venerdì 3 aprile 2009

INTERVISTA A ZUCCHERO, RACCONTA IL SUO VIAGGIO IN INDIA


Da trent’anni sognava questo viaggio , un viaggio mistico a Goa. Era certo che l'ì avrebbe ritrovato l’ispirazione. Zucchero racconta il viaggio.


Così finalmente ha realizzato questo sogno?


“E’ il regalo che mi sono concesso al termine del mio tour Live in Italy : 207 concerti con 80 persone al seguito e un viaggio di oltre 300 mila chilometri. Sentivo il bisogno di riposare, di provare sensazioni diverse”


Come si è trovato a Goa?


“La gente non si riunisce più sulla spiaggia per cucinare il pesce appena pescato. C’è meno tolleranza nei confronti degli stranieri ed è più difficile ottenere il visto. In compenso i tramonti sono sempre stupendi , i mercatini conservano il loro fascino e le ragazze, che fanno il bagno vestite per dare scandalo, hanno visi dolcissimi”


Che cosa l’ha colpita di più?


“I colori della natura e degli abiti , anche i più semplici. E il sorriso della gente. Anche dei poveri , che obiettivamente vivono ina miseria inimmaginabile”


Dov’è andato dopo Goa?


“Nel Kerala. I momenti più suggestivi li ho vissuti attraversando le backwater (lagune) su enormi barche di giunco munite di cabine. Ho ancora negli occhi i meravigliosi fiori di loto, le notti stellate e i villaggi dei pescatori”


Un’esperienza da ricordare?


“A Trivandrum ho sperimentato i trattamenti ayurvedici , nati proprio nel Kerala. Sono ventuno, per problemi diversi, dall’insonnia all’artrite. Mi è piaciuto quello che si fa con una goccia d’olio , che cade sulla fronte a intervalli regolari , e ti rilassa. Io mi sono perfino addormentato. Ero molto stanco , lo ammetto, ma pare che succeda a molti. E che meraviglia la dieta : io amo la cucina indiana con le sue spezie , ma nel resort ayurvedico coltivano erbe meravigliose , che danno un sapore caratteristico al cibo. Peccato non esere rimasto lì due settimane , per trarre vantaggio dalle cure e perdere qualche chilo. Ma avevo voglia di conoscere l’India e la sua musica”


Sulle tracce dei Beatles?


“Sì. Mi aveva colpito il loro Sgt Pepper’s , cui aveva partecipato anche un guru indiano , Ravi Shankar, suonando il sitar, uno strumento a corde. In effetti , la musica indiana è suggestiva. Ha cinque note , contro le nostre sette , e una sonorità sospesa , che ti trasporta in un ‘altra dimensione”


Ci sarà anche un po’ di India nelle prossime canzoni?


“Mi sono portato indietro almeno un po’ di Africa dal viaggio in Kenya e un po’ di musica gitana dalla Camargue . E in India ho fatto incontri interessanti”


Rimpiange la laurea ?


“A volte. Dopo il primo disco che ebbe un po’ di successo , pensai che avrei ripreso “dopo”. Quel dopo non è arrivato. Per il momento. Comunque Irene è brava, deve seguire la sua strada”


E’ orgoglioso di sua figlia?


“Quando fa musica , non la vedo come una figlia , ma come una collega. E non l’ho viziata più di tanto. Ho sempre aiutato i giovani, da Fiordaliso ad Andrea Bocelli, tanto per fare dei nomi. Ma non mi faccio illusioni : Irene avrà più problemi di altri, perché è mia figlia”


Ha detto “la musica è come il sesso : bisogna sperimentare sempre nuove posizioni”?


“Forse non ho usato queste parole , ma la sostanza non cambia: musica e sesso vanno coltivati con pazienza”

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