : classica, pop , rock..l’importante è che sia fatta bene , e da persone che amano quello che fanno, e non lo fanno solo per far scena”

Ma c’è qualche artista pop che le piace particolarmente?

“Uno dei grandi è Miles Davis..”

Non vale faceva jazz?

“Ha fatto di tutto : jazz tradizionale , bebop , pop..è stato un’artista poliedrico”

Quanto tempo occupa il jazz nella sua vita?

“Molte ora al giorno. Ma è normale , perché è la cose che più amo. E poi questo non toglie che mi piaccia divertirmi , vedere i miei amici , come ogni ragazzo di 19 anni”

Eppure lei fa una vita nomade , sempre in giro per concerti . Coma la concilia con le amicizie e la normalità di un 19enne?

“La vita del musicista è bellissima , sono fortunato. Il mio lavoro mi appaga e mi diverte , e girare il mondo è bellissimo. Però certo , ci sono anche dei sacrifici. L’importante è riuscire a controllarsi. Saper dire : ora mi fermo e faccio le cose che non ho fatto mentre ero in giro..”

Ma si riesce a vivere facendo jazz, o in Italia lei è un eccezione?

“No, per fortuna non sono un’eccezione. Vent’anni fa era diverso . Ora : io  20 anni fa nemmeno c’ero. Ma parlando con altri mi sono reso conto che se dicevi – Faccio il musicista – , un po’ ti snobbavano. Adesso si è consapevoli che il musicista è degno di stima come il dottore o l’avvocato , perché ha dietro di sé anni di studio e sacrifici, come quelli per conseguire una laurea in medicina e giurisprudenza. E questo è anche riconosciuto dal punto di vista economico”

Sogna di fare il concerto perfetto?

“Purtroppo io sono ipercritico nei miei confronti , non mi sono mai detto : hai suonato davvero bene..”

lunedì 19 gennaio 2009

INTERVISTA A HUGH JACKMAN


E’ consapevole che la sua interpretazione ad Australia , film al cinema in questo momento,  sarà ricordata soprattutto per la scena iniziale nell’accampamento, quando si lava passandosi la spugna sul torso nudo con fare autocompiaciuto?

“Credo piuttosto che qualcuno riderà del mio atteggiamento esagerato da macho. Prima di girarla ero perplesso, ho anche detto a Baz  ( Luhrmann ndb) – mi pare un po’ troppo – , ma lui ha insistito , quella doccia serviva a caratterizzare il personaggio”

A quale sex symbol di film dell’epopea americana si è ispirato?

“Il personaggio si rifà un po’ a Clint Eastwood e John Wayne e il bacio con la Kidman è volutamente molto simile a quello di Clark Gable in Via col Vento. Tra gli attori di quei tempi , però, il mio preferito resta Gregory Peck per carisma, integrità e dignità”

Considerando che un po’ in tutti i film i registi la costringono a mostrare il torace, come si tiene in forma?

“vado in palestra sei volte alla settimana e curo molto l’alimentazione , a 40 anni a queste cose bisogna pensarci. E poi sono convinto che la condizione mentale influisca molto su quella fisica, per questo ogni mattina mi dedico alla meditazione trascendentale”

In una delle scene finali Nicole Kidman le dice “andiamo a casa”. E lei risponde “Non c’è posto più bello”. Dove si sente meglio un australiano che vive a New York?

“Se potessi , vivrei nella mia Sidney, ma per me la città in fondo non è così importante. Mi sento a casa quando sono con la mia famiglia , in ogni parte del mondo . Per 10 anni io e mia moglie abbiamo vissuto come zingari , in giro sui vari set. Adesso facciamo base a New York , abbiamo appena traslocato in una nuova casa. Però abbiamo stretto un patto : non stare lontani l’uno dall’altra più di due settimane”

Dunque non si rispecchia nel suo personaggio che sta via da casa con le mandrie anche sei mesi

“Non potrei mai rimanere lontano dalla mia famiglia così a lungo. Detto ciò , mi piacerebbe molto vivere semplicemente e a contatto con la natura come il mandrino di Australia , mettere le mie poche cose in una borsa e dormire sotto le stelle. Se potessi lo farei con la mia famiglia , non sono una persona attaccata alle cose , non mi piace possedere , non ho neanche l’auto , preferisco camminare o andare in metropolitana”

E’ anche lei sentimentalmente introverso come il mandriano che non riesca a dire ti amo alla sua donna?

“Tutt’altro. Forse per reazione a mio padre , che è sempre stato molto chiuso , e al fatto che i miei si sono separati quando ero bambino sono espansivo e molto attaccato ai miei affetti familiari . Ho detto ti amo e addirittura un giorno o l’altro ci sposeremo a Deborra ( sua moglie ndb ) , poco dopo averla conosciuta sul set della serie tv Correlli. lei ha otto anni più di me ed era scettica , rideva. Allora ho aggiunto pure - prima o poi te ne renderai conto – . Sono anche uno che parla molto con i figli e che cerca di stare con loro il più possibile.Voglio che sentano sempre quanto  affetto proviamo, non devono mai dubitare di essere amati. Oscar, il più grande, che è afroamericano e somiglia incredibilmente al piccolo protagonista del film , è stato sempre con me sul set : è stato un momento magico , dormivamo in un caravan a contatto con la natura , abbiamo avuto un rapporto molto esclusivo visto che mia moglie e la sorellina Ava venivano a trovarci solo ogni tanto. Alla fine delle riprese Oscar piangeva , non voleva tornare più in città”

Si aspettava che il film spingesse il primo ministro australiano a chiedere scusa agli aborigeni?

“Questo film mi ha fatto sentire orgoglioso del mio paese , lo considero un po’ magico , ha dato vita a un movimento di riconciliazione. Solo negli Anni Settanta l’Australia ha abolito l’allontanamento forzato dalle famiglie dei bambini nati dalle malviste unioni tra bianchi e aborigeni , le cosiddette generazioni rubate che venivano affidate alle missioni religiose. Il governo però non si era mai scusato con gli aborigeni – per il dolore e le sofferenze inflitte alle generazioni rubate. L’ha fatto a febbraio , con queste parole, due mesi dopo la fine delle riprese , il leader Kevin Rudd”

Eroe romantico in Australia e kate e Leopold , licantropo in X-Men, illusionista in The Prestige . Qual è il ruolo in cui si sente più a suo agio e che le piacerebbe interpretare adesso?

“Mi diverte un po’ tutto. Nel 2009 uscirà X-men le origini - Wolverine , il prequel di X men che interpreto e produco con la mia Seed Production.E sono in trattativa con Steven Soderbergh per Cleo , il suo musical su Cleopatra girato in tridimensionale. Mi spiace solo di aver studiato tre anni in una scuola di teatro classico senza però aver mai interpretato un ruolo classico. E adesso sono troppo vecchio anche per fare Amleto. Del resto la vita ti porta dove vuole : ho una laurea in giornalismo , eppure non ho mai scritto un articolo”

sabato 17 gennaio 2009

INTERVISTA A FRANCESCO FIORENTINO : HA ELABORATO UNA TECNICA PER FAR NASCERE BIMBI SANI


Francesco Fiorentino , biologo molecolare, a capo dell’equipe che ha elaborato una tecnica che fa nascere bimbi sani.

A Rieti è nata una bimba sana da genitori portatori di malattie genetiche , tramite una tecnica particolare di procreazione assistita che mette d’accordo scienza ed etica cattolica. Dottor Fiorentino ci spiega l’eccezionalità della scoperta?

A differenza di altre tecniche di diagnosi preimpianto , noi non manipoliamo l’embrione. Effettuiamo la selezione genetica sul gamete prima della fecondazione e quindi non produciamo embrioni malati che poi devono essere eliminati. La selezione è fatta  a monte : viene fertilizzato solo il gamete che risulta sano all’analisi genetica. Quindi solo quello che non è portatore di malattie . Fecondando un ovulo sano, si avrà un embrione sano.

Avete proceduto in questo senso obbligati dalla legge italiana?

“Più che obbligati, spinti. Abbiamo sviluppato questa tecnica spinti dal dovere di seguire una legge dello Stato”

La legge italiana non permette l’analisi nemmeno nelle 18 ore successive alla fecondazione e precedenti lo sviluppo dell’embrione?

“No. Altri paesi hanno leggi meno restrittivi come la Germania. Lì si può eseguire l’analisi genetica sul gamete dopo la fecondazione . L’embrione viene prodotto e se risulta malato , viene eliminato prima delle 18 ore necessarie alla singamia. In praticano, evitano meccanicamente che il Dna dello spermatozoo e il dna dell’ovocita si uniscano costituendo il nuovo embrione. Noi invece interveniamo analizzando l’ovocita prima della fertilizzazione. Una procedura meno ipocrita”

Sembra l’uovo di Colombo

“Ma non è stato facile come dirlo. La difficoltà è stata proprio trovare una tecnica molto rapida che permettesse l’analisi dell’ovocita e la fecondazione prima che l’ovocita degeneri. L’ovocita dopo 6 ore prede la capacità di essere fecondato . Siamo riusciti a fare tutto in quattro”

Questa analisi non danneggia l’ovulo?

“Con la diagnosi preimpianto bisogna esportare una cellula embrionale, dunque in qualche modo si impatta sulla vitalità dell’embrione e sulle sue possibilità di impianto. Con la nostra tecnica invece, non manipolando l’embrione, non si intacca la sua vitalità , né si diminuiscono le possibilità di impianto. Infatti intervenendo sull’ovocita , si asporta il primo globulo polare che è un prodotto di scarto dell’ovocita. Dunque non asporta nessun materiale necessario alla cellula e non si impatta sulla sua vitalità”

Non tutti gli ovociti trasportano lo steso bagaglio genetico?

“Se una donna è portatrice per esempio di talassemia , lei produrrà il 50% degli ovociti con la mutazione che determina che lei sia portatrice di talassemia e il 50% di ovociti sani. Con l’analisi selezioniamo quel 50% di ovociti che non presenta la mutazione genetica e di conseguenza formiamo embrioni sani. E scartiamo gli ovociti con la mutazione genetica”

La bambina nata sana che cosa rischiava?

“Una malattia neurologica grave, il sarcoma di Tooth”

Questa analisi può prevenire anche la sindrome di Down?

“Sì, anche se la sindrome di down non è una malattia genetica tout court, ma emerge a causa di errori genetici dovuti all’età avanzata della donna. Più avanza l’età della donna e più possibilità ci sono che la donna produca ovociti con anomalie genetiche”

Quante altre gravidanze sono in corso con questa tecnica?

“Ora ci sono altre due gravidanze in corso. Tra cinque masi andranno a termine”

E’ conclusa la sperimentazione?

Sì ma avevamo già fatto diversi test preclinici prima di applicarla , quindi la base di sperimentazione è già conclusa in precedenza. Però è ovvio che la si possa considerare ancora sperimentale , perché rispetto alla diagnosi preimpianto in cui ci sono migliaia di casi in tutto il mondo , con questo metodo abbiamo una casistica limitata”

Quindi potrebbe non garantire la certezza?

“No quello no, semplicemente avere una casistica maggiore ci permetterà di avere più certezze sulle potenzialità e sull’efficacia della procedura”

Avete avuto riscontro da parte dei comitati di bioetica?

“Non perché non ci sono problemi etici in questa metodica , quindi non vediamo perché se ne debbano interessare”

Da chi è stata finanziata la ricerca?

“Da fondi privati ed è stata sviluppata dai ricercatori del laboratorio Genoma in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma”

Perché avete scelto una clinica privata?

“Abbiamo ottimizzato la tecnica con l’università , poi l’abbiamo applicata clinicamente in collaborazione con una clinica privata ( l’European Hospital) perché l’università non ha una struttura adeguata per supportare questa applicazione”

giovedì 15 gennaio 2009

INTERVISTA A ROBERTO COTA , DELLA LEGA NORD


Il 2008 si chiude meravigliosamente per la Lega . Ha aumentato esponenzialmente i consensi e schiera 4 ministri al governo.

Parla Roberto Cota

Si aspettava risultati simili?

“Assolutamente sì. Siamo sempre molto attenti e teniamo il polso della situazione sul territorio. Per questo motivo un simile risultato ci soddisfa ma non ci sorprende”

Secondo il sondaggio la Lega conquista consensi per la sua ferma opposizione ad alcune decisioni del governo

“Facciamo parte del governo e remiamo nella stessa direzione dei nostri alleati. Ma allo stesso tempo vogliamo fare in modo che la maggioranza rispetti gli impegni presi con gli elettori. Non parlerei di ferma opposizione , puntiamo piuttosto a stimolare un’azione più efficace dell’esecutivo”

Avete raggiunto il vostro apice fisiologico? Dove potreste intercettare nuovi elettori?

“Siamo il partito del Nord e come tutti i grandi movimenti federalisti vogliamo diventare il partito di riferimento in questa zona d’Italia. I margini di crescita sono ancora notevoli , basti pensare a regioni come l’Emilia Romagna e la Liguria , dove iniziamo a guadagnare consensi maggiori , o al Piemonte, dove siamo passato dal 5 al 13%. E sono convinto che anche in Veneto e Lombardia sia possibile un’ulteriore crescita della Lega”

Insieme alla Lega sale l’Idv. E’ solo un caso?

“Credo di sì, anche perché è francamente difficile vedere elementi di similitudine tra la Lega e l’Italia dei Valori. Di Pietro si erge al ruolo di anti-Berlusconi e cavalca l’onda , puntando tutto o quasi sul tema della legalità. Il nostro è un partito profondamente diverso , maggiormente radicato sul territorio più popolare”

Berlusconi ora sembra convinto a dare la priorità al federalismo rispetto alla riforma della giustizia.

“La cosa non può che farci piacere , d’altronde non erano possibili soluzioni alternative. L’agenda parlamentare è stata messa a punto già da tempo , e la riforma della giustizia è ancora molto indietro rispetto a quello federalista”

Il premier ha annunciato che c’è l’intesa con la Lega sul “no” alle intercettazioni per i reati contro la pubblica amministrazione.

“A me non risulta ci sia un accordo per escludere alcuni reati. Sicuramente condividiamo la filosofia di fondo : il sistema delle intercettazioni deve essere rivisto e limitato ad alcuni reati gravi, e va colpita inoltre ogni forma indebita di pubblicazione. Il testo già approvato dal Consiglio dei Ministri e depositato in Parlamento parte da queste basi , ma i reati contro la Pubblica amministrazione sono inseriti come intercettabili. Se gli alleati ora vogliono apportare delle modifiche , devono prendere un nuovo testo e bisogna ridiscuterne”

C’è da oltre un anno un accordo che prevede pattugliamenti congiunti sulle coste libiche , eppure Lampedusa al collasso.

“Gheddafi dovrebbe rispettare gli impegni presi con l’Italia. Maroni sta facendo la sua parte da ministro dell’Interno, ma è giusto che pretenda anche una forte azione a livello diplomatico”

Perché proporrete il blocco dei flussi per due anni?

“La crisi economica che divampa sta facendo perdere il posto di lavoro a molti italiani e a molti stranieri regolari. Prima di far entrare nuovi immigrati nel nostro Paese , dobbiamo pensare a ricollocare le persone che resteranno senza lavoro. Anche in Spagna il premier Zapatero , che è certo non è di destra, ha deciso di bloccare i flussi migratori per il 2009”

E la richiesta di moratoria sulla costruzione di nuove moschee?

“Ci sembra giusta una moratoria a tempo indeterminato, almeno finché il Parlamento non avrà provato una legge che regolamenti la costruzione di nuove moschee. Ora la situazione è totalmente fuori controllo: nascono moschee nei garage, non si sa chi sono i finanziatori, e questi luoghi diventano allo stesso tempo scuole coraniche ed esercizi commerciali”

lunedì 12 gennaio 2009

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE EMMANUELLE DE VILLEPIN


Emmanuelle de Villepin , moglie di Rodolfo De Benedetti , figlio del finanziere Carlo, ora è scrittrice.

Nel suo ultimo libro , La ragazza che non voleva morire, lei ricostruisce il dramma della guerra un po’ dimenticata.

“In Italia più che in Francia. Da noi abbiamo avuto un élite intellettuali , da Bernard – Henti Levy ad Andrè Glucksmann , che si sono appassionati alla questione cecena. Infatti , a parte alcuni giornalisti italiani come Giampaolo Visetti e Francesca Sforza, che mi hanno aiutato nella ricerca , quello che ho letto era al 90% in francese”

Oggi però anche a livello internazionale di Cecenia si parla poco

“Ci sono molti volontari stranieri sul posto, ma non possono gridare troppo al mondo quello che vedono, perché li caccerebbero via. La gestione dl primo ministro , Ramzan Kadyrov, è terrificante. Un vero pazzo”

E’ andata in Cecenia?

“Mai. Volevo , ma mio marito non era tanto dell’idea. Però dovevo andare a Mosca a trovare la giornalista Anna Politkovskaja e poi proseguire  per la Georgia , nella valle del Pankisi , dove vivono molti rifugiati ceceni. Anche perché il fratello di Rodolfo , che è medico, aveva organizzato un servizio di cardiologia a Tbilisi. ma in quel periodo, due anni fa , Georgia e Russia minacciavano di fare quello che hanno fatto finora. E poi, era ottobre di due anni fa, hanno ucciso la Politkvoskaja. Non sono più partita”

Nel libro lei è molto critica con Putin, che chiama “lo zar”.

“la sua politica non è stata un grande successo in Cecenia. , anche se i ceceni spesso sono passati dalla parte del torto con gli atti terroristici. Ma è anche vero che l’armata russa in Cecenia era formata da giovani allo sbando, colmo di odio per i culi neri , così chiamano i ceceni, e hanno fatto dei veri crimini contro l’umanità”

Nuora di un famoso tycoon, Carlo De Benedetti. Immagino che lui abbia rapporti con la Russia.

“Più che nuora di Carlo sono moglie di Rodolfo , che è presidente di Sorgenia , società che si occupa di energia elettrica . Non fanno affari con la Russia , ma non si sa mai..”

Non ha avuto qualche esitazione a mettersi contro una tale potenza?

“Dalla famiglia non ho avuto pressioni. Ma non so se le prossime che andrò in Russia sarò tranquillissima”

Quando ha deciso di occuparsi della Cecenia?

“Quando ho visto su internet le foto strazianti di una fossa comune. bambini fra i tre anni e gli otto anni , perfettamente vestiti tutti morti. Poi cominci a leggere un libro dopo l’altro e costruisci una storia. Partendo però sempre da fatti veri, il caso della giovane kamikaze è realmente accaduto”

Per la documentazione si è consultata con suo cugino Dominique , diplomatico e ministro degli esteri , prima che premier?

“Ne abbiamo parlato poco. Una sola volta , qui da me. Quando ha saputo che stavo scrivendo un libro sulla Cecenia mi ha detto. – Che cosa! – E mi ha invitata a non  essere troppo giudicante , perché secondo lui è un tale casino”

C’è una frase del libro che mi sono segnato “Siamo tutti colpevoli di omissione di soccorso..”

“Certo! Siamo tutti lì a curare il nostro giardino ignorando quello che capita nella discarica accanto”

Uno dei suoi personaggi dice “Mi piacciono i modi di guardare che lasciano spazio agli altri”

“Perché? Non è forse vero? Basta accendere la televisione , nessuno ascolta l’altro , sembra la fiera della vanità. Nei dibattiti per esempio. Ognuno si interpreta , in realtà è totalmente ermetico al messaggio che manda l’altro”

Non c’è mai spazio per il dubbio

“Esattamente. La gente guarda poco: vede, ma non guarda. E’ l’epoca più narcisista che ci sia mai stata. Egocentrica. Tutta centrata sull’apparire. Anche negli slogan , il mondo attorno a me. Ma come? Tu sei un’infima parte del mondo..”

Sua nipote Marie , figlia di Dominique, ha lasciato gli studi di economia per andare a New York a fare la modella . Anche lei è entrata nel mondo dell’apparire.

“Marie è complessa , era un genio in matematica , e di sicuro non ha preso dal padre … Poi ha mollato tutto e ha fatto la modella , ma solo per guadagnare , perché vuole studiare cinema”

Ma non credo che in famiglia mancassero i soldi per gli studi di recitazione..

“ Non li voleva, aveva un grande bisogno di autonomia. Il padre è stato molto nel mirino dei media, non credo sia facile essere i figli di Dominique. I pettegolezzi si sono anche accaniti su di loro”

Lei ha tre figlie

“E anch’io ne ho una che non vuole continuare gli studi e ha preferito lavorare. E’ Neige, che ha vent’anni. Ama la fotografia , e ora lavora come stagista nell’archivio fotografico di Vogue”

Dove hanno studiato le sue figlie

“Neige allo Zaccaria, le più piccole, Alix e MIta, al Gonzaga”

Scuole private

“Sia Rodolfo che io abbiamo studiato lontano da casa, in collegio di suore e preti. Anche per questo , quando siamo arrivati in Italia non ci sembrava davvero metterle in scuole private , ma ora rimpiango questa scelta”

Come mai?

“Sicuramente il liceo pubblico ha dei vantaggi , è meno ghettizzato e ha professori di qualità. Per fortuna le mie figlie hanno una mentalità aperta , non vivono in un microcosmo, però quando vado alle riunioni di scuola vedo che fra gli insegnanti c’è un pensiero borghese molto convenzionale”

Quindi in questi giorni le sue ragazze non sono con i loro coetanei a manifestare. Se fossero in piazza come reagirebbe?

“Andrei con loro. Non mi piace questa riforma. La morte della cultura e della scuola è un vero colpo alla democrazia”

Suo suocero ha appena pubblicato Mille punture di spilli. Curioso che abbia scelto come editore Mondadori dopo la famosa guerra di Segrate?

“La spiegazione è semplice: Federico Rampini , con cui ha scritto un libro , era un autore Mondadori”

Mi racconti del suo ex Christopher Lambert?

“Tarzan! Eh , sì è stato il mio primo amore. Lui ha due anni più di me, anche se quando lo vedo sui giornali ne ha sempre meno, fra poco sarà più giovane di me . Ma questa è Hollywood”

Dove vi eravate conosciuti?

“A Ginevra, dove Christopher Lambert abitava col padre diplomatico. Io stavo prendendo la maturità. E’ durata circa due anni , e siamo rimasti amici perché il primo amore lascia tenerezza. Quando è venuto a girare Nirvana in Italia era innamorato di Alba Parietti, così mi affidava la bambina che ha avuto da Diane Lane”

E’ stata lei a far conoscere Paola Ferrari a suo cognato Marco

“Già. Le cose fra Christopher e Alba non sono più andate bene, ma con Alba siamo diventate amiche. Una sera è venuta qui a mangiare e ha portato Paola. Combinazione, c’era anche mio cognato”

  Non avete molto in comune

“Lei ha il suo mondo a Roma , amici diversi, interessi diversi. E poi io di calcio non capisco niente. Questo non impedisce comunque di volersi bene”

E’ vero che suo marito ha seguito con il padre Ad Harvard un corso molto particolare , chiamiamolo di successione

“Si chiama family business , e insegna proprio ad affrontare quelle situazioni in cui i padri gestiscono le aziende insieme ai figli. Rodolfo è andato col padre all’università , e tutti e due dormivano nel campus. Seguivano corsi tecnici , ma hanno anche dovuto parlare con lo psicologo”

Il suo prossimo traguardo sono i 50 anni

“Li compirò a febbraio. E penso che le migliori scuole contro il narcisismo sia l’invecchiare. A 20 ani ti senti al centro del mondo , poi il tempo ti porta a rinunciare a tutto ciò che è inutile e a occuparti di cose più serie”

sabato 10 gennaio 2009

INTERVISTA CON DON ANTONIO NOZZA : DIRETTORE DELLA CARITAS



Don Vittorio Nozza , direttore della Caritas Italiana “Mi danno spesso del catto-comunista . Ma per me non c’è destra né sinistra : sono per la centralità della persona”

Monsignore , quanti sono i poveri in Italia?

“Quelli sotto la soglia dei 500 euro al mese , circa sette milioni. Il guaio è che da anni non ci sono segnali di miglioramento”

Cioè?

“Non si riesce a tirarli fuori da quel girone dantesco. Sono diventati un blocco sociale. Radicato”

Quanti ne assistete alla Caritas?

“Circa un milione”

Poi ci sono quelli a rischio povertà?

“Il girone infernale successivo. Sono tre milioni e mezzo circa. Ma la tipologia è completamente diversa.

In che senso?

“Il primo girone è formato da persone che si sono praticamente rassegnate alla vita di strada. Il secondo è fatto di famiglie che non arrivano alla fine del mese”

Sono quelli che hanno imbarazzo a farsi vedere nelle file delle vostre mense?

“Esatto. Con questi prendiamo appuntamenti privati. Farli avvicinare non sempre è facile”

Che cosa chiedono?

“Aiuto per pagare le bollette , vestiti”

Siete un bancomat per impoveriti?

“No, cerchiamo di indirizzare le famiglie verso una via meno disinvolta ai consumi”

Ma come!Il premier ha detto che bisogna consumare.

“Probabilmente si rivolgeva a chi ha il portafogli ancora gonfio. O a chi non ha ancora realizzato 

che un certo stile di vita andrà ripensato”

C’è chi dice che questo parlar di crisi deprime . Che bisogna essere ottimisti

“Ottimisti sì, ma anche consapevoli. La crisi c’è , anche se non colpisce tutti , ovviamente”

E’ vero che da voi , alla Caritas, ora vengono anche persone che prima non immaginavate neppure?

“Sì. E sono quelli che facciano di più. Anche perché ormai hanno abitudini consolidate: è difficile dire al proprio figlio che da un momento all’altro si dovrà mettere pantaloni scadenti e smetterla di pavoneggiarsi”

E’ vero anche cha da un po’ ci sono molti divorziati in fila ai vostri Centri di ascolto?

“E’ un fenomeno che cresce. Col divorzio , spesso si raddoppiano le spese, e quindi..”

Questa risposta sembra uno spot della Cei per la difesa della famiglia

“Doppio affitto , doppie bollette..”

Lei ha detto – Basta con i trasferimenti monetari , bisogna puntare sui servizi . E’ una critica alla social card di Tremonti?

“La social card è qualcosa. Ma, lasciata così, è un fiore destinato a morire in un giardino di sterpaglie”

Fuor di metafora?

“Servono più servizi. E poi, a proposito degli imbarazzi..Davvero non c’era una formula più anonima per distribuire quei quattro soldi?”

Voi siete più discreti?

“E che lo dico a fare? Eeeeh ..Non siamo noi a governare”

C’è chi sostiene di sì. Ha visto la retromarcia del governo sui tagli alle scuole paritarie? Una dimostrazione di forza della Chiesa.

“…”

Perché ride?

“Mica scriverò che dico?”

Certo.

“Era solo un sorriso”

Ora è pure arrossito. Il suo suggerimento , immediato, al governo?

“Attualmente la spesa per l’assistenza sociale è gestita al 90% a livello centrale e per il 10% a livello locale . Invertire le percentuali già sarebbe una piccola rivoluzione”

Sarebbe una posizione Caritas Leghista

“Leghista assolutamente no. Il nostro è un federalismo solidale”

E’ molto radicato su territorio.

“Effettivamente arriviamo in ogni rigagnolo del paese. Abbiamo 16 delegazioni regionali , 220 Caritas diocesane e c’è una Caritas in più della metà delle 25000 parrocchie”

Siete uno Stato parallelo.

“Macché. Siamo un motore che produce progetti per il popolo. Non ha idea di quanta fantasia ci sia nella carità”

La fantasia della carità

“Non è un immagine mia . E’ di Giovanni Paolo II”

Su questi temi Papa Wojtyla era più sensibile di Benedetto XVI?


“Diventare Papa a 58 anni , come è stato per Wojtyla , è diverso che essere eletto a 78 anni . Ma guardi che Benedetto XVI nel suo discorso per l’Immacolata ha parlato proprio delle famiglie in difficoltà per colpa della crisi”

Giuseppe De Rita ha scritto che questa crisi potrebbe portare un nuovo sistema di valori. E anche a un rapporto più sano con gli immigrati in Italia.

“Di sicuro, una crisi che ci schiaccia la faccia contro lo specchio che riflette il nostro benessere potrebbe farci recuperare un rapporto con gli altri”

Chi sarebbero gli altri?

“Quelli di cui oggi abbiamo paura , perché non li conosciamo. Ci chiudiamo nel nostro piccolo bunker fatto di beni materiali. Pensi alla vicenda dei lavavetri o alla retorica del decoro urbano”

E’ contrario al decoro urbano?

“No. Ma un barbone con un piattino in mano mi pare meno indecoroso di un Suv parcheggiato di traverso su un marciapiede . E poi sul barbone..”

Dica.

“Non va allontanato il povero , ma la povertà. Non si può continuare a emarginare chi non partecipa allo sviluppo economico. E non si può considerare lo sviluppo economico come una soluzione per la povertà. Serve uno sviluppo..solidale”

I rom..

“Ecco, appunto . Bisogna dargli documenti e scolarizzazione , altro che impronte digitali. E poi vanno sfatate le leggende metropolitane”

Quali leggende?

“Quella per esempio che i rom rapiscono i bambini. E’ una balla colossale . Su 47 casi di rapimento, negli ultimi anni, in nemmeno un caso sono state accertate responsabilità dei rom. Anche sulla sicurezza bisogna stare attenti”

Immagino non appezzi la cosiddetta tolleranza zero.

“Chi delinque va punito , ovvio. Ma nell’aprile scorso, mentre la percezione di insicurezza dei cittadini toccava picchi mostruosi , i reati diminuivano”

Lo Stato si deve occupare anche delle paure percepite dai cittadini.

“Lo Stato deve anche educare i cittadini ad avere le giuste percezioni. La sicurezza è data da un territorio con molte strutture di accoglienza e servizi sociali. La polizia non può essere lasciata da sola a gestire il territorio. E poi lo sa che tra gli immigrati regolari si delinque meno che tra i cittadini italiani, in percentuale? Per non parlare dei soldi”

Quali soldi?

“Gli immigrati regolari contribuiscono a creare il 9% del Pil. E ricevono in cambio solo il 2,4% della spesa italiana per l’assistenza sociale”

Il responsabile Caritas per l’immigrazione disse che tra la Bossi-Fini e il progetto unionista dell’ex ministro Ferrero c’era un abisso di civiltà.

“E’ l’approccio a essere diverso. La Bossi-Fini gioca sull’indesiderabilità dello straniero. Ma è da venti anni che i governi, di destra e di sinistra , non sanno dove mettere le mani. Prima almeno un po’ ci ascoltavano”

E ora?

“I tavoli di confronto sono stati bloccati”

Se potesse , che cosa direbbe al ministro Maroni?

“Che si chiede legalità, integrazione e rispetto delle regole agli immigrati , poi bisogna saper mettere sul tavolo qualcosa”

Che cosa?

“Provvedimenti che creino radicamento in Italia”

Me ne dica due

“Un bambino che nasce in Italia deve avere subito la cittadinanza italiana”

E poi?

“Il voto . Non puoi non far votare agli immigrati alle amministrative”

La Lega propone classi separate per stranieri . Chiede di diminuire la costruzione di moschee

“I bambini imparano dagli altri bambini. Se ci sono difficoltà linguistiche al massimo saranno utili corsi aggiuntivi , ma non classi separate. E da tempo sosteniamo che se c’è libertà di culto , allora ci deve essere anche libertà di creare luoghi di culto”

Ma i suoi parrocchiani sono sempre d’accordo con lei?

“No.Spesso mi tocca metterli di fronte alle loro ipocrisie. Si dichiarano cristiani, ma poi non si comportano di conseguenza: protestano per una comunità di recupero sotto casa , non vogliono malati di Aids nel circondario: Contro certi pregiudizi combatto da quando sono prete”

Da quando è prete?

“Sono stato ordinato sacerdote nel 1973”

Quando ha scoperto la vocazione?

“A diciasettenne circa. Quando mi affidarono l’organizzazione extra scolastica di alcune classi delle medie”

La sua famiglia.

“So ultimo di sette figli. Mio padre, muratore , morì che avevo due anni e mezzo. Mia madre non lavorava. Il mio fratello più grande dovette interrompere gli studi per andare in cantiere e mia sorella di 11 venne assunta in un industria che fabbricava calze”

Gli studi?

“Finite le elementari sarei dovuto andare  a lavorare pure io. Ma fortunatamente finii in istituto religioso . E così..”

Ha mai pensato di fare altro?

“Dopo la maturità mi buttai sulla teologia . Ma forse avrei potuto intraprendere un percorso per servire l’amministrazione della cosa pubblica”

Alla Caritas quando ci arriva?

“Dopo anni di lavoro sul territorio , nel 1986 vengo fatto direttore della Caritas diocesana di Bergamo. Ci sono restato fino al 1998 . Nel frattempo mi occupavo di carceri , come cappellano”

Dirige la Caritas Italiana dal 2001. La Padania qualche tempo fa vi ha attaccato perché dice che siete una società per azioni. Titolo Carita-spa.

“quello che facciamo è sotto gli occhi di tutti”

Chi vi finanzia?
”Per l’855 minuscole donazioni. Il 7,5% viene dall’8 per mille, e il restante 7,5% sono finanziamenti a progetto in cooperazione”

Soldi dello Stato?

“Niente”

Che cosa fa un prete come lei quando non è sul campo?

“leggo testi di esegesi biblica e di teologia”

Letture un po’ più comuni?

“Ho appena finito Gomorra. Tra l’altro a Scampia , uno dei luoghi del romanzo/inchiesta, noi ci abbiamo lavorato parecchio”

Va la cinema?

“No. Non ho tempo”

Il film della vita?

“L’albero degli zoccoli. Che non sono mai riuscito a vedere intero. Lo proiettiamo per un mese nella seconda parrocchia a cui ero stato assegnato da giovane. Ne ho visto solo qualche spezzone”

La canzone?

“Celentano. Ricordi giovanili”

Guarda un po’ di tv?

“Dieci minuti di Tg3 quando rientro a casa. Ne vedo talmente tante e di talmente tanti colori durante il giorno..”

Dieci minuti di Tg3 e basta?

“Sì. Poi ceno con i miei confratelli e alle 21 sono in stanza. Lì prego . E così mi ricreo. Senza Tv”

Allora immagino che non abbia una posizione della vicenda dell’aumento dell’Iva di Sky

“Mi è parso un classico esempio di dibattito schizofrenico all’italiana : si protesta perché la social card dà solo 40 euro ai bisognosi. E poi ci si mobilita per l’aumento di 4 euro per un bene secondario”

Lei ha un clan di amici?

“Non a Roma”

Chi sono?

“Due su tutti : Antonio , che fa il barista a Villongo, Giusi , che è dottoressa a Brescia”

Obama..

“Mi piace sentirlo parlare. Quando affronta temi che ci sono vicini . Ma poi andrà valutato all’atto pratico”

Le domande finali. Quanto costa un litro di benzina?

“Un euro e dieci”

Quanti anni ha la Dichiarazione universale dei diritti?

“Sessanta”

Che cos’è Facebook?

“Boh.Sono stato su internet tre volte in vita mia, per dare l’imprimatur al sito della Caritas.”

I confini di Israele

“Che domanda è? Il Libano..l’Iran”

No, l’Iran No.

“ Mi trova spiazzato”

giovedì 8 gennaio 2009

INTERVISTA A GWYNETH PALTROW: NON VOLEVO PERDERMI OGNI ATTIMO DEI MIEI FIGLI


Un’americana a Londra , come Madonna. Meglio l’Europa o New York?


“Sono molto fortunata. Vivere tra Londra e New York è la combinazione perfetta. New York è un po’ faticosa per chi ha bambini piccoli. E’ difficile gestire taxi, tutine da neve e paparazzi. Londra è più adatta. Posso infilare il passeggino di Moses nei cab ( i taxi londinesi) senza doverlo chiudere. Londra è meno frenetica , e molto più bella e colta di Los Angeles”


Anche lei ha sposato un artista inglese. Ci racconti che tipo è Chris Martin?


“Le dico solo questo: il nome di Apple , nostra figlia, l’ha scelto lui. Ha dichiarato : se una femmina la chiameremo Apple. I nomi insoliti piacciono anche a me , e questo è adattissimo anche a lei. Moses poi è un gran nome. Scelto perché mio padre era ebreo e si chiamava così. E’ un nome che si può pronunciare in qualsiasi lingua”


Apple e Moses cercano già i riflettori?


“Mio figlio, due anni , fa a pezzi con una spada tutto quello che vede e corre di qua e di là come un pazzo. Finirà per lavorare nel mondo dei fumetti. Mia figlia ha quattro anni e tanta fantasia , le piace stare seduta per ore a inventare mondi tutti suoi. Adora le favole . Ha un vocabolario spettacolare , credo che finirà per scrivere romanzi. Ama molto la musica di suo padre. E le piace anche Madonna: balla le su ultima hit. Tengo i miei vestiti da red carpet da parte per Apple : se poi cresce e le piacciono i vestiti”


Tra bambini , marito e lavoro , come organizza il suo tempo?


“I giorni difficili li ho superati. Adesso ho raggiunto l’equilibrio : quando torno a casa , porto con me esperienze nuove, lavorando mi arricchisco spiritualmente. Non è facile per nessuna : molte donne lavorano perché la famiglia ha bisogno dei soldi , ma resterebbero volentieri a casa . Però anche non avere un lavoro è dura”


Insomma, basta pappe e pannolini , la Paltrow torna sul set?


“Ero innamoratissima dei miei figli e volevo stare a casa con loro . Non volevo perdermi neanche un attimo. Per tre anni è stato così. Mi ha stupita scoprire che si può amare tanto qualcuno. Tutte le donne sanno per istinto come curare i propri figli , come crescerli, e non sapevo se la passione per il mio lavoro sarebbe tornata. Poi quando Moses ha compiuto 6 mesi ho cominciato ad uscire dal letargo , con mia figlia avevo passato molto tempo a casa”


Forse troppo..Lei ha fatto outing sulla sua depressione postparto . Come l’ha superata?


“Dopo la nascita di Moses sono caduta in depressione , è stato molto difficile. Non mi sentivo più Gwyneth. Chi l’ha provato sa com’è. Sono riuscita a superarla affrontando il problema. C’è voluto un po’. Sono tornata a stare bene grazie alle terapie alternative. Ne sono uscita. Per fortuna..Ci passano tante donne . Per questo ne ho parlato apertamente: è importante sapere di non essere l’unica a sentirsi così”


Altro problema per le neomamme : lo specchio . Difficile tornare in forma?


“Sì , ci sono così tante attrici più giovani e più carine in giro. A Hollywood volevano che avessi un bell’aspetto. Pesavo sette chili di troppo, quindi mi sono accanita sul tapis roulant. Essere bella è un lavoro a tempo pieno. E’ impossibile farlo se devi portare al parco i bambini , o andate al supermercato”


La dieta macrobiotica aiuta?


“Superata. Adesso cerco di mangiare prodotti locali e di stagione. Per essere davvero macrobiotico devi avere un cuoco , è difficilissimo. Passi tutto il giorno a cucinare . Però ho sempre fiducia nel cibo organico e integrale, nella medicina olistica , nello yoga,nel Pilates, e nell’esercizio fisico. Verdure e cibo fresco fanno bene”


Ai bambini ha mai dato le scatolette?E’ vero che la prima parola di Apple è stata hummus?


“Non la prima , ma una delle prime. Così passo il tempo a ripulire i miei vestiti dalle macchie di hummus di ceci. Cerco di non usare cibo in scatola , ma credo che un frullato alla banana split ogni tanto , anche se confezionata , non faccia male”


L’ha resa più sicura vincere l’Oscar o diventare madre?


“La famiglia , senza dubbio. Mettiamola così: a vent’anni non capivo che potevo dire del “no”. Era come se dire qualcuno avesse sparato il colpo di pistola di inizio corsa e io correvo, correvo, fino a che ho completamente perso la voglia di lavorare. Mi sembrava di non avere niente da dire. Poi ho incontrato mio marito , ho avuto un bambino e ho pensato – Mio Dio, allora esiste una vita vera che non ha niente a vedere con Hollywood e tutta questa negatività che mi circonda. E allora ho infilato la tuta da ginnastica e sono stata ben contenta di fare la mamma per tre anni”


Perché i media puntano sulle mamme famose?


“Non so, non leggo le riviste scandalistiche. Qualcuno dava per certo che io porto sempre in borsetta un marchingegno che mi permette di sapere in ogni momento dove si trova Apple . E’ assurdo”


Come se la cavano i suoi figli con i paparazzi?


“Quando eravamo a Los Angeles perché giravo Iron Man , i fotografi aspettavano fuori dalla scuola di mia figlia ogni giorno, era terribile. Una volta le ho detto – C’è qualcuno che vuole fotografarti , ma non l’ha chiesto per favore , quindi non glielo lasceremo fare – : Adesso quando Apple vede un fotografo dice – C’è un uomo maleducato”


Ha un esercito di super nanny?


“Solo una bambinaia a cui vogliamo tutti molto bene. E’ lei a perdere in mano l’organizzazione della casa quando io e mio marito siamo fuori per lavoro”


Vuole altri bambini?


“Per favore , no!Magari più avanti , è dura essere madre. Non dormi , le esigenze dei figli vengono sempre prima delle tue. Ci sono giorni in cui ti senti esausta. Anche la gravidanza è difficile. Ci sono donne che l’adorano , io sto malissimo dall’inizio alla fine. Nausea e pessimo umore .Se i bambini apparissero come per incanto , forse prenderei in considerazione l’idea di farne un altro più presto?


Può sempre adottarne uno, come ha fatto Madonna?


“Perché no? Ma per ora io e Chris non siamo in lista d’attesa”

martedì 6 gennaio 2009

INTERVISTA A RICHARD GERE


La sua carriera inizia come musicista al liceo . Le è rimasto qualcosa della sua passione iniziale?

“Certamente .Penso che recitare sia qualcosa di musicale . Tra suonare e fare l’attore ci sono molte cose in comune e quando ne ho avuto l’occasione ho portato queste mie capacità nei miei film. Per esempio , in Cotton Club di Francis Ford Coppola suonavo il piano , la chitarra e la batteria. Ma mi piace anche cantare. Quando ho fatto Chicago mi sono divertito moltissimo”

Lei ha interpretato spesso personaggi molto romantici . E’ un uomo romantico?

“Oddio il mio cuore non sanguina così facilmente. Non sono uno di quegli uomini che portano fiori. E di solito dico quelle cose romantiche solo se ho bevuto un goccio di troppo”

Non c’è da invidiare sua moglie?

“Io e Carey siamo sempre occupati, abbiamo una vita 

molto piena. Quindi di solito non le spedisco lettere ma ci scriviamo post-it che attacchiamo sul frigo…Adesso che ci penso , una volta una lettera d’amore l’ho scritta. Sì, l’ho scritta!”

Però sul set, da Ufficiale e gentiluomo in poi , cuore e passione non le sono mancati?

“In realtà mi piace cambiare , non mi attacco a un cliché. Così anche a tavola : mi piace il cibo italiano , quello giapponese , quello turco"..”

Perché ha scelto di girare Come un uragano, un’altra storia d’amore ? Che cosa l’ha convinta?

“In realtà, all’inizio il copione non mi aveva catturato per niente. Dopo 

qualche anno il produttore me lo ha riproposto ed è venuto a trovarmi con il regista, George Wolfe. Abbiamo chiacchierato per due o tre ore e alla fine mi sono reso conto che mi interessava perché era una storia d’amore per adulti. C’era una semplicità lineare nel racconto che non doveva essere per forza drammatico . Il film ci fa capire che nessuno di noi ha una vita eccezionale perché è la nostra vita. E su questo ci siamo trovati d’accordo”

La protagonista femminile è Diane Lane . Con lei ha già girato Cotton Club e l’amore infedele. Una coppia affiatata?

“Io e Diane siamo amici da molti anni, lavoriamo bene insieme , ci piacciono le storie normali. Siamo entrambi affascinati da quello che sono le persone”

Cerca di sedurre le donne sul set?

“No. Mia moglie mi prende in giro perché dice che non la bacio come faccio nei film”

E i film le piacciono? Quali registi preferirebbe?

“Quanto a gusti, sono rimasto all’antica . Amo Bertolucci, Fellini, Antonioni. Certo lo so che sono i giganti , ma non conosco abbastanza bene i nuovi talenti . Apprezzo Tornatore e..sì , ho visto La ricerca della felicità con Will Smith e l’ho trovato bello. Come si chiama il regista ? Ah , sì , Muccino”

La sua pubblicità per un’auto , che nello spot arriva in Tibet , ha avuto un grande successo. Non è in contraddizione con le sue idee?

“Assolutamente no.. Anzi, è stata una grande opportunità. All’inizio non ci volevo credere : mi pagavano per promuovere una causa che mi sta veramente a cuore. Sono venuti da me e mi hanno chiesto se volevo fare uno spot che promovesse la causa tibetana, e per di più durante le Olimpiadi. Mi è sembrata una grande occasione . Non ho tenuto un soldo di quello che ho incassato per la pubblicità. Va tutto alla Gere Foundation. Non ci trovo nessuna contraddizione perché io sono pulito : non intasco soldi e promuovo qualcosa a cui tengo davvero molto”

Ha avuto tanto dalla vita. Ha qualche rimpianto?

“Certo che no..Ma non vi dirò quali.”

E’ vero che gli attori mentono?

“Sì , è vero. Ma devono essere bravi a mentire per essere creduti”

lunedì 5 gennaio 2009

INTERVISTA A ZUBIN MEHTA : GRANDE DIRETTORE D'ORCHESTRA


Zubin Mehta ha 72 anni , ed è un famosissimo direttore d’orchestra. E’ nato a Mumbai, nota recentemente per gli attentati.

“Quando vado a Mumbai con l’orchestra organizzavamo il buffet al Taj Mahal”

Di recente ha diretto, gratuitamente , un  concerto  ad un palasport ,dove la metà erano ragazzi. Un concerto contro la riduzione dei finanziamenti alla cultura decisi dal governo Berlusconi.

Un concerto al posto di uno sciopero?

“E’ stato uno sciopero suonato”

Cioè?

“Lo sciopero tradizionale è una forma di lotta che non funziona più”

Perché?

Non si ottengono risultati e  scontenta tutti. Noi offriamo il concerto e diamo voce ai lavoratori. Così gli spettatori solidarizzano e capiscono che cosa si perde se si va avanti coi tagli al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo”

In Italia ci sono 14 enti Enti Lirici : piccoli pozzi senza fondo per le Casse dello Stato?

“I soldi investiti per i teatri lirici sono pochi. Altroché . I tagli previsti sarebbero un disastro. e non c’è una ragione valida”

La ragione è il taglio della spesa pubblica?

“Senta, io non conosco il ministro dell’Economia”

…Giulio Tremonti?

“..lui. Mi dicono pure che sia popolare. Ma l’Italia non è un paese povero. E non può tagliare i fondi alla cultura . La cultura nasce qui , e voi tagliate? E’ da pazzi!”

Lo dice perché con i tagli è a rischio la sopravvivenza del “Maggio Fiorentino”?

“No. Parlo anche dei tagli alla scuola. Senza educazione e senza cultura , le prossime generazioni non hanno futuro”

Lei è un direttore d’orchestra politico?

“Che cosa vuol dire?”

Che è spesso impegnato in iniziative politiche . ha diretto un concerto nella biblioteca distrutta di Sarajevo, durante la guerra nel 1994..

“Quindi, sono un direttore per la pace. Sembrerà retorica , ma la musica unisce. Nessuno pretende di portare la pace in punta di bacchetta , ma si possono dare segnali”

Per esempio..

“Nel 1991, mentre volavano gli Scud iracheni , ero a Tel Aviv e in platea c’erano arabi e israeliani. Non dico che alla fine si siano abbracciati , ma almeno sono stati insieme per qualche ora. Se si moltiplicano le iniziative..”

Lei ,di suo, le ha moltiplicate : nel 1956 ha suonato per i profughi ungheresi , negli anni Settanta contro la guerra in Vietnam a Los Angeles . Poi a Oslo , nel 1993, durante i trattati di pace tra Arafat e Peres..Il concerto della pace che deve ancora organizzare?

“Nel Kashmir.Al confine tra Pakistan e India.  Nelle ultime settimane la situazione è troppo peggiorata. Ma non si sa mai. Si può immaginare un mondo senza musica?”

Il maestro Mehta quando ha scoperto la musica?

“Mio padre ha fondato la prima orchestra di Mumbai. La musica , in casa, c’era sempre. Da bambino ascoltavo i dischi gracchianti per ore e ore”

Studi?

“Dai gesuiti”

E’ cattolico?

“No. La mia famiglia parsi. In classe c’erano ragazzi di sette religioni diverse. Ho sempre vissuto la mia città come un luogo in cui le culture si incontrano”

Il suo primo strumento?

“Ero troppo pigro per applicarmi a uno strumento. Volevo dirigere, da subito”

I suoi maestri?

“A parte mio padre , il primo fu un italiano , Oddone Savini. Viveva a Poona. Per raggiungerlo dovevo farmi tre ore di treno e qualche chilometro in bici. Poi mi sono trasferito a Vienna”

Da solo?

“S'ì. A Mumbai avevo cominciato a studiare medicina . Ma presto ho capito che non faceva per me. E così sono partito. Prima tappa a Napoli , dove io e altri adolescenti indiani abbiamo avuto la nostra iniziazione sentimentale”

Ehm..

“Ci siamo capiti. L’impatto con Vienna , poi, fu straordinario . Credevo di conoscere concerti e sinfonie perché li avevo ascoltati nei dischi di mio padre. Ma dal vivo , in quelle sale maestose, erano un’altra cosa : magia”

A Vienna fece studi rigorosi?

“Il maestro era Hans Swarowsky. Rigidissimo. Lì conobbi Claudio Abbado . Siamo amici da allora. Insieme eravamo entrati in un coro , ma solo per assistere alle prove d’orchestra dei grandi maestri. Eravamo indisciplinati. Quando il direttore del coro se ne accorse , ci cacciò. E per umiliarci lo fece di fronte a Herbert von Karajan”

Il suo primo concerto da direttore?

“A Mumbai avevo avuto un paio di esperienze con mio padre. Poi qualche cosa tra studenti con cui ottenni il primo compenso della mia vita”

Soldi?

“No. La copia originale della partitura dei Kindertotenlieder di Mahler. Il primo vero concerto, però, fu quello alla fine del corso con Swarowsky. Io e Abbado venimmo stroncati da un piano-man di un bar che era venuto a vederci e faceva recensioni per un giornale. D’estate con Claudio , andavamo alla Chigiana , a Siena, ai corsi di Carlo Zecchi. Lì incontrai pure Daniel Barenboim.

Il maestro scaligero?

“La prima volta che lo vidi, pensai che fosse un nano. Stava sul palco e dirigeva . In realtà era semplicemente giovanissimo , un bambino”

Lei che rapporti ha con la Scala?

“Ho diretto spesso lì. Nel 1962 il sovrintendente Antonio Ghiringhelli , dato che ero indiano, temeva che volessi salire sul podio col turbante in testa”

Parliamo di 46 anni fa?

“In quel periodo comincia anche il mio sodalizio con Israele”

Un’amicizia ancora strettissima?

“Già .Credo che sia saldata nel 1967”

Come?

“Era in  corso la Guerra dei sei giorni e gli artisti , tutti, avevano cancellato le date israeliane , lasciando la Filarmonica da sola. Diedi la mia disponibilità a dirigerla e così vennero a prendermi con un aereo militare. Ora sono direttore a vita di quell’orchestra”

Lei è stato direttore musicale anche a New York e a Los Angeles?

“Sì. Tra l’altro Los Angeles è la mia patria fiscale”

Dove si sente a casa?

“A Firenze, a Tel Aviv, a Los Angeles e a Mumbai”

In che lingua pensa e in che lingua sogna?

“Mi capita di farlo anche in tedesco. Ma quando sogno i miei genitori lo faccio in gujarati che è la lingua dei parsi”

Chi sono i solisti migliori che ha diretto?

“Ho la fortuna di fare il mestiere più bello del mondo da cinquant'anni. Quindi ho diretto sia un Arthur Rubinstein ottantenne sia Pinchas Zukerman. Lui, ormai, è come un fratello”

Quale è la sala acusticamente migliore per dirigere?

“Musikverein di Vienna. Detta la “scatola da scarpe”. Dopodiché ci sono alcuni teatri moderni ottimi in Spagna e in Giappone. Lì , a volte copiano le sale più antiche occidentali in ogni particolare. E fanno bene . In Europa , invece, gli architetti sono troppo orgogliosi”

Copiare è bello?

“Ma in alcuni casi non è possibile.Nessuno ha mai riprodotto violini come li facevano a Cremona tra il XVII e XVIII secolo”

A Firenze c’è un nuovo teatro in costruzione?

“ Poseremo la prima pietra tra qualche giorno con il ministro Bondi. Un nuovo teatro attrae spettatori ed è un affare che conviene a tutti , pure ai parrucchieri della città”

Lei ha 72 anni , e dirige per 5 ore di fila?

“Certo. E non ci sono segreti”

Medita e fa yoga?

“Anche. Ma soprattutto , mentre dirigo, non mi agito”

E’ poco scenografico?

“Da ragazzo debordavo. Poi Swarowsky mi ha insegnato a guidare l’orchestra col polso. Uso molto gli occhi”

Gli occhi?

“Ci sono colleghi che tengono lo sguardo fisso sullo spartito. Bravissimi , eh , ma io non potrei. Conosco gli occhi di tutti i miei musicisti , serve anche per governare gli imprevisti”

Lei ha detto “Il mio strumento è l’orchestra”?

“Mi illudo che sia così. Comunico con i musicisti col corpo durante tutte le rappresentazioni”

Sa a memoria tutte le sinfonie o le opere che dirige?

“La musica, sì. E nelle ore che precedono il concerto la rivivo , in testa. Anzi , è l’inconscio che la rivive perché nel frattempo io magari faccio altro. Mi capita anche mentre gioco a backgammon con mia moglie Nancy”

Nancy Novack , attrice. E’ la sua seconda moglie . La prima è stata Carmen Lasky , da cui ha avuto due figli : Zarina e Mervon.

“Ma in tutto di figli ne ho quattro . La terza , nata tra un matrimonio e l’altro si chiama Alexandra. E l’ultimo è frutto di una relazione in Israele. Si chiama Ori. Ancora ringrazio mia moglie Nancy , che è rimasta con me , sebbene offesa e ferita”

Lei ha un gruppo di amici fraterni?

“A parte quelli della musica, Barenboim, Abbado e altri , ne ho sparsi in tutto il mondo. Il più antico lo conosco da quando avevo tre anni . Era mio vicino di casa a Mumbai”

Vi vedete ancora?

“Certo. Si chiama Hamied Yussuf ed è musulmano , ha un’industria farmaceutica”

Lei era molto amico di Pavarotti?

“E di Carreras e Domingo. Abbiamo fatto insieme il primo concerto dei Tre tenori , nel 1990 a Caracalla”

L’errore più grande che ha fatto?

“Quando ero un giovane direttore , ho un po’ maltrattato alcuni strumentisti”

Era arrogante?

“No. Molto esigente. Non erano grandi musicisti , ma gli ho rovinato un periodo della vita e mi dispiace”

Il film?

“vado molto al cinema. Recentemente , ho visto Acqua di Deepa Mehta”

E’ una sua parente?

“No. Il suo film mi ha spaccato il cuore. Racconta di vedove indiane abbandonate. La regista lo ha dovuto girare nello Sri Lanka perché il governo non voleva vedere l’India dipinta sotto questa luce”

La canzone?

“Che cosa intende dire?”

Ha un brano di musica pop preferito?

“No. Non ho mai messo un disco pop o rock nel mio lettore cd. Apprezzo il jazz perché i musicisti sono bravi e improvvisano , ma il rock..”

Che cosa ha che non va?

“Fanno lo stesso ritmo per 5 minuti. Allora preferisco il rap , che alle origini aveva un ruolo sociale notevole. Nei testi c’era tutta la sofferenza dei ghetti neri”

Il libro?

“Di solito leggo soprattutto biografie e libri di storia. ma recentemente mi è piaciuto The Audacity of bope”

Il best seller di Barack Obama , il presidente eletto degli Stati Uniti?

“S'ì. Obama ha un macigno sulle spalle. E a parte la crisi economica dovrà concentrarsi anche sull’Afghanistan . Forse non è chiaro a tutti..”

Che cosa?

“Che l’Afghanistan non lo ha mai conquistato nessuno . Da lì , nei secoli, sono stati cacciati sia gli inglesi , sia i sovietici”

Lo ha mai conosciuto , Obama?

“No. Sono stato cinque anni di fila a Chicago con l’Anello del Nibelungo di Wagner e con Le nozze di Figaro , ma in teatro lui non si è mai visto”

Sa di qualche presidente degli Usa Melomane ?

“Jimmy Carter frequentava l’opera. Per il resto..”

Clinton?

“Scherza? Quelli del sud , dell’Arkansas, che cosa vuole che ne sappiamo di musica . Niente : Reagan, poi..”

Lo conosce?

“Sì. Senso della cultura : nullo. Eravamo vicini di casa a Los Angeles prima che venisse eletto presidente. Sua moglie Nancy e mia moglie Nancy sono amiche , andavano insieme al supermercato”

Lei fa la spesa?

“Sì. Mi piace”

Quanto costa un litro di latte?

“E che ne so? Io arrivo alla cassa e pago con la carta. In compenso so quanto costa la benzina a Los Angeles , a Firenze e a Mumbai”

Quanto?

“troppo”

sabato 3 gennaio 2009

INTERVISTA A CATERINA MURINO


Signora Caterina Murino ma lei quanti film ha fatto?

“Otto. Otto in due anni. A febbraio uscirà in Italia Il grande alibi.E’ un giallo di Agatha Christie”

Me lo racconti?

“Casa chiusa. Invito a cena. Uno degli ospiti morirà. Il protagonista ha invitato sua moglie , la sua amante in carica e la sua amante di dieci anni fa 8 che sono io)”

Lei è appassionata di gialli?

“I primi libri non legati alla scuola che ho letto erano proprio della Christie. La prima cosa che ho fatto in teatro era Dieci piccoli indiani”

Vista nei suoi film , lei buca lo schermo.

“Se ha seguito me, andava bene”

Il film di Corsicato, Il seme della discordia , dove lei ha recitato , è una soap opera sotto acido : Sono parole sue?

“Sì, confermo”

Si rende conto che in quel film ha distrutto la sua collega Martina Stella?

“Questa è nuova. Spezziamo una lancia a favore di Martina. Non poteva, poverina, nemmeno entrare in competizione. Non sto dicendo con me come attrice ma a livello di ruolo. Ma chi dice queste cose?”

La gente mormora?

“L’unica cosa che posso dire è che ero un pò seccata perché hanno fatto un enorme battage pubblicitario su Martina Stella e niente sulla protagonista del film ( io)”

Cosa che succedono in Italia?

“In Francia no, la protagonista di un film è la protagonista”

Ed è per cose del genere che è andata a vivere a Parigi?

“No, perché mi piacciono gli Champs-Elysees a Natale. Le luci sono bellissime”

Negli articoli che parlano di lei , si scrive spesso del bacio con mena Survari nel Giardino dell’Eden . Marlene Dietrich diceva “Da quando avevo 17 anni sono andato a letto indifferentemente con gli uomini e con le donne, mai avuto problemi. Con le donne è più bello ma con gli uomini si vive meglio”

“Fantastica, fantastica. Sì, con le donne viverci deve essere dura , durissima. Sono d’accordo con Marlene Dietrich . Anche se io non ho fatto , a proposito di uomini e donne , quello che ha fatto Marlene Dietrich”

L’attrice Melanie Thierry ha detto una frase che resterà. Ha detto che lei , Caterina, ha una faccia maschile su un corpo femminile. Ora , non direi proprio maschile, ma la sua faccia è strana.

“E’ strana, è strana. Ho un profilo completamente diverso dall’altro “

C’è anche qualcosa di mediorientale nel suo volto?

“Anche , anche. Arabo, greco. Ma sono cento per cento sarda”

Quale profilo usa di più per lavorare?

“Il sinistro”

Ma mi dica perché lei studia gemmologia?

“Perché adoro i gioielli e voglio capire perché alle donne piacciono le pietre”

Stella Adler , la più grande maestra di recitazione al mondo, disse “ Non so che cosa hanno le giovani attrici di oggi , pensano solo a Cechov , ai miei tempi pensavamo solo ai diamanti”. La adotta come frase?

“E’ la mi frase. Mi piace anche Cechov , meglio chiarirlo, però c’è un mondo straordinario nelle gemme. Se lei guarda uno zaffiro con la lente vede che dentro c’è un’ala di farfalla. Affascinante”

Lei è stata scoperta da Dino Risi. Come andò?

“Arrivo quinta a Miss Italia nel 1997. Torno a Milano e arrivo duecentosettesima ( ne entravano duecento) al test di ammissione di medicina. (E’ il mio numero , il 7 nata nel 1977 , c’è poi il film 007). Faccio la modella , divento letterina , che mi faceva letteralmente schifo. Mi innamoro del teatro e comincio a studiare da Francesca De Sapio a Roma. Faccio una marea di provini. Così, senza curriculum, mi sono presentata a tutti i registi italiani – Buongiorno vorrei fare l’attrice- . Il solo che mi fece un vero provino fu Risi . L’unica persona che mi ha dato fiducia”

Una volta è successo un casino perché lei ha detto che i francesi sono più galanti degli italiani .

“Mi hanno massacrata per questo. Gli uomini francesi non hanno l’ossessione di essere machi, hanno un altro modo di vedere le donne , vogliono conoscere le donne nel loro intelletto”

Bello sembra un verso stilnovista. Con che logica sceglie i ruoli da interpretare?

“D’istinto . Leggo i copioni e ultimamente guardo chi ci lavora dentro”

Stai attenta ai partner

“Molto attenta, magari il copione mi piace però nel cast ci sono certe persone scelte per raggiungere un certo target che a me non va , e allora..”

Qual è il suo target?

“E che ne so. Faccio cose talmente diverse”

In un’intervista lei si considera “reclusa in uno zitellaggio profondo”?

“Non racconto i cavoli miei , ma detta così sembra un po’ esagerato”

Una volta ha affermato che “la seduttività è semplicemente una questione di culo”. Nel senso che a lei non ha dovuto frequentare una scuola per imparare ad essere seducente?

“No e neanche mia madre me l’ha insegnata. Ah, Ah , Ah”

Quando si è accorta di essere seducente?

“Ma guardi che ero abbastanza brutta da piccola, tendente obeso. Ho sclerato tanto. facevo danza classica ed ero una cicciobomba cannonniere. Mi prendevano molto in giro. Anche adesso che mi considerano un sex-symbol , non vivo con uno specchio in mano. La piccola Caterina è rimasta sempre la stessa , quella che è stata ferita allora. Perché i bambini sanno essere feroci”

Quando si prepara un personaggio , lei immagina le cose che non ci sono nel copione?

“Assieme alla mia insegnante studiamo tutto il bianco, come diceva Manzoni , che raccomandava di leggere il bianco , lo spazio che c’è tra le righe stampate”

C’è una scuola di pensiero che dice che lei non voglia essere la nuova Bellucci ma la nuova Cardinale?

“La Cardinale e la Sophia Loren , perché poi qualcuno mi ha paragonato anche alla Loren, sono dive straordinarie e credo che non arriverò mai a quei livelli. Anche perché hanno avuto la loro carriera in un periodo e in un cinema molto diverso da oggi. La Bellucci sta facendo una carriera straordinaria con estrema intelligenza , al di là di tutto quello che si dice in Italia. Chi è che riesce a fare una carriera tra blockbuster e film d’autore come è riuscita a fare lei? Io non voglio copiare nessuno , io adoro questo mestiere. Lo faccio col cuore , cerco di dare emozioni al pubblico, spero. Il mio secondo scopo è essere famosa per la mia Africa , per combattere meglio le battaglie che voglio combattere. Adesso lei mi dice: vabbè, mani alle cipolle. Credete quello che volete , se anche un solo lettore di quest’articolo si porrà un interrogativo sulle cose che ho visto in Africa significa che il mio goal c’è stato”

Lei avrebbe dichiarato “ Sto meglio in sottoveste”?

“Molta gente dice che sto meglio nuda che vestita”

Molta gente?

“Qualcuno . Ah, Ah, Ah”

A parte quelli che l’hanno visto al cinema?

“Qualcuno ha detto, capito? Qualcuno ah, ah , ah, ah, ah, ah”

Leggo che le sue storie d’amore finiscono tutte dopo tre anni

“Sì, ho la crisi, del terzo anno , anche mia madre l’ha detto. Quattro relazioni in tre anni , tre anni, tre anni , tre anni. C’ho un problema io , Nessuna colpa dei miei partner”

A proposito , ma lei ha letto La vedova scalza di Niffoi? E’ il suo personaggio , la più sensuale vendicatrice del West..

“io ho portato la vedova al teatro Valle”

Bogdanovich disse “La parola attore che a Hollywood , fuori dal giro dagli attori, si usava con una lievissima , quasi impercettibile sfumatura di disprezzo indica un essere..?

“Ripugnante”

No, noioso, innamorato di se stesso?

“Vero”

..privo di senso dell’umorismo, pesante da sopportare , spesso vile e vanitoso, in breve una persona che richiede una manutenzione fastidiosamente incessante?

“La frase finale è giustissima. Assolutamente. Abbiamo continuamente bisogno di attirare l’attenzione altrui”

Se lei passa inosservata per un po’ si sente male?

“Male. Non perché c’è l’ego ma perché sei in continuazione al centro dell’attenzione per giorni , milioni di persone , e poi torni a casa e nessuno ti calcola. E una via di mezzo non c’è. Ecco, quello che mi fa soffrire è che una via di mezzo non c’è”

Gli attori sono schizofrenici?

“Eh , lo so , lo so bene. Le sembro molto normale ma è solo apparenza”