mercoledì 13 maggio 2009

INTERVISTA AD ALDO FELICI, L'UOMO CHE TI CAMBIA IL SESSO


Aldo Felici , chirurgo che cambia il sesso delle persone.
Ci spiega cosa fa?
“Sono primario dell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva del S.Camillo di Roma e responsabile del servizio per l'adeguamento tra identità fisica e identità psichica. Cioè assistenza alle persone che hanno un disturbo dell'identità di genere”
Chi si rivolge a voi, quindi?
“Persone che vivono un grande disagio perché si sentono di appartenere ad un sesso diverso da quello che gli è stato attribuito alla nascita”
Quali sono i sintomi?
“La persona si guarda allo specchio e non si riconosce : si vede maschio e invece si sente femmina. Il corpo va da una parte , la mante da un'altra”
In genere che età hanno le persone che si rivolgono a voi?
“Dipende: ci sono bambini , nei quali i genitori vedono comportamenti sospetti, e che noi seguiamo con grande discrezione. Poi gli adolescenti : è a 13-14 anni che si sente la dissociazione tra aspetto fisico e sentire interno. Ma più spesso sono i 20-25 enni a chiedere il nostro aiuto”
Voi come li accogliete?
“La nostra struttura è composta da più specialisti che agiscono in sequenza: prima si cura l'aspetto psicologico , per comprendere bene e verificare le motivazioni, poi interviene l'endocrinologo , poi il genetista , e infine ci sono chirurghi che si interessano – solo quando è necessario e ritenuto opportuno – degli interventi per la riassegnazione del sesso . Il percorso intero può durare due anni . Chi decide di operarsi si fa massacrare , perciò deve essere molto motivato”
La riassegnazione avviene prima o dopo l'intervento del tribunale?
“Dopo. Perché noi possiamo fare questi interventi , il tribunale deve autorizzarci: perché noi mutiliamo gravemente queste persone e asportiamo degli organi vitali , rendendole sterili, e questo è vietato dalla legge. Ma in questi casi esiste la possibilità di una deroga delle norme”
Qualcuno è stato rimandato indietro?
“Sì, succede a chi non ha un vero disturbo dell'identità di genere . Ad esempio , se uno ha una schizofrenia , può avere un delirio in cui sente di non appartenere al suo sesso . Ma l'intervento non è indicato”
Nel caso di omosessuali?
“L'omosessuale non c'entra niente, ha attrazione per persone dello stesso sesso. Non vuole cambiare sesso. Così come i travestiti: hanno il piacere del travestitismo , che è un' istanza erotica-sessuale e non c'entrano con i transessuali , che hanno un problema che appunto investe tutti gli aspetti della personalità , non solo la sessualità. E poi ci sono i transgender, come Luxuria , che non vogliono adeguarsi , per loro la natura li ha fatti così e lo accettano come un dato di fatto, giustamente”
Costano queste prestazioni?
“Qui no, è un servizio offerto dal sistema sanitario nazionale : trane i ticket”
E' più facile diventare maschio o femmina?
“Il maschio/femmina è più semplice e consegue anche risultati migliori sia sul piano estetico che funzionale. Il contrario è più complesso , e ha dei limiti”
Quanti interventi ha fatto?
“Più di 500 , ne facciamo più o meno una cinquantina all'anno. Oltre noi , in Italia c'è un centro a Trieste , uno a Napoli , in parte anche a Bologna”
Cult, il canale di Sky , ha tratto un reality dal suo lavoro ..le spiace?
“No, anzi. Qualsiasi cosa informi correttamente , ben venga. Il 95% dei medici non ha mai visto nella sua carriera un transessuale. Del resto , in Italia ci saranno 5-6000 casi transessualità , e i medici sono 300000. Spesso si pensano di trovarsi di fronte a una perversione sessuale. E invece non è una patologia , ma una condizione umana, che attraversa tutte le classi sociali , le razze , i livelli culturali ed economici”
Le è mai capitato di incontrare persone che hanno deciso di conservare i propri organi originari, come l'uomo americano che sta per partorire la seconda volta?
“Sono situazioni particolari , che a noi non capitano e che lasciano perplessi. Però c'è da dire che nella natura si vede tutto. Prima si pensava che fossero due le categorie : maschio/ femmina. E poi si è visto che invece c'è un cuntinuum tra l'uno e l'altro. Non sono sbagli della natura. Spesso siamo noi che non li accettiamo e creiamo il loro disagio. Non lo sapremo mai , ma forse se vivessero in un contesto accogliente , non sentirebbero il desiderio di operarsi”
Non si meraviglia più?
“No!Pensi che abbiamo avuto il caso di una persona che è diventata maschio che poi si è sposata con una da maschio era diventato femmina”
Come si conciliano questi interventi con i dogmi della chiesa?
“La chiesa non si pronuncia nel merito , ma ha un atteggiamento molto rigido”
Lei è cattolico?
“Si, non praticante”
E si sente tranquillo con la sua coscienza?
“Assolutamente si”
La guardano con sospetto per il suo lavoro ?
“Siiii..anche i colleghi. Ma io sorrido. Questi interventi non sono la soluzione del problema. Ma allo stato attuale sono l'unico modo per attutirlo: e il mio obiettivo è il benessere del paziente”

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