giovedì 30 luglio 2009

INTERVISTA A KIM ROSSI STUART, CHE PARLA DI “QUESTIONI DI CUORE”

Kim Rossi Stuart è stato protagonista di Questione di Cuore di Francesca Archibugi, uscito ad aprile.

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E’ d’accordo che il suo angelo – un nome un destino – sia una persona profondamente semplice?

“Sì , direi che i tratti fondamentali – immediatezza, semplicità, spontaneità – ci sono tutti ..anche se poi ha le sue elucubrazioni , che derivano da quello che gli accade: un attacco di cuore, più o meno alla stessa età di quello che fu fatale per suo padre. Purtroppo questa – affrontare, capire adattarsi – è una regoletta fondamentale della vita, che ti mette di fronte a cose drammatiche..”

Lui affronta la malattia e i suoi rischi

“Cerca di attuare un suo piano un po’ folle per mettere al riparo la sua famiglia, sua moglie, i due figli e il terzo in arrivo. E’ un pezzo di pane , una di quelle persone che nella loro istintività innata a occuparsi degli altri. Senza fare indagini alla “Stanislavskij” , sono portato a pensare che quel tipo di bontà appartenga proprio a quel tipo di persona quella particolare estrazione sociale : pochi studi , magari, ma valori solidi”

Valori come?

“Il principio originario è che l’unione fa la forza , che tra poveri ci si aiuta di più e più spesso : che poi lui sia diventato abbastanza ricco facendo il meccanico di auto d’epoca è un dettaglio. Difatti abita dove ha sempre abitato la sua famiglia , nell’ex borgata romana del Pigneto, e ha abitudini morigerate”

Però, per trovargli un difetto, è un evasore, fa tutto in nero

“Sì, ma questo è il tratto comune a una gran parte degli italiani, è un dato di fatto. Francesca Archibugi ha tratteggiato un personaggio a suo modo in linea con le caratteristiche nazionali : che, come sappiamo bene – fino alla noia quasi – non comprendono un senso civico integerrimo”

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Anche lei si ritrova nell’italiano un po’ cialtrone?

“No non mi sento . So che è facile proporsi e promuoversi così , però sono sincero : ho una visione della società , e della politica, assolutamente utopistica , e credo che a questo punto bisognerebbe fare una rivoluzione radicale”

Ovvero?

“Chi si occupa del bene dei cittadini , vista la scomodità delle posizione , dovrebbe intraprendere la sua strada come un asceta , un monaco: cosa che garantirebbe i cittadini sulla bontà delle sue intenzioni. Tutto ciò dovrebbe assicurato e strutturato con regole molto precise. Come vede , una cosa del tutto utopica”

Farebbe politica , a queste condizioni?

“Mah, chissà , con questi presupposti sì: sono convinto che molte persone potenzialmente si sentirebbero gratificate dal ricoprire un ruolo pubblico in maniera cristallina e inequivocabile”

Da che parte pende , la sua utopia , a destra o a sinistra?

“Il discorso che faccio è abbastanza radicale, né di destra né di sinistra. Per molti anni mi sono indirizzato verso gli ambientalisti , e credo anche oggi che l’unica cosa veramente da tutelare sia la Terra”

Il suo angelo è la versione buona, se così si può dire , del Freddo di Romanzo Criminale : entrambi sono però espressione di una marginalità cittadina, no?

“Naturalmente Angelo è un personaggio diverso , ma la matrice pasoliniana c’è e mi ha sempre appassionato : i miei libri dell’adolescenza sono stati Ragazzi di vita e Una vita violenta . Ero attratto dai ragazzini che venivano a scuola , in piazza Mancini, arrivando dalle periferie estreme: c’era di tutto , e io ho sempre avuto una predilezione per quelli che la agente considera i bassifondi , perché la vita è ovunque , ma lì è più intensa e diretta”

In questo film , nella parte del cardiopatico è molto realistico : si illividisce , si spegne, quasi

“L’ospedale è uno di quei luoghi che attivano meccanismi inconsci. Ci sono stato quando mi sono rotto le gambe tre anni fa nell’incidente in moto , sono passato per la rianimazione , il ricordo di quell’atmosfera , il bip-bip delle macchine , è vivo: a livello mimetico , non è stata la cosa più difficile del film”

La sua intesa con Micaela Ramazzotti , sua moglie in Questione di cuore, ha colpito

“La vorare con lei è stata una scoperta , un incontro molto bello , uno scambio generoso : non è facile trovare attrici che siano buone compagne di viaggio. E’ lei è stata ottima , soprattutto per l’assenza dei vizi caratteristici delle attrici , vanesie e concentrate solo su stesse”

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E con Antonio Albanese , nel film vittima anche lui di un infarto , del quale diventa amico inseparabile, com’è andata?

“”Non si è visto ? C’è cuore e intelligenza , in lui . L’avevo conosciuto appena al Festival di Venezia anni fa, avevamo fatto due chiacchiere al bar, comicamente disperati , entrambi, per essere finiti in quel frullatore. Quella volta notai come fosse una persona molto più semplice nell’approccio , però forte”

Che cosa preferisce in un uomo, o una donna?

“Ultimamente apprezzo molto la schiettezza , la capacità di dire subito le cose che non vanno bene : serve a far crescere i rapporti. Non mi offendo , alla critica: è un atto di generosità. Nel caso, la ruvidità non mi spaventa , anche se ,naturalmente , non è indispensabile . Ogni cosa si può dire in modo cortese e lieve”

Qualunque personaggio interpreti , lei suscita comunque sentimenti di protezione , viene quasi da consolarlo . E’ effettivamente fragile o ci fa?

“Non ne sono consapevole , di quello che dice, ma se è così deve essere qualcosa che appartiene al Dna , o al kharma , che ognuno si porta dietro. C’è anche chi mi ha detto – Gianni Amelio – che è imprescindibile da me un lato romantico”

E non si ritrova neanche in questo?

“No, cioè sì: capisco a cosa si riferisce quindi la mia sfida è cercare di smontarlo . essere un po’ contradditorio. C’è poi il famosissimo bisogno dell’attore di amare il suo personaggio, perché quando lo si ama molto , lo spettatore empatizza: avere uno sguardo di pietas è una bella cosa”

Non mi ha detto se è fragile o no

“Sono fragile , granitico e sgretolabile. Ma cerco di non osservarmi troppo: meglio evitare di guardarsi a lungo, dio contemplarsi. Il narcisismo è un rischio tremendo , per gli attori , meglio occuparsi degli altri”

Un attore non narciso? Un miracolo

“Beh, purtroppo mi occupo anche di me stesso : nel senso che sono malato di desiderio di crescere. Come persona: umanamente e moralmente”

mercoledì 29 luglio 2009

INTERVISTA A BOBO CRAXI, USCITO DAL PARTITO SOCIALISTA

Bobo Craxi dopo un alleanza con Vendola saluta e lascia la segretaria socialista

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Cosa l’ha spinto a fare questa scelta?

“Una parte del partito pensa di costruire con Vendola una prospettiva in cui non vengono coinvolti , non solo me, ma molti socialisti del Paese. Non sarò complice di questa operazione”

Cosa non va in questo progetto?

“In esso vedo insediato il ruolo del socialismo italiano. Il cartello elettorale si sta trasformando in un partito , non è accettabile”

Un coacervo di identità stile Pd?

“Il progetto di Vendola è chiaro, solo qualche socialista sprovveduto può pensare che non sia così. Per difendere l’autonomia ci vuole ben altro. Avevamo chiesto il congresso , ma ci è stato negato in modo surrettizio”

Una nuova scissione nel Psi?

“Chi fa un altro partito, di fatto sta preparando le basi per una nuova scissione”

Veltroni elogia suo padre . Una dichiarazione tardiva?

“Orami Veltroni è un leader dimezzato . Apprezzo la sua sincerità ma credo siano solo delle parole buttate lì, senza conseguenze e tra l’altro abbastanza scontate. Quando si costruì il Pd si decise di espungere dalla sua tradizione quell’esperienza. Un riconoscimento sì fa piacere , ma deve avere una ragione”

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E qual è la ragione di Walter?

“Mi sfugge”

Niente di socialista nel Pd?

“Il Pd ha un problema d’identità …è l’intera vicenda della sinistra italiana che andrebbe posta al vaglio del revisionismo. Bisogna riabilitare il socialismo riformista : lo ha fatto inconsapevolmente Berlusconi e ne ha tratto un utile vantaggio , non solo elettorale. Riguardo Veltroni non servono apprezzamenti con rimbrotto , del tipo “dovevi dirlo prima”: è solo una reazione emotiva”

Lo ha detto anche Stefania Craxi

“E’ un atteggiamento politicizzato , la memoria storica non è una questione di famiglia. C’è un custode del cimitero che ogni volta che viene qualche personalità a visitare la tomba di Craxi , mi chiama contento “c’è stato Totti, De Sica, Ferrara..”. Non possiamo avere lo stesso atteggiamento del custode , ovverossia compiacerci di questo omaggio. Dobbiamo far sì che l’omaggio si trasformi in qualcosa di più . Il socialismo italiano di Craxi può ancora essere utile per la cultura politica e il futuro del paese “

De Michelis dice che il Psi se ne riparlerà forse con i nostri nipoti

“I nipoti di Gianni sono già nati”

Si può sapere perché De Michelis è stato sospeso?

“Perché Gianni ha sostenuto qualche candidato socialista del centrodestra : ma sostanzialmente è stato sospeso per l’ottusità di piccoli burocrati di un piccolo partito. Tutto il contrario di ciò che siamo stati : né piccoli , né burocrati”

martedì 28 luglio 2009

INTERVISTA A TANYA GERVASI , MODELLA ENOGASTRONOMICA

Tanya Gervasi , protagonista in passerella a Milano e studentessa. Nonostante il cibo è una modella ricercata

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Tanya , la tua scelta è curiosa . Un promettente modella che ama il cibo e addirittura sceglie di farne una professione : non è un po’ strano?

“Apparentemente si. Ma in realtà la mia scelta è nata da un’ossessione”

In che senso?

“Fare la modella ti porta a pensare sempre al cibo e a parlare sempre di cibo , di taglie e diete. Tutto ruota intorno a cosa puoi mangiare e cosa no”

Quindi per te il cibo è stato un ostacolo?

“Ero giovanissima quando ho iniziato a fare la modella . A Tredici anni ero una taglia 40 e sono entrata nell’ottica di dover dimagrire. Ma quando la dieta diventa un’ossessione non c’è niente da fare: puoi cibarti di aria e ingrassi lo stesso. E’ una questione psicologica . Ora ho imparato a guardare il cibo da un’altra prospettiva”

Quale?

“Il cibo è condivisione , convivialità: può legare le persone. Io adoro prendere un libro di ricette , fare la spesa e cucinare insieme , con la musica in sottofondo. Ed è fantastico mangiare con gli amici”

Non sembra un pensiero da modella?

“Oggi in pochi sanno mangiare, non è una questione che riguarda soltanto le modelle . Quanti obesi si vedono in giro? Io penso se hai un problema col cibo, il cibo avrà un problema con te”

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Cioè si può essere belle anche con qualche chilo in più?

“Non dico che bisogna abbuffarsi. Bisogna avere il senso della misura , nel cibo come in altre cose. La bellezza la tiri fuori da dentro: sei bella quando ti senti bella “

E’ un addio alle taglie 40 per fare spazio alle plus size?

“Non è negativo essere magra. Certe ragazze lo sono per natura. E’ però assurdo quando fai di tutto per entrare in una 38”

Ti consideri ambiziosa e testarda. Quando , a 16 anni, ti hanno detto “Dimagrisci o dici addio alla moda”, cosa hai fatto?

“Ho provato a fare diete: di tutto. Poi grazie ai miei genitori ho capito che era meglio studiare e ho aspettato il mio momento , che è arrivato tre anni dopo”

Con la sfilata per Elena Mirò?

“Esatto. Ho capito che c’era spazio anche per una taglia 44 come me”

Eppure ti senti un anti modella?

“Non è vero. Mi hanno definito così. Però penso proprio di non essere una modella tradizionale : non amo la vita mondana , non ho la mentalità milanese”

Infatti arrivi da Giaveno , vicino a Torino, ora vivi a Bra per motivi di studio . Non certo per grandi città..

“Non potrei mai vivere a Milano: troppo caos , rumore, distrazioni”

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Ti hanno definita una Slow Model

“Già, per via di Slow Food , di ciò che studio. Il soprannome mi piace perché mi distingue nel mondo delle modelle : di slow ci sono solo io. Anche se non è proprio un aggettivo che mi si addice”

La filosofia di Slow Food è buono,pulito e giusto . Che ne pensi?

“E’ una bella filosofia , specie per il cibo. Nella vita è difficile seguirla alla lettera”

Da modella avevi già prospettive per il futuro. Cosa ti ha spinto a scegliere di fare l’Università?

“Penso che lo studio sia fondamentale. E poi la carriera da modella è relativamente breve. Dopo i 30 anni cosa avrei potuto fare? Il cervello ha bisogno di stimoli , di restare acceso”

Tu, tra l’altro parli 4 lingue

“Già. Italiano, russo, inglese e francese”

Sei nata a Mosca..

“Da mamma bielorussa e papà siciliano doc. E’ stata una fortuna : ho preso altezza delle russe e curve della Sicilia..”

Ma tu il cibo lo studi solo oppure sei anche una che mangia?

“Te l’ho detto: mangio. Il giusto”

Quali sono le tue scelte a tavola?

“Adoro la pasta. E preferisco il salato al dolce. Mentre non amo vini e alcolici”

A cosa rinunci quando sei a dieta?

“A Niente . Al massimo sostituisco. Scelgo la pasta integrale, i cereali..”

E a cosa invece non rinunceresti mai?

“Alle crepes fatte in casa della mia nonna”

Hai fatto un servizio fotografico mozzafiato per la rivista Max. Sul web le tue foto sono cliccatissime. Te l’aspettavi?

“Sinceramente no. Ma sono molto contenta di aver fatto quel servizio. Il sito è stato travolto dagli eventi e io da messaggi di complimenti. Una sensazione strana”

Prossimi obiettivi : un calendario o un reality?

“Ma no. Il calendario no, oggi non ha più niente di artistico. I reality non mi interessano , vorrei arrivare in tv per la mia testa , le mie competenze. Mi piacerebbe condurre un programma sull’enogastronomia , magari su un canale tematico”

Cosa vuoi fare da grande?

“Non lo dico. Ho un’idea in testa, ma la terrò per me. Ho anche un piano B, c..

Cioè? Hai dichiarato di voler diventare una giornalista enogastronomica..

“Quello lo sto già facendo. Scrivo articoli sul cibo in un sito web. Ma il mio sogno per il futuro è un altro. E’ davvero, per ora lo tengo , per me?

lunedì 27 luglio 2009

INTERVISTA A MASSIMO ROSOLINO , NUOTATORE

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Massimiliano Rosolino è il nuotatore con più medaglie in assoluto

Portabandiera azzurro ai Mondiali di Roma , un onore o un segnale che ormai è entrato a far parte dei vecchietti?

“Ma se mi da del lei mi sento un vecchio! No, è una cosa positiva , probabilmente se non l’avessi io l’avrebbe fatto Federica Pellegrini , quindi non credo che rispetti l’età, ma il Palmares va bene”

Dopo Pechino , è l’occasione di una rivincita?

“Sì , le rivincite ci devono essere perché uno non deve mai mollare , me è inutile arrivare col dente avvelenato. Io mi devo arrecreare”

A proposito di Federica Pellegrini …che rapporto ha con lei e Alessia Filippi , sue colleghe?

“Buono, in effetti più con Federica che con la Filippi perché con lei mi alleno tutti i giorni”

La ammiri o temi di essere oscurato?

“No, non credo ci sia questo problema , ognuno va per la sua strada, va bene? Anzi, quando ha fatto dei tempi straordinari in gara, la ammiro e la studio”

Un avversario da battere c’è per te?

“Il cronometro, il tempo”

Il tuo super-costume ti aiuta?

“Sicuramente sì, l’evoluzione c’è stata , va bene? Anche se è un peccato snaturare del tutto le prestazioni : questi costumi permettono di viaggiare a un’intensità decisamente superiore”

Certo , anche senza costume i tuoi successi non sono stati pochi : campione olimpico , europeo, italiano , mondiale..cosa ti manca per sentirti completo?

“Non è bello fare le cose , ma ri-farle”

Ti faccio un elenco delle tue misure , dimmi se sono esatte :192 cm di altezza , 101 di bacino , piede taglia 48 , spalle 52 cm, torace 108: tutto giusto?

“Siiii”

Quanto costa il fisico?

“Se non hai il fisico , non puoi fare il nuotatore”

Vanitoso o sbaglio?

“Parecchio, da buon napoletano”

Sembri anche bello e buono?

“Macché! Io non sono certo un angelo . Sembro un puttino, ma non è così”

Un difetto allora ce l’hai?

“Superpermaloso”

Che cosa ti rimprovera la tua ragazza?

“Che mi faccio i cavoli miei”

Ma cosa ci facevi tu in tv?

“E’ stata una figata , ho imparato a fare una cosa che non capita tutti i giorni. E poi ho trovato anche l’amore , che vuoi di più?”

Massimiliano Rosolino

Allora adesso te lo conservi …la sposi?

“MO num esageramm , eh? piano piano , step by step”

Un figlio?

“Un giorno non sarebbe male , ma non abbiamo questi progetti per ora”

A che età lo butteresti in acqua?

“Subito”

E tu a che età ci sei finito?

“A 5 anni”

Bambino precoce.. da Napoli e Melbourne e ritorno, non è stato facile ?

“No, ma il binomio è vincente”

Il prossimo obiettivo?

“Ricomincio subito a nuotare”

Londra 2012?

“Troppo lontano”

Allora le vacanze?

“Sardegna. Si parte la mattina presto e mare, mare, mare”

A proposito di mare , ti sei mai cimentato?

“Quando ero piccolo ho fatto due garette stupide, me è un altro sport. Devi essere allenato e preparato, e ti deve piacere”

Non la faresti la Reggio Calabria – Messina insomma?

“Non c’penz ‘proprio”

Ogni tanto ti riposi?

“io adoro riposarmi , svaccarmi un po’ con le pantofole …ma non riesco a stare troppi giorni senza fare proprio niente”

La cosa più strana che ti è capitata in vacanza?

“Incontrare napoletani anche dall’altra parte del pianeta : se gli italiani sono sessanta milioni, i napoletani sono venti!”

La cosa più strana che ti hanno detto?

“Ma tu sei quel ragazzo che ballava in televisione ? Bella domanda , dopo vent’anni di nuoto!!!”

Perché oltre a nuotare fai di tutto per essere famoso?

“No, io non faccio proprio niente per cercare la notizia , è la notizia che cerca me . Anche nell’ anonimato si vive benissimo”

Mmm…difficile immaginarti nella vita quotidiana . Ad esempio , dietro ai fornelli?

“Ah Ah. ..E’ una domanda che dovresti fare al mio compagno di stanza , Emiliano Brambilla , che è il mio chef , per fortuna”

Dietro a un libro ? L’ultimo che hai letto?

“ E chi se lo ricorda”

E il prossimo?

“La biogr5afia di Phelps. Un po’ per curiosità e un po’ perché per ispirazione , un giorno magari lo scriviamo anche noi”

A proposito di Phelps …tu solo in vasca con lui , cosa gli proporresti?

“E’ difficile , lo posso sfidare col gommone!”

Non ti buttare giù..

“Va beh , lo sfido su un 400, dai”

Ti è mai capitato di bere , o avere la sensazione di affogare?

“E nun esageramm , che pesce sarei”

venerdì 24 luglio 2009

INTERVISTA A UMBERTO AMBROSOLI FIGLIO DI GIORGIO, L’AVVOCATO UCCISO DA MICHELE SINDONA

Umberto Ambrosoli è figlio di Giorgio, l’avvocato ucciso 30 anni fa a Milano da un killer assoldato da Sindona

Quando hanno ucciso Giorgio Ambrosoli avevi solo 8 anni. Ora ne hai 38 e che fai l’avvocato cosa ne pensi della vicenda che ha portato alla sua morte?

“Ovviamente ci sarebbero da fare mille recriminazioni ma io di questo quadro tutto nero voglio concentrarmi sull’unico punto luce: c’è e continua a brillare dopo 30 anni. Tra il pensiero di queste cose brutte e quello di “caspita però cos’ha fatto” preferisco di gran lunga il secondo”

Sulla storia di tuo padre hai scritto anche un libro “Qualunque cosa succeda”. Come mai questo titolo?

“E’ la citazione di una lettera che papà scrisse a mia madre nel 1975, un anno dopo aver assunto il ruolo di liquidatore della Banca Privata Italiana : “Qualunque cosa succeda tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali abbiamo creduto”

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Aveva già capito quello che gli sarebbe successo ma nonostante le minacce e le pressioni ha deciso di andare avanti a fare il proprio lavoro. E’ questo l’insegnamento più grande che ci ha lasciato?

Il vero messaggio che bisogna imparare da questa storia è che ciascuno di noi ha la possibilità , nella quotidianità della propria esistenza , di dare il meglio per la società nella quale vive. Che si tratti della famiglia , della propria città , dell’azienda nella quale lavora o dell’interesse generale del Paese è solo una questione di opportunità di scelte”

Cosa vuoi dire?

“Che mio padre non si è fermato per essere un uomo di quelle responsabilità. Si è formato per essere un cittadino che rispetta le regole e così è stato. E’ chiaro che a un certo punto della vicenda è stato travolto da responsabilità che andavano molto oltre il suo essere avvocato ma lui non ha fatto altro che rimanere lo stesso di prima”

Forse è per questo che Corrado Stajano l’ha definito un eroe borghese?

“Siamo abituati a un immagine di eroismo, fatta di persone che gridano , che si mettono alla guida di un plotone o che compiono cose mirabolanti. Mio padre , invece, è la dimostrazione che anche nella tranquillità della vita borghese si può essere chiamati ad essere eroi”

Le sentenze contro mandante ( Sindona) , killer (Aricò) e intermediario ( Venetucci) hanno detto tutta la verità oppure c’è ancora qualcosa da chiarire?

“Rispetto alla polizia giudiziaria del nostro Paese dove la prescrizione la fa da padrona dove si celebrano oggi processi vecchi di trent’anni , questa vicenda ha la peculiarità di essere arrivata a delle conclusioni con la sentenza del 1986. Le responsabilità sono tutte molte chiare ma il problema è che sembrano non interessarci”

In che senso?

“Parlo di mancanza di interesse per dire che, a parer mio, l’abitudine della nostra società a confrontarsi con le responsabilità proprie e altrui e molto poco sviluppata. E’ infatti, abbiamo costanti ricicli di persone che raggiungono la vetta , cadono e e non è che restano giù con la riprovazione popolare. No, tornano in ruoli importanti. Ferma restando la possibilità per chiunque di potersi riscattare , un po’ di esempi in Italia ci dicono che non abbiamo imparato abbastanza dal passato”

Esaminando i documenti delle banche di Sindona , tuo padre ha scoperto legami con personaggi della politica (Giulio Andreotti e Amintore Fanfani) , del Vaticano (il vescovo Paul Marcinkaus) e delle logge segrete (Licio Gelli della P2). Questi intrecci sono ancora possibili?

“Purtroppo da un punto di vista tecnico ( lo so perché nel mio lavoro mi occupo anche di questo) quelle cose sono ancora possibili . Basti pensare che le operazioni fiduciarie che hanno innescato i crack del passato sono le stesse all’origine dei grandi scandali di oggi”

Ma sugli intrecci?

“Posso solo dire che i legami tra il potere politico e quello finanziario hanno conseguenze deleterie. Questo intreccio deve essere slegato e mio padre ha dimostrato che per farlo non serve nessun superpotere. Basta fare semplicemente il proprio lavoro”

Da avvocato cosa pensi di Tangentopoli : protagonismo dei giudici o lotta all’illegalità?

“Bè, di certo è stato un periodo di speranza ma non che tutti i brutti e i cattivi finissero in carcere. Speranza che da quel momento in poi la cosa pubblica potesse essere vissuta diversamente da un grande bottino da spartirsi da amici. L’entusiasmo popolare che ha accompagnato i primi due anni di Tangentopoli , che ha avuto anche degli effetti negativi come il lancio delle monetine a Craxi, era la testimonianza che i cittadini non ne potevano più . Potevamo ottenere molto di più da quel periodo ma non in termini di condanne : parlo di evoluzione del sistema politico”

giovedì 23 luglio 2009

INTERVISTA A ROBERTO SAVIANO, ESCE IL NUOVO LIBRO “LA BELLEZZA E L’INFERNO, SCRITTI 2004-2009”

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Roberto Saviano torna con “La Bellezza e l’inferno, Scritti 2004-2009” un libro con una raccolta di monografie di personaggi che resistono. L’intervista è andata in onda su radio 105

Avevi voglia di far vedere a tutti che facevi un altro libro molto, molto bello..

“Diciamo che avevo voglia di mostrare a chi pensava che mi sarei fermato , che io non avrei più scritto. E l’ho dedicato ai miei lettori perché in questi anni sono loro che hanno reso pericolose le parole di Gomorra”

Nella prefazione c’è una bellissima frase sul senso dello scrivere “Uscire. Riuscire a iscrivere una parola nel mondo , passarla a qualcuno come un biglietto con un’informazione clandestina m, uno di quelli che devi leggere, mandare a memoria e poi distruggere , appallottolandolo mischiandolo con la tua saliva, facendolo macerare nel tuo stomaco. Scrivere è resistere , è fare resistenza”

“Mah , può sembrare un delirio romantico, ma davvero io credo profondamente in queste parole. Scrivere è resistere nella misura in cui permette di raccontare il Paese e quindi è una promessa di trasformazione in qualche modo. Da quando per esempio le prime pagine dei giornali hanno cominciato a occuparsi della camorra imprenditrice , quindi non più della camorra che spara e basta , molte cose sono cambiate. E tutto questo sembra segnalare una resistenza. La forza del raccontare sta nel fatto che comunicando un meccanismo , molto probabilmente lo stai svelando a milioni di persone , che molto probabilmente riusciranno a trasformarlo”

E a reagire a questo. E’ una cosa tutta italiana : nel momento in cui parla di un nostro problema , “Stai sputtanando il Paese”.

“E’ una delle accuse che più mi ferisce”

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C’è anche, nella tua prefazione, chi non deve leggerlo?

“Mah, quella è stata una sorta di piccola vendetta. Ho voluto segnalare che questo libro non è destinato a tutte le persone che in passato erano intorno a me , tutti i miei amici , le persone con cui sono cresciuto. Persone che con tantissima indifferenza mi hanno lasciato , direi abbandonato , proprio nel momento più difficile. Chi vive nella mia condizione diventa un uomo peggiore , così diventi nervoso, ossessivo su di te, ti senti accerchiato , spiato, quasi ogni settimana c’è un allarme sulla tua vita , inizi a convivere con l’idea della tua morte che non arriva mai o che dovrebbe arrivare , non puoi uscire e ogni cosa la devi pensare tre giorni prima. Insomma, diventi un essere difficile da trattare. Ma è proprio in quel momento che ti aspetti che chi ti è stato vicino capisca, per traghettarti in un territorio di affetti un po’ più libero. E invece così non è stato”

Raccontaci un po’ questa vita blindata. Nel libro scrivi di quando non ti fittavano le case o te le fittavano a quattro volte tanto il prezzo dicendo “Dottò, io vi stimo tanto , ma io come faccio , mettetevi anche nei panni nostri”

“Sì è stata una delle cose più tragiche , ma come tutte le cose tragiche hanno un risvolto ironico. Io arrivavo lì con la mia scorta , soprattutto in alcune zone della Campania, ero presentato dai Carabinieri”

Buone referenze..

“Infatti, questi erano contentissimi all’inizio. Poi vedono l’auto blindata e sono ancora più contenti perché credono sia un politico, magari un ministro. Arrivavo e c’erano le scuse più incredibili , tipo “non è per me , ma per i miei figli” oppure “Io gliela darei la casa , pure gratis, ma il condominio non me lo permetterebbe mai” fino a quelle che moltiplicavano il fitto perché sa, “ognuno si deve prendere i suoi rischi..”. In un residence in una zona molto ricca di Napoli i vicini raccolsero ognuno una quota per pagare al proprietario del residence il mensile per mantenere vuota la stanza che mi affittava”

In questo libro piacciono molto i racconto che hai dedicato a Beppino Englaro e Tatanka.. Uno è l’inferno e l’altro la bellezza?

“In qualche modo sì. Io ho cercato di raccontare storie di resistenza e di talento. Per esempio , di Beppino Englaro ho raccontato la storia di un padre che in qualche modo salva la democrazia. Non decide di fare un’eutanasia all’italiana, 50,200,100, 150 euro dati ad infermieri privati nel silenzio per staccare la spina. Lui decide di affrontare in maniera legale il tutto e in questo modo dà fiducia alle istituzioni. Poi la storia dei pugili marcianisani in terra di Camorra che riescono in una palestra minuscola a vincere le Olimpiadi”

E Enzo Biagi? Lui ti ha chiamato e ti ha detto: Vieni a pranzo da me che voglio parlarti un po’

“Un giorno arriva questa telefonata stranissima e mi dice “dobbiamo vederci” . Enzo Bigi ritorna con la sua trasmissione dopo 5 anni e il primo che intervista sono io. E’ stata una cosa abbastanza unica. Ricordo che mi telefonò durante la trasmissione il presidente Napolitano e io pensai che fosse Fiorello , perché non pensavo proprio che il presidente si volesse complimentare con me”

mercoledì 22 luglio 2009

INTERVISTA A GABRIELLA CARLUCCI

Gabriella Carlucci , deputato PDL

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Arriva il sì bipartisan alla legge anti-stupro. Un successo?

“E’ una grande vittoria per le donne. Oltre all’inasprimento delle pene , sono state inserite una serie di aggravanti , come la violenza di gruppo. La nostra legislatura si sta affermando come la legislatura in difesa delle donne : prima con la legge sullo stalking , oggi con la legge sullo stupro”

Il sì è stato bipartisan : si inizia a collaborare?

“Credo che su questi temi si debba sempre collaborare. Nel passato , soprattutto durante il governo Prodi , purtroppo all’interno della coalizione di centrosinistra c’erano delle posizioni molto diverse tra di loro. Per questo allora non fu possibile raggiungere alcun risultato. Noi invece andiamo avanti compatti e , tra l’atro, non essendoci più quelle frange della sinistra estrema in Parlamento , è più facile collaborare su questi argomenti”

LA Binetti afferma che le violenze sono favorite dal “velinismo”

“Sicuramente oggi le donne sono più libere. Siamo donne abituate a lavorare , vivere e far tutto anche da sole , senza che questo dia più scandalo. Non c’è più il problema di avere un accompagnatore: quindi in un certo senso siamo anche più indifese”

E’ giusto associare lo stupratore di Roma a una questione morale del Pd?

“Sì, dato che il vecchio reato di questo signore era conosciuto; nel momento in cui si dà un incarico così importante , credo sia giusto verificarne i precedenti. Bisogna porre più attenzione alla classe dirigente , anche a livello locale. E’ essenziale che non vi sia traccia di precedenti in chi deve rivestire ruoli così rilevanti”

Questo vale per entrambi le parti politiche?

“Assolutamente sì”

A proposito di questione morale , i fatti privati dei politici dovrebbero rimanere tali?

“In questi ultimi mesi abbiamo assistito a di tutto di più sui giornali: mettere sui giornali come spie dal buco della serratura , non mi sembra giusto. E’ chiaro che se uno si fa portavoce di determinati valori , dovrebbero esserlo fino in fondo, anche nel privato. Ma la sfera privata deve rimanere tale. Quando il portavoce di Prodi venne immortalato mentre parlava con una prostituta transessuale , nessuno rigirò il coltello nella piaga andando a indagare morbosamente sui retroscena”

Come donna si è mai sentita offesa delle vicende o delle polemiche sulla vita del Cavaliere?

“No, perché parto del presupposto che non giudico gli altri. Siccome lavoro ogni giorno in Parlamento, vorrei essere giudicata per quello che dico o faccio in Parlamento. Non mi sento coinvolta o paragonata a nessun’altra. Ho un curriculum rispettabilissimo , quindi preferisco non essere messa sullo stesso piano di un’altra”

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Lei ha proposto la moratoria contro l’aborto . Toccare questo tema è da impavidi..

“Facciamo le leggi per la procreazione assistita e poi permettiamo milioni di aborti l’anno. Vogliamo porre fine alla consuetudine che soprattutto nei paesi in via di sviluppo , fa sì che l’aborto venga impiegato come metodo di contraccezione o , peggio, di selezione eugenetica. Speriamo che il governo chieda all’Onu di intervenire. Viceversa in Italia , ci piacerebbe che la 194 fosse applicata in fondo , e che i consultori indicassero alle donne le vie alternative all’aborto con un sostegno vero”

Anche sul controllo della Rete ha fatto infuriare Beppe Grillo

“Negli ultimi anni internet ha avuto uno sviluppo vorticoso: ma non esistono leggi che lo regolino. Non possiamo permettere che la Rete sia il Far West”

A proposito come vede Grillo alle primarie del Pd?

“Come ha detto Pansa “Mancava mago Zurlì , è arrivato Grillo”

martedì 21 luglio 2009

INTERVISTA A MIRIAM LEONE, MISS ITALIA E CONDUTTRICE TELEVISIVA

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“Per tutta l’estate farò la vita del fornaio : sveglia alle 4.30, cena alle 19 , a nanna alle 22”.

Miriam Leone , 23 anni, la Miss Italia in carica , è la nuova reginetta della Tv. Debutto come conduttrice in Uno Mattina estate.

Al primo colpo ha battuto una veterana come la D’Urso( con Mattino 5 ndb)….

“Oddio, mi sa che ora non mi inviterà più nella sua trasmissione del pomeriggio. Scherzo, Barbara è fantastica , regge ritmi assurdi”

Sì, ma la guerra degli ascolti l’ha vinta lei . Come ha fatto?

“La spigliatezza non mi manca , con tutti gli anni che ho passato a fare la speaker di radio Etna Espresso…Credo poi che il pubblico apprezzi la gioia di vivere e l’umiltà. Non ho l’ansia di sembrare Miss Perfezione , se prendo una cantonata , lo ammetto in diretta e chiedo scusa”

La chiamano la Miss Secchiona . Contenta?

“Vi prego, non fatemi passare per un’antipatica saputella! In realtà ho sempre voluto fare questo mestiere. Da piccole ero una bambina cantante-stilista-attrice-ballerina , volevo sempre stare al centro dell’attenzione , i miei non sapevano come spegnermi. A 18 anni volevo iscrivermi al Centro di Arte drammatica , ma non ho avuto il coraggio di lasciare il paese. Lì è iniziata la fase dello studio matto e disperato, all’università avevo la media del 29”

E poi?

“Poi un giorno sono andata a Roma al Palazzo delle Esposizioni a vedere una mostra sul pittore Mark Rothko . C’era anche una rassegna su Stanley Kubrick e , già che c’ero, ho fatto una capatina. Ho visto una foto di Lolita e ho pensato “Sue Lyon, l’attrice del film, ai tempi aveva 16 anni , io ne ho 22. Il tempo stringe. E se un giorno a 60 anni mi pentirò di non averci provato? Così mi sono iscritta a un concorso di bellezza. Ed eccomi qua”

Dicono che alla decisione abbia contribuito anche una delusione d’amore. Vero?

“Sì, è una storia incredibile. Ero in macchina con mio padre e un automobilista ci ha tagliato la strada. Non ci siamo fatti nulla , ma il punto è che nell’altra auto c’era il mio fidanzato, scultore, con un’altra. E’ stato un colpo terribile , mi ha inseguito per mesi , ma non l’ho mai perdonato. Ho capito che dopo aver dedicato tutta me stessa a lui, dovevo pensare a me”

Ha trovato qualcuno con cui consolarsi?

“Macché. L’ultimo fidanzato è durato due mesi , ero pazza di lui, l’ennesima delusione”

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Ma come mai è così sfortunata in amore? Cosa sbaglia?

“Sono stata troppo tempo fusa con un’altra persona. Da poco ho scoperto Miriam e sto vivendo una fase di costruzione di me stessa . A questo punto, l’amore può aspettare”

Ora sarò corteggiatissima..

“Mica tanto. Un po’ perché , a causa del lavoro, non vado in discoteca da un secolo e ho poche occasioni di incontrare gente nuova. Poi la corona dio Miss Italia dà un’aura di intoccabilità. Spaventa i maschi”

Però a settembre dovrà consegnarla a un’altra ragazza. Dispiaciuta o sollevata?

“Dispiaciutissima. Vivo da privilegiata , tutti mi coccolano. Pensare che queste attenzioni tra due mesi saranno per un’altra mi ingelosisce un po’”

Poco male , ora le si sono aperte le porte della Tv. Che programma sogna di condurre?

“Muta rimango! Sono siciliana , quindi scaramantica”

Va bene, andiamo per gradi. Parteciperebbe mai all’Isola dei famosi?

“Certo. Sono stata una scout per tanti anni , ho il senso della sfida. Delle prime tre edizioni non ho perso una puntata”

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Condurrebbe il Gf?

“Perché no? Non faccio la snob, la curiosità di guardare gli altri ce l’abbiamo tutti”

Presentatrice preferita?

“Milly Carlucci. E’ perfetta , io faccio mille gaffes”

Per sfondare , meglio Miss Italia o Amici ?

“Miss Italia , che domande. Ma solo se vuoi fare la conduttrice o l’attrice. Amici o XFactor hanno resuscitato la discografia"

E lei cosa fa?

“Tante cose: al supermercato, compro il latte prodotto nelle fattorie più vicine , faccio la raccolta differenziata , cerco di risparmiare non per tirchieria , ma per rispettare l’ambiente”

Sembra così solida , equilibrata è davvero così?

“Tutte le persone che appaiono forti nascondono parecchie fragilità. Ho tante malinconie , ma sono emozioni privatissime , le tengo per me”

Suo padre Ignazio è un professore di Lettere: Cosa le ha detto quando , invece di terminare la tesi , si è iscritta Miss Italia?

“Mio padre è un uomo che ti lascia tutte le libertà. Anche quella di sbagliare. Forse quello più geloso è mio fratello: è più piccolo di me, un genio del pianoforte”

Come si vede tra dieci anni?

“Affermata nel lavoro , spero. E con un marito e due-tre figli. Adesso è un po’ presto , ma sento il bisogno di avere intorno a me una piccola tribù. Perché io devo tutto alla mia famiglia . E non vedo di crearne una mia”

lunedì 20 luglio 2009

INTERVISTA A FORTUNA TONDI , LA COMMERCIANTE PIù RAPINATA D’ITALIA

Fortuna Tondi , è diventata il simbolo della lotta al crimine in provincia di Napoli.

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La sua macelleria di Caivano è stata presa d’assalto 11 volte nel giro di pochi anni. Ha subito 9 rapine a mano armata , due raid è invece riuscita a sventarli mettendo in fuga i banditi con le sue grida : altre due volte le hanno portato via merce per migliaia di euro. Ma come si fa ad andare avanti in queste condizioni?

“Io e la mia famiglia conviviamo con l’ansia , a volte con la disperazione , anche per i problemi economici che siamo costretti ad affrontare. Io mi sono trovata più volte con una pistola puntata addosso. A mio marito e mio figlio hanno ance sparato addosso : mia figlia era in gravidanza quando le hanno infilato la pistola in bocca. Quando sono al negozio ho sempre paura , solo in casa mi sento più tranquilla”

Ma si può vivere così?

“Io ho bisogno d’aiuto . La mia attività commerciale è al collasso. Le rapine producono non solo tanta paura ma anche danni notevolissimi sul piano economico. Del resto è evidente che non posso più pagare le tasse contemporaneamente allo Stato e alla Criminalità”

Lei in tv ha denunciato più volte la solitudine nella quale è stata lasciata. Ha sempre chiesto una maggiore presenza dello Stato , una maggiore attenzione delle forze dell’ordine , l’installazione di telecamere. Le hanno dato delle risposte?

“Niente , nel modo più assoluto. Ho provato a sensibilizzare i politici di ogni ordine e grado. Ho scritto al presidente delle Repubblica , al premier Berlusconi, al ministro Maroni e tanti altri. Sono stata ospite in tante trasmissioni televisive, ho raccontato delle sensazioni di solitudine di come me vive in certe aree della Campania , ma né da Roma né da politici locali ho mai avuto una risposta. Nemmeno una. Eppure non chiedo nulla di straordinario : voglio essere tutelata come commerciante e come cittadina. Ma a questo punto ho preso una decisione : se gli altri non fanno nulla , ci dovrò pensare io”

E come?

“Mi candiderò in una lista civica alle prossime elezioni comunali di Caivano. E mi batterò affinché si apra un ufficio per assistere le vittime della microcriminalità”

Molti paragonano la provincia di Napoli ad uno sterminato Far West senza legge. Lei si sente una delle vittime di questo Far West?

“No, io mi considero una cittadina di un Paese molto civile che però vive in una realtà abbandonata dai politici locali e dello Stato. Un paese molto civile governato da chi pensa solo a difendere la propria poltrona e non gli interessi delle collettività”

Se lo Stato non le ha mai manifestato il suo sostegno , bisogna anche dire anche gli altri commercianti non è che si siano fatti in quattro per condividere la sua battaglia

“E’ vero , in questa lotta che sto conducendo per poter lavorare senza il timore di essere derubati o ammazzati non ho ricevuto alcun sostegno dai miei colleghi. Ma sono certa di una cosa : pur senza manifestare la loro solidarietà apertamente, in molti sono stati e continuano a stare dalla mia parte. Quanto agli altri miei concittadini, nessuno mi ha mai detto di starmene zitta e di farmi i fatti miei, anzi ho sempre ricevuto incoraggiamenti”

Non ho mai pensato di trasferirsi in un’altra città?

“Andarmene? No, non l’ho mai pensato e mai lo farò. Ma i miei figli però non hanno resistito e sono andati via. Mia figlia è scappata in Toscana dopo che durante una rapina le hanno puntato una pistola alla bocca; era al settimo mese di gravidanza. In quella occasione hanno rischiato di morire lei e il bimbo che aveva in grembo. Lei e il marito si sono trasferiti ad Arezzo ; quando sono partiti non avevano né la casa né un lavoro , ma pur di fuggire erano disposti ad affrontare qualsiasi rischio e ogni incertezza. E’ scappato via anche il mio figlio maschio : nel corso di un’altra rapina gli hanno sparato addosso ed è rimasto vivo solo per miracolo. Ora vive a Modena

Lei continua a denunciare , ma la criminalità continua a renderle la vita impossibile. Non si è stancata di combattere senza ottenere risultati?

“Non ho alcuna intenzione di arrendermi. Perché a prescindere da tutto, continuerò a non accettare l’idea che attorno la mia vicenda cada il silenzio. E non accetterà mai l’idea che la criminalità sia più forte dello Stato. A poche decine di metri dalla mia salumeria-macelleria , altri commercianti bersagliati dai rapinatori hanno preferito chiudere bottega. Io no. Il mio negozio non chiuderà mai.

giovedì 16 luglio 2009

INTERVISTA AD EVANGELINE LILLY, L’ATTRICE DI LOST

Evangeline Lilly è rimasta in Lost, telefilm su Rai Due e Sky, finché non finisce. Evangeline è Kate , naufraga dell’Isola dei misteri.

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Com’è stato ritrovare Sawyer?

“Sta chiedendo a Evangeline o Sawyer? Dal punto di vista di Evangeline , è stato proprio bello. Era tanto tempo che non ci vedevamo, io e Josh siamo buoni amici. Però ero in tensione , avevo paura che il copione potesse rovinare il mio personaggio. Isola che, sparita alla fine della quarta stagione , ora si sposta nel tempo e nello spazio , aggiungendo misteri al mistero. Mi innervosiva l’idea che Kate tornasse sull’isola e zac, fosse subito di nuovo innamorata di Sawyer dopo tre anni di relazione , per quanto burrascosa, con Jack : sarebbe toccato a me rendere credibile quel voltafaccia. Gli sceneggiatori, per fortuna, sono stati saggi”

Quali sviluppi hanno previsto ,allora ?

“Senza addentrarmi nei particolari , posso dire che hanno fatto in modo che l’incontro sia molto intenso per entrambi, e Kate si renda gradualmente conto dei propri sentimenti. Lei, dopotutto , pensava che Sawyer fosse morto. L’aveva visto saltare da un elicottero nell’oceano, nuotare verso l’isola, e poi l’isola svanire nel nulla. Magari in fondo al cuore poteva anche nutrire una speranza ma , realisticamente , non pensare altro che fosse morto. Quando si rivedono è uno shock, ma anche un grande momento romantico”

Quindi il vero amore di Kate è Sawyer?

“Non è così semplice . Kate è cambiata. Quando era la fuggitiva , la donna braccata dalla legge , allora Sawyer , l’uomo delle truffe , il cattivo ragazzo , era quello che faceva per lei. Perché l’accettava per quello che era. Jack al contrario, era l’uomo perfetto, quello che la guardava dall’alto in basso. Questo però accadeva sull’isola . Fuori , dopo, tutto cambia : Kate cresce e Jack smette di esser l’uomo perfetto. Il senso di inferiorità che l’aveva allontanata da lui scompare : è lei quella forte , e scopre che possono stare bene insieme. Per un po’ almeno , perché poi inizia la crisi..”

ED Evangeline , da che tipo di uomo è attratta? Il Bastardo o il sensibile?

“Io sono colpita dall’autoironia . E né Jack e né Sawyer sanno ridere di sé. Non parlo degli attori , parlo dei personaggi che interpretano. Penso che l’umorismo sia ’arma migliore per affrontare la vita. Un uomo senza questa dote non mi interessa”

Ma se potesse scegliere fra Jack e Sawyer?

“Lei ha fratelli?”

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Sì, uno

“Immagini di averne due , e immagini di sedersi in mezzo a loro. Ora voglio che lei decida con quale dei due fratelli fare l’amore. Ecco, questa è la sensazione che provo se devo scegliere fra jack e Sawyer. Sono come fratelli , non posso nemmeno pensarci”

Set a parte , che cosa fa Evangeline?

“Da un po’ di tempo a questa parte , mi diverto nel settore immobiliare. Negli ultimi due anni ho comprato , ristrutturato e affittato un gran numero di case. Vede, io sono una persona iperefficiente e assai poco sociale. Le feste, per me, sono condanne. Io sono una solitaria , da quando ero bambina. La mia grande passione è scrivere, e bisogna essere soli per farlo”

Che cosa scrive?

“Di tutto. Storie per bambini , romanzi, poesie, sceneggiature , racconti. Niente saggi , solo fiction. Nel mio futuro , più che cinema e tv, vedo un romanzo”

Non ha ancora pubblicato nulla ?

“Non ho ancora provato . Ho paura dell’insuccesso: Ma tenterò , appena archiviato Lost”

Quindi dovremo cercarla sulla quarta di copertina di un libro? Niente più schermo?

“Dipenderà anche dalle parti. Non mi interessa diventare una star, sono approdata in Tv quasi per sbaglio. Sono una persona troppo gelosa del mio privato per desiderare una vita da famosa”

Dove nasce l’ossessione della privacy?

“Dalla famiglia. Da non piccola non guardavo la Tv , non andavo al cinema, un giornale di gossip non è mai entrato in casa . Non erano ricchi , i miei, e sono stata educata con questo messaggio: non c’è bisogno di avere dei soldi per essere felici. Ho anche pensato di fare la missionaria , prima di iniziare questo mestiere. Studiavo da povera”

Però ora è ricca e famosa?

“Faccio finta di non saperlo. Rimuovo l’idea di potere essere riconosciuta per strada, così, quando la gente mi avvicina , ogni volta mi stupisco”

La sua giornata tipo?

“Sveglia, vado a lavorare , torno a casa , preparo la cena , apro la posta, sistemo i conti , lavoro a qualche progetto , vado a dormire. E nelle pause del set faccio passeggiate solitarie. Non uso il mio tempo per stare con la gente , anzi mi sono posta un obiettivo : socializzare un po’ di più . Mi sono accorta che sto esagerando”

Ma lei si immagina sposata?

“E’ un pensiero che mi spaventa : mi disturba l’idea di aver qualcuno in casa che rovina questo idillio tra me e me. Ci sono persone che non sanno stare sole e si sforzano di imparare a farlo. Beh, io sono l’esatto contrario”

mercoledì 15 luglio 2009

INTERVISTA A MATTHEW FOX, L’ATTORE DI LOST

Matthew Fox è Jack Shephard , il dottore di Lost.

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“Una serie Tv funziona quando supera la prova macchina del caffè”

Scusi?

“Il giorno dopo la messa in onda , devo essere l’argomento di conversazione della pausa caffè. E quest’anno , ve lo assicuro, alla macchina del caffè non si parlerà d’altro. resterete conquistati”

Lei quando avevo capito che Lost l’aveva conquistata?

“Subito. Il giorno stesso in cui J.J. Abrams mi ha fatto leggere il copione della puntata pilota , fuori dagli uffici della Disney. Non so come spiegarlo , ma mi sono sentito subito catturato. C’è un momento , quando fai parte della produzione di un film o di una serie , in cui – vuoi per il copione , vuoi per il regista , vuoi per l’affiatamento per il cast – senti che è inevitabile farne parte. Con Lost quella sensazione l’ho avuta dal primo istante. E del personaggio di Jack mi sono innamorato subito , da quella prima immagine di lui che corre per la giungla, vestito in completo blu”

Per far parte di questo cast , ha trasferito tutta la famiglia alle Hawaii : rimarrete lì anche quando finirà la stagione ?

“No abbiamo in mente un paio di progetti. Uno è quello di trasferirsi vicino ai miei genitori. Io sono cresciuto in una famiglia numerosa , passavo il tempo con i miei cugini , ed è stata un’infanzia felice. Vorrei che i miei figli , Kyle e Byron, provassero la stessa esperienza. Anche i miei due fratelli hanno figli , e tutti i ragazzi hanno più o meno la mia stessa età. Adoro le famiglie numerose”

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E l’altro progetto?

“Fare la stessa cosa , ma con la famiglia di mia moglie. Margherita è di Venezia e abbiamo molti parenti nel vostro paese . Questo è un progetto più a lunga scadenza : magari, quando i ragazzi saranno più grandi , ci traferiremo un po’ in Italia”

La sua grande popolarità come è stata vissuta in famiglia?

“Vivere alle Hawaii ci ha aiutato: lì ormai si sono abituati all’idea di vedere in giro i naufraghi di Lost. E , come genitore, non potevo chiedere di meglio per i miei figli . Li ho guardati crescere tra le onde e all’aria aperta , con una libertà che a Los Angeles sarebbe impossibile”

Finito Lost, che cosa l’aspetta?

“Non lo so ancora, sto vagliando un po’ di progetti. Spero di poter orientare la mia carriera verso il cinema , dove i progetti durano al massimo tre anni e poi cambi. Perché fare televisione significa che qualcun altro ti programma la vita al posto tuo”

martedì 14 luglio 2009

INTERVISTA A FANNY ARDANT

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“Non parlerà dei miei 60 anni?”

E invece sì: è così orribile per un’attrice avere quest’ idea?

“Ha detto la parola giusta: or-ri-bi-le!Per quanto mi riguarda , preferisco la morta alla vecchiaia. Detesto le attrici che spiegano come avere un aspetto giovanile, quali sono i segreti della bellezza della loro età. Non si raccontano queste cose : è vergognoso , come parlare di tasse o soldi. Lo trovo di pessimo gusto. Una cosa è certa : ho vissuto intensamente tutti gli anni della mia vita , il tempo che passa non mi interessa. Giro pagina ogni giorno , adoro le sfide e i cambiamenti, l’età per le donne non esiste, anzi non esiste per nessuno. L’argomento è chiuso. Bastà”

Per una donna di polso come lei , deve essere stato facile dirigere un film

“Fare il regista non vuol dire esercitare potere sugli altri, ma accompagnarli. Chi dirige in maniera autoritaria , come fosse il Dio del film , diventa la caricatura del regista. E’ la personalità che deve prevalere. L’energia e l’entusiasmo di Francois Truffaut , per esempio, erano talmente potenti che gli attori avevano impressione che i suoi film si dirigessero da soli , che tutto fosse spontaneo e normale. Ma anche MIchelangelo Antonioni , come Ettore Scola , ha avuto la stessa forza forza tranquilla , ottenendo sempre il massimo dagli attori,, senza mai castrare o umiliare”

Fanny Ardant regista assomiglia a questi straordinari modelli?

“Durante le riprese del mio film mi chiudevo in una stanza a dare calci a un grosso cubo di gomma per non urlare, per sfogarmi quand’ero disperata. Ho sempre rispettato tutti , anzi ero innamorata dei miei attori : quasi tutti uomini di diverse generazioni . Sa che cosa le dico? Detesto le leggi sulla parità : fossi a capo di un’impresa , assumerei solo personale di sesso maschile”

A Truffaut è stata legata per 4 anni e da lui ha avuto una figlia , Josephine. Che cosa c’è di lui in questo film? Quali ricordi? Quali influenze?

“Ho amato un uomo non un regista. Ho fatto due film meravigliosi , ma non ho mai mescolato vita professionale e vita privata. La sua domanda mi fa riflettere , ma per il momento non so risponderle. Forse mi sono lasciata andare al suo stesso entusiasmo , alla sua maniera intensa di lavorare a un film , ma i nostri universi sono diversi. Il tempo è passato , è diversa la dimensione”

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Una storia di ceneri e sangue, scritta e diretta da lei , un film nel quale si parla di violenza e morte. Che cosa ha voluto raccontare di sé?

“Le ho già detto che sono una bugiarda , quindi, anche se le dicessi che non c’entro niente con questa storia , non sarei credibile. E’ molto ambigua l’interazione fra me e la protagonista del mio film: una donna romena , immigrata in Francia, perde il marito assassinato in una faida familiare , e rimane sola ad allevare tre figli. Il film racconta il suo ritorno al villaggio natale, 18 anni dopo il dramma. E’ una storia di violenza ma anche di perdono , che a volte può essere più forte di tutte le condanne. Avrei voluto interpretarla , quella donna, ma ho rinunciato: troppo difficile nel mio debutto da regista. Ho dato il ruolo a Ronit Elkabetz , attrice israeliana che amo molto. Il resto del cast è formato da attori romeni , fra cui OLga Tudorache , una Jeanne Moreau dell’Est , una seduttrice che deve aver avuto centinaia di uomini ai suoi piedi”

Come Fanny Ardant?

“Noi, siamo due donne completamente diverse, io sono molto più fragile , più tormentata e non ho avuto così tanti uomini”

Scappano?

“Ebbene sì. Non sono una persona equilibrata, e amo troppo la mia libertà”

Leggende metropolitane narrano di una sua ventennale storia d’amore con il produttore italiano Fabio Conversi, il padre di Baladine, la sua terza figlia

“Non è vero , e non ne voglio parlare: tutto quello che si sa della mia storia con Fabio è inventato. Il nostro rapporto è più complesso di quello che si creda , ed è un segreto che no voglio svelare”

Merito suo se parla così bene italiano?

“Conversi non c’entra , il mio amore per l’Italia è nato molto prima , è legato a Scola , a Vittorio Gassman , a Marcello Mastroianni . Ho imparato l’italiano durante le riprese della Famiglia del 1987 . Avevo affittato una casa a Fregene , tutti parlavano perfettamente francese e io mi sentivo in colpa. Non ho preso lezioni , ma mi sono impegnata moltissimo. Quando raccontavano le barzellette ridevo con loro senza capire una parola, ma alla fine ho riso sul serio : il mio livello di conoscenza dell’italiano era arrivato a farmi capire una cosa complicata come la barzelletta. Ero felice, ho ricordi bellissimi di quel periodo”

Ha recitato nel Divo , il film di Sorrentino su Giulio Andreotti . Che effetto le ha fatto vedere al cinema un pezzo di quell’Italia che ha conosciuto?

“Non riguardo mai i miei film perché non voglio deludermi. però non posso negare che Andreotti mi ha sempre affascinato : è un uomo politico complesso e rappresenta un ‘epoca che non tornerà mai più. Era un grande uomo di Stato che ha saputo alimentare il suo mito , chiuso in una torre d’avorio. Niente a che vedere con i politici come Sarkozy e Berlusconi , personaggi che sfiorano costantemente il ridicolo”

Lei trova che abbiano qualcosa in comune?

“Sì, il disprezzo per la gente. Ci sottovalutano di continuo , pensano che siamo un branco di cretini. Sono due mercanti che decidono, purtroppo, le sorti e il futuro di due popoli”

E’ nonna : la sua prima figlia , Lumir , ha avuto una bambina. Le piace questo ruolo?

“Tantissimo. Mia nipote è nata quand’ero in Transilvania a girare il mio primo film. L’idea di poterla prendere per mano e portarla al parco , al cinema, raccontarle delle storie , mi rende profondamente felice”

I suoi sessanta arrivano in un periodo di grandi cambiamenti : il primo film da regista, la pima nipote. E’ vero che ha anche cambiato casa?

Sì, ho lasciato il XVI arrondissement per trasferirmi nel quartiere latino , ho attraversato la Senna per vivere sulla Rive Gauche. Ma è un cambiamento che non ho cercato : me l’anno proposto e ho accettato , con tante altre cose. Non sono una pianificatrice , anche il film è quasi arrivato per caso , per riempire i pomeriggi vuoti di un periodo in cui recitavo a teatro con Depardieu. Ho cominciato a scrivere la storia ho ricevuto un finanziamento pubblico e ho deciso di partire. E’ stata un’esperienza faticosa , fatta al risparmio ma con tanto entusiasmo. Speriamo che funzioni, altrimenti ..inshallah”

lunedì 13 luglio 2009

INTERVISTA A RAUL BOVA




Raul Bova ha interpretato Sbirri, tra i poliziotti della UOCD , in pratica la squadra anti-droga milanese. Ha partecipato a irruzione e retate e ha seguito interrogatori e arresti.



Avete lavorato in collaborazione con agenti veri. L’immagine che ne viene fuori è di una polizia molto sensibile nei confronti degli arrestati , una polizia che parla con un linguaggio politicamente corretto. Ma è tutto vero?



“All’inizio , io stesso ero scettico e aspettavo di vedere qualche loro passo falso. Ma poi ho capito. Quando arrestano il piccolo spacciatore e consumatore, sono i poliziotti i primi a rendersi conto che questi sono dei disperati , spesso gli anelli della catena di un sistema più grande di loro. Non c’è bisogno di usare la maniere forti. C’è bisogno di educazione , per combattere la droga. Il nostro film non giudica chi si fa , ma si domanda perché nella società in cui viviamo c’è gente di tutte le età e ceti sociali che ha bisogno di sballare con la cocaina, perché ci sono maestri elementari che si sparano l’eroina e poi vanno a insegnare ai bambini , perché bambini di dieci anni spacciano pasticche”



Risposte?



“Succede per le stesse ragioni per cui nello sport c’è il doping, perché si vuol vincere senza far fatica , perché nessuno vuole affrontare i problemi, perché non si crede più a niente , perché non si rispettano le regole”



Lei come è stato educato?



“Le faccio solo un esempio. Mio padre ha sempre pagato il canone e tutti lo prendevano in giro per questo. E lui si arrabbiava e rispondeva semplicemente “E’ un dovere, quindi si paga e basta”



Nel film si parla di cocaina , presenza ingombrante anche nel mondo dello spettacolo . Esperienze?



“Ne ho viste di tutti i colori , a feste e cene nell’ambiente . Sul set, no: un attore fatto non rende. Ma , a parte una piccola debolezza, per il vino, non sono attratto da nessuna sostanza che faccia perdere il controllo. Tantissimi anni fa una vacanza a Bali , mi sono trovato ad una festa dove cucinavano con dei funghi allucinogeni. Io mi ero tenuto a debita distanza ma poi, a un certo punto, ho sentito un calore pazzesco la braccio e ho pensato “Ecco, mi hanno fregato , chissà che ho preso, che cosa mi sta succedendo , che paura”. Poi, mi sono accorto che la manica della mia camicia stava prendendo fuoco da una candela..”



E’ ufficiale, Raul Bova è un bravo ragazzo..



“Guardi , è molto facile sniffare , fare il personaggio maledetto e , che ne so, andare con tutte le donne che capita . Ma collezionare storie di sesso , cosa che gratifica molto l’ego maschile , non porta lontano. Porta al fatto che , dopo qualche anno, ti ritroverai solo sul divano senza nessuno da abbracciare . Il sesso è una gran cosa ma la vita non è solo sesso : è amore, affetto , costruzione di un mondo privato e sereno. Io il mio ego l’ho sacrificato volentieri , perché credo nelle storie durature. Sono cresciuto sull’esempio sei miei genitori. Poi, di recente quando avevano già settant’anni, hanno avuto la loro prima crisi. Si sono allontanati per un mese. Poi mia madre si è ammalata e mio padre è tornato. Un legame così, una devozione così valgono più di tutte le avventure”



Lei e sua moglie siete sulla buona strada. State insieme dal’97 , avete due figli di 9 e 7 anni e adesso anche una casa di produzione . Com’è lavorare in coppia?



“Chiara ha una grande cultura cinematografica , eccellenti intuizioni , tra cui questi di Sbirri, che è merito suo . Siamo diversi , lei è milanese , ha frequentato la scuola tedesca , è molta precisa , io magari sono più superficiale e accomodante. Per questo ci siamo divisi i compiti in modo netto, lei si occupa della parte operativa , io faccio solo l’attore”



Ma poi la sera a cena ne parlerete, no?



“Abbiamo smesso. Perché era sempre fonte di incomprensioni . Lavorare insieme è un rischio , consuma la coppia , ti porta a litigare su cose per le quali altrimenti non litigheresti . E poi è stancante , finisce che non hai altri argomenti oltre al lavoro”



IN Sbirri, il figlio del protagonista muore per droga. La tragedia scatena i sensi di colpa del padre che la madre ha sempre accusato di essere troppo assente. Un tempo, erano le madri che lavorano quelle che soffrivano di sensi di colpa. Adesso capita anche agli uomini?



“A me capita, è capitato. Io faccio un lavoro che mi porta a stare lontano , anche lontanissimo e per lunghi periodi. E’ un lavoro privilegiato ma, agli occhi di un bambino, un’assenza è un’assenza. Il problema vero è che quando rientriamo a casa , spesso, noi uomini ci sentiamo estranei all’interno della nostra famiglia. Allora , cerchiamo di comprare l’attenzione dei figli rompendo delle regole che la madre ha faticosamente instaurato mentre tu non c’eri. Questo può portare a tensioni pazzesche. Chiara e io ci siamo passati e abbiamo capito che l’importante è parlare perché , parlando, le soluzioni si trovano sempre. Se ti tieni tutto dentro , ti si attiva una lente d’ingrandimento che rende ogni piccola cosa insormontabile”



Lei sembra una persona di buon carattere, solare. Punti deboli?



“Sono disordinato nelle cose pratiche , rigoroso, quasi rigido negli aspetti morali della vita e del lavoro. Se qualcuno promette e non mantiene, con me ha chiuso”



E’ geloso?



“Tremendamente”



E Chiara?



“Tra tutti e due è una bella lotta. Ma lei è più intelligente di me, riesca a razionalizzare meglio”



Come la droga e la gelosia , a volte è il successo che fa perdere la testa?



“Ci sono dei momenti in cui ti senti un supereroe : gli altri te lo fanno credere. Ma si fa in fretta a capire che è tutto aleatorio. Però io ho un enorme rispetto per tutti i fan , sono stato fan anch’io. Una volta, decine d’anni fa , avevo appena finito di girare Ultimo , conobbi un cantante italiano , famoso , che mi piaceva tanto. Gli dissi che le sue canzoni mi avevano ispirato , che avevo una grande ammirazione per la sua musica. Lui quasi non mi guardò in faccia, mi disse “Non ho tempo” e si girò dall’altra parte. Ci sono rimasto di merda. Da quel momento, ho giurato a mes stesso che per i miei fan, non avrò mai una giornata storta. Ogni autografo che non firmi è un sogno che uccidi”



In quasi vent’anni di carriera , lei è cambiato. C’è stato Bova idolo delle teenager , poi Bova Santo e poliziotto delle fiction , Bova alla svolta intellettuale con la Finestra di fronte di Ferzan Ozpetek.



“Non pretenderà che mi analizzi? Mi fa schifo parlare di me in terza persona”



Volevo arrivare al capitolo Bova in America. Veni, Vidi, Vici?



“Non lo so se ho vinto. Mi sono tolto la situazione di dimostrare a quelli che dicevano che non ce l’avrei mai fatta di aver lavorato in produzioni americane. Ho imparato l’inglese e molte altre cose. L’idea di mettermi a produrre mi è venuta lì , dall’esempio di attori come George Clooney che, con i guadagni che vengono da film più commerciali , poi realizzano opere più difficili e personali”



Però è tornato in Italia?



“Dopo l’esperienza di una serie Tv americana , ho capito che insistere e poi trovarsi a fare la parodia dell’italiano non mi interessava. Certo, siamo tutti un po’ vittime del mito di Hollywood ma è un errore. Ci tornerò , se ci saranno le occasioni giuste. E poi non c’è solo l’America . Un attore ha , in teoria, il mondo intero a disposizione. E , in pratica, buoni film o cattivi film. Ed è tra questi che bisogna scegliere”



Dopo il Bova in America cosa c’è?



“Bova in progress , spero. Voglio crescere , migliorarmi”



E con gli anni che passano come la mettiamo?



“Alla prossima intervista avrò qualche capello brizzolato in più”

giovedì 9 luglio 2009

INTERVISTA A FERRAN ADRIA, CUOCO DI FAMA MONDIALE

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Ferran Adrià , cuoco di 47 anni . Considerato il miglio chef del mondo. Il Time lo ha inserito tra le miglior 100 persone influenti al mondo. Entrato anche nelle mire di Striscia.

Lei è considerato i cuoco più famoso del mondo, come ha iniziato?

“Veramente fare il cuoco non era nei miei piani , il mio sogno era fare il calciatore. Nel 1980 ho abbondato gli studi in economia e mi sono fatto assumere all’Hotel Playafels come lavapiatti per pagarmi le vacanze ad Ibiza. Durante quell’esperienza il capo cuoco Miquel Moy mi insegnò i rudimenti della cucina classica”

In che modo?

“Mi fece leggere El Practico , un manuale di cucina tradizionale ed ogni mattina che entravo in cucina mi interrogava. E’ iniziato tutto così”

Quanto è importante il rispetto delle regole base in cucina e quanto invece la creatività , la sperimentazione?

“Tutto è importante , una cosa è creare un piatto , un altra così è interpretarlo”

Allora diciamo così , perché una frittata preparata da lei dovrebbe essere migliore di quella preparata da me?

“Non deve vederla così , la sua frittata può essere uguale o migliore della mia, quello che faccio io è rendere felici le persone che vengono a El Bulli , voglio creare delle emozioni ad ogni boccone che il cliente mette in bocca. Vede, la cucina non si cerca di capire un tramonto , ti emoziona e basta e lo godi intensamente. Noi al Bulli vogliamo ricreare proprio queste sensazioni , non cerchiamo solo di far bene da mangiare ma anche di provocare sensazioni di tutti i tipi , intellettuali, emozionali. Ci sono tante reazioni così come lo sono i clienti”

Il suo ristorante riceve due milioni di richieste di prenotazione all’anno per circa 8000 coperti disponibili però voi siete aperti solo 6 mesi all’anno perché?

“Inizialmente perché la maggior parte dei clienti era composta dai turisti che passavano le vacanze estive a Cala Montjoi. Dal 1987 in poi , però, aprire solo nei mesi caldi è diventata una necessità per poter gestire adeguatamente il lavoro di preparazione del menù annuale , che viene ideato nel laboratorio di Barcellona per tutto il periodo di chiusura”

Non solo siete aperti 6 mesi all’anno ma anche solo a cena , niente pranzo , non è limitativo date le tante richieste?

“La complessità del menù , il numero di portate , il lavoro di preparazione richiesto ad ogni piatto e lo stile del servizio renderebbero impossibile aprire sia a pranzo che a cena”

Quando è a casa le piace cucinarsi cose particolari o preferisce un panino veloce visto che passa circa 12 ore al giorno in cucina?

“No, quando sono a casa faccio cose semplici , tipo il pesce alla griglia e mangio tanta frutta”

Il suo piatto italiano preferito?

“Spaghetti al pesto, minimalisti e veloci, all’avanguardia pura..”

Il piatto più difficile da cucinare?

“Quello che ancora non è stato inventato”

Un ingrediente che non sta mai nella sua cucina?

“ I peperoni. Non li mangio, non li cucino, diciamo che li odio”

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Come sceglie le persone che lavorano nel suo staff?

“I bandi per il personale vengono pubblicati sulla pagina web di El Bulli , che sceglie i migliori candidati tra le migliaia di domande che arrivano da ogni parte del mondo. Ogni stagione abbiamo persone che vengono da tanti Paesi del mondo e ognuno di essi lascia sempre un segno”

In cucina lavorano tra le sessanta e le settanta persone , a seconda del periodo dell’anno. Questo vuol dire che il personale è più numeroso degli ospiti in sala . Immagino avrà una lista di personaggi famosi da accogliere un anno

“A El Bulli tutti vengono trattati allo stesso modo e non si ordina, si mangia quello che decido io , non cucino mai per qualcuno in particolare , ogni giorno viene stabilito il menù di circa trenta portate tra antipasti, tapas, dolci e morphing, una delle mie invenzioni che sostituiscono i pasticcini alla fine della cena, una via di mezzo tra spume al cucchiaio e cioccolatini”

E per questa stagione che sta per iniziare , visto che aprirete a metà giugno , cosa bolle in pentola?

“Io sono il tipo che fino a pochi giorni fa prima mette , toglie, disfa , sono piuttosto prevedibile”

Perché il suo ristorante si chiama El Bulli?

“E’ una razza particolare di cani che la fondatrice del Bulli, Marketta Schilling, adorava e ha deciso di chiamarlo così”

Ora che è considerato il miglior cuoco del mondo cosa le manca?

“Voglio continuare in questo ambito fino a quando avrò la passione per farlo, finita la passione lascerò”

Senta , mi dia un consiglio, stasera ho due persone a cena ed ho del normalissimo pollo in frigo , mi aiuti a fare bella figura..

“Intanto spero che abbia acquistato una buona qualità di pollo , la materia prima è importante dopodiché deve fare in modo che chi gusta il suo piatto metta in funzione i cinque sensi, devo lavorare su questo!!”

mercoledì 8 luglio 2009

INTERVISTA ALL’ATTRICE NOOMI RAPACE, LA PROTAGONISTA DELLA TRILOGIA MILLENIUM

Lisbeth Salander è la protagonista della trilogia Millenium. Il primo romanzo della trilogia firmata da Stieg Larsson non è stato semplice. I libri del giornalista morto d’infarto a 50 anni nel 2004 , sono diventati oggetto di culto in tutto il mondo. L’attrice che la interpreta è Noomi Rapace .

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Noomi come l’ha spuntata tra le tanti aspiranti Lisbeth?

“Già quando ho letto il libro , ho capito che avrei potuto essere io. Ma, dopo il primo incontro con i produttori , ho pensato di non avere chance. Mi vedevano troppo graziosa e femminile , cercavano qualcuno di più androgino , mascolino . Però sono per natura una trasformista , posso diventare , grassa, bionda, adolescente.. Così mi sono ritrovata a recitare al fianco di cinque protagonisti maschili diversi, i produttori volevano sperimentare varie coppie. E alla fine sono stata scelta”

E come si è trasformata nell’implacabile Salander?

“E’ stata una faticaccia : cinque chili persi con la dieta , allenamenti durissimi di kick boxing e taekwondo per snellire i fianchi e indurire la figura. Taglio dei capelli , piercing e tatuaggi hanno fatto il resto. Ho capito che c’era riuscita quando gli amici hanno iniziato a riconoscermi , mio marito mi ha fatto capire che non gli piacevo più e mio figlio Lev , cinque anni mi ha chiesto : “Mami , perché vuoi diventare un ragazzo?”

La protagonista è una ragazza disturbata e asociale.

“Mi è piaciuta subito. E’ una combattente , affronta ostinatamente tutti quelli che vogliono buttarla giù. Quando ha paura o è scossa , prova a mostrarsi ancora più forte . All’inizio mi sembrava impenetrabile. Poi, in lei ho visto qualcosa di profondamente mio. L’ho ritrovata nella mia infanzia solitaria , nelle mie fobie. Mi sono sempre sentita una outsider , una che cammina senza rete e deve cavarsela da sola”

Qual è la differenza rispetto al personaggio del romanzo?

“Nel libro sembra quasi la protagonista di un cartone animato , un’eroina d’azione. E’ sempre forte , lotta con gli uomini , fuma e s’ingozza di schifezze. Ho cercato di farla diventare una donna vera. E non volevo fosse invincibile , tipo Bond. Nella prima sceneggiatura , buttava giù energumeni come birilli. Cosa che nella realtà una ragazza minuta non riesca a fare : può però spaventarli con la sua pazzia e il suo coraggio. Ho fatto cambiare anche la scena subito dopo lo stupro.. Perché quelle come lei , e me, al ritorno a casa , prima ancora di correre sotto la doccia , si mettono a controllare la videocamera , per capire se sono riuscite a filmare il carnefice e , poi, vendicarsi”

La scena dello stupro è molto violenta , nel libro è meno disturbante

“Quella che avevamo girato all’inizio era molto peggio. Ma non abbiamo voluto renderla troppo facile per il pubblico. Anche se rivederla mi ha fatto star male, è una scena necessaria”

Larsson apre ogni capitolo con alcuni dati. In Svezia , il 18% delle donne oltre i 15 anni è stato minacciato almeno una volta da un uomo , il 92% delle vittime di violenza sessuale non ha denunciato l’aggressione..

“Larsson ha avuto il merito di mettere al centro della storia una persona come Lisbeth. La società non si cura di quelle come lei, le lascia indietro. Molte donne abusate se la prendono con se stesse , si autopuniscono , si sentono colpevoli di quanto è loro accaduto. Invece Lisbeth reagisce e combatte. E questo la fa stare meglio”

Come spiega il successo in patria di Larsson?

“Era un ottimo giornalista , si batteva contro il razzismo e ogni forma di discriminazione, era minacciato dai neonazisti. Voleva mostrarci quella parte della società che di solito resta nell’ombra. Si pensa alla Svezia come a un Paese dove tutto funziona e regnano uguaglianza e gentilezza. Invece, non siamo migliori degli altri Paesi . Larsson doveva ricordarcelo”

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Quando ha deciso che voleva fare l’attrice?

“Avevo sette anni quando una produzione mi ingaggiò per tre settimane. A quindici anni studiavo teatro. Ho fatto tutta la gavetta, interpretando sempre donne difficili. Mi affascina il lato oscuro. Ho appena finito di recitare Medea a teatro”

Hollywood progetta il remake di Uomini che odiano le donne ( il film sul romanzo di Larsson ndb)

“Ma è difficile pensare a un’altra attrice che interpreta me stessa . Spero non scelgano una bellona”

E se chiamassero lei?

“valuterei in base alla sceneggiatura. Comunque preferisco il cinema indipendente , ancora meglio quello europeo. E non voglio fare la star”

Bè, ora il rischio c’è

“Io faccio la vita di prima : cucina , vado a prendere Lev all’asilo . lo accompagno a taekwondo”

Anche lui un combattente

“S’ è per questo , lo è anche mio marito Oleg. Durante le riprese del film , mi ha aiutato tanto ad allenarmi. Abbiamo passato molte serate a combattere in salotto , bimbo compreso. E’ stato divertente”

martedì 7 luglio 2009

INTERVISTA A PIETRO GRASSO, PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA

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Pietro Grasso è il Procuratore nazionale Antimafia. parla di attentati alla sua vita come di formazioni di squadre al bar.

Chi è ,oggi, il padrino più ricercato?

“Matteo Messina Denaro , boss del Trapanese”

E’ lui l’attuale capo dei capi?

“No. Non c’è più una direzione strategica come ai tempi di Riina e Provenzano”

Vuol dire che Cosa Nostra è stata sconfitta?

“Assolutamente no. La cupola funziona solo per dare gli indirizzi generali. A livello locale un capofamiglia era e resta il re del suo territorio. C’è sempre stato un federalismo esasperato”

Lo Stato colpisce la Mafia con..

“La cattura dei grandi latitanti , il pentitismo, le intercettazioni , soprattutto ambientali , e il sequestro dei beni”

I super latitanti..

“Quando becchi uno come Provenzano c’è un effetto positivo tra i cittadini . E’ il segno che lo Stato si muove”

Il pentitismo..

“Al di là delle rivelazioni , fondamentali, i collaboratori di giustizia sono granelli di sabbia nell’ingranaggio oleato dell’omertà. Chi ha un pentito nel proprio clan perde di credibilità. I boss iniziano a perdere la fiducia gli uni negli altri . Brusca ha raccontato che ormai molte azioni criminali vengono fatte a volto coperto per non farsi riconoscere dai propri compari , possibili pentiti”

Chi è il pentito più importante di cui ha raccolto la testimonianza?

“Nino Giuffrè”

Come si convince un criminale a parlare?

“Nel caso di Giuffrè è lui che ha cercato me . In generale si studia la situazione psicologica e malavitosa. Senza certi presupposti è inutile cercare di convincere qualcuno a confessare. Non andrei mai da Riina o da Provenzano”

Perché?

“Chiedere a loro di pentirsi sarebbe come chiedere a me di diventare mafioso”

Il giudice Roberto Scarpinato , qualche settimana fa, si è lamentato del fatto che il governo ha bloccato le password con cui le procure potevano avere notizie dell’esistenza dei conti bancari

“Prima di Scarpinato , abbiamo protestato noi della Direzione antimafia . Senza quelle password l’acquisizione dei dati è molto rallentata. Stiamo lavorando per ottenerle , magari a titolo gratuito , visti i problemi di bilancio”

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Ma i mafiosi come sono diventati esperti di finanza e di conti internazionali?

“In tutte le attività la mafia ha una rete di collaboratori esterni con cui si scambia favori: persone apparentemente oneste , non affiliate , che ricevono vantaggi nel fare affari con la malavita”

Sono i criminali punibili per concorso esterno in associazione mafiosa?

“Sì. Ma quello è un reato difficile da dimostrare. Io spesso ho preferito chiedere una condanna per favoreggiamento e ottenerla, piuttosto che una meno probabile per associazione mafiosa. E’ successo nel caso di Totò Cuffaro”

Il leader dell’Udc siciliana , condannato per primo grado , per favoreggiamento semplice

“Vedo l’antimafia in maniera concreta. Non ideologica , né sociologica . Non mi interessa dare etichette di associato mafioso , mi interessa che una persona venga condannata se ha commesso un reato”

C’è chi , proprio per questo, ritiene che lei sia troppo prudente nel perseguire i rapporti tra politiche e cosche

“Il giudice Antonino Caponnetto , a chi lo accusava di non perseguire i potenti , come LIma , diceva che con i politici bisogna avere buone probabilità sull’esito positivo del successo , che altrimenti si rischia l’effetto boomerang”

Quale effetto boomerang?

“Ricorda il caso Musotto?”

L’ex presidente della provincia di Palermo arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa

“Dopo essere stato assolto , si è ricandidato , 200 mila voti. Chi l’ha votato magari che la magistratura non è credibile perché manda in galera innocenti. Quando ero procuratore a Palermo ci sono stati casi in cui i colleghi spingevano per procedere contro un politico..”

Chi era?

“Giovanni Mercadante”

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Ex di Forza Italia

“Non credo che il potere di un magistrato sia legittimato a colpire una persona quando le sue responsabilità penali non consentono il processo. Si chiese al giudice di procedere al suo arresto solo quando spuntò l’intercettazione che lo incastrava”

Sulle intercettazioni lei ha criticato il governo

“Certo : La legge così com’è rende difficile l’uso di uno strumento fondamentale per la lotta a certe forme di criminalità”

Mafia e politica . E’ vero che è nata una nuova professione malavitosa , il broker elettorale?

“Abbiamo intercettato persone che vendevano voti”

Quanto costa un voto?

“Anche solo 10 euro. Ma il dato è che prima la mafia non aveva bisogno di pagare per ottenere i voti sul territorio”

Le sembra un segno di indebolimento?

“Io l’ho letto così”

Lei quando è entrato in magistratura?

“Nel 1969. Ala professoressa delle medie che mi chiedeva cosa volessi fare da grande , risposi: il giudice”

Il primo incarico?

“A Barrafranca , provincia di Enna. Era un territorio mafioso , ma ammetto che mentre stavo lì non avevo la percezione perché non c’erano omicidi. Ricordo l’acqua razionata , le donne tutte vestite di nero..”

Quando rientrò a Palermo?

“E’ brutto dirlo , approfittai della morte del Procuratore Pietro Scaglione , nel 1971. Era la prima volta che la Mafia colpiva così in alto e improvvisamente si liberarono dei posti. Poi nel 1980 mi occupai dell’omicidio di Piersanti Mattarella . E nel 1985 mi chiesero di diventare giudice a latere del maxi processo”

Accettò senza tentennamenti?

“Chiesi a mia moglie se era d’accordo. La misi giù dura: “Se vuoi rifiuto, poi lascio la magistratura”. Poco dopo arrivarono le prime minacce . Un uomo al citofono , ci gelò “i figli sa quando escono ma non si sa quando tornano”

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Ha mai pensato , “ma chi me lo fa fare”?

“Una volta in particolare . In un negozio di articoli sportivi incontrai un giovane mafioso , condannato al maxi processo , che sarebbe dovuto essere in carcere. Il giudice che si era occupato di lui evidentemente non lo riteneva sufficientemente pericoloso. Per un attimo, mentre scrivevo le circa 8000 pagine della sentenza, pensai proprio “ma chi me lo fa fare”? Però mi rimisi subito al lavoro , proprio per evitare altri casi come quello”

Hanno mai provato ad ucciderla?

“Sì. Il pentito Gioacchino La Barbera , durante una deposizione kafkiana , un giorno mi raccontò come i Corleonesi di Riina avevano progettato il mio attentato”

Come?

“Con una bomba nascosta in un tombino sotto la casa dei miei suoceri. Doveva essere l’ennesima “spintarella” per favorire la famosa trattativa”

Quella tra Stato e Cosa Nostra , voluta da Riina dopo la morte di Falcone?

“Si’. Quelle durante la quale Riina avrebbe consegnato ad alcuni esponenti delle istituzioni un papello con delle richieste”

Ci sono rivelazioni nuove in questi giorni su quella trattativa. A Massimo Ciancimino , figlio di Vito, ex sindaco condannato per mafia , sono state rubate le copie dei verbali in cui parla proprio della trattativa

“Ci sono indagini in corso. Non ne posso proprio parlare. La trattativa comunque non andò in porto : Riina pochi mesi dopo viene arrestato”

Com’è la vita da condannato a morte per sentenza mafiosa?

“Con Giovanni Falcone ci scherzavamo spesso. Ci vuole una buona fase di fatalismo. Altrimenti è meglio cambiare mestiere”

E’ vero che sulla macchina di Falcone , saltata in aria, ci deve essere pure lei?

“Per puro caso trovai posto su un aereo il giorno in cui era prevista la nostra partenza. Falcone invece rinviò il volo al giorno dopo. Conservo ancora il tagliando al check-in. Se avessimo preso lo stesso volo , avrei sfruttato il passaggio in macchina da Punta Raisi a Palermo. Anni prima per un pelo abbiamo evitato un altro agguato”

Quando?

“In un ristorante sul mare vicino a Catania. Andammo lì con tre giornalisti . Senza saperlo ci eravamo infilati in un locale pieno di mafiosi . Anni dopo , scoprimmo che i picciotti del ristorante non erano riusciti a contattare Nitto Santapaola per avere l’ok e farci fuori”

Nel suo libro Falcone è molto presente. Scrive anche che sul suo omicidio non è stato ancora detto tutto

“Sul movente e sui mandati il quadro non è completo. Credo ci fosse qualcun altro oltre alla mafia ad avere interesse per la morte di Falcone”

Chi?

“Ancora non si sa. Ma Falcone stesso, dopo la morte del diccì Salvo Lima , mi disse “Ora può succedere di tutto”. E così è stato . Fatti , non dietrologie o teorie fantasiose. Tra il ‘92 e il ‘93 Cosa Nostra partecipa a una specie di strategia della tensione : con bombe, ammazzamenti, falsi allarmi.. si parla persino di un possibile assalto alla Rai di Saxa Rubra. E poi c’è l’inspiegabile black out a Palazzo Chigi. Tutte cose ancora non chiarite”

Scenario poco rassicurante . Se fosse un imprenditore del Nord, oggi investirebbe nel Sud Italia?

“A Palermo, dove c’è un movimento culturale contro il pizzo molto forte , direi di sì. In Campania e Calabria non mi sento ancora di garantire. Ma guardi che le mafie collaborano tra loro , non ci sono compartimenti stagni : i cosiddetti Casalesi facevano parte di Cosa Nostra , i calabresi raffinavano droga in Calabria..”

E’ vero che la ‘Ndrangheta calabrese attualmente è l’organizzazione criminale più forte e moderna ?

“Sì”

Come mai della ‘Ndrangheta si è sempre parlato poco rispetto a Cosa Nostra?

“La ‘Ndrangheta ha evitato i riflettori. Mentre Cosa Nostra con bombe e l’attacco alle istituzioni spingeva lo Stato a una repressione durissima , i calabresi passavano dai rapimenti al controllo diretto ed esclusivo del traffico di cocaina con la Colombia. Oggi però con la strage di Duisburg e l’omicidio Fortugno sono usciti allo scoperto. E infatti sono arrivati i primi arresti pesanti”

A cena con nemico?

“Bernardo Provenzano. Ma solo se venissi a sapere che è disponibile a parlare”

Lei ha un clan di amici?

“No, ho parecchi conoscenti”

Lo dice per non metterli in pericolo?

“No. Ho un senso dell’amicizia molto forte. Ma non ho ancora trovato qualcuno che abbia compensato il vuoto lasciato da Falcone”

L’errore più grande che ha fatto?

“Quando potevo non ho danneggiato alcune persone”

Di chi parla? E perché avrebbe dovuto danneggiarle?

“Non posso fare nomi. E il problema non è il perché , ma il fatto che poi loro invece di essere riconoscenti , hanno cercato di danneggiare me. Comunque mi comporterei ancora allo stesso modo . Non so fare del male”

Lei è favorevole o contrario alla separazione delle carriere tra i giudici e i magistrati?

“Sono contrario. Io ho fatto entrambe le esperienze”

Le è mai capitato di fare il giudice in un processo in cui il pubblico ministero era un suo ex collega?

“Sì. Ma comportarsi bene è un problema di coscienza. Conosco anche molti avvocati , ma non per questo li ho favoriti”

Qual è la scelta che le ha cambiato la vita?

“Partecipare al maxi processo. Prima andavo in moto , facevo sport all’aperto, anche con mio figlio. Poi.. ho smesso persino di andare al cinema”

Il film preferito?

“Potrei dire il Padrino. Ma preferisco Un uomo, una donna di Claude Lelouch”

Il libro?

“Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia”

La canzone?

“Una carezza in un pugno di Celentano. Diciamo che nel 1985 non ho più aggiornato molti di quelli che erano i miei interessi. In musica , mi fermo ai Pink Floyd”

Cultura generale . Quanto costa un litro di latte?

“Non faccio la spesa: E soprattutto, non bevo latte”

I confini della Corea del Nord?

“La Corea del Sud e La Cina”

L’articolo 139 della Costituzione?

“E’ quello per cui in Italia non si può cambiare la forma repubblicana?”

Sì. Dov’era il 9 novembre del 1989?

“Quando è crollato il Muro di Berlino? In ufficio . Il giorno dopo mi sottoposero una intercettazione. Un camorrista napoletano ordinava l suo compare che stava a Berlino Ovest di correre a Berlino est e comprare..”

Comprare che cosa?

“Tutto. Locali , discoteche, pizzerie , alberghi ..appena sbloccata la cortina di ferro .. i nostri mafiosi erano già all’opera”