martedì 16 giugno 2009

INTERVISTA A DARIA BIGNARDI

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Daria Bignardi ha fatto uscire un libro sul dolore dell’orfano adulto, scritto dopo la morte della madre “Non vi lascerò orfani”

In copertina hai messo tre mele?

“Tre è un bel numero , verticale. Le mele potrebbero essere i miei genitori e mia sorella Donatella . O Luca (Sofri , il marito ndb) e i bambini. Siamo ed eravamo in quattro : ci sono sempre altri tre in famiglia , oltre a me. Questo libro , anche se racconta una scomparsa , parla della vita. Scrivendolo, ho capito più che mai quanto il rapporto coi miei, benché faticoso e difficile, fosse di grande amore. E quanto alla vita , anche quando si sbaglia, sia sempre meglio meglio dare che non dare , fare che non fare. Mia madre sbagliava molto ma, a modo suo, c’era sempre”

Avresti voluto capirlo prima?

“L’ho sempre saputo. Dal conflitto , per me è sempre nato qualcosa di buono. L’importante è litigare con rispetto : io alla mamma sono sempre devota . Non mi ha tanto aiutato , casomai contestato, ma il suo continuo tentare di opporsi alle mie scelte mi ha reso reattiva. Non voleva che viaggiassi perché stava in ansia? E io giravo il mondo. Oggi che potrei partire senza stress , non mi muovo più di casa”

No tutti reggono bene i conflitti: bisognerebbe avere il carattere per sostenerli?

“Il carattere un po’ c’è , un po’ si costruisce. Io sembro una persona distaccata , ma mi emoziono moltissimo. E nelle relazioni con gli altri , semisconosciuti compresi , soffro e mi metto in gioco. Sono infantile , vorrei che tutti mi volessero bene . Soprattutto , che mi dessero sempre ragione. Anche per questo , dopo l’esame di maturità , avrei voluto andare a studiare lontano dai miei. Poi mio padre si ammalò e cominciò un periodo difficile”

A causa del rapporto con tua madre?

“Sono figlia di anziani : mio padre era del ‘14 , mia madre del ‘23. Quando ero adolescente , a causa della menopausa , l’ansia ossessiva della mamma si aggravò. La sua prima vittima era papà , poi è toccato a me, in quanto figlia più piccola , avuta tardi , un incidente. Mi diceva sempre che aveva pianto tantissimo quando aveva scoperto di aspettarmi”

Sono sono che si possono dire a un figlio?

“A casa nostra era normale dire le cose schiettamente , belle o brutte che fossero, specialmente brutte perché eravamo tutti ipercritici e verbalmente incontinenti. Però eravamo anche autoironici , e ci prendevamo continuamente in giro. Mia madre con le sue ansie mi ha massacrata , ma credo di esser cresciuta con un po’ di senso dell’umorismo. Per esempio , è un dato di fatto che i nostri genitori fossero molto più belli di me e mia sorella : alti , longilinei , lui con gli occhi azzurri , lei con un gran seno e le gambe lunghe. La mamma ci ha sempre detto simpaticamente , con il suo accento emiliano “ Proprio non capisco come da due come noi possiate essere venute fuori voi due”.Eravamo piccoline, minute , neanche l’ombra delle sue forme e del suo portamento”

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Scrivi anche che ti chiamava besctia. Ed egoiscta.

“Tutti i Bignardi lo erano , per lei. I Bianchi invece – ovvero la sua famiglia , dalla quale secondo lei mia sorella Donatella aveva preso di più – erano i buoni d’animo ; divideva le persone in queste due categorie. La mamma era molto umana , troppo umana, viscerale , irruente , eccessiva. Pretendeva il mio amore, e pretendeva di rovesciarmi addosso il suo , anche quando il suo modo di esprimerlo era lo stare in pensiero. Tutta la vita, ogni mia scelta, quelle più importanti – vivere a Milano , fare la giornalista free lance, sposarmi due volte- ma anche le più piccole decisioni , che lei giudicava sempre incoscienti , le gettavano nell’ansia più nera”

Eppure sarà stata fiera dei tuoi successi

“Lo era , ma quello è venuto molto più tardi. E comunque criticava sempre , per esempio non le piaceva mai come mi vestivo , diceva che non mi davo mai un po’ di tono , che dovevo smettere di mettermi la divisa , e aveva anche ragione. Deprecava il fatto che alle Invasioni barbariche discutessi animatamente coi miei ospiti diceva “ Non sta bene”. Avrebbe preferito , e si può capire, che fossi rimasta a Ferrara e avessi fatto la professoressa come mia sorella. Per reazione , ho passato buona parte della mia vita senza più pensare ai miei primi 20 anni , e senza tornare quasi mai nei miei luoghi d’infanzia . Scrivere il libro ha avuto anche l’effetto positivo di farmi ricordare l’allegria che ci circondava, l’allegria di una famiglia emiliana con pochi mezzi e grandi tradizioni , che si voleva bene e si godeva le piccole cose della vita. Da quando sono andata via di casa, la mia vita è stata più complicata , sempre di corsa, e finisce che tendi ad avere una visione del tuo passato più malinconica di quello che è stato realmente”

Da donna di sinistra , ti ha mai pesato il fatto di avere genitori monarchici , di destra?

“No, perché erano simpatici , aperti, per niente bigotti. E poi credo fossero diventati monarchici , soprattutto per reazioni ai loro padri , entrambi accaniti repubblicani . Mio nonno Oliviero scriveva sulla Voce repubblicana , e mio nonno Dante ha voluto l’edera sulla sua tomba”

Hai capito , riscostruendo la sua vita, che cosa potrebbe aver originato l’ansia patologica di tua madre?

“Mi ha colpito scoprire che, da ragazza, era stata una persona diversa . Ho trovato lettere di sue compagne del liceo che la descrivono, oltre che molto molto bella, solare e simpaticissima. Poi , a 19 anni, aveva perso sua madre. E dopo aver sposato mio padre – Ludovico Bignardi , il figlio del veterinario di Castel S.Pietro – si era trasferita da Bologna a Ferrara. Da studentessa di Lingue , insuperabile latinista, aveva rinunciato a laurearsi a causa di alcune incomprensioni con Carlo Bo, il professore che la doveva seguire nella tesi. Con la nascita di mia sorella , il lavoro da maestra elementare a Ferrara dove non aveva parenti, la sua vita aveva finito per essere soffocata dalle incombenze domestiche , per le quali non era affatto portata , come non lo sono io: diceva sempre di essere schiava della famiglia , e la mia nascita dev’essere stata il colpo di grazia per lei. da solare era diventata ansiosa, pessimista , sempre nervosa”

Tuo padre non era presente in casa?

“Mio padre era buono , ma la sua priorità no era certo la famiglia. Era un uomo di inizio secolo , e si era fatto dieci anni di guerre. Galante con le signore , viaggiatore, edonista , era sempre in giro per lavoro con la sua Millecinque carica di mangimi puzzolenti e lo stesso vestito stazzonato - “Devo star commodo , devo andare nelle stalle”, diceva , mentre mia madre rivendicava orgogliosamente “Ho un quarto di sangue nobile, io”. Nel tempo libero il babbo si dedicava ai suoi mille svaghi : la caccia in Jugoslavia, le Terme di Montecatini , le cene del mercoledì sera con gli amici. Alla famiglia , anche economicamente, pensava mia madre, col suo modesto stipendio di maestra . La vita di una donna è sempre più difficile di quella di un uomo . Lo è ancora oggi , figuriamoci negli Anni Sessanta”

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Tu però sei una donna in carriera , oltre che madre di famiglia?

“In carriera, non direi. E comunque faccio una fatica bestiale. Non so, magari ci sono donne più brave a educare i mariti , i figli , loro stesse : io non lo sono. Non so rinunciare al rapporto fisico con i bambini – accompagnarli a scuola , metterli a letto – , prendo tutto di petto , cerco di fare tutto , e se una sera a cena non c’è la verdura , per dire, non riesco a fregarmene. Il senso di colpa incombe. Il risultato è che arranco sempre. Però non mi annoio. E qualche volta sono felice”

Adesso , poi, ti sei messa anche a scrivere?

“Non l’ho programmato , è successo. Tante volte , in questi anni, me lo avevano chiesto , come capita a chi lavora in televisione , ma avevo sempre evitato. Un po’ per insicurezza e un po’ per umiltà , visto che ho il mito della letteratura. Sotto sotto ambivo scrivere un libro vero, non un libro da celebrity. Storie da raccontare ne avevo , e anche uno sguardo interiore allenato alla scrittura. Quando mi sono lasciat a andare ho capito che l’avevo sempre desiderato , e mi sono ricordata del romanzo che avevo scritto a otto anni , l’avevo intitolato Le illusioni perdute : la storia di due fidanzati che si incontravano a Londra per lasciarsi. Per anni è rimasto nel cassetto di mia madre , per poi per fortuna è scomparso . Doveva essere straziante”

Dopo Non vi lascerò orfani , ce ne saranno altri?

“Mi piacerebbe. I dieci mesi che ho passato a scriverlo sono stati un’esperienza esaltante , oltre che catartica. Ora capisco gli scrittori quando dicono che “Una volta che racconti una storia , poi non è più tua ma di tutti”. Per me è stato così. Qualcuno mi ha detto che è stato un atto d’amore verso mia madre. Vero, ma la sua vita è anche la vita di tante donne della provincia italiana degli anni Sessanta. E mi fanno piacere quelli che mi dicono di essersi divertiti , oltre che riconosciuti e magari commossi”

Potresti lasciare la televisione e fare solo la scrittrice?

“Chi lo sa . La televisione mi piace anche se, invecchiando, faccio sempre più fatica. Proprio fatica fisica”

Dopo la7 sei passata a Raidue con l’Era Glaciale . In che cosa è diverso dalla Invasioni barbariche?

“E’ simile , ma più corto e asciutto, invece di tre ore , non più di un’ora e mezzo. Il linguaggio è quello delle interviste , diversi i filmati. Inizialmente volevo chiamarlo La Bestia , perché mia madre aveva ragione , in fondo quello mi sento : nei faccia a faccia , bene o male, che io voglia o no , la zampata prima o poi salta fuori. Non posso farci niente : è la mia natura”

Rai due è il canale della Lega e del centrodestra . Date le tue idee politiche , non avresti preferito Raitre?

“Raitre mi piace, ma trovo Raidue più barbaramente adatta a me e al mio gruppo. E poi queste distinzioni politiche sembrano anacronistiche”

Non si direbbe : Maurizio Gasparri ha accusato Marano di aver ingaggiato troppi volti di sinistra. E , oltre a quelli di Santoro, faceva proprio il tuo nome

“Non commento le affermazioni di Gasparri : non tutti si meritano il conflitto. Lo vedi anche nelle mie interviste : se sorrido troppo , se sono troppo gentile , vuol dire che chi ho davanti non mi sta interessando veramente”

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"Non vi lascerò orfani" è un libro da scoprire. Se volete approfondire qui c'è un altro bel articolo:
http://www.mariazanolli.com/?p=492

Anonimo ha detto...

la Bignardi è solo una frustrata che per giustificare la sua misera carriera non proprio brillante (poca audience) ha accampato in aria un libro per dare la colpa alla madre dei suoi fallimenti.che donna triste.