martedì 26 maggio 2009

INTERVISTA A LEONARDO DOMENICI , TRA I FONDATORI DEL PD ED EX SINDACO DI FIRENZE

leonardo20domenici

A dicembre , nel mezzo di un’inchiesta giudiziaria sull’area di Castello a Firenze ( due suoi assessori indagati) , parlò di una campagna politico-mediatica senza senso e disse che si ritirava dalla politica. Cosa le ha fatto cambiare idea?

“Ci sono dei momenti in cui non puoi seguire solo un impulso di pancia ma devi capire che hai delle responsabilità: le Europee sono una scadenza importante e c’è stata una forte sollecitazione da parte del partito confermata anche dalle persone che incontro andando in giro”

Però Lapo Pisteli , ex candidato alle primarie fiorentine, ha detto che non la voterà..

“Per me questa faccenda è chiusa. E’ il momento di fare la campagna elettorale e non quello delle polemiche”

lei rivendica di essere stato tra i fondatori del Pd ma dice anche che c’è una distanza tra il progetto originale e il modo in cui si è realizzato..

“Penso che l’idea e il progetto del Pd resti più che valido : ne ha bisogno il Paese , il sistema democratico. Però capita che fra un’idea e la sua realizzazione si determino delle divaricazioni e persino delle storture. Questa campagna elettorale è importante anche per ridare vita a un progetto di un partito riformista ma di massa: io credo in un partito organizzato , strutturato, radicato nella società , che abbia sedi di aggregazione , di elaborazione politica programmatica”

Che torni fra la gente?

“Che non limiti i momenti di partecipazione solo alle occasioni , pur importanti, delle primarie o della democrazia on-line. Abbiamo un patrimonio , delle tradizioni, una idea di partito molto diversa dalla destra : lo dobbiamo preservare e valorizzare”

Ma c’è questa voglia di partecipazione?

“Ci sono molte persone disponibili ad impegnarsi. L’errore che abbiamo fatto è stato pensare che venissero da noi spontaneamente. Invece se noi non le andiamo a cercare , non ci parliamo, non ci discutiamo, giustamente, non vengono”

Secondo un recente sondaggio Ipsos gli operai votano per il Pdl..

“Questo è un discorso meno vero da noi, in Toscana, nell’Italia centrale, più vero a Nord e a Nord Est , soprattutto nelle realtà di piccola  e media impresa. Per questo è necessario portare avanti quello che dicevo prima : insediamento sociale , rapporto con i problemi concreti, una politica che non sia solo spettacolo”

Si parla molto delle nuove generazioni del Pd . Lei che ne pensa?

“Nelle liste del Pd dei consigli comunali ci sono molti giovani : il rinnovamento è già stato avviato. Ma bisogna uscire dalla retorica del conflitto generazionale. Un partito vero, serio , ha anche il compito di selezionare, formare e far affermare nuovi dirigenti. L’innovazione non è la negazione del patrimonio che abbiamo alle spalle . Anzi”

Il candidato sindaco del Pd a Firenze è Matteo Renzi, 34 anni, parola d’ordine rinnovamento. lei gli aveva sconsigliato di partecipare alle primarie. Perché?

“Due motivi. Il primo e che aveva fatto solo un mandato come Presidente della provincia. Il secondo è che ho sempre pensato che Matteo fosse una persona su cui investire per il futuro. Invece lui diceva mi candido e mi gioco tutto : se perdo mi ritiro. Mi sembrava un approccio sbagliato. Forse avevo una visione un po’ rigida , forse mi sono anche sentito come il mentore a cui secca che il giovane non segua i suoi consigli. Ma devo riconoscere che Matteo è stato abile e capace”

Dopo 10 anni da sindaco di Firenze ha qualche rimpianto?

“Guardandosi indietro ci sono sempre delle cose che uno pensa che avrebbe potuto fare meglio. Sicuramente dovevo dare importanza a molto di quello che viene scritto sui giornali”

Cosa dice agli italiani che pensano che l’Europa è lontana e poco interessante?

“Che non è vero. L’Europa è nella nostra vita quotidiana, nelle cose più o meno banali: è l’Ue che stabilisce il tetto minimo e massimo dell’orario di lavoro ma anche se non si usano più i sacchetti di plastica per fare la spesa. E qualsiasi sindaco ci farà vedere opere o interventi di recupero co-finanziati dalla Ue. L’Europa è qui : non capirlo è pericoloso”

Si considera ancora un uomo di sinistra?

“Certo. Sono un riformista di sinistra e non penso che questi due termini siano antitetici. Nel mio percorso ho rivisto alcune convinzioni ma senza rinunciare ai valori che caratterizzano la sinistra: un principio di eguaglianza che deve essere declinato di più in rapporto al merito, la democrazia come sistema di regole in grado anche di assicurare nuove forme di partecipazione e infine un’innovazione che non neghi il patrimonio di valori che la sinistra ha contribuito a rendere più solido”

E le altre sinistre :Dal Prc all’Idv?

“Slittano troppo o sull’ideologico o sul populismo andante”

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