lunedì 6 aprile 2009

INTERVISTA A VINCENT CASSEL


Vincent Cassel , presta il volto a Jacques Mesrine , il superbandito francese. Nemico pubblico n 1 , così si chiama il film , racconta del bandito Mesrine che ha rapinato, ammazzato , sedotto molte donne coinvolte in evasioni e rapimenti, stregato stampa e media, avvicinandosi alla fine ai movimenti della sinistra rivoluzionaria prima di venire ucciso in un agguato della polizia a Parigi nel 1979.


Violento , narcisista, mitomane , paranoico o sinceramente attratto , alla fine da ideali rivoluzionari ? Chi era Mesrine?


“Questo e molto altro. Un ribelle che ha passato la vita a cercare di costruirsi una giustificazione per ciò che era, servendosi anche dei giornali. Alla fine credo avesse conquistato davvero , a modo suo, una coscienza politica. Era pronto ad incontrare in Italia le Brigate Rosse. Non ne ha avuto il tempo. Raccontarne la vicenda significa fotografare due epoche della Francia , quella della Guerra d’Algeria e delle vergogna e quella dell’arrivo al potere della destra e dello stato poliziesco. Anche chi non è francese e non conosce il mito di Mesrine capirà. Io non sapevo nulla di Andreotti e della storia italiana eppure ho trovato il Divo un film magnifico , appassionante che mi ha spiegato le trame di potere che si celano dietro ogni governo”


Giustifica il bandito Mesrine?


“E’ un personaggio orribile , non ne sono mai stato affascinato neppure da giovane quando i miei amici indossavano la t-shirt con la sua faccia. Però è diventato un’icona del contropotere , non perché fosse un Robin Hood, ma perché fin dall’inizio dice non al sistema pur sapendo il prezzo che pagherà. Non è simpatico , ma ha il coraggio delle sue opinioni.


Da attore lei non sa resistere ai gangster , ai personaggi borderline


“ I cattivi rappresentano il proibito, il male è creativo , ludico , soprattutto in una società cattolica dove il peccato si identifica con le cose migliori , la gola, la sensualità , la lussuria. Per reazione amiamo flirtare con l’idea delle bestia selvaggi..


Anche al cinema il suo percorso è divergente : alterna il lavoro con il collettivo di cinema antagonista Kourtajamè a quello con la Hollywwod di Ocean’s Eleven?


“..E poi però mi rifugio nel lato oscuro di Hollywood , cioè Cronenberg! In realtà cerco solo di non annoiarmi e cogliere le opportunità più eccitanti , ma sono anche molto cosciente dell’impatto di certe mie scelte. E continuo a sperimentare per scoprire cosa mi sconvolge e emoziona di più. Mi sono chiesto “Cosa mi terrà sveglio dopo Mesrine , cosa mi darà di più?”. E ho scelto di cambiare aria , per recitare in un piccolo film brasiliano , A deriva, e di produrre e interpretare il film di Romain Gavras , che sfuda le convenzioni. L’importante è creare disturbo”


Cioè?


“Il cinema costa molto e l’ambiente è per forza un microcosmo borghese, meglio far irrompere di tanto in tanto personalità che amano il cinema , ma anche la provocazione come Jan Kounen, Gaspar Noè, Kim Chapiron . Non mi interessa la cosiddetta “tradizione francese”, quell’idea post nouvelle vague per cui - che non se ne frega se non è stato girato bene è vero –. Io sono contro il naturalismo , al contrario amo l’artificio perché mi aiuta a trovare la verità. Nemico Pubblico N1 è stato il massimo : travestimenti , toni sopra le righe , venti chili in più. Fantasmi d’attore finalmente soddisfatti”


Sempre diviso tra la Francia , l’Italia e il Brasile?


“Amo il mio paese , che è tradizionalista, ma non razzista. Giù al nord racconta la Francia profonda con le facce di Kad Merad e Dany Boon entrambi arabi di seconda generazione . Il personaggio prediletto dai francesi è Yannick Noah, di colre, secondo Zidane , di origine araba. La multiculturalità qui è un dato di fatto e mi affascina. E la cosa che mi manca di più quando arrivo in Italia , paese che adoro: mi guardo in giro e vedo solo italiani. Gli italiani mangiano italiano , ascoltano musica italiana , vedono tv italiana. A Parigi invece tutto si mescola : dopo l’eccesso di bon ton precedente , oggi Sarkozy ha chiuso un po’ più le frontiere. ma sperao che presto riaprano..


E il Brasile?


“Una cultura sorprendente , che nasce da tanti ingredienti diversi: il gusto latino ed europeo portato dai portoghesi , tracce di India , Germania e Giappone e la sopravvivenza della cultura africana in villaggi fondati e protetti per secoli dagli schiavi che riusciavo a scappare. Un plancton magnifico dentro cui nuotare e nutrirsi”


Debutterà anche come regista?


“No. Ho diretto qualche cortometraggio e ho capito che fare un film non è difficile , ma farne uno bello è praticamente impossibile . Serve una passione viscerale che a me manca. Continuerò a fare l’attore , il produttore e altre cose : non c’è solo il cinema nella vita”


E cos’altro c’è ?


“La vita”

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