domenica 8 febbraio 2009

INTERVISTA A DARIO FRANCESCHINI DEL PD


Il suo partito fa l’accordo con il Pdl per la riforma della legge elettorale.

Cosa replica a chi ha parlato di “europorcellum” e di attentato alla democrazia?

“Sono accuse ridicole. Abbiamo adeguato la normativa italiana a quella europea. Su 27 Stati , 26 avevano una soglia di sbarramento più alta dell’Italia , e non credo siano tutti Paesi golpisti. Eravamo condannati a essere ininfluenti con una delegazione divisa in 15 partiti , alcuni dei quali eleggevano un solo deputato: sono vent’anni che in Europa non contiamo nulla e non c’è mai stato un presidente del Parlamento italiano. Sul fronte nazionale , la riforma è anche un contributo per evitare di tornare alla stagione dei piccoli partiti litigiosi e frammentati. E’ bene sottolineare che lo sbarramento non punisce i partiti minori , ma li spinge  a mettersi insieme : perché in Italia la sinistra radicale è divisa in 5 sigle ? Succede solo da noi”

Lei ogni caso avrebbe voluto una legge elettorale diversa

“Se avessimo avuto più tempo a disposizione e le condizioni politiche adatte, avremmo  voluto apportare ulteriori cambiamenti . Penso a circoscrizioni più piccole , all’alternanza obbligata tra uomo e donna e al divieto di candidatura per i ministri. Anche  questa è un’anomalia tutta italiana : Berlusconi ad esempio , sarà capolista e poi si dimetterà appena eletto . Alzare lo sbarramento è stato solo un primo passo necessario

L’accordo sulla legge elettorale e l’elezione di Zavoli in Vigilanza possono rappresentare i primi passi per intese future tra Pdl e Pd?

“Sicuramente è positivo il fatto che per la prima volta dal 1994 i due schieramenti siano trovati ad uscire l’accordo su una regola. E’ passato il principio per il quale si può restare avversari e scontrarsi sulle scelte politiche , e allo stesso tempo ci si può confrontare sulle regole e scriverle insieme. Con queste premesse , siamo pronti a confrontarci in maniera costruttiva su altri temi : penso innanzitutto alla necessità di rendere più veloce il lavoro delle Camere”

Nel Pd non tutti erano d’accordo sullo sbarramento del 4%. . Quella di martedì scorso è stata una vittoria di Veltroni o una sconfitta di D’Alema?

“Nessuna delle due. Martedì è stata una giornata importante per il PD: il gruppo della camera ha discusso liberamente e ha detto “si” all’intesa con il Pdl in maniera quasi unanime. penso che il tentativo di far emergere sempre delle spaccature sia una una distorsione del sistema mediatico”

Ma è stato lo stesso Veltroni a dirsi amareggiato per le perplessità espresse da alcuni esponenti del partito sull’accordo con il Pdl..

“Preferisco parlare per me e non commentare lo stato d’animo del segretario. Ribadisco che per il partito è stata una giornata positiva , anche se il dibattito è stato vivace e cono emerse inevitabilmente anche posizioni diverse. Eviterei di leggere sempre ogni avvenimento in chiave interna”

D’ora in poi nel Pd si voterà prima di ogni decisione importante

“E’ vero, ma sia chiaro che non si tratta di una minaccia nei confronti di qualcuno. Ci sono altri modi per decidere in un partito democratico? Se si è tutti d’accordo bene , altrimenti si vota”

Trovato l’accordo sulla legge , resta da sciogliere il nodo della collocazione europea del partito.

“Ci stiamo lavorando e le posizioni sono decisamente avvicinate. Vogliamo costruire anche in ambito europeo un luogo dei riformisti , socialisti e no, come è avvenuto in Italia con la nascita del Pd. In Europa i tempi sono inevitabilmente più lunghi , ma siamo a buon punto.

Pannella chiede di essere candidato dal Pd alle europee , così come- sostiene – gli fu promosso .

“Non mi risultano promesse di alcun tipo a Pannella . I Radicali hanno mostrato una pesante ostilità nei nostri confronti. Quindi credo non ci siano le condizioni per candidarlo.

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