martedì 30 giugno 2009

INTERVISTA A BARBARA MONTEREALE

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DA REPUBBLICA.IT

lunedì 29 giugno 2009

INTERVISTA AD IBRAHIM GHAZY, EGIZIANO PICCHIATO A MILANO

Ibrahim Ghazy è stato picchiato da 5 componenti di una famiglia italiana per un parcheggio a Milano

Uscito di casa per andare a ritirare la macchina dal meccanico, si è ritrovato all’Ospedale di Garbagnate con due costole rotte e una vertebra scheggiata. Come è stato possibile?

“Il tutto è cominciato venerdì di due settimane fa quando sono andato all’officina vicino a dove abito io a Limbiate per far aggiustare la macchina del mio parente. Il cancello era chiuso , così ho parcheggiato fuori dal cancello”

E poi?

“Dalla casa di fronte un signore si è affacciato e mi ha detto di andare via.Io non l’ho ascoltato : lui, allora, è sceso e mi ha tirato un pugno”

Ha reagito?

“No, ho fatto finta di niente e me ne sono andato. Faccio il cuoco in un ristorante-pizzeria di LImbiate e non potevo permettermi il lusso di perdere un’intera giornata di lavoro”

Il lunedì dopo , però, è tornato dal meccanico e le cose sono andate diversamente

“Con la mia auto sono andato a ritirare quella di mio cognato che nel frattempo era stata aggiustata. Ho parcheggiato nello stesso posto del venerdì prima ma solo perché era l’unico libero. All’uscita, ad aspettarmi, non c’era solo il signore del pugno , ma tutta la sua famiglia : nonno, nonna, marito, moglie, figlio di 17 anni e un vicino”

Cosa facevano?

“Scattavano foto alla mia auto : dentro c’era mio cognato Mohamed a cui avevo chiesto di accompagnarmi. “Tornatene al tuo paese”: la nonna, una signora sulla settantina, si è avvicinata e mi ha colpito con il suo bastone da passeggio. Il figlio, poi mi ha colpito con uno schiaffo. Io gliel’ho restituito e sono scappato dentro l’officina.

E lì cosa è successo?

“Sono tornato dal meccanico per cercare qualcosa con cui difendermi ma qualcuno mi ha colpito alle spalle con un oggetto metallico. Mi è mancato il fiato e sono crollato a terra : a quel punto tutta la famiglia mi ha colpito con calci e bastone”.

Come si spiega un episodio del genere?

“Razzismo misto a ignoranza. Ma guai a generalizzare , so benissimo che la maggioranza degli italiani sono diversi. Proprio per questo ci tengo a far sapere a tutti quello che mi è successo : lo faccio per l’orgoglio di questo paese”

Quindi non si pente di aver lasciato l’Egitto per l’Italia?

“Assolutamente no. Sono arrivato qui nel 1971 perché volevo una vita migliore e l’ho avuta. Qui sono nati anche i miei tre figli . Due femmine : Rasha ( ingegnere nucleare di 25 anni) , Randa 22 anni ( laureata in Scienze Politiche con tre libri all’attivo) e Ramy 21 anni ( secondo anno al Politecnico).

Ha sempre fatto il cuoco?

No, in Egitto facevo il tecnico di laboratorio in un’azienda tessile. Ho cominciato a fare lo chef quando sono arrivato in Italia : prima in un hotel, poi per le agenzie di catering delle mense. Dopo anni di sacrifici sono riuscito a comprarmi una pizzeria a Limbiate ( periferia nord di Milano)

Da quando è in Italia le è mai capitato di essere vittima di razzismo?

"Questa è stata la prima e unica volta”

La figlia Randa racconta un episodio “Solo una piccola cosa , recentemente. Ho litigato con delle signore di 50/60 anni a bordo di un treno. Stavo tenendo il posto a mio fratello : loro mi hanno detto che in Italia questa cosa non era possibile “se non vuoi rispettare le nostre regole è meglio che te ne torni nel tuo paese”

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Ibrahim , lei è in Italia da più di trent’anni. Tu, Randa , addirittura, ci sei nata. In questo tempo avete notato dei cambiamenti nel rapporto tra italiani e gli stranieri?

“Come no, negli anni Settanta gli stranieri erano pochissimi. Forse anche per questo , gli italiani erano molto più disponibili. Era più facile farsi delle amicizie. Non voglio assolutamente generalizzare ma ora la gente sembra più diffidente”

Randa interviene “Molte cose sono cambiate. E’ peggiorato il sentore popolare e il linguaggio politico, così come quello televisivo, si è involgarito”

Vi siete mai sentiti stranieri?

“Io sono italiano al 100%”

Randa dice “mi sento italiana, egiziana e musulmana tutta insieme. Non c’è una parte che prevale”

venerdì 26 giugno 2009

INTERVISTA A FERRUCCIO DE BORTOLI , DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA

La legge delle intercettazioni potrebbe diventare legge, allora ci si chiede come diventare giornalista in un Paese che vuole limitare la libertà d’informazione.Lo chiediamo Ferruccio De Bortoli , direttore del Corriere della Sera.

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La decisone di diventare giornalisti conta ancora qualcosa in Italia oggi?

“Conta, ha molto senso, ne avrà anche in futuro. Una società senza giornali non è in grado di selezionare una classe dirigente , non è in grado di far pensare e riflettere”

Cosa pensa del ddl sulle intercettazioni?

“Sono contrario da tempo, l’ho detto più volte. Ritengo sia una misura illiberale e sono spiaciuto della posizione che sta assumendo il Parlamento a questo proposito. In questo modo io credo che si depotenzi molto uno strumento di indagine e si leda la libertà di stampa di questo paese”

Qual è il ruolo del web in rapporto all’informazione?

“Credo che il web costituisca una straordinaria possibilità , ma al tempo stesso penso sia necessaria un’accorta integrazione. Le potenzialità del web vanno sfruttate al massimo, occorre utilizzare tutti gli strumenti che sono a nostra disposizione nella migliore maniera possibile . Ovviamente sta a noi cogliere tutte le possibilità e le potenzialità per fare un’informazione che sia sempre di qualità”

Come si può fronteggiare la crisi che attanaglia anche l’informazione?

“E’ indubbio che stiamo vivendo una crisi. Però io penso sia necessario cambiare il clima psicologico , passare cioè alla capacità di stare più vicini ai lettori, grazie a strumenti appunto, come la rete e la multimedialità”

Dunque il web diventa una risorsa?

“Certo, non si deve avere paura del futuro, di internet, dello sviluppo dell’informazione in rete. Dobbiamo pensare sempre più in termini multimediali e avvicinarci a quella forma di giornale che rimane un grande hub di contenuti e dobbiamo essere capaci di declinare questi contenuti sulle varie piattaforme dell’informazione”

E come si arriva a questi traguardi?

“Fornendo un’informazione di qualità. La vera sfida è dimostrare che carta stampata e rete non sono alternative. I lettori vanno soddisfatti fornendo un buon cartaceo al mattino ed un approfondimento in rete durante la giornata”

giovedì 25 giugno 2009

INTERVISTA A LORETTA GOGGI

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Loretta Goggi ha festeggiato la i suoi trentasette anni di carriera.

Signora Goggi i suoi anni di carriera sono un bel traguardo.

“E come no! Insieme a un altro importante anniversario i 25 anni di attività dell’Arcigay di Milano”

Un caso?

“Del tutto fortuito. E fortunato. Altrimenti non l’avrei festeggiato. Nel senso che , quando gli anni sono tanti, è meglio sorvolare: che ci importa quanti anni sono! Ma il mio primo contratto assoluto come attrice in Rai inizia proprio in questa data: la trasmissione era Sotto processo.

Lei canta , recita, balla..

“Le dico di sì perché mio marito non c’è e quindi posso dire che ballo. Lui in realtà sostiene che cammino con eleganza..”

Non pensa che se fosse nata in America sarebbe stata un’altra Liza Minelli?

“Ah, questa è una cosa bellissima che mi ha detto il grande Luchino Visconti . Non a me personalmente , ma a Peppino Patroni Griffi , che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere, che subito me lo raccontò”

Come è arrivato il successo?

“E’ stato tutto meravigliosamente casuale. Ho cominciato a recitare per caso; in realtà ho studiato musica e pianoforte per far contento mio papà. Sempre per caso ho cominciato a fare le imitazioni : si era ammalato un imitatore in una trasmissione di Baudo..”

Fortuna e talento..

“Guardi che io sono stata molto accusata dai critici del tempo. “Eh, ma questa canticchia , ballicchia, reciticchia, imiticchia, presenticchia. Farebbe bene a fare una cosa sola e a portarla avanti nel tempo”. Ne ho fatto una questione d’orgoglio. Può darsi che avessero ragione: però era sicura che saper fare tutte queste cose mi sarebbe servito per affrontare questa professione a tutto tondo”

Canticchiando è arrivata seconda al Festival di Sanremo del 1981..

“Sì, con Maledetta Primavera ( 1 milione di copie vendute ndb) : sa che è entrata a far parte degli evergreen italiani? E’ in compagnia di Volare di Domenico Modugno e “Fiori di rosa fiori di pesco” di Battisti”

Ma perché Maledetta Primavera?

“Beh, adesso sarebbe facile fare una parodia e dire Maledette Primavere perché cominciano a essere un po’ troppe. In realtà è una canzone ispirata alla storia d’amore tra me e quello che è poi diventato mio marito, nata tra troppe complicazioni. Ma non è vero che per innamorarsi basta un’ora : a noi sono bastati 5 minuti”

C’è qualche punto di contatto fra le sue imitazioni e quelle che fa, ad esempio, Sabina Guzzanti?

“Direi di no. Oggi in Italia ci sono delle imitatrici straordinarie. Sabina, oltre che imitazioni, fa satira: e i contenuti superano addirittura la somiglianza. Poi ci sono Paola Cortellesi , Gabriella Germani, Emanuela Aureli : tutte bravissime . Ai miei tempi non ce n’era proprio nessuna. E trovato buffo riuscire, con la mia faccettina da santa, che come attrice dovevo morire, essere malata o orfana – almeno questo era il mio phisique du role , a far ridere , a essere ridicola”

A proposito del diverbio con Bongiorno di qualche anno fa..

“Oddio, che mi chiede?”

Pensa che la televisione italiana riservi alle donne solo ruoli di valletta o di velina?

“No, non più. Oggi c’è una schiera di donne che conducono trasmissioni anche di successo, come la Ventura. Quello fu solo l’atteggiamento scorretto di una persona singola”

Dovendo presentare un programma chi vorrebbe vicino a sé come valletto?

“E’ una battuta è molto facile : mio marito. Per una volta i ruoli sarebbero invertiti. Perché a casa io sono la sua geisha , completamente al servizio suo e della nostra famiglia . Perché ormai siamo sposati e la nostra è una famiglia”

Sposati l’anno scorso

“Esattamente”

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Dopo 25 anni..

“Dopo trenta prego. Non tolga degli anni a questo fidanzamento a cui tengo tantissimo. Abbiamo aspettato invano i Pacs, Dico, tutte le cose che avrebbero potuto non far cambiare niente. Alla fine mio marito mi ha detto una cosa..Lei sa com’è andata?”

No racconti..

“Lui stava guardando una partita alla tivù, io ero al computer. All’improvviso , dal niente, come se stesse parlando di sport , mi fa “Goggi , noi perché non ci sposiamo?”. Io dal computer gli ho risposto “E chi ci si piglia oramai?”. Lui è rimasto un po’ interdetto e mi ha risposto “Lo devo prendere come un no?”

Molto romantico..

“Non sapevo se scherzava o diceva sul serio. Non scherzava. Il tempo di fare i preparativi e siamo andati a Orbetello , un posto al quale siamo molto affezionati e li ci siamo sposati. E’ stato davvero un momento importante : come può un uomo sorprenderti ancora dopo trent’anni ? Per me è stata una dichiarazione d’amore di valore assoluto , inestimabile”

Peccato però che ci siano cittadini , i gay , che non hanno gli stessi diritti degli altri. LO trova giusto?

“Penso che sia imprescindibile garantire a tutti gli stessi diritti: etero, gay, coppie di fatto. Con mio marito abbiamo considerato anche questo: se succede qualcosa di grave a uno dei due, lui deve decidere per me, io devo decidere per lui. Non si discute. Anche perché il matrimonio , come rito, ha un senso per chi crede. I Pacs, o i Dico, sono per tutelare il diritto di coppia di chi decide di vivere insieme come meglio crede , prescindendo da sesso e religione”

Torna in tivù?

“A che fare?”

Rimpianti?

“No. Sono stata fortunata, nella mia vita ho colto tutte le rose che ho potuto. Qualche rimorso forse. La vita costringe spesso a delle scelte. Che bisogna fare anche quando sono dolorose”

La canzone che avrebbe voluto cantare?

“Siccome ho scelto da molto tempo di non incidere più , di non fare televisione, eccetera, oggi posso cantare tutte le canzoni che voglio . Così me le canto un po’ tutte”

mercoledì 24 giugno 2009

INTERVISTA A EMILIO SOLFRIZZI

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“Lo so , ho complicato la vita a Scamarcio per anni. Ma non l’ho affatto apposta : non volevo”

Cosa è successo con Scamarcio?

“Io e Antonio avevamo inventato il personaggio di Piero Scamarcio , un mezzo delinquente barese che, indossando una tuta d’acetato sul petto nudo, con le catene d’oro al collo e una birra sempre in mano, cantava con accento barese i successi internazionali traducendoli alla lettera . Roba tipo Pioggia viola per Purple Rain di Prince. O Mattinata di settembre per September Morning di Neil Diamond. Le gag con Scamarcio, che interpretavo io, erano quelle che piacevano di più. La gente a Bari e dintorni ci fermava per strada . E Riccardo ha avuto un po’ di noie..”

Vi siete mai incontrati?

“Poco tempo fa. E quando ci siamo stretti la mano per presentarci, sorridendo , mi ha detto “Emilio , non hai idea che cosa è stata la mia vita per colpa tua. A scuola mi massacravano . Mi chiedevano tutti del parente cantante.Mi chiedevano di fare come lui..”: noi avevamo scelto il nome Scamarcio a caso: ci piaceva il suono”

Quando ha deciso di sciogliere il duo e trasferirsi a Roma?

“Nel 1998. Avevo capito che ,anche se a Bari e in alcune zone riempivano teatri da 2500 persone per una settimana di fila , più di tanto non avremmo fatto. Sono sempre stato ambizioso : volevo fare l’attore-autore , non solo il comico. Non abbiamo mai litigato però. Antonio, che è rimasto a Bari, è ancora oggi uno dei migliori amici”

I primi tempi è stata dura?

“Un po’ si. E’ stato un salto nel buio. Sono arrivato a Roma a 35 anni , con moglie e un figlio, senza conoscere nessuno. Per fortuna, nel giro di un anno , ho fatto Sei forte maestro, che non aveva una sceneggiatura da Oscar, ma ha dato il via alla seconda parte della mia carriera”

A Bari come era iniziata?

“A scuola. Io e Antonio eravamo nella stessa classe. Ci siamo buttati sul teatro perché ci aiutava a far colpo sulle ragazze. E siccome in più facevamo ridere , non ci siamo più fermati. Dopo il diploma , ho provato a entrare all’Accademia Navale di Livorno : i miei genitori volevano che facessi qualcosa di serio , a me piace il mare, pensavo di poter fare una vita più libera , più bella come elicotterista di Marina. Meno male che non mi hanno preso”

E che cosa ha fatto?

“Mi sono imposto di studiare Giurisprudenza , ma l’ho lasciata perdere dopo poco per iscrivermi al Dams di Bologna , che poi ho finito. Intanto Toti e Tata ( duo fatto all’inizio carriera ndb) andavano sempre meglio. Quando Berlusconi è sceso in campo , abbiamo messo su uno spettacolo , Farsa Italia, e ha avuto un tale successo che il Cavaliere per non scontrarsi con noi , un giorno non è venuto a fare campagna elettorale a Bari. Se da noi ci fosse stato il pienone e da lui no, che cosa sarebbe successo?”

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E’ di sinistra?

“Lo ero. Ma sono talmente deluso che non so più che cosa rispondere. Sono stato felice per l’elezione di Nichi Vendola come Presidente della Regione Puglia, quello si”

C’è un personaggio politico che le piacerebbe prendere di mira?

“Le imitazioni non mi sono mai piaciute e oggi i comici fanno soprattutto quelle. Ecco, per me, l’ideale è Albanese che fa Frengo”

Gli incontri importanti della vita?

“Antonio , mia moglie Renata e Cristina Comencini, la prima a scritturarmi nel 1998 , in un film , Matrimoni , che mi ha fatto avere una candidatura al David di Donatello come miglior attore non protagonista . E dopo un po’, nel 2002 , ho girato El Alamein , in cui per la prima volta in vita mia ho recitato un ruolo interamente drammatico , senza nemmeno un ammiccamento brillante”

Scommessa vinta?

“Sono sereno, e mi basta. Sarà l’età , ma oggi non ho più l’ansia da prestazione. Mi basta non vergognarmi di quello che ho fatto”

Le prossime scommesse?

“Mi piacerebbe cantare in un musical e cimentarmi con la regia”

Ambizioso

“Chi fa questo lavoro e dice di non essere un po’ megalomane mente. Non so bene l’inglese , quindi resto qui. Ma perché negarsi la possibilità di recitare in un bel film italiano che giri il mondo , e magari porti a casa qualche statuetta?”

Si sarà mica montato la testa?

“Impossibile. Il trucco di questo lavoro l’ho capito anni fa, quando andavano fuori da Bari. In città , al bar, ci offrivano il caffè e ci chiedevano autografi e foto . A mezz’ora di macchina tornavamo ad essere invisibili”

Le hanno mai offerto una pubblicità?

“Nel 2007 , dopo Love Bugs, ho fatto un provino con Giorgia Surina , l’altra protagonista, per gli spot di Alice. Hanno preso Diego Abatantuono e Elena Sofia Ricci”

Con la comicità ha chiuso?

“Per niente. Un bravo attore deve saper fare tutto e non vedo l’ora che mi offrano un ruolo in una commedia , o in un film di Natale. A me piace cambiare : dopo Tutti pazzi per amore , ho girato la doppia vita di Natalia Blum, un giallo. E vorrei anche fare uno spettacolo a teatro , da solo o con Antonio. Ma non come Toti e Tata e con le vecchie cose. Con un repertorio completamente nuovo”

Dopo il successo di Tutti pazzi per amore , le saranno arrivate parecchie offerte di lavoro?

“Per fortuna si. Ma non potrò accettare nuovi progetti finché non saprò quando iniziano le riprese della seconda edizione”

Si dice che lei sia un tipo musone , chiuso, insicuro, è vero?

“Lo ammetto. Ma sono anche tutto il contrario. Diciamo che sono soprattutto malinconico”

A Bari torna spesso?

“Mai quanto vorrei. MI manca il mare. Pensi che , quando sono salito a Roma, ho venduto subito la casa per evitare la tentazione di tornare indietro alla prima difficoltà. In compenso, ho comprato un trullo”

martedì 23 giugno 2009

INTERVISTA A CHRISTIAN CAUJOLLE , FOTOGRAFO DI GRAN FAMA

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Christian Caujolle è il fondatore di Agence Vu , una delle più brillanti squadre di fotografi del mondo . Scrive di critica fotografica.

I giornali fanno gossip autoreferenziale , tutti hanno un blog, ogni foto va si Flickr, un sms via Twitter diventa notizia, nessuno filtra niente, ogni cosa ha dignità di stampa, quindi nessuna ne ha il pregio. Mi sono perso..

“Se è per quello anch’io. Liberation (giornale francese ndb) ha pubblicato , in passato, una marea di articoli e foto presi gratuitamente da internet , non realizzati da qualcuno dello staff o ingaggiato appositamente. E’ questo il senso , è questo lo scopo di un giornale? Passi in edicola e vedi la stessa copertina dappertutto : chessò Obama. Ritratto come vuole il suo ufficio stampa. Sfogli e trovi le stesse foto per parlare dello stesso film , scelte dall’agenzia di comunicazione, le stesse , sia dove si dice che il film è un capolavoro che dove si dice : fa schifo. Omologazione totale. Una volta accadeva solo per la moda , di confondere il servizio pubblicitario con quello redazionale , ora accade con tutto, tutto, perfino con la politica”

Hai detto una volta. Sei caduto nella trappola della nostalgia?

“Certo che sì. Ho nostalgia dei contenuti, del modo di trasmetterli, della volontà di evolversi , di sorprendere, di riflettere su come comunicare. Negli ultimi quindici anni c’è stata una regressione nell’uso della fotografia , è tornata a essere mera illustrazione”

Perché è successo?

“Si è scatenata una riflessione globale su come mantenere l’identità dela stampa mentre la Tv si prendeva la leadership dell’informazione. E non si è trovato il modo di farlo. Ricordo una sera , alla riunione di LIberation, in cui per fare il titolo della prima pagina si decise di aspettare i notiziari televisivi. Non sei diverso sei morto. Non puoi esitare a essere originale , a pensare con la sua testa”

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Ma non puoi neanche non mettere Obama in copertina. O no?

“Sì certo. Obama è speciale, ma tutta l’informazione si è lasciata seppellire dall’accumulazione di simboli progettata dal suo staff: il treno, le bambine, la camicia, il Blackberry. Un icona perfetta , ritrasmessa senza spirito critico. Guarda , benché non sia un fan di Parsi Match, ti dico che almeno loro hanno avuto un’idea: Obama raccontato dal suo barbiere, l’unico articolo che ho letto nella settimana dell’incoronazione. Le Monde invece titolava il supplemento : Gli anni di Obama. Come se fossimo alla fine , invece che all’inizio”

E’ la velocità che autodivora tutto , noi inclusi. La trasmissione rapida , l’avvenire bruciato, volevamo tutto e subito, l’abbiamo già avuto e dimenticato. Ci siamo fatti del male?

“Ricorda sempre che l’invenzione del treno è anche l’invenzione del deragliamento. La velocità è il nuovo valore , ma spesso degenera in superficialità. Non conta come trasmetti, ma che cosa trasmetti. Se ricevi mille foto al minuto come scegli a quella a cui attribuire significato ? Ma se non lo fai, se non scegli, nulla ha significato”

Liberation dei tuoi tempi aveva e dava significato?

“Credo di sì. Almeno all’inizio . Nell’81 ci si accorse che dal dopoguerra i giornali non avevano mai cambiato formula. Liberation lo fece. Poche regole , energia e libertà. Un mix di impegno e curiosità. Una redazione che comprendeva professori universitari e operai. Le pagine sportive le pensò un operaio della Peugeot. Un momento magico e due ingredienti fondamentali : la voglia di capire la società per cambiarla e quella di farsi leggere”

Ci siete riusciti?

“A farci leggere sì. Fu un immediato successo: eravamo diversi, partivamo dal fatto del giorno, non avevamo una struttura rigida. A capire la società , abbastanza. A cambiarla , meno. Però rivendico qualche risultato : i diritti degli omosessuali , le coppie di fatto, l’istruzione scolastica hanno fatto passi avanti grazie anche a noi”

Come è iniziata la fine?

“Con la normalizzazione , l’assunzione di figure professionali omologate, uscite dalle scuole di giornalismo. Invece della curiosità , il pensiero unico, invece degli assoli , il coro”

Per questo hai lasciato?

“E’ accaduto per caso. Volevano un supplemento fotografico settimanale, mi distaccai per crearlo. Poi il progetto saltò per ragioni economiche , ma io avevo già messo i piedi una struttura produttiva e la feci partire. All’inizio avevamo rapporti con gli stessi fotografi che lavoravano per Liberation , era il nostro cliente quasi unico , poi ci siamo allargati”

Quali sono le caratteristiche di Vu, l’agenzia che hai fondato?

“Sono tre. L’approccio è largo : si va dal classico allo sperimentale. Non siamo una cooperativa , non siamo la Magnum del 2000. E usiamo, per quanto possibile, fotografi del luogo”

E questo garantisce l’originalità?

“Non sempre. A volte butti le foto sul tavolo e si assomigliano tutte. Stereotipi , deja vu. Prendi un argomento , che ne so: i combattenti di una qualsiasi resistenza. Ormai c’è una specie di gioco tra loro e i fotografi, come fossero attori, sono uguali in tutto il mondo , in America latina come in Pakistan, stesse posture, stesse espressioni, Modelli desunti dal cinema , che non comunicano più realtà. E in politica è lo stesso. E’ quasi impossibile avere un’immagine originale dei leader. Uno dei nostri che seguiva Sarkozy andava nei luoghi dei comizi prima, li fotografava vuoti e poi pieni, rendeva l’idea del teatro , della recita. Non ha mai avuto un permesso per il backstage”

Di fatto, nella politica come nella guerra , è un’informazione embedded. Come sganciarsi?

“Quasi impossibile. La sola cosa onesta da fare è dire al pubblico come si è ottenuta l’informazione. Non si è rispettabili se non lo si dichiara. Si pubblica un’intervista a Sarkozy? Bene, si dica come la si è avuta. L?ha proposta il suo staff? La si è chiesta e ottenuta trattando? Concedendo che cosa? Lo stesso per le foto. I politici l’immagine ormai se la costruiscono..”

Tipo i Clinton abbracciati sulla spiaggia a poche settimane dallo scandalo Lewinsky?

“Esatto. Perché uscirono quelle foto? Scrivete nella didascalia : ce le ha mandate la Casa Bianca. Questo farebbe la differenza con internet , dove nulla è verificato , neppure le foto. E hai sempre il sospetto del falso”

Come quando si guardava l’immagine del turista in cima a una delle Torri gemelle con l’areo sulle spalle. Ma il pubblico percepisce il rischio del fasullo globale ad alta velocità? E soprattutto ,gliene frega ancora qualcosa?

“Sì. E sì. Secondo te sennò perché la gente legge sempre meno i giornali? Perché non ha più fiducia”

E si butta sulla tv. Dalla padella..

“Alla brace , esatto. Guardavo tempo fa i notiziari da Gaza: mica scrivono “vistato dalla censura israeliana”. Erano le otto di sera a Parigi , nelle immagini era giorno pieno eppure c’era scritto Live. Sai come si dice , no? Quanto ti dicono “Live on TV” di vivo ci sei solo tu, sulla tua poltrona, davanti allo schermo”

Ma quelle sono le immagini , le informazioni che il potere vuoi controllare…

“E lo fa , nell’ultima campagna presidenziale francese ognuno dei due candidati aveva il proprio team televisivo”

In Italia abbiamo semplificato: due Tv per un candidato, ma alla gente non interessa più..

“La gente è bombardata, Non sono mai state trasmesse tante foto nello stesso momento e mai tante sono state distrutte nello stesso momento. Tu vai a un concerto , accendi il cellulare, scatti, mi mandi l’immagine via mms per farmi sapere dove sei. Hai l’illusione di comunicare. Io ricevo, guardo , rispondo, cancello. Questa è la relazione tipo che si ha oggi con le immagini”

Serve a qualcosa?

“Realizza il sogno folle della fotografia: duplicare la realtà e crearne una parallela. Si diceva che lo scopo era rendere la realtà comprensibile, invece si è creato uno schermo tra il pubblico e l’universo fisico. Ogni evoluzione riduce la fisicità , ma in un mondo senza fisicità scompare anche la responsabilità per quel che vi accade. Da bambino sfogliavo queste riviste in cui si immaginava il futuro : viaggi sulla Luna, pillole per mangiare..”

E mai che si vedesse un telefono portatile..

“Esatto.Si pensava a invenzioni per facilitare la vita. Quelle non ci sono state , tutto gira intorno alla comunicazione. E sai perché? Perché aumenta la possibilità di controllo da parte del potere . Il potere controlla le comunicazioni e tramite quelle controlla chi ne fa uso, cioè tutti noi. L’unica profezia avverata è quella di Orwell”

In questo mondo deragliato e vigilato , vorrei un ultimo giorno originale prima di chiudere pagina e ritirarmi. Dammi due idee

“Una pagina divisa in quattro e quattro fotografi nei diversi continenti che alla stessa ora GMT fotografano un soggetto analogo. E una rubrica settimanale che si occupa della strategia di comunicazione della politica, analizza come Berlusconi o il suo oppositore sono apparsi e perché”

Lo leggerebbero

“Io dico di sì”

lunedì 22 giugno 2009

INTERVISTA A DOLCENERA, CANTANTE

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A Sanremo ha cantato una canzone d’amore.

“E’ un momento , mio e storico, in cui sento un forte bisogno di certezze. Siamo tutti toccati dalla crisi e penso che l’unica cosa che ci può fare andare avanti è sentirsi in equilibrio con qualcuno”

Lei ce l’ha questo equilibrio?

“Adesso sì. Vengo da un periodino un po’ così: nel 2007 ho interrotto temporaneamente la relazione di quindici anni con Gigi, il mio ragazzo . Ho fatto delle scelte sbagliate , cercavo un po’ di vedere quanto male potevo farmi. Ma adesso ho superato tutto , anche scrivendo canzoni. All’inizio mi venivano fuori solo musiche cupe , e io non volevo : sul fronte cupezza avevo già dato. E allora mi sono messa a cercare qualcosa di diverso , dentro. Qualcosa di quel momento è rimasto nel disco: la canzone Oltre le stelle

Quella in cui dice “ io che mi ero persa nel cesso dell’Universo”?

“Esatto. Il cesso dell’Universo sono i vortici negativi , gli stili di vita sbagliati. Ma se pensa alle droghe è fuori strada. Quelle pesanti mi fanno paura”

Quelle leggere , invece?

“Mi faccio le canne. Ma ho smesso di fumare le sigarette”

E poi fuori dal cesso dell’Universo , ha ritrovato anche Gigi il fidanzato?

“Sì. Pausa a parte , abbiamo convissuto per 14 anni. Lui è la parte razionale . io la sua parte cazzara. Abbiamo resistito così tanto perché abbiamo vissuto tante vite: gli universitari fuori sede – pugliesi trapiantati a Firenze – , l’ingresso nel mondo del lavoro , le crisi , i cambiamenti”

Siete sopravvissuti anche ai suoi cambiamenti di look : l’avevamo lasciata dark e con gli occhi bistrati e la ritroviamo bon ton..

“Non c’è nessuna strategia dietro: quello che si vede è come mi sento. Per anni mi sono vestita e truccata di nero per proteggermi , per- ma questo l’ho capito solo dopo – nascondere la parte di me riservata. Non sono una dell’amicizia facile e non mi frega niente di chiacchierare dei cazzi degli altri. Adesso mi sento così, un po’ perbene. E poi anche il mio fidanzato un giorno mi ha detto “Manu , lo laviamo via sto trucco “: Ma non sono cambiata per lui , e il trucco è l’ultima cosa che ho tolto. Prima mi sono fatta crescere i capelli. Un cambiamento è un percorso , e ci vuole tempo”

A proposito di tempo : lei ha quasi 32 anni , il suo orologio biologico non fa tic tac?

“Credo che si sia fermato un attimo. Non sono pronta per essere madre , non faccio la vita giusta”

Il suo album si intitola Dolcenera nel paese delle meraviglie. Si riferisce al nostro Paese?

“Il Paese delle meraviglie è l’amore, un concetto che mi ha suggerito un libro: Scritto sul corpo di Jeanette Winterson. Anche il nostro , però, è un paese delle meraviglie , se intendiamo per meraviglia quella sensazione che ti dà la novità, bella o brutta che sia. Ne succedono di tutti i colori , da noi”

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Lei non ha mai fatto mistero del suo essere di sinistra. Ha cambiato idea?

“No, ma non sono per niente contenta ultimamente , come tutti, del resto. Ovviamente non ho una ricetta per la crisi della sinistra , ma penso che dovremmo cambiare logica e cominciare a guardare che cosa fanno le persone e su questo giudicarle e votarle, al di là degli schieramenti. E cominciare a far emergere i giovani: ce ne sono moltissimi con talento , in ogni ambito, anche musicale.

Lei ha vinto uno dei primi talent show della Tv italiana, Music Farm edizione del 2005 , ma più che della sua vittoria ci si ricorda dell’affaire Baccini. Pentita di aver partecipato?

“Io non ci volevo andare a Music Farm. Dopo che il mio agente di allora mi convinse a firmare il contratto, piangevo ogni giorno prima di entrare nella casa : io ero quella che si copriva, figuriamoci se avevo voglia di partecipare a un reality! Comunque , col senno da poi, da un punto di vista artistico non è stata una brutta esperienza : ho suonato I will Survive come fosse un valzer”

Da altri punti di vista, invece?

“Non ho un bel ricordo di come mi sono comportata , delle mie reazioni emotive lì dentro. Tutto era sfasato , nel chiuso di quella casa. Il fuori non lo senti più. Quando sono uscita sono dovuta andare dallo psicoanalista per 6 mesi: avevo reagito male alla compressione fisica e mentale, non sapevo più chi ero”

Ma per tutti era diventata quella che avevo fatto perdere la testa a Francesco Baccini

“Mi sono legata perché ci assomigliavamo. Non era sempre su di giri come gli altri , con lui riuscivo a parlare”

Però poi non è stato elegante nella gestione del post

“Non lo so. Penso sia tutto finito quando siamo usciti, no?”

Non li ha letti i giornali?

“No, in quel periodo ho evitato”

Le sue storie finiscono sempre così bruscamente?

“Chiariamo una cosa: lì nessuno è stato fidanzato con nessuno, non c’era niente da capire, dopo. Si è creato un gran polverone sul nulla : neanche i bambini delle elementari sono così casti”

A proposito di scuola: lei è quasi ingegnere

“Mi mancano sei esami. Ho fatto ingegneria perché sono una precisa. Magari sempre seduta all’ultimo banco, ma poi a casa studiavo. Mi chiamavano Dredd , come il film di Stallone Dredd , la legge sono io, perché tenevo a bacchetta tutti quelli che studiavano con me . Penso che non mi laureerò mai , ma ho fatto cose che , per me, equivalgono alla laurea”

Tipo?

“Aprire il concerto di Vasco Rossi. Pensavo mi facessero a pezzi, i suoi fan. E invece sono salita e ho fatto due pezzi piano e voce e nello stadio è sceso il silenzio. E’ stato bellissimo”

Adesso le faccio una domanda che vorrei fare anche a Madonna: com’è avere un nome d’arte?

“Nessuno mi chiama Dolcenera, mi chiamo Manuela Trane e per i fan sono Manu o , al limite, Dolcemanu. Dolcenera è come un tatuaggio, una parte di me”

Dei tatuaggi a volte ci si stufa

“Infatti io non ne ho nessuno.ò Dolcenera è il mio temperamento , nella canzone di De Andrè – a cui mi sono ispirata per il mio nome d’arte- dolcenera è l’acqua , che può essere dolce , ma che a volte trascina via”

Si potrebbe quindi tradurre con acqua cheta? Sa quella di cui si dice che rovina i ponti

“No acqua cheta non mi piace”

venerdì 19 giugno 2009

INTERVISTA A MARY PETRUOLO, ATTRICE

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Mary “Palma” Petruolo, è l’attrice di Questo piccolo grande amore, uscito a febbraio. Nel Film ha indossato quella maglietta fina tanto stretta.

L’ha anche incontrato , Baglioni?

“E’ arrivato sul set un giorno che nessuno se lo aspettava. Era il giorno del matrimonio , io ero issata sulle spalle dei ballerini e l’ho visto dall’alto. Mi ha salutato , volevo chiedergli un autografo per mia zia che è una sua grandissima fan. Non ho avuto il coraggio”

Matrimonio ? Quindi la storia d’amore del film , a differenza di quella del disco , va finire bene?

“Veramente , no, è una specie di giorno, in cui calo dall’alto attaccata ai palloncini. Non ci sarà l’happy end , ma non posso raccontare di più”

Ci dica allora se stare attaccata ai palloncini le ha fatto paura?

“Per niente, farei qualunque cosa nell’aria , amo il senso del vuoto. Ero più spaventata del sesso”

Non possono esserci scene hard in un film ispirato a Claudio Baglioni?

“No, ma facciamo l’amore nella cabina, con fuori la pioggia e il riflesso dei fulmini. Quando ho letto il copione , ero appanicata da morire all’idea di mostrarmi tutta nuda, volevo addirittura chiedere di togliere la scena, ma poi mi sembrava eccessivo. Così mi sono tuffata , con un perizoma di cui però hanno tagliato i lacci..”

Il regista vi ha spiegato come muoversi in quella scena?

“Ci ha lasciati liberi. Emanuele mi ha molto protetta , cercava di coprirmi il più possibile , mettendo il suo corpo davanti alla cinepresa”

Com’è la maglietta fina?

“Abbiamo fatto un sondaggio per capire come al gente se la immaginava. Ha vinto una maglietta semplicissima , tutta bianca”

Quanto sono presenti gli anni Settanta nel film?

“Io indosso gonnelloni e zoccoli, ho i ricci. E in sottofondo ci sono le manifestazioni , la politica di quegli anni”

E le canzoni?

“Sono quelle del disco, ricantate da Baglioni. Più un suo inedito, sui titoli di coda”

Secondo lei , chi è andato a vedere il film?

“Mia mamma lo avrebbe visto comunque , anche senza la mia presenza.”

Lei ce l’ha un piccolo grande amore?

“No, sono single”

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Ma il suo primo amore com’è stato?

“Non so se c’è stato, la mia prima storia l’ho avuta e non l’ho avuta. E mi dispiace, adesso è troppo tardi”

In che senso l’ha avuta e non l’ha avuta?

“Non sono sicura che fosse proprio il primo grande amore , quello che non dimenticherai: io le farfalle nello stomaco non le ho sentite. Però è durata un anno e due mesi”

E altri amori?

“Non ci sono stati. Sono sempre occupata , presa dallo studio, perché sono un po’ secchiona e volevo a tutti i costi diplomarmi al liceo linguistico pubblico, senza sconti, anche se lavoravo già e non è stato facile. Poi c’era la danza , che ho fatto per anni, e le continue trasferte per lavoro. Adesso vivo a Roma e sono più tranquilla , ma al momento non c’è nessuno”

Se dovesse scegliere una storia d’amore per eccellenza – un film, un libro, una canzone quale sarebbe?

“Ghost: piango tutte le volte”

Lei che non li ha visti , come si immagina gli anni Settanta?

“Molto colorati , ricchi di contestazione , di persone che volevano costruire valori nuovi. Belli, più di oggi”

Anche sessualmente liberati..

“Non ne sono così sicura. Sarà che io vengo dalla provincia di Caserta , ma tutta quella liberazione sessuale non c’è stata , non dappertutto. Io ho ancora amiche che vogliono arrivare vergini al matrimonio, e altre che si sentono in colpa per aver perso la verginità”

I genitori non hanno cercato di contrastare il suo desiderio di recitare? Con tutte quelle voci che girano sul mondo dello spettacolo?

“Mamma non avrebbe voluto, ma io ci tenevo moltissimo. Quando ho vinto un concorso per fare una sfilata a Roma, e poi mi hanno chiamata girare Maria Josè , ho capito che recitare era ciò che volevo fare. E l’ho fatto con l’aiuto di mio padre, è lui il macigno che mi sostiene sempre. Anche adesso che vivo da sola: l’altro giorno avevo la febbre , e papà è venuto qui ad accudirmi”

giovedì 18 giugno 2009

INTERVISTA A MELISSA P.

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PRESA DA LE IENE

martedì 16 giugno 2009

INTERVISTA A DARIA BIGNARDI

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Daria Bignardi ha fatto uscire un libro sul dolore dell’orfano adulto, scritto dopo la morte della madre “Non vi lascerò orfani”

In copertina hai messo tre mele?

“Tre è un bel numero , verticale. Le mele potrebbero essere i miei genitori e mia sorella Donatella . O Luca (Sofri , il marito ndb) e i bambini. Siamo ed eravamo in quattro : ci sono sempre altri tre in famiglia , oltre a me. Questo libro , anche se racconta una scomparsa , parla della vita. Scrivendolo, ho capito più che mai quanto il rapporto coi miei, benché faticoso e difficile, fosse di grande amore. E quanto alla vita , anche quando si sbaglia, sia sempre meglio meglio dare che non dare , fare che non fare. Mia madre sbagliava molto ma, a modo suo, c’era sempre”

Avresti voluto capirlo prima?

“L’ho sempre saputo. Dal conflitto , per me è sempre nato qualcosa di buono. L’importante è litigare con rispetto : io alla mamma sono sempre devota . Non mi ha tanto aiutato , casomai contestato, ma il suo continuo tentare di opporsi alle mie scelte mi ha reso reattiva. Non voleva che viaggiassi perché stava in ansia? E io giravo il mondo. Oggi che potrei partire senza stress , non mi muovo più di casa”

No tutti reggono bene i conflitti: bisognerebbe avere il carattere per sostenerli?

“Il carattere un po’ c’è , un po’ si costruisce. Io sembro una persona distaccata , ma mi emoziono moltissimo. E nelle relazioni con gli altri , semisconosciuti compresi , soffro e mi metto in gioco. Sono infantile , vorrei che tutti mi volessero bene . Soprattutto , che mi dessero sempre ragione. Anche per questo , dopo l’esame di maturità , avrei voluto andare a studiare lontano dai miei. Poi mio padre si ammalò e cominciò un periodo difficile”

A causa del rapporto con tua madre?

“Sono figlia di anziani : mio padre era del ‘14 , mia madre del ‘23. Quando ero adolescente , a causa della menopausa , l’ansia ossessiva della mamma si aggravò. La sua prima vittima era papà , poi è toccato a me, in quanto figlia più piccola , avuta tardi , un incidente. Mi diceva sempre che aveva pianto tantissimo quando aveva scoperto di aspettarmi”

Sono sono che si possono dire a un figlio?

“A casa nostra era normale dire le cose schiettamente , belle o brutte che fossero, specialmente brutte perché eravamo tutti ipercritici e verbalmente incontinenti. Però eravamo anche autoironici , e ci prendevamo continuamente in giro. Mia madre con le sue ansie mi ha massacrata , ma credo di esser cresciuta con un po’ di senso dell’umorismo. Per esempio , è un dato di fatto che i nostri genitori fossero molto più belli di me e mia sorella : alti , longilinei , lui con gli occhi azzurri , lei con un gran seno e le gambe lunghe. La mamma ci ha sempre detto simpaticamente , con il suo accento emiliano “ Proprio non capisco come da due come noi possiate essere venute fuori voi due”.Eravamo piccoline, minute , neanche l’ombra delle sue forme e del suo portamento”

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Scrivi anche che ti chiamava besctia. Ed egoiscta.

“Tutti i Bignardi lo erano , per lei. I Bianchi invece – ovvero la sua famiglia , dalla quale secondo lei mia sorella Donatella aveva preso di più – erano i buoni d’animo ; divideva le persone in queste due categorie. La mamma era molto umana , troppo umana, viscerale , irruente , eccessiva. Pretendeva il mio amore, e pretendeva di rovesciarmi addosso il suo , anche quando il suo modo di esprimerlo era lo stare in pensiero. Tutta la vita, ogni mia scelta, quelle più importanti – vivere a Milano , fare la giornalista free lance, sposarmi due volte- ma anche le più piccole decisioni , che lei giudicava sempre incoscienti , le gettavano nell’ansia più nera”

Eppure sarà stata fiera dei tuoi successi

“Lo era , ma quello è venuto molto più tardi. E comunque criticava sempre , per esempio non le piaceva mai come mi vestivo , diceva che non mi davo mai un po’ di tono , che dovevo smettere di mettermi la divisa , e aveva anche ragione. Deprecava il fatto che alle Invasioni barbariche discutessi animatamente coi miei ospiti diceva “ Non sta bene”. Avrebbe preferito , e si può capire, che fossi rimasta a Ferrara e avessi fatto la professoressa come mia sorella. Per reazione , ho passato buona parte della mia vita senza più pensare ai miei primi 20 anni , e senza tornare quasi mai nei miei luoghi d’infanzia . Scrivere il libro ha avuto anche l’effetto positivo di farmi ricordare l’allegria che ci circondava, l’allegria di una famiglia emiliana con pochi mezzi e grandi tradizioni , che si voleva bene e si godeva le piccole cose della vita. Da quando sono andata via di casa, la mia vita è stata più complicata , sempre di corsa, e finisce che tendi ad avere una visione del tuo passato più malinconica di quello che è stato realmente”

Da donna di sinistra , ti ha mai pesato il fatto di avere genitori monarchici , di destra?

“No, perché erano simpatici , aperti, per niente bigotti. E poi credo fossero diventati monarchici , soprattutto per reazioni ai loro padri , entrambi accaniti repubblicani . Mio nonno Oliviero scriveva sulla Voce repubblicana , e mio nonno Dante ha voluto l’edera sulla sua tomba”

Hai capito , riscostruendo la sua vita, che cosa potrebbe aver originato l’ansia patologica di tua madre?

“Mi ha colpito scoprire che, da ragazza, era stata una persona diversa . Ho trovato lettere di sue compagne del liceo che la descrivono, oltre che molto molto bella, solare e simpaticissima. Poi , a 19 anni, aveva perso sua madre. E dopo aver sposato mio padre – Ludovico Bignardi , il figlio del veterinario di Castel S.Pietro – si era trasferita da Bologna a Ferrara. Da studentessa di Lingue , insuperabile latinista, aveva rinunciato a laurearsi a causa di alcune incomprensioni con Carlo Bo, il professore che la doveva seguire nella tesi. Con la nascita di mia sorella , il lavoro da maestra elementare a Ferrara dove non aveva parenti, la sua vita aveva finito per essere soffocata dalle incombenze domestiche , per le quali non era affatto portata , come non lo sono io: diceva sempre di essere schiava della famiglia , e la mia nascita dev’essere stata il colpo di grazia per lei. da solare era diventata ansiosa, pessimista , sempre nervosa”

Tuo padre non era presente in casa?

“Mio padre era buono , ma la sua priorità no era certo la famiglia. Era un uomo di inizio secolo , e si era fatto dieci anni di guerre. Galante con le signore , viaggiatore, edonista , era sempre in giro per lavoro con la sua Millecinque carica di mangimi puzzolenti e lo stesso vestito stazzonato - “Devo star commodo , devo andare nelle stalle”, diceva , mentre mia madre rivendicava orgogliosamente “Ho un quarto di sangue nobile, io”. Nel tempo libero il babbo si dedicava ai suoi mille svaghi : la caccia in Jugoslavia, le Terme di Montecatini , le cene del mercoledì sera con gli amici. Alla famiglia , anche economicamente, pensava mia madre, col suo modesto stipendio di maestra . La vita di una donna è sempre più difficile di quella di un uomo . Lo è ancora oggi , figuriamoci negli Anni Sessanta”

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Tu però sei una donna in carriera , oltre che madre di famiglia?

“In carriera, non direi. E comunque faccio una fatica bestiale. Non so, magari ci sono donne più brave a educare i mariti , i figli , loro stesse : io non lo sono. Non so rinunciare al rapporto fisico con i bambini – accompagnarli a scuola , metterli a letto – , prendo tutto di petto , cerco di fare tutto , e se una sera a cena non c’è la verdura , per dire, non riesco a fregarmene. Il senso di colpa incombe. Il risultato è che arranco sempre. Però non mi annoio. E qualche volta sono felice”

Adesso , poi, ti sei messa anche a scrivere?

“Non l’ho programmato , è successo. Tante volte , in questi anni, me lo avevano chiesto , come capita a chi lavora in televisione , ma avevo sempre evitato. Un po’ per insicurezza e un po’ per umiltà , visto che ho il mito della letteratura. Sotto sotto ambivo scrivere un libro vero, non un libro da celebrity. Storie da raccontare ne avevo , e anche uno sguardo interiore allenato alla scrittura. Quando mi sono lasciat a andare ho capito che l’avevo sempre desiderato , e mi sono ricordata del romanzo che avevo scritto a otto anni , l’avevo intitolato Le illusioni perdute : la storia di due fidanzati che si incontravano a Londra per lasciarsi. Per anni è rimasto nel cassetto di mia madre , per poi per fortuna è scomparso . Doveva essere straziante”

Dopo Non vi lascerò orfani , ce ne saranno altri?

“Mi piacerebbe. I dieci mesi che ho passato a scriverlo sono stati un’esperienza esaltante , oltre che catartica. Ora capisco gli scrittori quando dicono che “Una volta che racconti una storia , poi non è più tua ma di tutti”. Per me è stato così. Qualcuno mi ha detto che è stato un atto d’amore verso mia madre. Vero, ma la sua vita è anche la vita di tante donne della provincia italiana degli anni Sessanta. E mi fanno piacere quelli che mi dicono di essersi divertiti , oltre che riconosciuti e magari commossi”

Potresti lasciare la televisione e fare solo la scrittrice?

“Chi lo sa . La televisione mi piace anche se, invecchiando, faccio sempre più fatica. Proprio fatica fisica”

Dopo la7 sei passata a Raidue con l’Era Glaciale . In che cosa è diverso dalla Invasioni barbariche?

“E’ simile , ma più corto e asciutto, invece di tre ore , non più di un’ora e mezzo. Il linguaggio è quello delle interviste , diversi i filmati. Inizialmente volevo chiamarlo La Bestia , perché mia madre aveva ragione , in fondo quello mi sento : nei faccia a faccia , bene o male, che io voglia o no , la zampata prima o poi salta fuori. Non posso farci niente : è la mia natura”

Rai due è il canale della Lega e del centrodestra . Date le tue idee politiche , non avresti preferito Raitre?

“Raitre mi piace, ma trovo Raidue più barbaramente adatta a me e al mio gruppo. E poi queste distinzioni politiche sembrano anacronistiche”

Non si direbbe : Maurizio Gasparri ha accusato Marano di aver ingaggiato troppi volti di sinistra. E , oltre a quelli di Santoro, faceva proprio il tuo nome

“Non commento le affermazioni di Gasparri : non tutti si meritano il conflitto. Lo vedi anche nelle mie interviste : se sorrido troppo , se sono troppo gentile , vuol dire che chi ho davanti non mi sta interessando veramente”

lunedì 15 giugno 2009

INTERVISTA A WALTER VELTRONI, FATTA A FEBBRAIO 2009

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Veltroni : l’uomo nuovo del Pd. L’uomo che doveva portare il cambiamento alla sinistra del paese. Lui ci ha provato , ma non c’è riuscito ( a causa della sua persona o per politici all’ombra) , e si è dimesso.

Riporto una sua intervista di Febbraio 2009 : dove parlava del Caso Eluana, Crisi economica e sulla giustizia.

Qualche giorno fa ha detto che i sette anni da primo cittadino di Roma sono stati i più belli della sua vita. Li rimpiange?

“Ho cercato di fare il sindaco nel modo migliore : la città è cresciuta e si è trasformata. Sette anni in cui ho lavorato sette giorni su sette compresi Natale, Pasqua e Capodanno . Certo, allora le ore passavano per decidere che cosa fare, oggi sono dedicate a fare politica. Due cose diverse, ma non vuol dire che una sia più importante dell’altra. Probabilmente io, per mia natura, sono più adatto per governare. Ma il Pd è un progetto in cui credo e a cui lavoro da anni. Quando sono venuti a chiedermi di fare il segretario , e sono venuti a domandarmelo , non potevo certo tirarmi dietro”

E’ stata dura di come aveva immaginato?

“Io continuo ad avere lo stesso entusiasmo e la stessa passione di allora e , quando vedo quei sentimenti anche nel popolo del centrosinistra , se sono un po’ giù , le pile mi si ricaricano subito. Certo, unire due partiti che già esistevano è più difficile che farne uno nuovo , perché bisogna lavorare per rompere i vecchi steccati. Ma io credo che un progressivo superamento delle precedenti identità nella base ci sia già , anche se non ancora nei gruppi dirigenti”

Qual è la cosa che in questi mesi le è pesata di più?

“La frequenza delle polemiche , che io cerco di ignorare , ma non sempre è possibile – e che sono uno dei grandi mali della sinistra. Ce lo portiamo appresso da decine di anni ed è anche per questo che nel nostro Paese il centrosinistra non è mai riuscito a diventare maggioranza nell’opinione pubblica”

C’è chi dice che , se le elezioni europee non andassero bene, dietro l’angolo potrebbe esserci il ritorno al passato , a due partiti invece di uno: da una parte la Margherita con Casini e dall’altra i Ds con Mussi e Vendola

“Tutti sanno che il Pd è il punto di arrivo di un lungo cammino . Tornare indietro sarebbe il suicidio, un errore clamoroso, un assurdo tutto nel passato. E’ un’ipotesi alla quale non credo affatto. Per la prima volta abbiamo una forza riformista che supera il 30% . E’ un grande patrimonio che andrebbe annaffiato come un geranio, non segato tutti i giorni”

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Ma perché è più forte la vocazione a segare che ad annaffiare?

“Perché la sinistra , ed è forse il tratto più bello, è cultura del dubbio, della ricerca, del senso critico. Tutto questo , però, a volte tende a diventare autolesionismo : non va bene quando si sta al governo e non va bene quando si sta all’opposizione… Insomma , un continuo lagnarsi che alimenta una sensazione di provvisorietà assai dannosa. Abbiamo bisogno di nuove culture e nuovi linguaggi rispetto al passato. Se il Pd, invece che poco più di un anno fa , fosse nato dieci anni fa , ai tempi dell’Ulivo, il governo Prodi avrebbe potuto continuare il suo cammino e la storia d’Italia sarebbe stata diversa”

E invece al governo c’è Berlusconi e, nonostante la crisi economica , almeno secondo i sondaggi , la sua popolarità, è intatta, mentre voi siete dati in forte calo : addirittura al 25%

“Non è così. La tendenza è cambiata , ma io non credo ai sondaggi prima del voto. Chiunque li faccia seriamente dice che, a così tanta distanza di tempo dalle elezioni , sono solo esercizi retorici. Quanto al presidente del Consiglio : otto anni di governo e sette di opposizione , nessun uomo politico ha avuto più potere , eppure quando si parla di quanto il nostro Paese sta male , lui fa sempre finta di niente , come se venisse da Saturno. Come se non fosse il principale responsabile della situazione in cui ci troviamo. Purtroppo le peggiori previsioni sono ste confermate : la sicurezza è peggiorata , le tasse sono cresciute, le infrastrutture non si vedono, disoccupazione e cassa integrazione dilagano… Il berlusconismo , nella sua rappresentazione virtuale della realtà , è stato il più colossale inganno della storia italiana del dopoguerra. Sono 15 anni che viviamo in un grande Truman Show”

Però con la crisi economica Berlusconi non c’entra , visto che ha investito tutto il mondo a cominciare dagli Stati Uniti.

“Ma in tutti gli altri Paesi i governi hanno varato piani e stanziato risorse per fronteggiare la situazione , mentre da noi si continua a far finta di niente. A Torino le ore di cassa integrazione sono triplicate , molte piccole e medie aziende stanno chiudendo , e la destra continua a far finta di niente. Invece di mettersi a lavorare notte e giorno per definire un progetto di emergenza , minimizza raccontando che le cose non vanno poi così male. Noi le nostre proposte le abbiamo fatte: un punto di prodotto lordo di manovra per sostenere i redditi e le imprese in difficoltà , un grande piano di riconversione ambientale”

Qual è la riforma da fare?

“Quella degli ammortizzatori sociali. Non possiamo più accettare un sistema di welfare che lascia a zero ore e a zero reddito chi dipende da un contratto a termine. Quando si guadagnano 880 euro al mese, è impossibile mettere da parte i soldi per i momenti di grama. L’altro giorno in un’assemblea una precaria mi ha detto "Noi non siamo solo lavoratori di serie B. Se vado in banca con il mio contratto a chiedere un mutuo, non mi danno un euro”

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Ma Tremonti dice che il nostro debito pubblico è quello che è, e dunque i margini di manovra sono pochi.

“Se ne poteva ricordare quando ha buttato i soldi per l’Alitalia , per l’Ici, per gli straordinari. Ma questo suo ragionamento non funziona più perché, se il Paese si ferma , andiamo a picco tutti. E a pagare il prezzo più alto saranno le nuove generazioni : ragazzi che arrivano a 40 anni senza nessuna certezza , con contratti rinnovabili di sei mesi in sei mesi. Insomma , siamo in piena emergenza nazionale, ma il Presidente del Consiglio che cosa fa? Riceve Fiorello , si occupa di Kakà, incontra le gemelline dell’Isola dei famosi..”

IN Sardegna tra pochi giorni si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale. Renato Soru è preoccupato dell’attivismo di Berlusconi sull’Isola? (la sconfitta è stata una delle cause delle dimissioni di Veltroni Ndb)

“No, anzi , perché la presenza continua di Berlusconi mette in evidenza l’inconsistenza del candidato centrodestra , Ugo Cappellacci”

Ma secondo lei perché Berlusconi ci tiene a vincere le elezioni sarde?

“Sono 15 anni che è in campagna elettorale , dovunque ci sono le elezioni lui corre,ha fatto lo stesso anche in Abruzzo. Qualcuno lo avverta che è diventato Presidente del Consiglio. Non c’è nessun altro Paese in cui , quando divampa la crisi più grave degli 80 anni , il premier passa tutti i suoi fine settimana a far propaganda politica in una regione”

Comunque , nonostante le continue polemiche , dalla riforma della legge elettorale alla commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai alla giustizia , il dialogo tra maggioranza e opposizione sta andando avanti

“Noi abbiamo sempre detto che le regole del gioco devono essere scritte insieme , ma sulla giustizia, e soprattutto sulle intercettazioni , le posizioni sono molto distanti . Non siamo disponibili a votare nessuna proposta che riduca l’autonomia dei magistrati o che limiti le intercettazioni . Il problema non è ridurle ma evitare che finiscano sui giornali. E non si può dire che sono consentite solo ci sono gravi indizi di colpevolezza , perché servono proprio per appurare se quelli ci sono o meno. Dobbiamo però trovare il modo di impedire che siano rese pubbliche , cosa che per altro avviene solo in Italia”

Il Paese e la politica si sono divisi sul caso Englaro . Ma è possibile che sul testamento biologico il suo partito ancora non abbia raggiunto una posizione?

“Per un partito che ha dentro di sè , e vuole continuare ad averle , diverse culture e sensibilità , quella laica e quella cattolica, questioni così delicate non possono essere regolate a colpi di maggioranza : è inevitabile che la costruzione di una posizione politica condivisa non sia facile , ma noi ci siamo quasi arrivati”

Cioè?

“Tra qualche giorno sarà ufficializzata la nostra proposta . Il gruppo parlamentare ha lavorato sul disegno di legge di Ignazio Marino che , dietro esplicita dichiarazione di volontà, autorizza la sospensione della nutrizione e dell’idratazione forzate. Un progetto ben diverso da quello della destra , ma nessuno si deve scandalizzare se, su un terreno come questo, anche dentro il nostro partito vi saranno singole posizioni differenti”

Torniamo al Pd. Le è dispiaciuto che Bersani abbia detto così in anticipo che correrà per la segreteria del partito?

“Le candidature sono tute legittime , ma il momento giusto per avanzarle è il congresso. Quelle anticipate sono intempestive, perché in questo momento il Pd dovrebbe essere unito e trasmettere questa sensazione ai cittadini. Quando sarà il momento giusto la sua candidatura potrà farsi avanti , e magari anche quella di altre persone espressione di un più forte rinnovamento generazionale”

E’ vero che c’è qualcuno che vorrebbe cambiare le regole per l’elezione del segretario , non più le primarie ma il congresso?

“Sarebbe un errore clamoroso e io sarei assolutamente contrario. Ma per ora non mi risulta”

Qual è stato il momento più difficile della sua vita politica?

“Ogni giorno ci possono essere amarezze , tristezza , delusioni, ma il lavoro che faccio è e resta sempre meraviglioso , e tutti quei politici che si lamentano mi fanno uscire dai gangheri. Alle mie figlie dico sempre che la cosa più bella che ti può capitare nella vita è riuscire a fare quello che ami. La politica poi non è un mestiere come quello del notaio : per farla ci vuole passione”

Martina e Vittoria , le sue due figlie ormai grandi, rimangono turbate vedendola al centro di polemiche politiche che nascono all’interno del suo partito? O ci sono abituate?

“Hanno vissuto tutte le mie scelte con molto rispetto. Partecipano, seguono i miei umori, ma poi fanno , come tutte le ragazze di quell’età , la loro vita , benché il progetto del Pd abbia appassionato molto anche loro”

E sua moglie Flavia ? E’ vero , come ha raccontato, che la cosa che la fa più arrabbiare è quando Flavia lascia gli armadi aperti?

“E’ il nostro punto di tensione maggiore. Stiamo insieme da 35 anni e non litighiamo quasi mai , ma quegli armadi aperti sono un vero attentato alla nostra vita familiare”

giovedì 11 giugno 2009

INTERVISTA A LAPO ELKANN

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Lapo Elkann si racconta in un’intervista del dj Ringo per Virgin Radio.

Cosa ti ha convinto a diventare il testimone di Virgin Radio?

“Mi hanno proposto tante campagne e ho sempre detto di no. Ho accettato Virgin perché è l’unico marchio che vedo vicino- come filosofia , energia e prospettiva – a ciò che sono le mie aziende. Virgin è un brand mondiale creato da un visionario , Richard Branson, che poi l’ha sviluppato e allargato a più realtà. In Italia questo marchio è stato portato da Alberto Hazan: con te , Ringo, e con la tua squadra ha portato nel mondo della musica qualcosa di nuovo, di fresco, di rock’n’roll e di cool; insomma , funky , easy, leggero , non arrogante

Non ti dà un po’ di fastidio che Richard Branson sia entrato nella Formula 1 con la sua Brawn e stia vincendo contro la vostra Ferrari?

“Mi dà fastidio come azionista , ma non come amante dello sport . E poi , quando c’è qualcuno di più giovane e meno esperto che dimostra di avere capacità , io lo guardo con rispetto , sperando di riuscire a batterlo presto. Tanto di cappello a loro. Il campionato è appena partito. Io penso che il team Ferrari tutto il necessario per vincere. E poi ricordiamoci che la Ferrari è rossa come Virgin”

Sei il testimonial della campagna pubblicitaria “Rock Save Italy”. In uno scatto sei avvolto nell’Union Jack, la bandiera inglese , che però ha i colori dell’Italia..

“Abbiamo trovato il modo di fare qualcosa di nuovo. Il rock parte in gran parte dall’Inghilterra e l’Union Jack è un simbolo , lo hanno usato anche i Sex Pistols . Abbiamo voluto trasformarlo in bandiera italiana perché siamo italiani , amiamo il nostro paese e ci piace portare il meglio dell’Italia nel mondo. Certo, l’Italia è come un diamante che va lucidato , impreziosito ogni giorno. E questo dipende da te , da me , da tutti noi.

Che consiglio daresti a un ragazzo che ha un progetto da realizzare?

“Come diceva Winston Churchill , “Never Surrender”, “Mai mollare”. Questa è la regola numero 1 . Non bisogna avere timore , bisogna lottare e circondarsi della gente giusta , senza mai avere paura di chiedere”

I giovani sono come il rock ; e il rock è trasgressione , ribellione , rivoluzione . Secondo te i giovani di oggi contro cosa dovrebbero ribellarsi?

“Contro il fatto di non essere aiutati nella voglia di costruire il futuro della loro generazione”

Parliamo un po’ di tatuaggi . Hai la bandiera italiana tatuata su un braccio e la Juventus sull’altro. Se fossi costretto a toglierne uno , quale cancelleresti?

“Amo la Juve. Ma prima amo il mio Paese e voglio portarlo in alto con le mie attività imprenditoriali e con tutto quello che potrò fare : ad esempio , con la Triennale di Milano di cui sono ambasciatore . Questo è il mio obiettivo . La Juve è nel mio cuore , è una passione , è una fede , come la tua per il Milan ; ed è molto importante , ma non quanto l’Italia.

Vedendo l’Union Jack che hai messo sulle spalle , mi vengono in mente i Mods inglesi che usano la Vespa con la bandiera inglese. Perché non ne crei una?

“Mi piacerebbe. E poi il primo lavoro che ho fatto è stato quello di operaio in linea di montaggio , alla Piaggio. L’ho fatto per due mesi

La famosa gavetta

“Una facile gavetta. Se sai che dopo sarai libero , la vivi in un mondo diverso , rispetto a quando sai che sarà la tua vita”

Questa tua sincerità ti fa onore. D’altronde non puoi cancellare la famiglia in cui sei nato

“No, no, nella vita ognuno è chi è. E deve dire le cose come sono. A proposito , io ho sempre amato i motorini”

Li truccavi?

“Sempre. Avevo il Malossi , avevo il Leo Vinci. Avevo lo specialino con il sellino bianconero , una Px 50 nera, poi ho avuto un Typhoon , poi un Ape. Ho sempre amato il motorino perché e un simbolo di libertà , un modo per viaggiare. E la libertà per me è alla base di tutto: infatti ho la Statua della Libertà tatuata sul braccio destro”

Parliamo di donne. Hai mai usato il tuo nome per conquistare?

“Oggi sono felicemente fidanzato . Ho sempre usato la fantasia , uno dei miei elementi di forza. E ho sempre amato corteggiare le donne e sedurle. Credo che le donne siano il motore per noi uomini: ci danno quell’energia di cui abbiamo bisogno per essere più creativi e più fantasiosi”

Sei geloso?

“No, non mi definirei geloso. Se una donna va a cercare altrove, vuol dire che era quella sbagliata”

Che musica ascolti?

“Vasco, Pearl Jam , Grateful Dead, Rolling Stones, AC/DC. A seconda dei momenti . Però quando mi sveglio la mattina metto gli AC/DC ; così mi sveglio con una bella grinta

mercoledì 10 giugno 2009

INTERVISTA A NERI MARCORE’

Neri Marcorè comico e imitatore

La strategia del basso profilo e poi Neri fa tutti neri. Luciano Ligabue l’ha presa male e con angela è scoppiato un mezzo caso diplomatico in Rai. Come è andata?

“Ligabue non ha gradito alcune cose . Non tanto il suo essere sciupafemmine quanto il prenderlo in giro sulla vena poetica. Poi ci siamo incontrati e abbiamo chiarito. Fu un equivoco invece che riguarda Angela : per 9 puntate avevo fatto l’imitazione e non era successo nulla . Il padre incappò in un mio sketch con Corrado Guzzanti , sempre riguardante il figlio , si irritò molto , mandò una raccomandata diffidando dal continuare. Ci fu un’azione diplomatica della Serena Dandini e la cosa rientrò”

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Se incontrasse un gruppo di cani randagi , improvviserebbe l’imitazione di Angela?

“Mi è capitata una cosa simile al mio paese. Avevo 10 anni , il pallone era finito in un campo vicino a dove giocavamo. Sono andato a riprenderlo. C’era un gregge di pecore e all’improvviso sono apparsi 7 cani maremmani , si sono messi a cerchio a ringhiare, con i denti digrignanti. Sono stato immobile , fermo per un’ora e mezzo nel loro intorno finché il gregge si è spostato e con le pecore se ne sono andati anche i cani”

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Dei politici invece chi si è lamentato?

“Daniele Capezzone approvava quando lo dipingevo alle fiere della tristezza , col peso della responsabilità. Ai tempi della sua militanza radicale. Ora un po’ meno.

Lo sbeffeggia mentre legge la lista prestampata delle cose buone e di quelle cattive. O con lo zompare. E si presenta in video vestito da Arlecchino , citando Carlo Goldoni.

“Tolleranza, camporella sì ( lo dice imitando la sua voce) . Manifestazioni no, anche se una volta era sì. Son Capezon servo del padron. Basta con lo spezzato di fustagno , voglio il fresco di lana..

Le ha telefonato Marco Pannella per complimentarmi della messa ala berlina dell’ex pupillo?

“No. Credo che però rida e non poco. Capezzone non è solo: lo sa che c’è la lista dei zompatori?”

Tutti pronti a salire sul SUV del vincitore , non dice così lei?

“Chi doveva zompare è già zompato, i Dini, i Mastella , non dimentichiamoli , si sono candidati con l’Ulivo e hanno cambiato bandiera. Abbiamo fatto il processo a Rifondazione: almeno faceva dissenso all’interno. Adesso c’è Francesco Rutelli pronto a zompare. Del resto , ognuno zompa dove vuole , da qua a là o da là a qua. Ma dove lo trovi un altro fesso come Ferdinando Adornato che lascia i vincenti?”

Maurizio Gasparri se l’è presa?

“Ci siamo incontrati una volta al ristorante , c’era una festa , eravamo entrambi invitati. Ci siamo visti e c’è stata una scena tipo Mezzogiorno di fuoco , ci avvicinavamo uno fronte l’altro”

E come è finita?

“Con una stretta di mano . L’uomo è dotato di una certa autoironia e gli piace molto che parlino di lui”

Però il suo Gasparri è un disastro , capisce poco ed esegue molto. Che ne pensa lui per esempio della soppressione di An?

(imita Gasparri) Gasparri senza ‘a enne ? Tanto non ce sta nel mio nome”

E della legge Gasparri sul digitale che ora sta partendo?

“Ah, la legge della bandana larga…Quella? Dicono che il digitale non funzioni , ma io che c’entro? Non l’ho fatta mica io , pigliatevela con chi l’ha scritta”

Hai mai pensato di fare il verso a Gianfranco Fini?

“L’imitazione è lì che cova , ogni tanto l’accenno , ma la sua voce è difficile da riprodurre”

Che pensa di lui?

“Il suo è un percorso politico vero. Non è la mia storia, ma mi piace il richiamo al rispetto delle regole. La nostra è una democrazia pieno di anomalie , condizionata dai media , populista e demagogica . E l’opinione pubblica è spinta a pensare al ribasso. Tutti a essere più furbi degli altri , invece di aiutarsi”

Lei utilizzerà il piano casa?

“Non ho villette da ingrandire , e poi perché? LO farà invece Gasparri perché il posto più bizzarro nel quale ha fatto sesso è il plastico della villa di Cogne di Porta a porta. Ora ha il 20% di spazio in più per divertirsi.

Ha tre figli e una moglie che è stata anche la sua prima fidanzata. Siete insieme da 20 anni

“E’ il mio punto fisso , amo cambiare in tutto ma con lei. Da incosciente mi butto in imprese a rischio”

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Da ragazzo non batteva chiodo con le donne , mentre ora piace. Vero?

“Ero uno sfigato assoluto. Sono andato al linguistico , in classe eravamo due maschi con 30 ragazze , e al liceo la proporzione era 20 a 400. Una terapia d’urto”

E lei sempre fedele. Dobbiamo crederle?

“Adesso sono un gran fico, mi si è aperto un mondo e le donne vorrebbero tutte impossessarsi del mio corpo..Ma le pare?”

Ai figli cresciuti lei e sua moglie consigliereste di usare il preservativo?

“Sicuramente. Il Papa è libero di esprimere opinioni su qualsiasi cosa. Il problema è un altro”

Cosa intende dire?

“Parlare di certe cose , testamento biologico e simi li, vuol dire influenzare la politica. Sono entrambi deboli. Chiesa e politica , così si sostengono l’una con l’altra . Io sono intriso di principi cattolici , anche se non sono praticante. Ma con la società che cambia è doveroso confrontare certi dogmi con la realtà Lo hanno fatto papa Giovanni e Papa Luciani . Con l’aids che si propaga , soprattutto in Africa , non si può dire che il preservativo non vada usato”

Se avesse parlato così , forse avrebbe preso più di 5024 voti. Fu Veltroni a chiederle di candidarsi?

“No, qualcuno per lui”

Goffredo Bettini, Dario Franceschini?

“No ha importanza”

Oltre a Fini , sta covando anche il neoleader democratico?

“L’idea di un personaggio mi viene in mente oggi e magari domani giro lo sketch. La voce è un solo dettaglio : se intuisco la chiave comica , sono a posto. Rubo l’anima dei personaggi , qualcosa di non totalmente evidente , magari non vero ma verosimile . Gianni Riotta è nato mentre facevo Capezzone con parrucca”

Allora , Franceschini sì o no?

“Sia il cittadino Marcorè sia il comico stanno un po’ alla finestra a guardare. Confesso che ho entusiasmo vicino allo zero per quanto riguarda la politica”

E il povero Fassino ridotto a smistare telefonate: perché?

“Nel governo Prodi tutti avevano incarichi , lui rimase con le gomme a terra”

Il suo cuore batte sempre per il PD?

“Veltroni continua a rappresentare il mio ideale di politico , per i modi, la sostanza. Forse non ha avuto abbastanza determinazione o coraggio, ma il suo voler fondere varie anime della sinistra va nella direzione del bipartitismo. In Sardegna le cose sono andate , però trovo Renato Soru abbia carisma , sia forse un po’ ruvido ma usi leve diverse dalla demagogia e dal populismo”

Quelle che lei enfatizza nell’imitazione di Antonio Di Pietro , per esempio

“Sarà anche furbo nell’usare luoghi comuni e proverbi , ma ha comunque una sua etica. E non è il solo a usare certi sistemi ad effetto”

Però lo massacra e lo fa parlare per proverbi. Quale direbbe per il funerale di An?

“Quando ci sono troppi galli a cantare, non si fa mai giorno”

Uno per il PD?

“La montagna ha partorito il topolino. Col PD mi sono comportato in maniera ambigua , perché prima c’era e poi non c’era più. E’ di una gravità inaudita. Chi ha dato ha dato, chi ha avuto avuto

E’ vero che sua madre è nata a Montenero di Bisaccia come Tonino?

“Una coincidenza astrale. Tanto che sento aria di famiglia a parlare in quel modo. Mi è venuto tutto facile. Ed è l’unica imitazione in cui rischio di ridere mentre la faccio. A Montenero d’Besaccie , nega debbete e vota fàccie”

La traduzione , per favore

“Nega i debiti e volta la faccia”

Bella morale per un politico. E di Casini cosa pensa?

“Lui sa di essere bello e si rivolge solo all'elettorato femminile”

Il suo Casini..

“Ciaoooooooo, sei una casalinga annoiata, una manager insoddisfatta, ti vergogni a mostrare in pubblico le tue aperture moderate ? Se ti senti sola, incompresa, ci sono io”

Quello reale invece?

“Dopo aver ingoiato parecchi bocconi amari, non ce l’ha fatta più a prendere pacche sulle spalle e buffetti sulle guance . Lui è cresciuto con i Moro, i Zaccagnini. Ed è zompato fuori per mettersi da solo”

Doppiatore , conduttore, attore, imitatore, cantante. Cosa ancora?

“Cantautore: comincia a stuzzicarmi l’idea”

Avrebbe scommesso su di sé mentre tagliava le tomaie delle scarpe?

“Sono figlio unico. Non viziato. Fino a 18 anni ho lavorato ogni estate , ho fatto anche il cameriere. Ma a scuola mi divertivo a imitare i professori . E in spiaggia facevo i miei spettacoli. Sono leggero , ma serio. Meglio: non mi prendo sul serio ma mi rispetto”

martedì 9 giugno 2009

INTERVISTA A CATERINA MURINO

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Caterina Murino , attrice

E’ l’attrice che ha fatto perdere la testa a James Bond , in Casino Royale , ma la sera a Milano si rintanava in un piccolo teatro dei Navigli , a recitare in spettacolo autoprodotti “Ero in Life America e sulle copertine di tutto il mondo . E poi recitavo in una sala parrocchiale , passando i pomeriggi, era il 2006 , a pregare i negozianti di attaccare alle vetrine la locandina dello spettacolo . Era divertente. Disintossicante”

Caterina è una delle pochi attrici di cinema dei suoi anni ad amare il teatro. E al teatro si dedicherà alla grande la prossima stagione. La prossima stagione farà Dona Flor e i suoi due mariti, già portato al cinema da Sonia Braga ( la donna cullava tra un amante appassionato, sia pur fantasma, e un onesto marito).

“Anche le mie amiche non fanno che dire che Dona Flor è tutte noi perché in un uomo c’è l’80% di cose che ci piacciono ma un 20 che ci facciamo passare , magari con la fantasia. L’uomo tradisce , la donna no perché il suo piacere è complesso , ha bisogno della passione folle , stravagante , e della tranquillità , della fedeltà . Ma quante donne trovano tutto questo in un uomo solo”

Già. Nemmeno lei?

“In verità io sì. Amo un uomo che , stranamente per fortuna , ha tutte e due gli aspetti. E’ francese. Viviamo insieme a Parigi. Sono felice e appagata. Forse per questo mi è piaciuta Dona Flor che scopre i piaceri del sesso con purezza , non da malata del sesso. Le pagine in cui lei cucina sono una meraviglia: ricette di cucina che si mescolano alla carnalità , la preparazione di cibi con gli orgasmi, i sapori, le spezie, i profumi del Brasile alla sensualità. Non sarà facile dare allo spettatore quella trama sottile di sensazioni che fanno di questo romanzo un vero romanzo dell’amore e del sesso”

I sapori ancora ancora , ma a teatro il sesso sarà complicato..

“Non sono un’attrice che si spoglia volentieri”

Però l’ha fatto

“Ma ho sempre mostrato il lato B, sempre vista da dietro. Il lato A mai. Troppo intimo. Perché? Perché se hai tanto seno non è bello metterlo in mostra o forse è un blocco che ho io”

Le piace una donna che ama il sesso come Dona Flor

“Il sesso lo viviamo ancora come un tabù. Invece è vita. Dona Flor lo libera, gli restituisce sensazioni, cosa molto femminile. Amado rivela di aver una conoscenza profonda delle donne”

C’è chi lo usa per fare carriera , per diventare famosa , ricca..

“A volte mi auguro che i giornali esagerino. Sono stata anch’io in tv, ho iniziato facendo la letterina, la prima generazione. E non eravamo così. Non voglio pensare che le ragazze di oggi siano così stupide da credere che andando con una persona influente si risolva la vita . In questo tra Francia e Italia c’è un abisso. Anche per quanto riguarda il cinema lì non ci sono le schifezze italiane”

Che vuoi dire?

“La Francia difende il suo cinema e i suoi autori . Anni fa con un film ho guadagnato 96 ore per migliorare il mio lavoro , andare a scuola insomma. Ecco perché da 5 anni ho scelto di vivere a Parigi e considero la Francia una grande nazione che ama il suo popolo , aperta agli altri popoli”

Perché i francesi adorano le attrici italiane?

“Perché dicono che abbiamo la classe , il carattere della dolce vita di un tempo”

Ha appena terminato di girare la serie Non pensarci per la tv, poi farà teatro. E in mezzo?

“Sono andata in Canada per un giallo che non mi faceva dormire la notte, Die, di Dominique Lorence James. IN Francia ho girato Equinox una produzione francese diretta da Laurent Carceles in cui ho rischiato grosso , perché giravamo a Mont Saint Michel e siamo stati colti di sorpresa dalla marea”

Francese, inglese , spagnolo, italiano: non è da tutte recitare in tante lingue

“Noi sardi siamo abituati a partire , girare il mondo . Io me ne sono andata a 19 anni , dopo Miss Italia , a fare la modella a Milano ma anche la scuola di recitazione. Ancora oggi ho la mia coach per prepararmi ai personaggi. La mia fortuna è ricrearmi dovunque vado il mio habitat , a Montreal, a Parigi, alle Bahamas quando giravo 007 …Io rimetto su i reperti della mia vita : la casa , l’estetista , la chiesa..”

E’ cattolica?

“Sì. Ma sono anche ambasciatore dell’Amref e quello che il Papa ha detto mesi fa sull’uso dei preservativi l’ho trovato inaccettabile . Non puoi dire a un africano : se non vuoi l’Aids non tradire la tua donna. Non è nella sua cultura. Nella mia vita sessuale ho avuto problemi a far usare il preservativo , figuriamoci un africano. Alla Chiesa dico non distruggere tutto per ideologia , aiutateci a ridare un volto all’Africa”

lunedì 8 giugno 2009

INTERVISTA AD ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, AVVOCATO SPECIALIZZATA NEI DIVORZI VIP

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AnnaMaria Bernardini De Pace , è un avvocato e scrittrice. Ogni volta che una coppia famosa si separa spunta il suo nome, ma lei si batte anche per gli omosessuali.

Il suo ultimo libro “Diritti Diversi” è un trattato , e non solo, in difesa dei diritti dei gay. Perché ha deciso di affrontare questo tema?

“Ho voluto scriverlo perché trovavo a dir poco intollerabile la situazione che si vive in Italia : in un Paese così garantista con chiunque, non c’è attenzione ai diritti degli omosessuali . Leggendo attentamente la Costituzione per capire il diritto dei gay al matrimonio ho visto che non serve neanche una legge ad hoc perché la Costituzione , che è del 1948, non parla mai di marito e moglie. Lo fa solo, esplicitamente , il Codice Civile , che essendo anteriore alla Costituzione andrebbe semplicemente adeguato”

Quindi lei è a favore di una legge che consente ai gay di sposarsi?

“Come le ho spiegato non serve neanche una legge apposta. E comunque è ovvio che mi schiererei a favore. Anche se io politicamente non sono né di destra né di sinistra , mi definisco un’anarchica , nel senso che rivendico la mia totale libertà intellettuale. E proprio per questo trovo gravissimo che qualcun altro non ne abbia, i gay sono liberi di agire secondo i diritti che hanno tutti gli altri cittadini. Un esempio molto semplice è che gli omosessuali sono gli unici individui che hanno il diritto di silenzio alla loro sessualità. Spesso devono dichiarare ai loro genitori , al datore di lavoro il loro orientamento sessuale . Ed è pericoloso : in Italia c’è tanta omofobia , soprattutto tra i giovani , perché non c’è un’educazione all’alterità”

L’Italia su questo fronte è indietro rispetto agli altri paesi?

“In Italia gli omosessuali sono al massimo snobisticamente tollerati. Il Belgio, l’Olanda , la Spagna e ora anche la Norvegia sono i paesi più evoluti per quel che riguarda i diritti ai gay. L’Italia invece è allo stesso livello dei Paesi dell’est. Il problema è che continuiamo a discutere solo di unioni civili: vogliono far entrare i gay dalla porta di servizio , mentre hanno diritto al portone principale , cioè il matrimonio. Anche perché il matrimonio civile , a differenza di quello religioso, non ha come fine la procreazione ma solo la creazione di una nuova cellula sociale”

Lei ha molti assistiti omosessuali?

“ Ne ho e ne ho avuti tantissimi : clienti omosessuali che vogliono formare una specie di famiglia o che, già sposati, vogliono separarsi. Io sono più di vent’anni che faccio , contratti di convivenza tra omosessuali”

Le separazioni sono rancorose come quelle degli eterosessuali?

“Devo dire che le loro separazioni sono altrettanto dolorose, forse di più di quelle tra eterosessuali. E’ la prova dell’attaccamento profondo che li lega. Ma sono meno rancorosi delle coppie etero. Proprio perché sono fieri di poter avere comunque un documento , anche se di separazione, che li fa sentire parte della società”

In origine il suo studio legale nasce votato al femminile?

“L’ho fondato nel 1988 , all’inizio era proiettato nel voler dare più dignità alle donne. Che sì , avevano la parità sulla carta ma che nella realtà non venivano trattate alla pari. Donne che per educazione erano state abituate a essere ossequiose nei confronti degli uomini che spesso , in linea con la loro natura , le tradivano. Allora queste donne tiravano fuori la loro dignità per cui ho combattuto. All’inizio eravamo solo avvocati donna , ora siamo 15 donne e 3 uomini . Anche perché il mondo è cambiato . Negli ultimi anni mi sono accorta che le donne , soprattutto quelle sotto i 40 anni , sono diventate feroci. E sono gli uomini che hanno più bisogno di riacquistare la loro dignità . Tant’è che attualmente il 70% dei miei clienti sono uomini”

Lei che 'è un’esperta cosa ne pensa dell’annunciato divorzio del Premier con Veronica Lario?

“Credo che se ci sarà lo risolveranno consensualmente perché sono entrambe persone civili e colte. Non ci sarà lo scandalo annunciato dalla stampa. E dico, sinceramente , non avrei mai voluto assistere uno dei due. Poi ho già fatto in passato una causa contro Silvio Berlusconi , il mio cliente era Funari, a cui era stato tolto un programma. Abbiamo vinto”

Lei è la divorzista dei vip?

“Io non mi occupo solo di separazioni e tanto meno solo dei vip. Ho 300-400 clienti all’anno e per me sono tutti ugualmente importanti. Sono molto appassionata del mio lavoro e non mi piace questa definizione , anche perché mi crea molte gelosie da parte dei miei colleghi . Che poi tentano di tagliarmi le gambe”

Non tutti se lo ricordano, ma Mani Pulite comincia , anche , con lei?

“Difendevo Laura Sala ex moglie di Mario Chiesa . Lui aveva smesso di pagarle gli alimenti sostenendo che non guadagnava abbastanza . Lei allora era venuta in possesso di certi documenti interessanti. Che finirono poi sulla scrivania di Antonio Di Pietro”