martedì 17 marzo 2009

INTERVISTA A GIGI PROIETTI


Sembra perplesso sul tema politico ?

“Trovo che le questioni davvero importanti vengono trattate in modo sbagliato , mossi più da uno spirito propagandistico che dalla voglia di cercare soluzioni adeguate”

In particolare a cosa si riferisce?

“Ricordo, per esempio che la sicurezza è stata ampiamente cavalcata durante il periodo elettorale. E per ottenere cosa , i militari a guardia delle strade e le ronde dei cittadini?”

Lei cosa farebbe?

“lascerei che ognuno facesse, bene, il proprio mestiere. Anche perché , io stesso non sarei capace di andare in giro armato a caccia di eventuali delinquenti”

A proposito di repressione , hanno introdotto anche i divieti contro la movida?

“Parlare di movida mi sembra eccessivo, sono un po’ di ragazzi che fanno chiasso. Delle regole per mantenere un certo decoro vanno bene, ma per ora ho visto soluzioni esclusivamente di tipo repressivo”

Lei ha sempre avuto un ottimo rapporto con i giovani

“Ho diretto per anni una scuola di recitazione ,per cui reputo molto importante seguire i ragazzi per sapere cosa pensano e soprattutto se veramente pensano a qualcosa”

Vede già un suo possibile erede nel panorama italiano?

“Ci sono sicuramente ottimi talenti nel teatro sperimentale. Una realtà che a me ha dato molto e che andrebbe senz’altro rivalutata”

Sarebbe possibile , oggi per un giovane, ripetere il suo percorso formativo?

“Ho iniziato cantando nei locali, erano i tempi dei cosiddetti “tè danzanti”, della dolce vita di Via Veneto e dei night club. Un periodo bellissimo che sicuramente mi ha permesso di introdurmi in questo mondo”

E poi?

“Mi sono affacciato al mondo del teatro solo finito il liceo , perché l’università mi ha offerto la possibilità di confrontarmi con realtà a me ancora in parte sconosciute. Dopo, con alcuni amici , ho gestito un teatro per un periodo , ma sto parlando di ere quasi pionieristiche . Oggi sarebbe molto più complicato , anche perché ci sono pretese molto diverse”

Si spieghi meglio?

“Ai miei tempi si andava in scena per  imparare e per essere apprezzati. Oggi mi sembra che ci sia un’eccessiva rincorsa al successo”

Insomma avevate più voglia di sacrificarvi

“Volevamo emergere dalle macerie di un paese in cui la povertà si percepiva sul serio. Avevamo la voglia di ricostruirlo . Adesso siamo un po’ tutti abituati all’opulenza”

E poi recitare e far ridere non è poi così semplice

“La comicità è una questione complessa, non basta mettere in scena una cosetta simpatica per guadagnarsi gli applausi. Prendiamo Plauto . Le sue commedie , se lette e basta, non fanno ridere. Messe in scena , chiaramente con degli attori che ne sanno interpretare al meglio i tempi e le pause , sono fantastiche. Il talento non bats a, va coltivato”

Anche per lei è stato così?

“Sicuramente , al di là delle predisposizioni personali, ho imparato molto già in famiglia”

A cosa si riferisce?

“E’ come se i miei genitori mi avessero trasmesso da subito i tempi della recitazione , insegnandomi a leggere il ridicolo della situazione e a cercare di sdrammatizzare le cose. Pur non venendo da una famiglia ricca , ho potuto coltivare le mie passioni.

Una comicità un po’ innata e un po’ indotta

“Doti apprese da mia madre e da mio padre e molto impegno per trasformarle in qualcosa di concreto”

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