lunedì 23 febbraio 2009

INTERVISTA A CATE BLANCHETT


Cate Blanchett è la protagonista femminile di Il curioso caso di Benjamin Button, a fianco di Brad Pitt.

 

Lei recita al fianco degli uomini più belli e sexy del mondo. Suo marito non è geloso?

“Andrew (Upton , sceneggiatore ndb) è l’uomo più forte che abbia mai conosciuto , è molto sicuro di se stesso e di me. Ha sposato una donna di cui ora si parla molto , ma questa donna l’ha incontrata più di dieci anni fa, quando era ancora una sconosciuta e lui sa che non era diversa da quella di oggi”

Il breve romanzo di Francis Scott Fitgerald da cui è tratto il film fu ispirato da una frase di Mark Twain che dice “La vita sarebbe infinitamente più felice se nascessimo a ottant’anni e gradualmente ci avvicinassimo ai diciotto”. Lei cosa ne pensa?

“Il film restituisce un forte e struggente senso di malinconia per la transitorietà dell’amore e della vita stessa. Questo mi fa pensare allora che vale la pena vivere intensamente lasciandosi guidare dal desiderio perché il tempo fugge molto velocemente e ci lascia pieni di rimpianti. A ben guardare i temi dell’immortalità  e della paura della morte sono al centro anche dei due film su Elisabetta I di Shekhar Kapur , il regista che ha cambiato la mia vita”

A lei la morte fa paura?

“Tutti noi siamo ossessionati dal tempo che passa e dalla paura di morire : dopo una certa età cominci a realizzare che toccherà anche a te. ma io ho familiarizzato con l’idea della morte quando avevo dieci anni e mio padre fu stroncato da un infarto a quarant’anni lasciando mia madre sola con tre figli. A proposito della vecchiaia poi dobbiamo rassegnarci , non ho voglia di lottare troppo contro i segni lasciati dal tempo. D’altra parte amo i volti e i corpi che cambiano e che sanno raccontare la storia di una vita. Mio marito ha già pronte le carte del divorzio nel caso mi faccia mettere le mani addosso da un chirurgo plastico”

Eppure tante sue colleghe più giovani di lei si sono già concesse la carezza di un bisturi.

“Io credo che le persone più interessanti siano quelle che si preoccupano davvero ai problemi del mondo , e in questo caso le tette non possono essere una priorità”

Qual è l’aspetto più interessante della storia di Benjamin Button?

“Il film racconta , evitando le trappole del sentimentalismo , cosa vuol dire essere innamorati di qualcuno e indaga l’essenza dell’essere umano. Una grande sfida”

Questi sono anni straordinari per la sua carriera , ma lei ha deciso di trasferirsi in Australia per dirigere con suo marito il teatro di Sidney e di dedicare al cinema solo tre mesi all’anno. Una scelta piuttosto coraggiosa , ma non teme di perdere occasioni importanti

“Un film all’anno va benissimo , almeno per il momento. Questa decisione è frutto di un desiderio molto forte : Andrew e io volevamo far crescere i nostri tre figli in Australia, stare vicino alle nostre madri che invecchiano , tornare alla nostra cultura e dialogare con le altre attraverso il teatro. Lavorare fianco a fianco con mio marito mi piace molto : non mancano le discussioni , ma siamo grandi amici

Cinque candidature all’Oscar in dieci anni non sono poche. Si prepara a eguagliare il record di Meryl Streep?

“Le nomination  e l’Oscar per The Aviator sono fonte di grande soddisfazione , ma anche inquietudine . Ho paura che i registi mi considerino troppo impegnata , inavvicinabile , e non mi chiamino più”

Immagino che soprattutto le donne le chiederanno come fa a conciliare lavoro e maternità . Salti mortali?

“Certo , è dura, Iggy  (figlia ndb) mi tiene sveglia di notte , ma non voglio atteggiarmi a supermamma . Quando un matrimonio funziona come il mio tutto è più semplice. Lavoro meno sul set, quindi viaggio poco e la prima cosa che chiedo quando accetto di fare un film è il calendario di lavoro così che possa pianificare la vita dei miei figli. E’ necessaria un’organizzazione quasi militare perché tutto funzioni e i bambini hanno la necessità di conoscere sempre nei minimi dettagli come si svolgerà la loro giornata. Bisogna adattarsi a loro, ma io non ho mai avuto paura dei cambiamenti. E poi è incredibile quanto i bambini possono insegnare agli attori: nel gioco passano da un ruolo all’altro con una libertà destinata purtroppo a perdersi con l’età”

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