martedì 10 marzo 2009

INTERVISTA A DORINA BIANCHI DEL PD


Ha sostituito Ignazio Marino , nella Commissione Sanità , nel pieno dibattito del testamento biologico. Area laica del Pd. Dorina Bianchi difende la sua scelta etica di non votare gli emendamenti dei Democratici nel ddl Calabrò.

Rinviare l’esame del disegno di legge è una decisione giusta?

“Indubbiamente i tempi erano ristretti , anche se avremmo avuto rispettare gli accordi precedenti . Ma non si tratta  di uno slittamento sine die e ci rendiamo conto che nel Pdl sono emersi dei problemi. Inoltre gli emendamenti al testo sono numerosi e non ci dispiace capire come si muoverà il relatore Calabrò prima di iniziare la discussione”

La proposta bipartisan di moratoria legislativa era stata accolta con scetticismo . E’ stata decisiva la presa di posizione di Schifani?

“otto senatori chiedevano di metter da parte la discussione sul fine vita in attesa di tempi più tranquilli. Non eravamo favorevoli perché nel frattempo sarebbe potuto scoppiare un nuovo caso Englaro che avrebbe reso il clima ancora più teso. Il presidente Schifani h proposto una mediazione e ha indicato tempi precisi per il lavoro in Aula”

Le posizioni sono ancora molto distanti . Pensa che in 2 settimane si possa trovare un accordo?

“Fino ad ora ci siamo espressi soprattutto noi, ma siamo riusciti a far capire al Pdl l’importanza che anche il relatore dica la sua . Capiremo se la maggioranza è davvero disponibile al dialogo. E’ chiaro che però se il testo di Calabrò non cambia il  confronto diventa più complicato”

Intanto la commissione Affari costituzionali ha dato l’ok al ddl..

“Sì, ma da parte degli stessi senatori della maggioranza che hanno votato a favore sono emersi forte perplessità sui primi due articoli del disegno di legge . Credo che gioverebbe anche al Pdl una maggiore apertura al confronto di questi punti”

Solo su questi due?

“In realtà non mi convincono molti altri aspetti : penso al fiduciario , al consenso informato , al rinnovo ogni tre anni del testamento e del ricorso al notaio. Per non aprire il discorso sulle cure palliative..”

Si parla tanto in questi giorni della libertà di coscienza dei parlamentari sui temi etici. Non sarebbe giusto salvaguardare la libertà di coscienza degli individui anche rispetto alle cure da ricevere?

“Questa è una domanda cattiva”

Perché?

“In Italia esiste il consenso informato: nel momento in cui rifiutiamo una cura nessuno ce la può imporre. Detto questo , è necessario capire se idratazione e nutrizione artificiali sono cure o forme di sostegno vitale. Dobbiamo stare attenti a far sì che non si introduca nel nostro paese l’eutanasia passiva o il suicidio assistito, anche perché non è giusto creare diseguaglianze  a seconda delle patologie. Bisogna trovare il giusto equilibrio fra la difesa della vita e delle libertà individuali”

Lei e Marino vi siete riuniti con Franceschini. Avete affrontato il tema del fine vita?

“No, abbiamo parlato della norma introdotta dal governo che consente di denunciare i clandestini che hanno bisogno di cure. I primi dati dicono che c’è già una considerevole diminuzione di immigrati che si fanno visitare. ; se consideriamo che in Italia sono in aumento malattie come la tubercolosi e lebbra, è chiaro che il problema reale e c’è bisogno di un’iniziativa forte”

Più in generale , quanto incide nel partito la differenza di vedute fra laici e cattolici sui temi etici?

“Credo che la tenuta di un partito non si possa valutare in base ai temi etici. Anzi, in casi simili la differenza di vedute è una reale ricchezza, soprattutto in un grande partito come il Pd. L’esperienza mi insegna che su questi temi ci sono spesse situazioni di grandi trasversalità fra gli schieramenti , per cui lascerei sempre libertà di coscienza. Ognuno ha il diritto di difendere la propria posizione”

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