venerdì 5 giugno 2009

INTERVISTA A LUCA ZINGARETTI

luca_zingaretti

Luca Zingaretti debutta alla regia di un film che racconta la storia di una famiglia colpita dal terrorismo.

“La lettura del libro Spostando la notte più in là e l’incontro con la famiglia Calabresi mi ha segnato ; mi ha colpito la loro serenità , il modo di affrontare la vita senza odio. Da quell’incontro è nata la lettura del libro a teatro , ma il pensiero di cosa significhi crescere con un dolore così profondo , mi ha accompagnato. Così ho cominciato a scrivere”

Zingaretti , sarà la storia del Commissario Calabresi?

“No. La mia sarà una storia simbolica e privata. Dico subito che non sarà un film politico, ma intimista : cosa succede quando una famiglia viene privata di un affetto in modo brutale? La regia è un passo importante , me ne rendo conto , ma questo film ce l’ho in testa ed è giusto che provi a girarlo anche se mi piacerebbe avere una parte. Intanto incontrerò Domenico Starnone : non sono uno scrittore , lui è un grande sceneggiatore e voglio fare questo percorso con una persona esperta”

Il cinema , da Amelio a Bellocchio a Calopresti , ha raccontato il terrorismo. Il desiderio di riconciliazione. Lei che ne pensa?

“Penso che la riconciliazione non sia volemose bene ma il riconoscimento delle responsabilità. Sull’argomento ho le mie idee chiare: il terrorista ha ucciso , io sto dalla parte della giustizia . Poi ognuno fa il suo percorso : possiamo anche parlare di perdono”

Ma non è così automatico?

“No, non è automatico, nasce da un’esigenza personale , di fede , e può anche non arrivare mai. Non giudico. Penso che sia un percorso doloroso e difficile . Quando vedo in tv le immagini o leggo i servizi sulla Giornata per le vittime del terrorismo penso a quel lungo elenco di nomi. Persone per troppe anni dimenticate: giudici, uomini dello Stato, poliziotti, carabinieri , di cui i ragazzi di vent’anni ignorano l’esistenza. Questo è un paese senza memoria”

Pensa che un film possa servire?

“Penso che una storia emblematica , su sentimenti che diventano il comune sentire , sia importante. Mi ha emozionato l’incontro della signora Calabresi e della vedova Pinelli , il presidente Napolitano ha fatto un passo importante e doveroso. Quello è un pezzo della nostra storia”

Dopo tanta tv e teatro è tornato al cinema : è nel cast di Noi credevamo il nuovo film di Mario Martone sul Risorgimento

“Martone lo inseguivo da tempo… Interpreto Francesco Crispi , anche se la mia è una piccola parte, solo sette pose, ho accettato subito. Il Risorgimento è un periodo che m’interessa a che a scuola, non so perché , viene studiato male. E invece i guai della nostra società sono legati agli anni dell’Unità d’Italia ; tutti i problemi non risolti allora ce li siamo trascinati dietro. L’Italia è stata unita senza preparazione , col Vinavil , come dico io. Paghiamo le conseguenze ancora oggi”

Qualcuno ha già detto che sarà il Gattopardo del 2000

“E’ vero che ogni set somiglia al suo regista : Martone ha girato scene con 200 comparse , cavalli , e sembrava che tutto marciasse da solo , è un uomo che ha sempre le idee chiare , una tranquillità, una sapienza.. Non l’ho mai visto perdere la calma. Il film dura quasi tre ore , ha un grande cast. Ed è ricco , importante, anche dal punto di vista delle scenografie e dei costumi”

Da statista a finanziere senza scrupoli per Pupi Avati.

“Il figlio più piccolo è storia di un gruppo di finanzieri d’assalto. Sono un commercialista ambiguo, una sorta di Jago , che dà consigli a De Sica , uomo fascinoso senza etica. Christian è una scoperta : è simpatico , ha stile, un degno principe ereditario . Il film ha quella dose di cinismo tipica di certa commedia all’italiana , penso che Pupi si sia molto divertito a scriverla. E poi mi ha chiamato Luchetti : farò uno spacciatore nel suo nuovo film La vita. Un’estate al lavoro”

Quindi non è d’accordo con chi dice che il cinema è in crisi

“Il problema sono i soldi , vogliono vedere se tolgono i finanziamenti al cinema francese che succede. A noi mancano le risorse , non gli autori , abbiamo i talenti : Garrone , Sorrentino, Saverio Costanzo che per me è uno dei più bravi”

E Montalbano?

“Per ora è tutto fermo, ma dovremmo girare altri quattro episodi. Mi diverto ad interpretarlo , con la troupe lavoriamo assieme da 10 anni , Montalbano è amato. Se lo rifaremo , chiederò di curare di più il lato della commedia. Le gag con Catarella sono divertenti , ma dopo averlo visto sbagliare le parole e sbattere contro la porta per la centesima volta, anche lo spettatore più appassionato non sorride più”

1 commento:

Mic ha detto...

Dove e come lo hai intervistato??