lunedì 20 luglio 2009

INTERVISTA A FORTUNA TONDI , LA COMMERCIANTE PIù RAPINATA D’ITALIA

Fortuna Tondi , è diventata il simbolo della lotta al crimine in provincia di Napoli.

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La sua macelleria di Caivano è stata presa d’assalto 11 volte nel giro di pochi anni. Ha subito 9 rapine a mano armata , due raid è invece riuscita a sventarli mettendo in fuga i banditi con le sue grida : altre due volte le hanno portato via merce per migliaia di euro. Ma come si fa ad andare avanti in queste condizioni?

“Io e la mia famiglia conviviamo con l’ansia , a volte con la disperazione , anche per i problemi economici che siamo costretti ad affrontare. Io mi sono trovata più volte con una pistola puntata addosso. A mio marito e mio figlio hanno ance sparato addosso : mia figlia era in gravidanza quando le hanno infilato la pistola in bocca. Quando sono al negozio ho sempre paura , solo in casa mi sento più tranquilla”

Ma si può vivere così?

“Io ho bisogno d’aiuto . La mia attività commerciale è al collasso. Le rapine producono non solo tanta paura ma anche danni notevolissimi sul piano economico. Del resto è evidente che non posso più pagare le tasse contemporaneamente allo Stato e alla Criminalità”

Lei in tv ha denunciato più volte la solitudine nella quale è stata lasciata. Ha sempre chiesto una maggiore presenza dello Stato , una maggiore attenzione delle forze dell’ordine , l’installazione di telecamere. Le hanno dato delle risposte?

“Niente , nel modo più assoluto. Ho provato a sensibilizzare i politici di ogni ordine e grado. Ho scritto al presidente delle Repubblica , al premier Berlusconi, al ministro Maroni e tanti altri. Sono stata ospite in tante trasmissioni televisive, ho raccontato delle sensazioni di solitudine di come me vive in certe aree della Campania , ma né da Roma né da politici locali ho mai avuto una risposta. Nemmeno una. Eppure non chiedo nulla di straordinario : voglio essere tutelata come commerciante e come cittadina. Ma a questo punto ho preso una decisione : se gli altri non fanno nulla , ci dovrò pensare io”

E come?

“Mi candiderò in una lista civica alle prossime elezioni comunali di Caivano. E mi batterò affinché si apra un ufficio per assistere le vittime della microcriminalità”

Molti paragonano la provincia di Napoli ad uno sterminato Far West senza legge. Lei si sente una delle vittime di questo Far West?

“No, io mi considero una cittadina di un Paese molto civile che però vive in una realtà abbandonata dai politici locali e dello Stato. Un paese molto civile governato da chi pensa solo a difendere la propria poltrona e non gli interessi delle collettività”

Se lo Stato non le ha mai manifestato il suo sostegno , bisogna anche dire anche gli altri commercianti non è che si siano fatti in quattro per condividere la sua battaglia

“E’ vero , in questa lotta che sto conducendo per poter lavorare senza il timore di essere derubati o ammazzati non ho ricevuto alcun sostegno dai miei colleghi. Ma sono certa di una cosa : pur senza manifestare la loro solidarietà apertamente, in molti sono stati e continuano a stare dalla mia parte. Quanto agli altri miei concittadini, nessuno mi ha mai detto di starmene zitta e di farmi i fatti miei, anzi ho sempre ricevuto incoraggiamenti”

Non ho mai pensato di trasferirsi in un’altra città?

“Andarmene? No, non l’ho mai pensato e mai lo farò. Ma i miei figli però non hanno resistito e sono andati via. Mia figlia è scappata in Toscana dopo che durante una rapina le hanno puntato una pistola alla bocca; era al settimo mese di gravidanza. In quella occasione hanno rischiato di morire lei e il bimbo che aveva in grembo. Lei e il marito si sono trasferiti ad Arezzo ; quando sono partiti non avevano né la casa né un lavoro , ma pur di fuggire erano disposti ad affrontare qualsiasi rischio e ogni incertezza. E’ scappato via anche il mio figlio maschio : nel corso di un’altra rapina gli hanno sparato addosso ed è rimasto vivo solo per miracolo. Ora vive a Modena

Lei continua a denunciare , ma la criminalità continua a renderle la vita impossibile. Non si è stancata di combattere senza ottenere risultati?

“Non ho alcuna intenzione di arrendermi. Perché a prescindere da tutto, continuerò a non accettare l’idea che attorno la mia vicenda cada il silenzio. E non accetterà mai l’idea che la criminalità sia più forte dello Stato. A poche decine di metri dalla mia salumeria-macelleria , altri commercianti bersagliati dai rapinatori hanno preferito chiudere bottega. Io no. Il mio negozio non chiuderà mai.

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