lunedì 2 marzo 2009

INTERVISTA A MARGHERITA BONIVER DEL PDL


Margherita Boniver deputata del Pdl, è nata con Amnesty , e sui diritti civili e quelli delle donne ha fondato il suo impegno politico. Già ministro dell’immigrazione e sottosegretaria degli Esteri , oggi presiede il Comitato Schengen, struttura interparlamentare che segue l’applicazione del trattato e la questione immigrati

Il CDM ha approvato un decreto rigoroso contro gli stupri

“Direi che è un buonissimo pacchetto di misure per tentare di arginare una emergenza odiosa e criminale ; emergenza che per la verità sembra smentita dalle statistiche ma che invece viene messa in giusto risalto dalla stampa , perché al di là dei numeri è necessario occuparsene. Credo che il governo abbia fatto presto e bene ad agire , lo dico come donna prima del politico

E le ronde ? Il Vaticano afferma che così l’Italia sospende lo Stato di diritto ..

“Le ronde non piacciono a nessuno, la parola stessa fa venire i brividi. Tuttavia, siccome è risaputo che il controllo del territorio non si riesce a fare sempre con efficacia , questa misura, che apparterrà alle corde delle amministrazioni locali , se verrà attuata come previsto – cioè da gente disarmata e già appartenuta alle forze dell’ordine – potrà avere una qualche utilità. Tutto questo mi auguro serva subito a sconfiggere quella voglia crescente di farsi giustizia da sé che questi crimini hanno solleticato ad alcuni

I numeri che riguardano le violenze sulle donne la preoccupano?

“Certo , sono numeri, non piacevoli , soprattutto perché è notorio che il maggior numero delle violenze non viene denunciato e tra questi includo i casi di violenza domestica. Quelli sulle donne sono i reati più diffusi e meno noti.

Intanto c’è da ripensare a Schengen quando si parla di rumeni?

“No, non è quello. Torniamo al controllo sacrosanto che ogni nazione deve potere avere sul territorio. E collaboriamo con le forze dell’ordine rumene: vengano da noi tutti quei cittadini europei che lavorano onestamente, ma dobbiamo impedire invece alla minoranza dei criminali rumeni di agire. Da noi come da loro”

E’ possibile che alcuni tra i rumeni arrestati recentemente siano stati picchiati dalle forze dell’ordine?

“Mi auguro francamente di no”

L’espulsione dei clandestini intanto procede con più decisione..

“L’espulsione va avanti con una rinnovata volontà di intenti. Ci sono procedure lunghissime , non solo per l’Italia ma per tutti i paesi europei. In più c’è questa enorme contraddizione in Europa, con milioni di irregolari che da un lato non possono godere di nessun tipo di sanatoria , ma non possono neanche essere espulsi. Faccio l’esempio dei 1100 clandestini di Lampedusa . E’ un problema rimpatriarli , ad esempio la Tunisia impone un limite di rimpatrio di soli sette clandestini al giorno”

A Lampedusa serve un nuovo Cie?

“No, io sono contraria. Questi Centri di Identificazione ed Espulsione creano dei problemi, in quella realtà , perché sono una formula ibrida , irrisolta. Non sono una prigione , né tantomeno un ostello . Sono una via di mezzo. Per di più le isole siciliane soffrono da sempre di una mancanza di attenzione da parte dello Stato. Aggiungere loro il peso di un Cie sarebbe esasperante”

Le competenze sulla politica delle migrazioni non sono un po’ disperse tra i diversi dicasteri?

“No, al contrario , sono quasi tutte concentrate sul Viminale. Considero Maroni un eccellente Ministro. Io sono stata l’unico ministro dell’immigrazione della Repubblica, ed era l’epoca degli arrivi in massa degli albanesi. Aveva un carattere di coordinamento che oggi non ritroviamo”

Lei aveva conosciuto la Politkovskaja. Che idea si è fatta?

“E’ una storia orribile , lei era una donna dal coraggio esemplare. Guardo con una punta di speranza alla Corte che ha ripreso i fascicoli dopo una farsesca assoluzione. Mi auguro che la Russia di Putin trovi il modo di dare più attenzione al caso Politkovskaja

Ma lo stato della democrazia in Russia la preoccupa?

“Conosco molto poco la situazione interna della Russia , ma immagino che prima di arrivare a standard democratici riconoscibili deve passare ancora del tempo”

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