giovedì 30 luglio 2009

INTERVISTA A KIM ROSSI STUART, CHE PARLA DI “QUESTIONI DI CUORE”

Kim Rossi Stuart è stato protagonista di Questione di Cuore di Francesca Archibugi, uscito ad aprile.

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E’ d’accordo che il suo angelo – un nome un destino – sia una persona profondamente semplice?

“Sì , direi che i tratti fondamentali – immediatezza, semplicità, spontaneità – ci sono tutti ..anche se poi ha le sue elucubrazioni , che derivano da quello che gli accade: un attacco di cuore, più o meno alla stessa età di quello che fu fatale per suo padre. Purtroppo questa – affrontare, capire adattarsi – è una regoletta fondamentale della vita, che ti mette di fronte a cose drammatiche..”

Lui affronta la malattia e i suoi rischi

“Cerca di attuare un suo piano un po’ folle per mettere al riparo la sua famiglia, sua moglie, i due figli e il terzo in arrivo. E’ un pezzo di pane , una di quelle persone che nella loro istintività innata a occuparsi degli altri. Senza fare indagini alla “Stanislavskij” , sono portato a pensare che quel tipo di bontà appartenga proprio a quel tipo di persona quella particolare estrazione sociale : pochi studi , magari, ma valori solidi”

Valori come?

“Il principio originario è che l’unione fa la forza , che tra poveri ci si aiuta di più e più spesso : che poi lui sia diventato abbastanza ricco facendo il meccanico di auto d’epoca è un dettaglio. Difatti abita dove ha sempre abitato la sua famiglia , nell’ex borgata romana del Pigneto, e ha abitudini morigerate”

Però, per trovargli un difetto, è un evasore, fa tutto in nero

“Sì, ma questo è il tratto comune a una gran parte degli italiani, è un dato di fatto. Francesca Archibugi ha tratteggiato un personaggio a suo modo in linea con le caratteristiche nazionali : che, come sappiamo bene – fino alla noia quasi – non comprendono un senso civico integerrimo”

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Anche lei si ritrova nell’italiano un po’ cialtrone?

“No non mi sento . So che è facile proporsi e promuoversi così , però sono sincero : ho una visione della società , e della politica, assolutamente utopistica , e credo che a questo punto bisognerebbe fare una rivoluzione radicale”

Ovvero?

“Chi si occupa del bene dei cittadini , vista la scomodità delle posizione , dovrebbe intraprendere la sua strada come un asceta , un monaco: cosa che garantirebbe i cittadini sulla bontà delle sue intenzioni. Tutto ciò dovrebbe assicurato e strutturato con regole molto precise. Come vede , una cosa del tutto utopica”

Farebbe politica , a queste condizioni?

“Mah, chissà , con questi presupposti sì: sono convinto che molte persone potenzialmente si sentirebbero gratificate dal ricoprire un ruolo pubblico in maniera cristallina e inequivocabile”

Da che parte pende , la sua utopia , a destra o a sinistra?

“Il discorso che faccio è abbastanza radicale, né di destra né di sinistra. Per molti anni mi sono indirizzato verso gli ambientalisti , e credo anche oggi che l’unica cosa veramente da tutelare sia la Terra”

Il suo angelo è la versione buona, se così si può dire , del Freddo di Romanzo Criminale : entrambi sono però espressione di una marginalità cittadina, no?

“Naturalmente Angelo è un personaggio diverso , ma la matrice pasoliniana c’è e mi ha sempre appassionato : i miei libri dell’adolescenza sono stati Ragazzi di vita e Una vita violenta . Ero attratto dai ragazzini che venivano a scuola , in piazza Mancini, arrivando dalle periferie estreme: c’era di tutto , e io ho sempre avuto una predilezione per quelli che la agente considera i bassifondi , perché la vita è ovunque , ma lì è più intensa e diretta”

In questo film , nella parte del cardiopatico è molto realistico : si illividisce , si spegne, quasi

“L’ospedale è uno di quei luoghi che attivano meccanismi inconsci. Ci sono stato quando mi sono rotto le gambe tre anni fa nell’incidente in moto , sono passato per la rianimazione , il ricordo di quell’atmosfera , il bip-bip delle macchine , è vivo: a livello mimetico , non è stata la cosa più difficile del film”

La sua intesa con Micaela Ramazzotti , sua moglie in Questione di cuore, ha colpito

“La vorare con lei è stata una scoperta , un incontro molto bello , uno scambio generoso : non è facile trovare attrici che siano buone compagne di viaggio. E’ lei è stata ottima , soprattutto per l’assenza dei vizi caratteristici delle attrici , vanesie e concentrate solo su stesse”

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E con Antonio Albanese , nel film vittima anche lui di un infarto , del quale diventa amico inseparabile, com’è andata?

“”Non si è visto ? C’è cuore e intelligenza , in lui . L’avevo conosciuto appena al Festival di Venezia anni fa, avevamo fatto due chiacchiere al bar, comicamente disperati , entrambi, per essere finiti in quel frullatore. Quella volta notai come fosse una persona molto più semplice nell’approccio , però forte”

Che cosa preferisce in un uomo, o una donna?

“Ultimamente apprezzo molto la schiettezza , la capacità di dire subito le cose che non vanno bene : serve a far crescere i rapporti. Non mi offendo , alla critica: è un atto di generosità. Nel caso, la ruvidità non mi spaventa , anche se ,naturalmente , non è indispensabile . Ogni cosa si può dire in modo cortese e lieve”

Qualunque personaggio interpreti , lei suscita comunque sentimenti di protezione , viene quasi da consolarlo . E’ effettivamente fragile o ci fa?

“Non ne sono consapevole , di quello che dice, ma se è così deve essere qualcosa che appartiene al Dna , o al kharma , che ognuno si porta dietro. C’è anche chi mi ha detto – Gianni Amelio – che è imprescindibile da me un lato romantico”

E non si ritrova neanche in questo?

“No, cioè sì: capisco a cosa si riferisce quindi la mia sfida è cercare di smontarlo . essere un po’ contradditorio. C’è poi il famosissimo bisogno dell’attore di amare il suo personaggio, perché quando lo si ama molto , lo spettatore empatizza: avere uno sguardo di pietas è una bella cosa”

Non mi ha detto se è fragile o no

“Sono fragile , granitico e sgretolabile. Ma cerco di non osservarmi troppo: meglio evitare di guardarsi a lungo, dio contemplarsi. Il narcisismo è un rischio tremendo , per gli attori , meglio occuparsi degli altri”

Un attore non narciso? Un miracolo

“Beh, purtroppo mi occupo anche di me stesso : nel senso che sono malato di desiderio di crescere. Come persona: umanamente e moralmente”

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