lunedì 23 marzo 2009

INTERVISTA A FIONA MAY


Fiona May prima atleta ora attrice.


I giornali parlano più spesso di ragazze italiane stuprate da extracomunitari


“Sono scioccata e penso : o le donne sono diventate più coraggiose e ora denunciano, oppure c’è davvero un’escalation allucinante. Tutto è terribile : le modalità di questa violenze , l’età giovanissima delle vittime …Sono madre anch’io e mi sento impaurita”


I genitori hanno voglia di farsi giustizia da soli


“Non riesco neanche a pensare come reagire , se capitasse a mia figlia un orrore simile. Comprendo e non giudico il sentimento di questi poveretti : è normale, umano”


Si parla di ronde , castrazione chimica


“Ci sono altre soluzioni. Siamo di fronte a una situazione di allarme : le forze dell’ordine e lo Stato devono prendere provvedimenti per garantire la nostra sicurezza. Il cittadino reagisce quando non si sente sufficientemente protetto”


Hai proposte da fare?


“Assolutamente no. E’ compito del Parlamento trovare le soluzioni migliori , è il lavoro e il dovere di chi abbiamo eletto. Paghiamo, per questo. Piuttosto lancio un messaggio : è ora di accelerare i tempi”


C’è un rapporto diretto tra extracomunitari e criminalità , come si legge nel libro Immigrazione e sicurezza del sociologo Marzio Barbagli : negli ultimi vent’anni , gli stupri sono aumentati dal 9 a 40% , con romeni, marocchini e albanesi a guidare la classifica?


“Se i dati dicono questo , è così. Ci vogliono più controlli e la certezza della pena : impossibile che uno commetta un reato così grave e si ritrovi in libertà nel giro di poco , magari per commettere un altro crimine. Se la scampa sempre , sarà portato a delinquere”


In testa alla classifica peggiore ci sono i romeni. Credi ci sia un problema specifico?


“Leggo che rappresentano un’emergenza , dunque la situazione dev’essere risolta. L’immigrazione richiede controlli e regolamentazione seria, chi delinque va punito. Se vieni per lavorare e costruirti una vita migliore da quella del tuo paese d’origine , è ok : questa è anche la mia esperienza. Ma l’Italia non può essere il Paese dove tutto si può”


Il Ministro Maroni vorrebbe prolungare la permanenza in questi centri , in modo da garantire l’identificazione e l’eventuale espulsione dei clandestini. Cosa ne pensi?


“Non ho elementi di conoscenza per giudicare . Ma bisogna che questa persone siano trattate con umanità e quindi occorre valutare la bontà delle strutture del personale che ci lavora. Occorre rispetto da entrambe le parti”


Quale dev’essere l’atteggiamento del governo verso i clandestini?


“Ripeto : leggi e controlli , come accade in altri Paesi. E’ una questione di sicurezza . Sono cresciuta in Inghilterra da genitori giamaicani e lì , dopo l’ultima guerra , i cittadini del Commonwealth vennero reclutati per dare una mano alla ricostruzione. Mamma faceva l’ostetrica , papà lavorava all’acquedotto : solo grazie al grande lavoro hanno guadagnato il rispetto. E’ stata dura , ma giusto così. Ecco, se un Paese non può offrire lavoro agli extracomunitari , non dovrebbe neanche farli entrare”


Mai come in questo momento l’Italia ha avuto paura del diverso


“Purtroppo la paura c’è. L’Italia è indietro di vent’anni rispetto all’Inghilterra , dove ricordo casi di razzismo ma non di violenza esasperati . Anche in Francia si sta superando il problema degli immigrati : ci vogliono i tempi naturali e leggi certe”


La tua fiction “Butta la luna” è definita buonista, dove molto si risolve con sentimento.


“A Butta la luna lascio le polemiche a chi le fa. Pur toccando situazioni attuali e drammatiche , rimane una fiction, non è un documentario. Ma alla gente è piaciuta molto”


Sei stata vittima di razzismo?


“Razzismo è una parola pesante. Ho vissuto piccoli sgarbi ma li ho accettati , considerandoli normali. Venni fermata dalla polizia , mentre ero alla guida di un’auto sportiva e mi chiedevo cosa avessi fatto : poi mi riconobbero e tutto filò liscio. All’uscita della clinica , mentre tenevo in braccio la mia Larissa che ha la pelle molto chiara , ho incrociato sguardi interrogativi : si chiedevano se fossi la madre”


“Cero sono stata agevolata. Quando arrivai qui ero già un atleta , le nozze nel 1994 con mio marito Gianni mi hanno fatto diventare italiana e la fama mi ha dato il resto. Ma gli italiani non sono razzisti”


Larissa ha sei anni , va a scuola : anche per lei nessun problema?


“E’ una bambina come tutte le altre , nessuna l’ha mai guardata con curiosità. I bambini sono più intelligenti di noi adulti. E se dicono brutta sporca negra è perché l’hanno sentito dai genitori. ma per Larissa non esiste il bianco e il nero: sa di essere la figlia di una coppia mista , ha due nonni bianchi e due neri. Per lei il mondo è a colori”


Per te, quali sono le tappe di una corretta integrazione?


“Leggi certe e poi tanta pazienza e reciproco rispetto. Quando io e Gianni ci siamo sposati , i nostri genitori ci misero in guardia sui problemi che noi e nostri figli avremmo potuto affrontare. Ma oggi qualcosa è già cambiato: le coppie miste sono tante, credo che i problemi si stiano esaurendo con la mia generazione. Gli immigrati fanno lavori utili che gli italiani disdegnano , molti sono laureati e il nero Obama viene eletto alla Casa Bianca. Sì, i pregiudizi stanno scomparendo. “


Stai per mettere al mondo il secondo figlio : a fine maggio avrai un’altra bambina


“Sì. Perché i bambini non vedono mai le differenze e l’integrazione è nelle loro mani”

1 commento:

mithun ha detto...
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