giovedì 26 marzo 2009

INTERVISTA AD ANDREA CARANDINI


Andrea Carandini è il Presidente del Consiglio dei Beni Culturali .


Lei ha più volte esternato i suoi dubbi sul cosiddetto piano casa del governo


“Il problema è che non si conosce ancora un testo quindi è inevitabile che ci sia allarme. Certamente è un problema grosso , certamente potrebbe cambiare il paesaggio urbano e rurale d’Italia , siamo in guardia. Spero che non venga toccato il codice dei beni culturali , e che tutto si risolva con qualcosa di non traumatico”


Anche riguardo i piani paesaggistici c’è qualche problema


“Il fatto è che questo piano casa cade in un momento in cui i piani paesaggistici nella stragrande maggioranza ancora non ci sono. Tra le varie regioni solo due o tre hanno maturato o approvato un piano paesaggistico”


Ha detto : giudicatemi per quello che sono evitando caricature . Come vorrebbe essere dipinto?


“All’inizio mi hanno dipinto in modo quasi caricaturale , sono molto colpito da come spesso i giornalisti siano approssimativi . In fondo ho pubblicato un solo libro , potevano andarselo a sfogliare e vedere quali siano le mie posizioni : invece nulla , assolutamente nulla. I giornalisti fanno così : ad un certo punto si scatena un mantra , e tutti lo ripetono all’infinito”


La nomina di Resca ha scatenato polemiche. E’ giusto che le regole del mercato entrino nell’arte?


“Non è proprio questo il caso, chi dice che Resca voglia fare questo?”


Beh , senza dare giudizi , il fatto che sia un ex manager della McDonald’s fa intuire certe intenzioni


“E’ l’ennesimo mantra . Si vuole svendere, commercializzare..La ricchezza della cultura è soprattutto nell’indotto : lei mette un euro in cultura e ne guadagna quattro nell’indotto”


Gli addetti ai lavori temono che si avvii un processo di privatizzazione dell’arte


“Sono gli addetti ai lavori che creano le leggende metropolitane”


Quindi è un mantra anche questo?


“Assolutamente sì. Questi addetti ai lavori hanno avuto successo proprio creando certe storie , forse presi dal panico. Privatizzazione? Nulla di tutto ciò. Anzi potranno finalmente fare quello che non sono riusciti a fare finora. Devono smettere di agitarsi e iniziare a lavorare: adesso ci saranno i denari e le procedure saranno più spedite , potranno realizzare finalmente i loro sogni”


E sulle soprintendenze che dice?


“La paura è sempre una pessima consigliera. Hanno pensato che fosse commissariata la soprintendenza : no!. Sono commissariate solo le procedure incredibilmente lente per gli appalti . D’altra parte il commissariamento è stato chiesto da Bottini , il soprintendente. Sarebbe suicida. E’ impressionante tutto quello che sta avvenendo , del tutto dissennato”


Lei si è detto disposto a tornare ai suoi studi anche subito


“Sì perché studiare è quel amo di più. Per me questa è una fatica enorme, lo faccio solo per spirito civile. Ove verificassi che sono inutile me ne andrei”


Tempo fa ha detto che i funzionari pubblici sono i talebani della tutela. E’ ancora dell’idea?


“Altro mantra. Ho accusato determinate situazioni di talebanismo , ma sono delle situazioni peculiari che non riguardano affatto tutti e che sono quelle in cui prevale l’isolamento della soprintendenza , l’autarchia proprietaria per cui le cose sono dei funzionari: invece bisogna rapportarsi con le università , con gli enti locali…Allora ero un polemista , oggi non posso più esserlo : non userei più certo questa espressione”


Qual è la vostra missione?


“Non dobbiamo servire le corporazioni , ma i beni culturali e i fruitori dei beni culturali. Questi sono i soggetti principi , gli altri, tutti noi, dobbiamo essere dei servitori di un bene pubblico, che non è nostro, e che dobbiamo cercare di salvare materialmente e di far capire agli altri”

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