martedì 31 marzo 2009

INTERVISTA A VEZIO DE LUCIA, ARCHITETTO, CRITICO SUL PIANO CASA


Vezio De Lucia, architetto, ha visto il Piano Casa del Governo Berlusconi e non ci ha dormito la notte. Nel sito eddyburg.it ha scritto un editoriale di fuoco “E’ molto peggio di quanto si prevedeva. E’ il delirio di uno speculatore trasformato in legge”.


La pensa così anche se il Piano viene rettificato e Berlusconi abbia fatto delle precisazioni


Perché professore?


“Perché non credo alle rettifiche , il testo che ho potuto visionare io era su carta intestata del Consiglio dei Ministri. Se hanno fatto circolare un testo falso, denuncino la cosa alla autorità competenti. E la smettano di arrampicarsi sugli specchi”


E’ proprio arrabbiato..


“Ma no , cerco di ragionare su quello che ho visto. Altrimenti , se volessimo star dietro ai tentativi di rettifica, potremmo anche chiuderla qua , l’intervista. Il guaio è che quello che ho visto mi piace poco. Anzi, non mi piace per niente. Di più : mi sembra tutto così mostruoso che mi viene la tentazione di non crederci”


Il premier sostiene che gli interventi autorizzati non avranno alcun impatto sugli ambienti urbani e saranno limitati alle villette mono e bifamiliari e alla case da rifare


“Da cosa Berlusconi ricavi la certezza che gli interventi non deturpano i paesaggi urbani non lo so. Forse nella città non ci sono villette mono e bifamiliari? Ho motivo di ritenere, anzi, che questa sia una tipologia abitativa molto diffusa. Piuttosto , noto che il premier non ha detto una parola sull’altra grande aberrazione contenuta sul decreto”


Cioè?


“La possibilità illimitata , come mai era accaduto in passato , di procedere ai cambiamenti di destinazione d’uso degli immobili . Sa cosa significa questo?”


Il tecnico è lei , ce lo spieghi


“Lo farò con un esempio. Ha presente quei capannoni dismessi , industriali o commerciali , che sorgono in zone scarsamente abitate? Potranno diventare mostruosi condomini. Non sfuggirà a lei e ai lettori la differenza che passa tra un capannone o un condominio. o una serie di condomini , in aperta campagna. Sa come si chiama questa cosa?


Davvero non salva niente?


“E cosa dovrei salvare? Prenda la norma sui centri storici. La totalità delle nostre città antiche è patrimonio mondiale dell’umanità. Se passasse questa norma , si rivolterebbe l’Europa intera. Penso che qualsiasi persona dotata di un minimo di sensibilità culturale debba sentirsi offesa, umiliata. Senza contare la mortificazione che si fa della Soprintendenze . Si autorizza un aumento delle volumetrie per trecento metri cubi. Forse gli esperti interpellati dal governo non sanno che i nostri centri storici hanno una volumetria media che non supera i mille metri cubi”


Ammetterà , però, che questo Piano, dal punto di vista culturale , non è del tutto campato in aria : da anni ci sono urbanisti che teorizzano la deregulation.


“Sì, per passare dal piano al progetto , però , che è un diverso modo di affrontare la questione della programmazione urbanistica. Il decreto che io ho letto , al di là dell’urbanistica , mette in discussione alcuni fondamentali principi democratici. E’ una sorta di tana libera per tutti. L’anarchia totale”


Quali saranno , a suo avviso, le ricadute sul piano economico?


“Si arricchiranno gli studi legali , perché nasceranno contenziosi a raffica. Ma l’esito principale sarà la paralisi. Non credo , poi. all’attivazione di un circuito virtuoso per l’edilizia sana. Trattandosi di interventi minuti, immobile per immobile, ad avvantaggiarsi saranno non le grandi imprese , ma quelle che operano nel sommerso”


Berlusconi dice che questo Piano piacerà alla gente


“E’ probabilmente non si sbaglia : vellica un istinto molto italiano. Quello della roba”

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