mercoledì 15 luglio 2009

INTERVISTA A MATTHEW FOX, L’ATTORE DI LOST

Matthew Fox è Jack Shephard , il dottore di Lost.

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“Una serie Tv funziona quando supera la prova macchina del caffè”

Scusi?

“Il giorno dopo la messa in onda , devo essere l’argomento di conversazione della pausa caffè. E quest’anno , ve lo assicuro, alla macchina del caffè non si parlerà d’altro. resterete conquistati”

Lei quando avevo capito che Lost l’aveva conquistata?

“Subito. Il giorno stesso in cui J.J. Abrams mi ha fatto leggere il copione della puntata pilota , fuori dagli uffici della Disney. Non so come spiegarlo , ma mi sono sentito subito catturato. C’è un momento , quando fai parte della produzione di un film o di una serie , in cui – vuoi per il copione , vuoi per il regista , vuoi per l’affiatamento per il cast – senti che è inevitabile farne parte. Con Lost quella sensazione l’ho avuta dal primo istante. E del personaggio di Jack mi sono innamorato subito , da quella prima immagine di lui che corre per la giungla, vestito in completo blu”

Per far parte di questo cast , ha trasferito tutta la famiglia alle Hawaii : rimarrete lì anche quando finirà la stagione ?

“No abbiamo in mente un paio di progetti. Uno è quello di trasferirsi vicino ai miei genitori. Io sono cresciuto in una famiglia numerosa , passavo il tempo con i miei cugini , ed è stata un’infanzia felice. Vorrei che i miei figli , Kyle e Byron, provassero la stessa esperienza. Anche i miei due fratelli hanno figli , e tutti i ragazzi hanno più o meno la mia stessa età. Adoro le famiglie numerose”

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E l’altro progetto?

“Fare la stessa cosa , ma con la famiglia di mia moglie. Margherita è di Venezia e abbiamo molti parenti nel vostro paese . Questo è un progetto più a lunga scadenza : magari, quando i ragazzi saranno più grandi , ci traferiremo un po’ in Italia”

La sua grande popolarità come è stata vissuta in famiglia?

“Vivere alle Hawaii ci ha aiutato: lì ormai si sono abituati all’idea di vedere in giro i naufraghi di Lost. E , come genitore, non potevo chiedere di meglio per i miei figli . Li ho guardati crescere tra le onde e all’aria aperta , con una libertà che a Los Angeles sarebbe impossibile”

Finito Lost, che cosa l’aspetta?

“Non lo so ancora, sto vagliando un po’ di progetti. Spero di poter orientare la mia carriera verso il cinema , dove i progetti durano al massimo tre anni e poi cambi. Perché fare televisione significa che qualcun altro ti programma la vita al posto tuo”

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