mercoledì 28 gennaio 2009

INTERVISTA A MICHELE SALVATI DEL PD


“Il Pd ? si trova in pericolo di vita”. Parla Michele  Salvati , economista e politologo del Pd.

Colpa dei guai giudiziari che lo affliggono Da Firenze a Napoli?

“No. Ma dopo quegli scandali mi auguro che nessuno del Pd accarezzi l’idea di fondare la distinzione tra centrodestra e centrosinistra sulla “questione morale”, almeno per comune senso del pudore”

Vorrebbe regalare a Di Pietro un tema così importante per i cittadini?

“Di Pietro ci creerà molti guai : è il leader di un piccolo movimento populista che cavalca l’indignazione popolare. Ma nessun grande partito, né a destra e né a sinistra , potrebbe farsi portatore della “questione morale”

Perché?

“Perché la disonestà è penetrata nelle fibre più profonde della società italiana. E un grande partito è espressione della società . Invece di rincorrere le sirene del giustizialismo., Pd e Pdl dovrebbero dotarsi di anticorpi robusti per arginare il malaffare senza limitare il potere dei magistrati”

Da dove arriva il pericolo mortale per il Pd?

“dalla difficoltà di darsi un’identità forte di centrosinistra dopo il crollo delle grandi ideologie : oggi i programmi di Pd e Pdl sono diversi, ma non radicalmente dissimili. E il nostro sistema bipolare eccita contrapposizioni nette : da qui la tentazione di usare l’arma del giustizialismo. D’altra parte a star male sono tutti i partiti di centrosinistra europei: L’spd , l’orgoglioso partito socialdemocratico tedesco , è al 27%. In Italia però c’è una grana in più”

Quale?

“Nel Pd  deve fondersi la tradizione culturale e politica dei cattolici democratici”

Una missione impossibile , almeno fino a oggi..

“Esistono difficoltà  sui temi eticamente sensibili e sulla laicità , ma le mediazioni ragionevoli sono a portata di mano. Peccato che, da una parte e dall’altra, ci sia chi usa le differenze come pretesto per mantenere il proprio potere”

Lei crede ancora nel progetto del Pd?

“Sì, anche se oggi sono in molti a chiedersi: chi ce lo fa fare? E sognano il proporzionale puro, che farebbe tornare le divisioni , con i cattolici che si ritrovano al centro, come vorrebbe l’Udc , e a sinistra un partito più tradizionale , senza primarie né dissensi interni . A qualcuno piacerebbe”

A qualcuno con i baffetti?

“A D’Alema resta un problema: perché Berlusconi dovrebbe regalargli il proporzionale puro?”

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