martedì 7 luglio 2009

INTERVISTA A PIETRO GRASSO, PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA

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Pietro Grasso è il Procuratore nazionale Antimafia. parla di attentati alla sua vita come di formazioni di squadre al bar.

Chi è ,oggi, il padrino più ricercato?

“Matteo Messina Denaro , boss del Trapanese”

E’ lui l’attuale capo dei capi?

“No. Non c’è più una direzione strategica come ai tempi di Riina e Provenzano”

Vuol dire che Cosa Nostra è stata sconfitta?

“Assolutamente no. La cupola funziona solo per dare gli indirizzi generali. A livello locale un capofamiglia era e resta il re del suo territorio. C’è sempre stato un federalismo esasperato”

Lo Stato colpisce la Mafia con..

“La cattura dei grandi latitanti , il pentitismo, le intercettazioni , soprattutto ambientali , e il sequestro dei beni”

I super latitanti..

“Quando becchi uno come Provenzano c’è un effetto positivo tra i cittadini . E’ il segno che lo Stato si muove”

Il pentitismo..

“Al di là delle rivelazioni , fondamentali, i collaboratori di giustizia sono granelli di sabbia nell’ingranaggio oleato dell’omertà. Chi ha un pentito nel proprio clan perde di credibilità. I boss iniziano a perdere la fiducia gli uni negli altri . Brusca ha raccontato che ormai molte azioni criminali vengono fatte a volto coperto per non farsi riconoscere dai propri compari , possibili pentiti”

Chi è il pentito più importante di cui ha raccolto la testimonianza?

“Nino Giuffrè”

Come si convince un criminale a parlare?

“Nel caso di Giuffrè è lui che ha cercato me . In generale si studia la situazione psicologica e malavitosa. Senza certi presupposti è inutile cercare di convincere qualcuno a confessare. Non andrei mai da Riina o da Provenzano”

Perché?

“Chiedere a loro di pentirsi sarebbe come chiedere a me di diventare mafioso”

Il giudice Roberto Scarpinato , qualche settimana fa, si è lamentato del fatto che il governo ha bloccato le password con cui le procure potevano avere notizie dell’esistenza dei conti bancari

“Prima di Scarpinato , abbiamo protestato noi della Direzione antimafia . Senza quelle password l’acquisizione dei dati è molto rallentata. Stiamo lavorando per ottenerle , magari a titolo gratuito , visti i problemi di bilancio”

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Ma i mafiosi come sono diventati esperti di finanza e di conti internazionali?

“In tutte le attività la mafia ha una rete di collaboratori esterni con cui si scambia favori: persone apparentemente oneste , non affiliate , che ricevono vantaggi nel fare affari con la malavita”

Sono i criminali punibili per concorso esterno in associazione mafiosa?

“Sì. Ma quello è un reato difficile da dimostrare. Io spesso ho preferito chiedere una condanna per favoreggiamento e ottenerla, piuttosto che una meno probabile per associazione mafiosa. E’ successo nel caso di Totò Cuffaro”

Il leader dell’Udc siciliana , condannato per primo grado , per favoreggiamento semplice

“Vedo l’antimafia in maniera concreta. Non ideologica , né sociologica . Non mi interessa dare etichette di associato mafioso , mi interessa che una persona venga condannata se ha commesso un reato”

C’è chi , proprio per questo, ritiene che lei sia troppo prudente nel perseguire i rapporti tra politiche e cosche

“Il giudice Antonino Caponnetto , a chi lo accusava di non perseguire i potenti , come LIma , diceva che con i politici bisogna avere buone probabilità sull’esito positivo del successo , che altrimenti si rischia l’effetto boomerang”

Quale effetto boomerang?

“Ricorda il caso Musotto?”

L’ex presidente della provincia di Palermo arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa

“Dopo essere stato assolto , si è ricandidato , 200 mila voti. Chi l’ha votato magari che la magistratura non è credibile perché manda in galera innocenti. Quando ero procuratore a Palermo ci sono stati casi in cui i colleghi spingevano per procedere contro un politico..”

Chi era?

“Giovanni Mercadante”

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Ex di Forza Italia

“Non credo che il potere di un magistrato sia legittimato a colpire una persona quando le sue responsabilità penali non consentono il processo. Si chiese al giudice di procedere al suo arresto solo quando spuntò l’intercettazione che lo incastrava”

Sulle intercettazioni lei ha criticato il governo

“Certo : La legge così com’è rende difficile l’uso di uno strumento fondamentale per la lotta a certe forme di criminalità”

Mafia e politica . E’ vero che è nata una nuova professione malavitosa , il broker elettorale?

“Abbiamo intercettato persone che vendevano voti”

Quanto costa un voto?

“Anche solo 10 euro. Ma il dato è che prima la mafia non aveva bisogno di pagare per ottenere i voti sul territorio”

Le sembra un segno di indebolimento?

“Io l’ho letto così”

Lei quando è entrato in magistratura?

“Nel 1969. Ala professoressa delle medie che mi chiedeva cosa volessi fare da grande , risposi: il giudice”

Il primo incarico?

“A Barrafranca , provincia di Enna. Era un territorio mafioso , ma ammetto che mentre stavo lì non avevo la percezione perché non c’erano omicidi. Ricordo l’acqua razionata , le donne tutte vestite di nero..”

Quando rientrò a Palermo?

“E’ brutto dirlo , approfittai della morte del Procuratore Pietro Scaglione , nel 1971. Era la prima volta che la Mafia colpiva così in alto e improvvisamente si liberarono dei posti. Poi nel 1980 mi occupai dell’omicidio di Piersanti Mattarella . E nel 1985 mi chiesero di diventare giudice a latere del maxi processo”

Accettò senza tentennamenti?

“Chiesi a mia moglie se era d’accordo. La misi giù dura: “Se vuoi rifiuto, poi lascio la magistratura”. Poco dopo arrivarono le prime minacce . Un uomo al citofono , ci gelò “i figli sa quando escono ma non si sa quando tornano”

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Ha mai pensato , “ma chi me lo fa fare”?

“Una volta in particolare . In un negozio di articoli sportivi incontrai un giovane mafioso , condannato al maxi processo , che sarebbe dovuto essere in carcere. Il giudice che si era occupato di lui evidentemente non lo riteneva sufficientemente pericoloso. Per un attimo, mentre scrivevo le circa 8000 pagine della sentenza, pensai proprio “ma chi me lo fa fare”? Però mi rimisi subito al lavoro , proprio per evitare altri casi come quello”

Hanno mai provato ad ucciderla?

“Sì. Il pentito Gioacchino La Barbera , durante una deposizione kafkiana , un giorno mi raccontò come i Corleonesi di Riina avevano progettato il mio attentato”

Come?

“Con una bomba nascosta in un tombino sotto la casa dei miei suoceri. Doveva essere l’ennesima “spintarella” per favorire la famosa trattativa”

Quella tra Stato e Cosa Nostra , voluta da Riina dopo la morte di Falcone?

“Si’. Quelle durante la quale Riina avrebbe consegnato ad alcuni esponenti delle istituzioni un papello con delle richieste”

Ci sono rivelazioni nuove in questi giorni su quella trattativa. A Massimo Ciancimino , figlio di Vito, ex sindaco condannato per mafia , sono state rubate le copie dei verbali in cui parla proprio della trattativa

“Ci sono indagini in corso. Non ne posso proprio parlare. La trattativa comunque non andò in porto : Riina pochi mesi dopo viene arrestato”

Com’è la vita da condannato a morte per sentenza mafiosa?

“Con Giovanni Falcone ci scherzavamo spesso. Ci vuole una buona fase di fatalismo. Altrimenti è meglio cambiare mestiere”

E’ vero che sulla macchina di Falcone , saltata in aria, ci deve essere pure lei?

“Per puro caso trovai posto su un aereo il giorno in cui era prevista la nostra partenza. Falcone invece rinviò il volo al giorno dopo. Conservo ancora il tagliando al check-in. Se avessimo preso lo stesso volo , avrei sfruttato il passaggio in macchina da Punta Raisi a Palermo. Anni prima per un pelo abbiamo evitato un altro agguato”

Quando?

“In un ristorante sul mare vicino a Catania. Andammo lì con tre giornalisti . Senza saperlo ci eravamo infilati in un locale pieno di mafiosi . Anni dopo , scoprimmo che i picciotti del ristorante non erano riusciti a contattare Nitto Santapaola per avere l’ok e farci fuori”

Nel suo libro Falcone è molto presente. Scrive anche che sul suo omicidio non è stato ancora detto tutto

“Sul movente e sui mandati il quadro non è completo. Credo ci fosse qualcun altro oltre alla mafia ad avere interesse per la morte di Falcone”

Chi?

“Ancora non si sa. Ma Falcone stesso, dopo la morte del diccì Salvo Lima , mi disse “Ora può succedere di tutto”. E così è stato . Fatti , non dietrologie o teorie fantasiose. Tra il ‘92 e il ‘93 Cosa Nostra partecipa a una specie di strategia della tensione : con bombe, ammazzamenti, falsi allarmi.. si parla persino di un possibile assalto alla Rai di Saxa Rubra. E poi c’è l’inspiegabile black out a Palazzo Chigi. Tutte cose ancora non chiarite”

Scenario poco rassicurante . Se fosse un imprenditore del Nord, oggi investirebbe nel Sud Italia?

“A Palermo, dove c’è un movimento culturale contro il pizzo molto forte , direi di sì. In Campania e Calabria non mi sento ancora di garantire. Ma guardi che le mafie collaborano tra loro , non ci sono compartimenti stagni : i cosiddetti Casalesi facevano parte di Cosa Nostra , i calabresi raffinavano droga in Calabria..”

E’ vero che la ‘Ndrangheta calabrese attualmente è l’organizzazione criminale più forte e moderna ?

“Sì”

Come mai della ‘Ndrangheta si è sempre parlato poco rispetto a Cosa Nostra?

“La ‘Ndrangheta ha evitato i riflettori. Mentre Cosa Nostra con bombe e l’attacco alle istituzioni spingeva lo Stato a una repressione durissima , i calabresi passavano dai rapimenti al controllo diretto ed esclusivo del traffico di cocaina con la Colombia. Oggi però con la strage di Duisburg e l’omicidio Fortugno sono usciti allo scoperto. E infatti sono arrivati i primi arresti pesanti”

A cena con nemico?

“Bernardo Provenzano. Ma solo se venissi a sapere che è disponibile a parlare”

Lei ha un clan di amici?

“No, ho parecchi conoscenti”

Lo dice per non metterli in pericolo?

“No. Ho un senso dell’amicizia molto forte. Ma non ho ancora trovato qualcuno che abbia compensato il vuoto lasciato da Falcone”

L’errore più grande che ha fatto?

“Quando potevo non ho danneggiato alcune persone”

Di chi parla? E perché avrebbe dovuto danneggiarle?

“Non posso fare nomi. E il problema non è il perché , ma il fatto che poi loro invece di essere riconoscenti , hanno cercato di danneggiare me. Comunque mi comporterei ancora allo stesso modo . Non so fare del male”

Lei è favorevole o contrario alla separazione delle carriere tra i giudici e i magistrati?

“Sono contrario. Io ho fatto entrambe le esperienze”

Le è mai capitato di fare il giudice in un processo in cui il pubblico ministero era un suo ex collega?

“Sì. Ma comportarsi bene è un problema di coscienza. Conosco anche molti avvocati , ma non per questo li ho favoriti”

Qual è la scelta che le ha cambiato la vita?

“Partecipare al maxi processo. Prima andavo in moto , facevo sport all’aperto, anche con mio figlio. Poi.. ho smesso persino di andare al cinema”

Il film preferito?

“Potrei dire il Padrino. Ma preferisco Un uomo, una donna di Claude Lelouch”

Il libro?

“Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia”

La canzone?

“Una carezza in un pugno di Celentano. Diciamo che nel 1985 non ho più aggiornato molti di quelli che erano i miei interessi. In musica , mi fermo ai Pink Floyd”

Cultura generale . Quanto costa un litro di latte?

“Non faccio la spesa: E soprattutto, non bevo latte”

I confini della Corea del Nord?

“La Corea del Sud e La Cina”

L’articolo 139 della Costituzione?

“E’ quello per cui in Italia non si può cambiare la forma repubblicana?”

Sì. Dov’era il 9 novembre del 1989?

“Quando è crollato il Muro di Berlino? In ufficio . Il giorno dopo mi sottoposero una intercettazione. Un camorrista napoletano ordinava l suo compare che stava a Berlino Ovest di correre a Berlino est e comprare..”

Comprare che cosa?

“Tutto. Locali , discoteche, pizzerie , alberghi ..appena sbloccata la cortina di ferro .. i nostri mafiosi erano già all’opera”

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