lunedì 31 agosto 2009

INTERVISTA A SHARON STONE “Si tende a vedere la cinquantenne sessualmente attiva come una specie di tigre vogliosa: in realtà siamo più vulnerabili e delicate che mai”

Sharon Stone ha 50 anni , e si spoglia per Vanity Fair. Mangia uova Benedict e fagiolini.

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Come fa?

“Sono in piena follia fitness. E’ iniziato tutto l’anno scorso , quando ho saputo che avrei diviso con Madonna il palco del gala AmfAR( si raccolgono soldi per la lotta all’AIDS ndb) . Ero preoccupata perché abbiamo la stessa età ma lei è sempre così tonica! Prima di partire , ho fatto una settimana di disintossicazione : succhi e centrifugati e poco altro. Non è servito a molto : quella sera lei era meravigliosa , io sembravo Barney , il dinosauro viola ( un programma per bambini Usa ndb)”

Non è andata proprio così..

“Comunque, la vicinanza alla perfezione di Madonna mi ha fatto cambiare atteggiamento. Appena tornata a Los Angeles , sono andata a fare un check-up completo. Poi ho cambiato radicalmente la mia alimentazione : pochissimi zuccheri e un maggior apporto di proteine. A 50 anni c’è bisogno di proteine : per le ossa e per la mente. Ho preso una personal trainer e le ho chiesto di informarsi su tutto quello che fa Madonna. Adesso mi alleno anche 5 volte alla settimana. Sono strapiena di energia e, mentre una volta, per rilassarmi, mi sdraiavo sul divano e bevevo un bicchiere di vino , adesso faccio ginnastica. Sono in una nuova fase della mia vita: queste foto celebrano il cambiamento”

Si ricomincia a 50 anni, insomma

“Sono a metà della mia vita , non alla fine. Ed è davvero bello essere donna , non più una ragazza”

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Queste foto con Vanity Fair , che qualcuno potrebbe definire osé , persino scandalose , non le avrebbe fatte chiunque

“Io non sono chiunque! Io sono la figlia di mio padre , che è sopravvissuto a un cancro all’esofago diagnosticato sette anni fa e che, recentemente , ha subito altre due operazioni. Sono stata a trovarlo in ospedale e mi ha detto “Io non voglio morire , voglio vivere altri dieci anni”. Secondo i medici, non avrebbe superato l’ultimo intervento. Invece sta bene , è appena tornato a casa. E io stessa , sono stata gravemente malata , quindi per me invecchiare non è una disgrazia , è un privilegio e una conquista quotidiana”

Per molte donne, però , quello con i 50 anni è un appuntamento difficile

“Invece, io dico che può essere un momento dio altissima qualità della vita, sesso compreso. Perché più se ne ha esperienza , più lo si apprezza. Si tende a vedere la cinquantenne sessualmente attiva come una specie di tigre vogliosa: in realtà siamo più vulnerabili e delicate che mai”

Gli uomini sembrano avere meno problemi. Si scelgono compagne sempre più giovani mentre molte donne scelgono – o sono costrette – a stare per conto proprio. Lei, per esempio, come è possibile sia ancora single?

“Ammettiamolo: gli uomini della mia età non mi fanno la corte. Vengo spesso accusata di andare appresso i ragazzi giovani : la verità è che sono loro gli unici che mi invitano fuori. Onestamente mi piacerebbe molto uscire con un uomo della mia età. Avrei parecchie più cose in comune. Ma non succede”

Tutta colpa del Viagra , che spinge i cinquantenni tra le braccia delle ventenni ?

“Il Viagra va benissimo. Consente agli uomini di avere erezioni finché vogliono, così come altre scoperte scientifiche consentono alle donne di procreare molto più tardi rispetto a quanto accadeva in passato. Però questi cambiamenti ci hanno portato in un tempo, quello che stiamo vivendo, molto confuso in termini di relazioni affettive. Ci vorranno ancora degli anni prima che si ritrovi un equilibrio tra uomini e donne”

Per vivere bene il sesso, a qualunque età, ci vuole autostima. E molte donne normali , a furia di guardare le immagini sui giornali, si sentono inadeguate.

“Togliamoci dalla testa che un corpo bello e sano debba essere uguale a quello di un’attrice su una rivista. I corpi sono come i fiori e gli alberi: ognuno è diverso”

Quelli come il suo sono più diversi di altri , però

“Ma i personaggi che finiscono sui giornali rappresentano il 3% della popolazione! Tra l’altro , essendo stata più di una volta in camerino con altre rappresentanti di questo 3%, le posso dire che nessuna di noi, ma proprio nessuna, è perfetta. Certe immagini , comprese le mie, sono frutto del talento dei fotografi , di giochi di luce, di astuzie del make-up e , alla fine, di qualche ritocco del computer. Se io fossi davvero come appaio nelle foto , andrei in giro nuda tutti i giorni, sempre!”

Le foto sexy di Sharon Stone su Paris Match 2009

Ma lei si piace?

“Conosco i miei punti deboli e cerco di fare qualcosa per migliorarmi. Ho il sedere piatto da sempre e, con gli anni, la situazione non è migliorata, anzi. Per non parlare delle braccia. Come diceva Joan Collins “Dopo i 40 , mai fare l’amore mettendosi sopra , e mai salutare a braccia alzate”

Le sue braccia sono a posto. A occhio nudo niente computer

“Ci credo, con la fatica che faccio”

Ci sono chirurghi che fanno lifting anche alle braccia

“Veramente ? E non resta la cicatrice?”

Non lo so , ma se è interessata, ci si può informare

“Confesso che, qualche tempo fa, avevo pensato di tirarmi su il sedere. Ma mi hanno detto che fa molto male , quindi ho lasciato perdere e mi massacro con la ginnastica. Vai col piegamento”

Altre tentazioni?

“Ho fatto delle iniezioni di Botox, per un po’. Volevo vedermi liscia, ma mi stava venendo un’espressione vuota, da pesce rosso, la stessa che viene a molte attrici che ne abusano. Ho smesso circa un anno e mezzo fa , e da allora mi piaccio molto di più . Mi sembra anche di piacere di più agli altri”

Si prepari perché adesso dirò una parolaccia: menopausa

“E’ pazzesco: dopo i 47 anni , qualunque cosa si abbia viene attribuita alla menopausa o alla pre-menopausa. Cattivo umore? Sonno? Un ginocchio che fa male? Voglia di mangiare un cioccolatino? Tutta colpa della menopausa. Ci viene presentata come un film dell’orrore. Io non ci sono ancora arrivata , magari davvero sarà un tuffo in un abisso di follia. Oppure no. Magari non sarà altro che una fase della vita. Quando ero ragazzina , ricordo che ti facevano una testa così sul fatto che non potevi nuotare quando avevi le mestruazioni. Poi sono arrivati gli assorbenti interni. Ci dev’essere qualcosa anche per la menopausa? E che sarà mai?”

Con l’età si smette di credere al grande amore , al principe azzurro?

“Io non ci ho mai creduto! Mentre le altre sognavano il loro matrimonio e abiti da principessa, io leggevo il Siddharta di Herman Hesse , scrivevo poesie e dipingevo. Ero una piccola hippy , tutta arte e ricerca spirituale”

Quale è stata la tappa più importante della sua educazione sentimentale?

“A 19 anni ho avuto la mia prima storia importante , adulta. Lui aveva 38 anni. E solo dopo quattro mesi che stavamo insieme mi ha detto di avere una moglie”

L’esperienza l’avrà resa molto sospettosa nei confronti degli uomini

“No. Ho solo deciso che avrei+ cominciato a comportarmi come loro. Che avrei imparato la loro lingua”

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Niente romanticismo, allora

“Si sbaglia. Gli uomini sono romantici e teneri, solo che non lo dimostrano. Non solo: hanno molto più bisogno loro di noi di quanto noi si abbia bisogno di loro. Ma è una specie di segreto assoluto”

In effetti , è difficile che un uomo resti single. Magari si accontenta di una giovinetta un po’ oca..

“Non è detto che una bella ragazza di 20 anni sia anche oca. Certo, se sei oca a 20 , lo sarai anche a 60. E viceversa: una donna in gamba di 50 anni , probabilmente, lo è stato a anche a 20. Io sono maturata, ma non sono più intelligente rispetto a quando ero giovane”

In che modo la fama ha influenzato la sua crescita personale?

“Agli inizi , ero ingenua. Finché ho capito , a mie spese, che qualunque cosa una persona famosa faccia o dica non viene mai presa per quello che è , ma viene sempre interpretata da chi la legge e tu non la controlli più. Noi attori siamo schermi in cui si riflettono le vite degli altri”

Lo scrittore Paul Auster ha scritto questa frase: “Se c’è una cosa che l’America adora di più di una celebrità , è la riscossa di una celebrità”

“E’ vero. D’altronde , essere famosi è una lunghissima maratona, è una gara di resistenza . Venerdì non sei nessuno , martedì ti conoscono in tutto il mondo. Passa un anno e non succede niente , poi di nuovo, di colpo, sei al centro dell’attenzione. Ti ritrovi in gara , quando magari vorresti stare in panchina a bere un sorso d’acqua. Ma non puoi perdere l’attimo. Insomma, è più complicato di quello che sembra. Però è anche una bella sfida , e ame piace. Alti e bassi compresi”

Madre , single, tre figli. Si sente masi sola ?

”Non ne ho il tempo! Con quei tre in casa è difficile persino trovare un momento per fare pipì in santa pace”

Davvero , non le è mai capitato di sentirsi sola , in altri momenti della vita? Nemmeno su qualche set, lontano da casa?

“Mi è capitato di avere il cuore spezzato , di essere disperata, di essere arrabbiatissima con Dio. Però, anche in quei momenti, non mi sono mai sentita sola , perché stavo litigando con Lui”

Sogna mai di incontrare finalmente l’anima gemella?

“No. Ma, se la incontrerò , la riconoscerò di sicuro. Adesso preferisco pensare che, magari, la mia anima gemella sono io”

venerdì 28 agosto 2009

INTERVISTA CON ELLEN HIDDING , “Vorrei togliermi l’immagine della donna fresca e dolce”

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Cosa bolle in pentola nel futuro di Helen Hidding?

“Sto lavorando ad un progetto insieme alla mia migliore amica e agente, Nicoletta Bucci, autrice di Zelig. Si tratta di una trasmissione sull’ambiente , ma dovendo ancora fare la puntata zero ,più di tanto non posso dire. Speriamo che venga fuori una cosa carina!”

Puoi anticipare qualcosa sui contenuti?

“Sembra strano perché quando dico che lavoreremo con la produzione di Zelig , molti pensano che la trasmissione abbia un contenuto comico. Ma non è affatto così . Si parla della natura , in modo nuovo. Ci sarà anche un forte legame con l’Olanda , il mio paese di nascita”

Su quale piattaforma televisiva andrà in onda?

“E’ ancora da decidere”

Quale altra sorpresa uscirà dal tuo cilindro?

“Sto scrivendo , a quattro mani, insieme a Stefano Romanò, altro autore di Zelig, un libro sui bambini. E devo dire che mi diverte molto! E’ un progetto molto carino, saranno 365 racconti , uno al giorno. E’ impossibile riunirli tutti in un libro, allora abbiamo deciso di farlo uscire in 4 volumetti: a ottobre-novembre il primo; in primavera il secondo; d’estate il terzo: in autunno 2010 l’ultimo”

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Verranno raccontate favole o narrazioni reali?

“Abbiamo preso spunto dalle cose che succedono quotidianamente . Avendo a casa una bimba di 5 anni , mi dà tantissime idee. Scrivo quello che accade ogni giorno e poi c’è ovviamente la mano dell’autore che elabora, arricchisce e corregge il testo. Essendo straniera , per quanto possa avere il mio vocabolario, ogni tanto qualcosa di sbagliato scrivo..”

Che tipo di mamma sei con la tua bambina , Anne Marie?

“Le mie amiche mi dicono sempre che sono una mamma che lascia molta libertà. Ci sono alcune regole che in casa vanno seguite , ma non sono affatto possessiva. Amo la mia bambina, che è molto socievole , ma la lascio anche andare”

Sei soddisfatta dell’esperienza di conduzione del tg di Sky ,E! News?

“Certo! Ho finito un paio di mesi fa e ora siamo in pausa. Vedremo se ripartire a settembre”

Buona parte del telegiornale da te condotto è dedicato al gossip. Sei mai stata vittima dei pettegolezzi?

“No. Avendo una vita abbastanza regolare , con una bambina e un compagno da dieci anni , non sono nel mirino dei paparazzi! Dall’altro lato , sapere cosa fanno i personaggi mio diverte molto!”

Dopo la conduzione del reality di Sky “L’uomo perfetto”, hai fatto un pensierino a una partecipazione diretta?

“Nei reality non vorrei mai parteciparvi! Avendo una famiglia a casa, lasciarla per tanti mesi sarebbe un prezzo troppo alto!”

Ha conosciuto Mike Bongiorno da vicino, prima come valletta e poi come conduttrice del programma satirico “mai dire Mike”. Cosa ci racconti del re indiscusso della televisione?

“Mike dietro le quinte è un gran signore! Ogni tanto viene descritto come un personaggio duro e tosto. Non è affatto vero! Mi ricordo che un giorno aveva dichiarato che mi mancava qualche piccola cosa alimentare dell’Olanda, il giorno dopo ho trovato nel mio camerino con tutte le cose che avevo nominato!”

Cosa non digerisci della tv italiana?

“Mi infastidiscono i litigi inutili creati ad arte per l’audience”

Gli uomini preferiscono le bionde o le more?

“Sai che non l’ho mai capito? Il mio compagno guarda sempre le more… E io che sono bionda gli ho chiesto come mai si è messo insieme a me! Ho concluso che quando un uomo ha al suo fianco una bionda , guarda le more. E viceversa”

Che tipo sei in amore?

“Il mio lui mi definisce una siciliana , ma io non mi considero troppo gelosa. Se c’è un buon motivo mi faccio sentire , altrimenti sono abbastanza tranquilla.

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Come ti mantieni in forma?

“Sono fortunata perché nella mia famiglia siamo alti e snelli. Probabilmente, mamma e papà mi hanno dato questo dono. Però mi tengo in forma grazie alla bimba che mi fa correre tanto!”

Desideri ripetere l’esperienza al cinema che hai avuto con la Gialappa’s?

“Mai dire mai. Perché no” Sicuramente mi piacerebbe interpretare un ruolo da cattiva. Vorrei togliermi l’immagine della donna fresca e dolce”

giovedì 27 agosto 2009

INTERVISTA A ROBERTA MORISE , “Ho dovuto imparare a badare a me stessa da quando avevo 18 anni”

Roberta Morise , la bella valletta de l’Eredità , è al centro dei pettegolezzi.

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Che cosa faresti , se potessi?

“Girerei il mondo in lungo e largo. Sarei sempre in viaggio , sempre in movimento, perché non sono una persona capace di stare ferma e non fare nulla. Se dovessi trovarmi in quella condizione , mi inventerei sicuramente qualcosa”

Le tappe principali della tua carriera?

“Tutto ha avuto inizio nel 2004. Ora le ragazze sognano di fare le veline o le vallette, mentre io non avevo nessuna di queste velleità artistiche. Avevo un solo desiderio , ed era quello di partecipare a Miss Italia”

Perché?

“Una ragazza del mio paese partecipò quando io ero piccola e vinse. Ero entrata nella parte , fin da piccola ho atteso con ansia l’età giusta per partecipare al concorso. E’ andata benissimo e l’ho vissuta come un gioco. Da quel momento mi sono ritrovata , come per caso, catapultata in questo mondo. La cosa mi piaceva . Canto da quando sono piccola, e quando ho iniziato con “I migliori anni” , lavoravo nell’orchestra e mettevo in pratica quello che sapevo fare. E poi c’era un riscontro economico, la mia passione era diventata lavoro”

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E dopo i Raccomandati è arrivata l’Eredità?

“E’ arrivata all’improvviso , perché da un anno mi ero dedicata allo studio in università e non amavo fare provini. Ma alla fine mi sono detta che valeva la pena di provare. Cercavano delle laureande. E il provino è stato come un esame all’università , perché nei suoi programmi Carlo Conti non mette mai delle donne a caso, ma che abbiano un senso nel contesto. In effetti avevamo un ruolo brillante , eravamo sempre eleganti , molto vestite e con un’immagine pulita”

Ora cosa ti piacerebbe trovare nel tuo futuro?

“Una varietà alla vecchia maniera, uno di quelli che si vedevano un tempo al sabato sera con la soubrette che sapevano fare tutto. Avrei così la possibilità di unire la conduzione alla realizzazione della mia passione: il canto. E non me la cavo male neppure a ballare. Chissà..poco alla volta ci stiamo riuscendo. A settembre inizierò una nuova trasmissione di cui vi parlerò”

Com’era Roberta da piccola , e cosa sognava?

“Ho vissuto fasi diverse . Sono stata una bambina molto silenziosa, che passava ore chiusa nella sua camera a giocare con la Barbie, e mia madre si dimenticava persino di avermi. A differenza di mia sorella , che invece era sempre in giro. Ero una bambina normale, ma molto pacata, mi divertivo anche da sola. Poi ho cominciato a uscire con ragazzini irrequieti e a essere un vero maschiaccio. Al liceo ero quella che studiava solo alla fine e, con l’invidia di tutte , riusciva sempre a cavarsela”

Come sei cambiata?

“Ci sono state esperienze della mia vita che mi hanno fatto crescere molto in fretta. Soprattutto la perdita di mio padre, che mi ha vista catapultata a Roma senza una meta e un appoggio. Era una persona importante per me, la sua scomparsa ha segnato la vita di tutti noi. Adesso sono a un punto in cui vorrei tornare indietro nel tempo perché* sento di essere cresciuta troppo in fretta. Non ho più la spensieratezza delle ragazze mie coetanee che ancora studiano, perché io ho dovuto imparare a badare a me stessa da quando avevo 18 anni. Forse, io non ho mai avuto quella spensieratezza”

In un’intervista hai detto “La vita è un continuo esame”: quale di quelli che hai dovuto affrontare fino ad ora non dimenticherai mai?

“Sicuramente il passaggio dal piccolo paese alla Capitale. Non è stato facile trovare casa e adattarmi a un tipo di vita completamente diversa”

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Il tuo rapporto con la bellezza?

“Non ci sto molto attenta, e infatti mia madre dice che sono un uomo! Sono antisportiva per eccellenza . Non vado in palestra , e non mi piace stare ore davanti allo specchio”

Tu e Carlo Conti …Tu e Filippo Volandri ..Cosa c’è di vero nelle voci che circolano?

“Io e i mille fidanzati. La verità è che poi torno a casa e sono solo. Quello con Carlo è un rapporto inspiegabile. E’ stato e sempre sarà il pilastro della mia vita, e questo nulla a che fare con una storia d’amore. Se vogliamo è un amore platonico. Amore in senso lato. Lui è fondamentale nella mia vita , non solo lavorativamente parlando”

E Filippo?

“Con lui confermo un flirt, ma si tratta di una cosa finita. E’ stato un anno fa. In realtà , io dico di voler qualcuno al mio fianco, ma quando trovo chi potrebbe starmi vicino scappo. Filippo ora è un amico”

Cosa ti piace di Carlo?

“Riesce sempre a portarmi sempre sulla retta via, è una persona oculata e soprattutto umile, che ha mantenuto gli amici di un tempo”

E di Filippo?

“Apprezzo che sia una persona molto buona di cuore “

Cosa ti conquista in un uomo?

“Deve essere capace di stupirmi ogni giorno, di sorprendermi”

mercoledì 26 agosto 2009

INTERVISTA A MARINA RIPA DI MEANA , “HO UNA PARTE SEGRETA CHE NON VOGLIO SVELARE”

Chi è Marina Ripa di Meana?

“Chi sono me lo devi dire tu. Sei tu che vedi la mia parte esteriore ma non conosci la mia parte segreta , quella che non ho intenzione di svelare: costituisce più o meno il 70% del mio carattere , e questo nonostante io appaia molto estroversa”

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Che cosa proprio non sopporti?

“Detesto la noia e mi ribello di fronte al conformismo di tante persone. Sono contraria ai luoghi comuni e alle cose scontate.

Chi sono i tuoi amici più cari?

“Ho molto amici a cui sono molto affezionata , ma quelli più cari sono i miei quattro cani. Sono travolgenti nell’affetto e la loro compagnia mi rallegra ogni attimo della vita”

Quali caratteristiche deve avere una persona per affascinarti?

“Deve sorprendermi . Quando incontro una persona penso che sia in un determinato modo e se, invece, si manifesta alla maniera diversa , allora scatta il mio interesse per cercare di capire ciò che non si vede”

Che cos’è la passione?

“E’ l’ingrediente fondamentale della vita, con l’amore è il suo motore principale”

Di che cosa ha più paura?

“Di non provare più passione”

Che cosa rimpiangi dei tuoi primi quarant’anni?

“Rimpiango i tempi dei miei primi 40 anni perché allora l’Italia era diversa. Non è nel mio Dna rimpiangere qualche cosa, ma nel confronto con la vita di oggi non si può constatare quanto fosse migliore. Il mio carattere mi fa proiettare verso il futuro, non provo nostalgia , ma si deve riconoscere , che era meglio allora , quando c’era più speranza verso il tempo che sarebbe venuto”

Gli anni che passano hanno cambiato il tuo modo di vivere la vita?

“Naturalmente, si cambia di continuo. Non credo di essere oggi quella che ero dieci o vent’anni fa. Sono felice di assaporare nuovi sapori , di fare nuovi incontri. L’evoluzione , negli anni, mi ha molto cambiata”

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Che cosa provi nel rivederti come concorrente al reality “La fattoria”?

“Mi rallegro per essere stata brava a squagliarmela dopo una settimana. Sono contenta delle emozioni che ho provato, dall’ebbrezza allo schifo. E’ stata comunque una scommessa. Si parla tanto , e tanto si discute sui reality, ma nessuno sa esattamente quello che realmente sono. Io lo posso dire di averlo fatto”

Che cos’è la volgarità?

“Abbiamo parlato della fattoria e lì c’era un protagonista , Fabrizio Corona, che nella sua volgarità è un unicum, ma nello stesso luogo c’erano molte altre persone talmente trasparenti che non rammento nemmeno il nome. Ecco, penso che la volgarità sia un sapore forte e, in certi casi , preferibile al nulla”

E il pudore?

“Quello che mi interessa è il pudore dei sentimenti, non mi piacciono le emozioni sbrodolate”

La classe è innata?

“Non c’è una regola , a mio avviso è qualcosa che ha a che fare con la dignità”

Indosseresti le creazioni di intimo di Valeria Marini o un accessorio di Marta Marzotto?

“Le creazioni di Valeri Marini non le indosserei perché non corrispondono ai miei gusti. Non conosco le creazioni di Marta Marzotto , ma se dovessi basarmi su quello che indossa direi che andrei a cercare altro”

Mortadella o caviale?

Mi piacciono sia la mortadella sia il caviale. E’ una scelta ardua , ma propendo per il caviale non fosse altro perché occorre contenere il consumo degli insaccati. Sì, meglio le tartine col caviale , anche se un panino farcito con la mortadella è una grande tentazione”

Che cosa guardi in televisione?

“In prima serata guardo tutti i telegiornali. Mi vedo i programmi notturni. Mi piacciono “La storia siamo noi” e “Bellissima “ sui Rai tre . Ma seguo anche Marzullo e i film trasmessi di notte”

La tua massima aspirazione?

“Forse quella di essere rassicurata sulla data perenne dell’affetto di chi amo”

Il rapporto con la spiritualità?

“Molto difficile. So che esiste, che c’è, ma vorrei credere di più. Mi rammarico di non provare questo grande conforto”

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Come hai vissuto il tuo ruolo di mamma?

“Con grande difficoltà. Ho avuto una figlia da crescere da sola , perché io e mio marito ci siamo lasciati quando lei era molto piccola. E’ stata dura..”

Quando e perché nascono le tue battaglie animaliste?

“Ho sempre amato la natura e gli animali, ho voluto approfondire la loro conoscenza. In passato ho anche portato pellicce , poi il desiderio di capire il mondo animale mi ha portato alla scoperta di come vengano uccisi barbaramente i cuccioli delle foche. Un’esperienza terribile”

Progetti?

“C’è né uno in particolare , molto importante, di cui però per scaramanzia non voglio parlare. Del resto i progetti non si annunciano, si attuano”

martedì 25 agosto 2009

INTERVISTA A ROSSELLA BRESCIA “Ho un buon rapporto con il mio corpo”

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Come sarà la prossima edizione di Colorado Cafè ?

“Intanto cominceremo a gennaio e siamo già al lavoro per rimpolpare il cast dei comici. In queste settimane siamo tutti impegnati nei laboratori artistici per la scelta dei nuovi volti da inserire nel programma , che vi assicuro sarà ancora più bello e spumeggiante. Sono contentissima di essere ancora al timone di Colorado che considero ormai come un figlio”

Un orgoglio professionale vero e proprio

“Sì, perché a Colorado siamo tutti una famiglia. Io la considero un’oasi felice perché non si respira la tensione o l’aria di competizione che può esserci negli altri ambienti. Ci vogliamo tutti bene. Guaio c chi mi tocca il programma , la produzione, gli autori e tutti quelli che ci lavorano …La mia famiglia d’origine è a Martina Franca , quella professionale a Milano”

Prima ballerina, poi insegnante di danza in Tv, infine conduttrice di successo. Ma come ha vissuto il passaggio di questi ruoli?

“Il passaggio di ruoli è stato graduale , ho fatto un’incredibile gavetta prima di condurre un programma su Italia uno,prima di diventare l’insegnante di danza di Amici. Nessuno mi ha regalato niente. I passaggi di ruolo sono la naturale promozione di un percorso fatto con impegno e spirito di sacrificio”

C’è stata una critica che l’ha ferita più delle altre in questi anni?

“Sì, quando dicevano che io facevo quello che facevo , perché ero la “moglie di..”. Questa cosa mi ha fatto sempre sorridere, perché non è la verità e poi è il pubblico che ti dà la sua vera approvazione”

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Il complimento meno scontato che lei ha ricevuto?

“Mio hanno detto che sono semplice e sincera. Persino a Colorado inizialmente la mia unica preoccupazione era di apparire spontanea e genuina”

Si considera bella?

“Io ho un buon rapporto con il mio corpo che alleno continuamente. Sto attenta alla linea , cerco di tenermi sempre in forma , ma non sono una fanatica per cui seguo un’alimentazione normale e equilibrata”

A che punto è il suo sogno di fare anche cinema?

“Se arriva l’occasione mi farebbe piacere, certo. Ho avuto qualche proposta , ma se devo scegliere, opto per il cinema d’autore perché è quello che mi piace di più”

Suoi registi preferiti?

“Pedro Almodovar perché è diretto , schietto , Tornatore, Muccino, Ozpetek , Comencini e poi io adoro la comicità di Carlo Verdone”

Le sue origini ritornano sempre. Martina Franca è ancora molto nel suo cuore?

“Lì ho aperto una scuola di danza dove ritorno almeno una volta al mese. A fare le mie veci c’è un insegnante bravissima e i miei genitori che mi rendicontano tutto. Con questa scuola mi sono riproposta di dare l’opportunità agli appassionati di danza di usufruire di un luogo d’arte per mostrare tutto il loro talento , le loro capacità e soprattutto per confrontarsi”

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Per amore hai mai sacrificato qualcosa?

“L’ho detto anche in altre occasioni. Se potessi tornare indietro riprenderei quei treni che ho perso per seguire l’amore. Quando un uomo ti ama davvero deve assecondare le tue aspirazioni , deve esserti vicino sempre. Ma a me non è successo. Anzi ho vissuto esattamente la condizione opposta”

E Luciano com’è?

“Sono molto innamorata di lui. Non amo molto parlare della mia vita privata, perché la voglio preservare dai pettegoli e dai curiosi. Posso solo dire che tra noi c’è grande complicità , anche nel lavoro. Lui è un vero professionista”

lunedì 24 agosto 2009

INTERVISTA AD HABIBA SARABI, UNICA GOVERNATRICE AFGHANA

Unica governatrice della provincia di Bamyan , Habiba Sarabi è l’unica a ricoprire una carica simile in Afghanistan. La comunità l’ha eletta simbolo del paese che vorrebbe vedere nascere: efficiente , aperto, intraprendente. lei vorrebbe fare dell’Afghanistan un posto migliore. Per le donne prima di tutto.

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Governatrice molte elettrici sono andate alle urne, sfidando le minacce che vuol dire?

“Che vogliono la democrazia e sono pronte ad appoggiarla. Le donne sono la metà della popolazione afghana, senza di loro questo voto non avrebbe avuto senso. Non si possono chiedere diritti e progresso se non si va a votare. Qui a Bamyan l’affluenza femminile è stata alta. Lo stesso è accaduto a Kabul. Purtroppo ci sono zone, come il sud, dove questo non è stato possibile”

La violenza nelle ultime settimane è stata forte: è il segno della forza o della disperazione dei Talibani?

“Ci saranno sempre persone che non vorranno la stabilità e la parità di diritti in questo paese. Ma la gente non li appoggia , per questo va a votare. Gli afghani hanno capito che sta a noi opporci. Ma sta anche alla comunità internazionale aiutarci a farlo: quando i risultati arriveranno , mi aspetto che i paesi stranieri lavorino in modo serio con il nuovo presidente , chiunque sia. E si chiedano perché le cose finora non hanno funzionato : questo è un posto difficile che richiede un impegno di lungo periodo, non si può pensare di lasciare tutto a metà”

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Si aspetta presto altre donne nella sua posizione?

“Posso dire che sono felice di come hanno partecipato alla campagna elettorale. E a questa giornata di voto. Per il resto la strada è lunga : il prossimo presidente , chiunque sia, dovrà prima di tutto garantire la sicurezza. Senza di quella non ci sono diritti , non ci sono possibilità per le donne e per nessun altro”

Il presidente Karzai , probabile vincitore, si è alleato con diversi ex signori della guerra. Le fa paura questo?

“Sì, sono preoccupata. Perché so quello che hanno fatto e le sofferenze che hanno provocato. Ma chiunque ricopra una responsabilità di governo dovrà giurare sulla Costituzione afghana, che prevede parità di diritti fra uomini e donne. Questo è quello che conta per me ora”

venerdì 21 agosto 2009

INTERVISTA CON MONICA BELLUCCI “MI SONO SEMPRE PIACIUTA MAGRA , MA CON LE MIE FORME”

Lei è stata una delle testimonianze più lette nel libro di Oliviero Toscani “Anorexia, Storia di un immagine” e ha dichiarato che questa è una malattia la cui responsabilità non va ricercata solo nella moda..

“Non credo che la scelta di certi standard sia da attribuire soltanto agli stilisti. La moda vende un’immagine. L’anoressia per me ha origini ben più profonde , anche dalle relazioni con i genitori, a volte addirittura dalla pancia della mamma. La moda è anche un grande sogno che talvolta ha poco a che fare con la realtà”

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Lei è una donna bellissima. Ma è cresciuta con l’ansia di mettere su qualche centimetro di troppo, di non sforare le taglie standard insomma?

“La bellezza per me non è mai stata una cosa ingombrante. Quando facevo la modella non ho mai fatto lo sforzo di entrare nelle taglie standard. Gli stilisti mi vedevano sulle copertine e mi chiamavano per l’haute couture, poi prendevano le misure ma non entravo negli abiti e non andavo bene. Ricordo in particolare una campagna pubblicitaria di cui ero testimonial. Mi presentai sul set per le foto e l’abito per me era piuttosto strettino. Bè, andò tutto bene nel senso che davanti ero perfetta , ma dietro, invece.. La cerniera non si era chiusa e quindi il vestito era rimasto semiaperto. Ma non mi sono mai disperata. Al contrario. Non mi importava affatto. Io mi piacevo così. Magra , ma con le mie forme e le mie misure”

La moda vende un’immagine che però oggi deve essere a tutti costi perfetta. E’ d’accordo?

“Ripeto, la moda non va attaccata. Oggi c’è la tendenza all’omologazione. Un esempio: prima le foto non erano ritoccate. Oggi c’è l’effetto di photoshop che migliora”

Lei che rapporti ha con i ritocchi che vengono praticati sulle fotografie?

“Non esiste la perfezione da copertina. Vi assicuro che neanch’io sono perfetta”

E con la chirurgia estetica?

“Non ho rapporti ma nemmeno biasimo chi ricorre alla chirurgia estetica”

Perché oggi le persone , in particolare le giovanissime, vogliono piacere a tutti i costi , vogliono apparire?

“E’ difficile dare una risposta. Si rischia di generalizzare. Credo che a volte siamo noi stessi colpevoli. C’è una omologazione per cui nelle sfilate si vedono tutte modelle uguali: altissime, biondissime, magrissime. In un mondo che si sta avviando verso l’integrazione e la contaminazione l’essere tutti uguali può essere un messaggio pericoloso”

Lei prima ha detto che l’anoressia può venire da lontano, persino dalla pancia della mamma. A proposito di questo , lei che rapporto ha con la sua bimba?

“Bellissimo. Essere mamma ti dà un grande equilibrio. Il mio vero orgoglio è vedere crescere mia figlia , per me la cosa più preziosa che esista al mondo. Come dicevo prima , la bellezza per me non è mai stata una cosa ingombrante. Da sempre sono una donna che lavora ma che ha anche una famiglia e una figlia alla quale dedico la maggior parte delle mie attenzioni”

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Monica Bellucci e il cinema , che rapporto ha con i ruoli che interpreta?

“Credo un ottimo rapporto. Ogni film che mi faccio fare un passo in avanti, per crescere e per consolidare la mia carriera. E’ come andare in cavallo, c’è sempre qualcosa da imparare. Così come nella moda , anche al cinema ho fatto la mia bella gavetta. Ho seguito corsi di recitazione e di dizione anche se per me la scuola più importante è quella che si fa sul set, lavorando con tanti registi, tutti diversi tra loro”

C’è qualcosa di lei nel personaggio che interpreta nel film di Maria Sole Tognazzi L’uomo che ama?

“E’ un film di forte calibro dal punto di vista femminile. Viene rappresentato il dolore che non è solo delle donne ma anche e soprattutto degli uomini. Basti vedere la sofferenza del protagonista , Favino. Devo dire che nel personaggio che interpreto ho rintracciato molte delle mie fragilità , sarà perché Maria Sole , che è una mia amica, ha voluto inserire nella storia una piccola parte di me”

giovedì 20 agosto 2009

INTERVISTA A CLAUDIA PRIANO, SCRITTRICE . ULTIMAMENTE HA SCRITTO UN LIBRO SULLE VIOLENZE DOMESTICHE

Claudia Priano è una scrittrice

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“non esiste donna che non sia stata vittime di una violenza , magari piccola , da parte di un uomo”. Lei racconta la sua “Da ragazzina, mi si formò il seno all’improvviso. Una volta venni inseguita da un uomo , facevo le medie e stavo tornando da scuola , con la cartella sulle spalle. Aprì la portiera dell’auto e cercò di trascinarmi dentro. Mi misi a gridare e riuscii a divincolarmi , ma per parecchio tempo continuai ad avere paura. Temevo di incontrare di nuovo il mostro. A casa non dissi nulla. Paradossalmente, la vergogna era mia”.

Claudia ha scritto un romanzo Smettila di camminarmi addosso

Perché un libro sulla violenza domestica?

“In generale, la condizione femminile, soprattutto la mancanza di autonomia delle donne , è un tema che sento vicino, che mi fa soffrire. Come la maggior parte delle donne della sua generazione, nate e cresciute prima del Sessantotto , mia madre era casalinga , e credo abbia vissuto la dipendenza con disagio”

Se c’è un rapporto diretto tra la mancanza di autonomia economica e gli abusi, come mai oggi molte donne lavorano, ma le violenze non sono finite.

“E’ vero che le donne non fanno più soltanto le mogli e ble madri, è vero, anche, però, che il lavoro femminile spesso è pagato meno di quello maschile, che le possibilità di fare carriera sono inferiori e che, per raggiungere le stesse posizioni, una donna deve fare più fatica. In Italia, almeno. Se la società offrisse a tutti le stesse opportunità , se si uscisse dallo stereotipo del maschio che pensa alla famiglia , la situazione cambierebbe”

Prima lei ha citato il Sessantotto. Non sembra che il movimento di emancipazione sia servito a molto , almeno rispetto alle violenze in famiglia.

“Le lotte di quegli anni sono state un momento di rottura , un conflitto che era necessario. Oggi, invece, uomini e donne dovrebbero collaborare . L’esigenza di vivere in una società più paritaria è condivisa da molti uomini. Esistono associazioni , come Maschile plurale (http://www.maschileplurale.it/) che lottano per questo. Che si fanno domande “E’ giusto che ai maschi venga richiesto di dedicare così tempo al lavoro?Che , fin da piccoli, si venga spinti a essere competitivi?”. I ruoli rigidi e gli stereotipi intrappolano anche gli uomini”

Nella realtà , ha mai conosciuto un uomo violento?

“Il marito di un’amica. Non che lei sia mai finita all’ospedale per le botte , ma il punto è proprio per questo: non esiste solo quel genere di abuso. Ci sono anche i maltrattamenti psicologici, la svalutazione quotidiana dell’altra persona. Il brutto è che le stesse vittime di questo tipo di violenza , non la riconoscano come tale. Ci sono donne che arrivano a pensare “Io non sono niente, io non valgo niente”.

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Per questo genere di maltrattamenti i muscoli non servono. E’ propria certa che non esista anche un fenomeno opposto?

“Mogli aggressive ce ne sono. Non credo, però, che si possa parlare di un fenomeno sociale. E’ vera un’altra cosa , invece. Se un uomo cresce con i stereotipi in testa, evidentemente parte della responsabilità va anche alla madre. Ogni volta che mi capita di andare a prendere i miei nipotini all’asilo , mi rendo conto di come certe mamme trattano maschi e femmine in modo completamente diverso”

E se non fosse solo un problema di educazione? Di recente, la giornalista e psicologa Susan Pinker ha scritto un libro, Il paradosso dei sessi, del quale si è parlato molto. Sostiene che ormoni e geni spiegherebbero , almeno in parte, perché le donne fanno meno carriera degli uomini

“Il testosterone , nei maschi, stimolerebbe la forza e l’attrazione per il pericolo. Mentre nelle donne , l’ossitocina favorirebbe l’empatia, che a sua volta , ostacolerebbe la competitività necessaria a eccellere nel lavoro. Per me si tratta di tesi generiche e sessiste. Le differenze , ovvio, ci sono , ma non devono diventare un alibi per tenere le donne in posizione di subalternità”

Parliamo di violenze fuori di casa. Non crede che quando a violentare sono gli stranieri , le reazioni di scandalo rappresentino, in alcuni casi , solo un’altra faccia del machismo? Legate, più che alla tutela delle donne , alla difesa delle proprietà : giù le mani dalla nostra roba , dalle nostre femmine?

“Assolutamente d’accordo. E non credo neppure che gli stupri siano aumentati. Personalmente , non mi sento più minacciata che in passato e non ho paura a tornare a casa da sola alla sera. Se ne parla di più , soprattutto, per ragioni strumentali. Serve alla politica per distogliere l’attenzione da altri problemi. Sui maltrattamenti che avvengono in famiglia non c’è lo stesso livello di attenzione”

E di questa scarsa attenzione lei accusa anche la Chiesa che, in nome della tutela della famiglia a tutti i costi, derogherebbe su quella delle donne

“E’ vero che in Italia la famiglia è considerata un luogo sacro e che l’influenza della Chiesa è molto forte. La Chiesa decide e suggerisce , i politici applicano. Ma, come racconto nel mio libro, spesso a fare da complici del marito violento sono anche i parenti di lei , quelli che dicono “Resisti , in fondo lui ti ama , penso ai tuoi figli e poi dove vai?”. E’ più difficile che la moglie di un professionista di successo denunci i maltrattamenti. E la ragione è che ha un ruolo sociale da difendere , che riguarda non solo lei , ma anche il resto della famiglia, gli amici. Perché la vera , grande paura è il dopo. C’è l’idea che senza un uomo non si possa stare”

Nella premessa del suo libro , oltre a specificare che la storia è frutto della sua fantasia , lei dice che c’è un solo episodio reale . Quello della studentessa che durante un incontro , si alzò e le chiese “lei sa dirmi perché oggi le donne si sentano così sole?”

“Sì. E quella domanda mi ha fatto molto riflettere”

Posso sapere qual è la risposta?

“Si sentono sole perché lo sono. E il motivo è che le istituzioni che leggi non le tutelano abbastanza”

mercoledì 19 agosto 2009

INTERVISTA A MALALAI JOYA, LA DONNA PIù CORAGGIOSA DELL’AFGHANISTAN

La Bbc l’ha definita la donna più coraggiosa dell’Afghanistan. Per gli integralisti islamici è solo una dead woman walking , già scampata a 5 attentati. Malalai Joya , ex parlamentare e dissidente afghana, vive sotto scorta da sei ed è costretta a cambiare casa ogni notte. Espulsa dal Parlamento nel 2007 , continua a combattere fuori dai palazzi.

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Il 20 agosto ci sono le elezioni presidenziali : come andranno?

“Non ho molte speranze , perché il popolo afghano non avrà un vero ruolo. Segneranno solamente l’ascesa dell’ennesimo pupazzo appoggiato dalla Casa Bianca, e al mio paese non serve un altro burattino”

Lei chi appoggia?

“Io tifo per Ramazan Bushardost : democratico e indipendente . Perché le forze Nato se ne vadano”

Perché?

“Via i talebani, oggi il Paese è nelle mani dei Signori della guerra. “Stessi asini ma con la sella nuova”, per dirla con un vecchio proverbio. Oggi abbiamo due nemici: le forze di occupazione , che con le loro bombe fanno centinaia di vittime civili, e i talebani. Senza le forze Nato , avremmo un unico avversario contro cui combattere”

IN Italia se ne discute : magari dopo le elezioni..

“Se volete ritirarvi , dovreste farlo, ma io non ci credo. Non lo farete”

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Fra i 41 candidati ci sono anche due donne: vuol dire qualcosa?

“No, la condizione delle donne peggiora ogni giorno che passa. Si crede che l’oppressione femminile sia finita con la sconfitta dai talebani, ma non è così. La recente norma che praticamente legalizza lo stupro fra le mura domestiche è solo la punta di un gigantesco iceberg. L’intero sistema , soprattutto quello giudiziario, non funziona e gli uomini continuano a commettere crimini rimanendo impuniti”

A breve tornerà in Afghanistan , non ha paura?

“Non ho paura di morire. Meglio che tacere di fronte all’ingiustizia. Perché , come dico spesso, loro potranno anche strappare un fiore , ma non possono impedire l’arrivo della primavera”

martedì 18 agosto 2009

INTERVISTA A FREAK ANTONI DEGLI SKIANTOS

Roberto “Freak” Antoni è leader degli Skiantos. Gli Skiantos hanno pubblicato a febbraio il nuovo album Dio ci deve delle spiegazioni,da quando hanno iniziato hanno scritto canzoni di rock demenziale. Freak è , inoltre , autore di libri, fumetti, programmi radio e tv. Recita, scrive sui giornali.

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Trentadue anni da Skiantos non sono troppi?

“No. Forse perché non mi sento tanto diverso dagli inizi. Lo spirito è lo stesso , solo un po’ più consapevole”

Lo era poco all’epoca?

“Pochissimo. Ci siamo buttati sul palco senza pudori né timori. E senza nemmeno amor proprio. Non sapevamo che esporsi in quel modo poteva essere pericoloso”

In che senso?

“Agli ultimi piacevano, e piacciono, i cantautori impegnati , il rock romantico, il pop. Qualcuno poteva non apprezzare il nostro essere così controcorrente. Pazienza. L’abbiamo sempre detto “Siamo l’unico gruppo che è partito dalle cantine per arrivare dalle fogne”

Avete tirato verdura sul pubblico, l’avete insultato: quanto narcisismo c’era?

“Poco. Noi volevamo provocare , scuotere, fuggire dalla retorica dei cantautori e dalla seriosità socio-politica di quel periodo. A Bologna, grazie alla forza e alla freschezza creativa del Movimento Studentesco, si aveva la sensazione di poter fare qualsiasi cosa. E noi, con la nostra ironia, ci abbiamo provato”

Che cosa è rimasto di quella Bologna?

“Niente. E’ stato subito soffocata. Cossiga, da ministro degli Interni, ha mandato i carri armati contro quelli che facevano il gesto della P38 con le dita, quei pochi che avevano scelto la violenza. E che hanno travolto , mediaticamente, la maggioranza che la rifiutava. Per quasi tutti noi, quelli dal ‘75 all’80 non sono stati anni di piombo , ma di pongo”

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Mai avuto tentazioni non pacifiche?

“Si, un po’. Ma la clandestinità non fa per me. E odio troppo la violenza”

Come sarebbe stata la tua vita se fosse andato via da Bologna?

“Un po’ ho girato, ma mi sono trovato male ovunque. Ho la capacità di sentirmi fuori posto in ogni contesto”

Adesso come si sente?

“Cerco di stare il più possibile tranquillo. Fino ai prossimi errori ..Solo sbagliando riesco ad imparare qualcosa, forse”

Nel 2001 ha recitato in Paz!, il film di Renato De Maria – con Claudio Santamaria – sulla Bologna di quegli anni e sullo scomparso fumettista Andrea Pazienza , un suo amico: contento del risultato finale?

“Sì. Peccato che il tema droga sia stato edulcorato. L’Hashish che il personaggio di Andrea cerca ossessivamente nel film era, nella realtà, eroina. Andrea era un tossicomane. Ero suo amico, lo so. Anch’io lo sono stato”

Fino a quando?

“Poco fa. Mi sono fatto per trent’anni. Tendo a deprimermi e, quando mi succede, devo ricorrere a qualcosa per non suicidarmi. Fatico a vivere senza un senso, uno scopo, un’utopia..,Mi sembra tutto inutile”

Adesso uno scopo l’ha trovato?

“Non saprei. Di sicuro cerco di non complicarmi la vita. Vivere pensando all’eroina diventa così pesante, e costoso, che smettere è stata una liberazione. Tutto qui. Non bucandomi ho scelto il male minore. Sto un po’ meglio, ma la vita è sempre la stessa: dura, negativa, faticosa”

Quando ha chiuso con l’eroina?

“Mai. Con lei voglio continuare a sentirmi provvisorio. Se mi convinco di aver superato il problema di sempre, fingo di ignorare che la tentazione può donare nei momenti più impensati. Non esiste cura certa. Si può anche non guarire mai”

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Come gruppo dall’80 all’84 vi siete sciolti: perché?

“Non eravamo fatti per il vero successo e ci stavamo arrivando. Non volevamo finire in classifica con i cantautori che detestavamo”

Bilancio?

“Da quando abbiamo ripreso ci divertiamo, e questo conta. Certo, avrei potuto avere più palle, esorcizzare il drammatico dell’esistenza e traghettare con più grinta il gruppo degli anni’80. Ma ero veramente a terra”

Come siete cambiati in tutto questo tempo?

“Non siamo un gruppo di cialtroni incapaci di suonare , interessati solo ai testi e alla comunicazione. Non è più cos’ da tempo , e forse non è mai stato così”

Eppure eravate orgogliosi di non saper suonare

“Io forse . Ma i ragazzi erano preparati e, con il tempo, anch’io ho imparato”

Spesso è stato definito un intellettuale di sinistra : le fa piacere?

“Di sicuro detesto Berlusconi, e spero che la sinistra smetta di rincorrere la destra. Che sviluppi un antagonismo più radicale”

Nel 1991 ha scritto il best seller Non c’è gusto in Italia a essere intelligenti: è ancora così?

“Certo. Anzi , va sempre peggio. Nel 2005 , infatti, ho scritto Non c’è gusto in Italia a essere dementi ( ma noi continuiamo a provarci lo stesso)”

A che cosa ha rinunciato di recente?

“A Internet. In Rete si entra in contatto con tanta gente e se leggo sul mio conto una critica ben argomentata, perdo il sonno. Ci penso per giorni. Purtroppo sono permaloso e rancoroso. E non cambio idea quasi mai. Temo di essere abbastanza insopportabile”

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Che cosa he cercato di non diventare?

“Un impiegato. Mia madre , a mia insaputa, mi ha iscritto a concorsi di ogni tipo. Un paio di volte , per farla contenta, sono andato: uno, da assistente postino, l’ho anche vinto. Quando mamma ha saputo che non non avrei mai accettato quel lavoro, non mi ha parlato una settimana”

Ha una figlia di dieci anni : che padre è?

“Innamorato. Vedo Margherita solo il fine settimana, quando non sono via per lavoro. Con lei scherzo come faceva mio padre con me. E’ lui che mi ha insegnato l’ironia. Mia madre era severe a autoritaria, la depositaria delle regole”

Crede in Dio?

“Non ho ancora visto quella luce. Forse non ho pagato la bolletta. Cosa che mi è capitata spesso”

Oggi da chi è composto il vostro pubblico?

“Quelli di sempre , con l’aggiunta di9 figli e nipoti. Mi sembrano intelligenti, stanno al gioco”

Il gioco degli Skiantos quanto ancor andrà avanti?

“Non sappiamo fare altro. E poi il meglio deve ancora venire , forse”

Non teme il ridicolo?

“Quello fa parte degli Skiantos. Mi spaventa di più la retorica”

E quel bimestrale a fumetti, Freak, che la vede come protagonista , esce ancora?

“Sì', alla fine delle storie c’è sempre qualcuno del mondo dello spettacolo che finisce ammazzato: nell’ultimo toccato è Pippo Baudo, nei precedenti a Vasco Rossi, Antonello Venditti, Ron, Baldini e Fiorello, Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio..In una storia finiva male anche Chuck Norris e Giuliano Ferrara, una coppia gay legata da un amore profondo”

E’ stato querelato per un articolo sui un mensile di musica : con chi ce l’aveva?

“Avevo detto che i Nomadi di oggi sono la miglior cover band dei Nomadi di una volta. Beppe Carletti, l’ultimo rimasto della formazione originale, si è offeso e mi ha portato in tribunale. Il giudice però non ha ravvisato i termini per andare avanti. Ho scoperto che si procede solo se paragoni un artista a un cane, o a un altro animale”

Mai paragonato?

“E’ probabile. Ma ho rimosso”

Il complimento più bello?

“Robespierre del rock italiano”

Un desiderio da esaudire all’istante?

“Essere felice. Qualche volta lo sono stato, ma è durato poco”

L’epitaffio sulla tomba?

“Nato, morto e basta. Almeno lì vorrei essere sintetico: non lo sono mai”

Gli amici che idea hanno di lei?

“Spero che mi considerino un uomo libertario, aperto e progressista. Questa sono sempre state le mie intenzioni. Oddio, è anche vero che sono appena stato per una prima volta in una riunione di condominio..”

E che cosa c’entra?

“Mi sono incazzato davvero di brutto con uno che aveva parcheggiato male in cortile. Poi mi sono reso conto della stronzata che avevo fatto , e me ne sono andato”

lunedì 17 agosto 2009

INTERVISTA A DIEGO BUNUEL , DOCUMENTARISTA DI GUERRA

Diego Bunuel nato nel 1975 , nipote del regista Luis. La mamma , regista anche lei, ha diretto la fiction Dalida con Sabrina Ferilli.

Nonostante il fisico e la faccia da attore, Diego ha deciso di fare il giornalista di guerra. Prima per la carta stampata e poi per la Tv. Lui adesso si è inventato un genere : documentari su luoghi pericolosi , ma non raccontando le solite cose.

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Perché si è commosso?

“Non vedevo un pezzo del mio lavoro da tanto tempo. Noi giornalisti andiamo in giro, conosciamo la gente, rubiamo un po’ della loro storia e poi andiamo via verso altre persone, altre storie. Continuano anche i drammi qualcuno muore e , a ripensarci, sai che hai fotografato un momento irrepetibile. Non puoi non sentirti coinvolto”

Si dice che il giornalismo sia morto . Lei dimostra che è più vivo che mai

“Se il giornalismo muore è colpa della pigrizia mentale dei giornalisti , del predominio dei luoghi comuni. Il titolo scherzoso della serie è Non dire a mia madre che..( su NatGeo Adventure su Sky) perché , ogni volta che dicevo vado in Pakistan o in Afghanistan o in qualunque posto caldo del mondo , mamma andava fuori di testa. Questo succede perché i media tradizionali stressano la realtà , enfatizzano gli orrori, usano tutto il sangue che c’è per vendere meglio la merce”

Ma non è che le guerre non esistano

“Certo. Ma i contesti sono più complessi e sfaccettati. A me non interessa far vedere l’ennesimo bombardamento o l’azione di un guerrigliero. Per quelli , ci sono la Cnn e altre centinaia di Telegiornali. A me non interessa quello che è rimasto fuori dal racconto altrui. Io voglio capire come vivono le ragazze della nazionale di nuoto di un Paese islamico o seguire l’attività di una biblioteca circolante in mezzo alle montagne più sperdute della Colombia”

Come scova storie così originali?

“Faccio lunghe ricerche , soprattutto su Internet. Senza internet, non saprei da dove iniziare. Poi, vado sul posto e filmo quello che vedo. A volte, salta fuori qualche storia imprevista, o altre si rivelano meno interessanti di quello che credevo ma , in gran parte, tutto si basa sulla documentazione fatta prima”

Sul posto poi contatta la Ong? Si fa aiutare da loro?

“Per carità. Io , appena sento nominare una Ong, scappo. Non mi fido. Se un giornalista si accoda a una Ong, avrà la pappa pronta ma solo la versione ufficiale. E ,m nella mia esperienza, la maggior parte delle Ong sono composte da gente che vuole vita comoda , pubblicità sui media e potere”

Che direbbe suo nonno Luis , se vedesse i suoi documentari?

“Gli piacerebbe , credo. Lui ha inventato lo humour surrealista , il mio è humour surrealista”

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Dove andrà prossimamente?

“Le zone di guerra le ho coperte quasi tutte con questa serie , adesso ne sto preparando una nuova dedicata ai conflitti sociali delle grandi metropoli. Si chiama Chaosville , e andremo a Johannesburg , Lagos, Saigon, Manila e Beirut. La stragrande maggioranza dell’umanità ormai vive nella metropoli e in futuro la percentuale sarà sempre più alta. Sono queste le nuove “war zones”.

Niente più titolo dedicato alla mamma?

“Comincio ad essere più grandicello per continuare a nominare la mamma. E’ tempo di crescere”

Lei è anche sposato . Che cosa pensa sua moglie del suo lavoro?

“Il dibattito è aperto , più aperto che mai. Ad agosto nascerà il nostro primo bambino e credo che starò fermo . Almeno per un po’”

venerdì 14 agosto 2009

giovedì 13 agosto 2009

INTERVISTA CON LARA CARDELLA, VENT’ANNI DOPO “VOLEVO I PANTALONI”

“Sono passati vent’anni ma in Sicilia c’è la stessa mentalità maschile. Le ragazze non sanno cosa sia la libertà”.

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Lara Cardella ora ha 39 anni. Vent’anni fa scandalizzò l’Italia con il libro Volevo i pantaloni.

“Mi accusavano danneggiare l’immagine della Sicilia , ma io dicevo la verità. Non ho mai chiesto scusa ai paesani. Loro non mi hanno perdonato”.

Volevo i pantaloni raccontava la storia dell’adolescente Annette che si scontrava con i genitori di una Sicilia, in cui la libertà per una ragazza era sposarsi e avere dei figli. Il suo libro ha venduto più di 1 milione di copie, tra Italia e d Estero, e ha ispirato un film.

“Ora lo ripubblichiamo con l’aggiunta di un intervista che mi ha fatto mio figlio” che dopo aver scritto 6 romanzi , lavora come insegnante in prova di Agrigento.

Che senso ha ripubblicare il libro, oggi che tutto è cambiato?

“Nel resto d’Italia , forse . In Sicilia l’unica donna libera sono io: dopo tutto il casino che ho fatto, posso andarmene in giro nuda senza che nessuno dica niente. Per le altre è tutto come prima”

A giudicare dalle minigonne che si vedono in giro, non si direbbe.

“Ma chi le indossa è oggetto di apprezzamenti volgari. E se poi fuma , va al bar ed esce con i ragazzi, è la fine. L’unica differenza rispetto agli anni’80 è che oggi i moralisti sono giovani. Si illudono di fare i moderni , ubriacandosi e fumando canne , ma sono indietro di secoli. Al liceo sento ragazze che giustificano le violenze con l’abbigliamento. “L’hanno stuprata? Se l’è cercata , perché in Sicilia queste cose non succedono?”

Già , perché?

“Lo stupro è in famiglia. Chi lo denuncia? Una mia allieva ha detto ai carabinieri che cosa le faceva il padre. E’ stata allontanata da casa e ripudiata dagli amici. Vive in una comunità , in paese ne parlano come di una mezza prostituta”

Un caso isolato?

“Magari. Nei paesi è così. Le ragazze che riescono ad andare a studiare a Palermo vivono, respirano. Ma con la paura che chi le conosce venga a saperlo”

E se succede?

“Meglio non tornare”

Lei , però , a Licata è tornata?

“Io non sono mai andata via”

Dopo il successo del libro non si era trasferita a Roma?

“Mi sono sposata e sono andata a Gela , perché il mio ex marito vive lì. Poi, dopo la nascita di Junior, ci siamo separati e sono andata a Roma”

Come è stata accolta al ritorno in Sicilia?

“Sono sempre stata la diversa , adesso qualsiasi cosa dica non conta più perché, avendo vissuto lontano, non sono come loro”

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Per esempio?

“Quando spiego in classe che l’omosessualità è una condizione normale , i miei studenti dicono “Ma lei è stata a Roma , a Roma è diverso, ci sono tanti gay”

Qui no?

“Vivono nascosti. Se un ragazzo camminasse mano nella mano con un altro, Dio solo sa che cosa succederebbe”

“Sento ragazzi di 15-16 anni che dicono: il fidanzato non si tradisce, la fidanzata nemmeno. Se dico che ho avuto più di 100 uomini, mi prendono per matta”

Quanti scusi?

“Ad un certo punto ho smesso di contarli. Davo pagelle e voti alle prestazioni. Una settimana mi sono capitati sette , non sapevo come inserirli nella graduatoria”

Uomini a parte , com’è andata dopo il successo?

“C’è stata una prima fase bellissima : le recensioni , le interviste in tv, io che telefono a Moravia, lui che risponde..”

Che cosa le ha detto?

“Pronto”

E dopo?

“Mi ha rilasciato una delle sue ultime interviste. Per me , che la sera andavo a dormire sognando di incontrare lui o Mickey Rourke , quello è stato il massimo. Ma non erano tutte e rose e fiori , stavo male per la fine del mio matrimonio”

Non era stata lei a lasciare suo marito?

“Sì., perché mi ero resa conto che c’era un amore più grande: Junior. Ma gli volevo ancora bene”

Anche se la chiudeva a chiave in casa?

“Era un rapporto di simbiosi assoluta, eravamo entrambi gelosi. IO gli impedivo di guardare le altre anche in Tv”

E’ vero che l’ha violentata?

“Mi considerava una cosa sua , veniva a Roma per vedere Junior e, in una di queste occasioni, è successo. In quel periodo ho sofferto da morire. Se sono ancora viva , lo devo a Loredana Bertè”

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La Bertè?

“Ci sentivamo spesso. Mi capiva: era uscita dalla storia con Borg. Un giorno andai alla reception del residence di non passarmi telefonate , lei li convinse a buttar giù la porta. Ero in coma: avevo cercato di uccidermi con dei farmaci”

Come uscì da quel periodo nero?

“Lottando per la custodia di Junior”

Intanto era famosa e , per le riviste, intervistava i famosi

“Ero piena di preconcetti. Avevo paura di passare per una provincialotta, così facevo la snob e mi permettevo di chiamare Carmen Llera “sedicente scrittrice”. Solo perché, giovane e bella, si era messa con Moravia”

Lei come l’ha presa?

“Poi le ho chiesto scusa. Ma a 19 anni credi di sapere che cosa è giusto o sbagliato. Facevo il censore. Ho stroncato Deborah Caprioglio solo perché aveva recitato in un film di Tinto Brass”

Si era montata la testa?

“No, ero così. Certi preconcetti esistono ancora. Tutti ad attaccare Belen Rodriguez perché è bella : che male c’è?”

Perché non ha scritto più libri?

“Mi hanno epurata dopo la mia partecipazione al Processo di Biscardi nel 1997”

Come arrivò in quella trasmissione?

“Avevo fatto a Pagliuca un ‘intervista sul sesso che fece molto scalpore. Biscardi l’aveva notata. E mi aveva chiesto di commentare la moviola con lui”

E poi che cosa accade?

“Durante la trasmissione dicevo tutto quello che mi passava per la testa. A molti non ero simpatica”

Un po’ poco per essere epurata?

“ Un giorno venne Moggi. La Juve aveva giocato contro l’Udinese , e ai friulani era stato annullato un goal. Moggi, prima di entrare in studio, disse “Dovete dire che il gol non c’era”. Gli risposi che non era vero. Ma era l’epoca del sistema Moggi , tutti dovevano dargli ragione. In diretta, però, io feci una battuta “Ovviamente il gol non c’era, sono juventina”. Morale : alla prima occasione venni cacciata dal programma , con la scusa che avevo detto una parolaccia”

E poi?

“Ho fatto causa. Ho subito pr5essioni per ritirare la denuncia, mi dicevano che mi avrebbero fatto tornare in Tv. Il contenzioso dura da dieci anni”

Ma questo cosa c’entra con i libri?

“Da allora, c’è sempre stato questo tipo di aria attorno ame, le cose che ti vengono dette a mezza voce. Proponevo un libro e mi chiedevano di scrivere d’altro”

Forse perché non era un granché?

“Ero una scrittrice da 30 mila copie a romanzo. Adesso insegno”

Non si è risposata?

“Per carità. A me piacciono solo gli uomini delle altre”

Prego?

“Sposati, fidanzati, non importa. L’importante è che abbiamo già una compagna, e che non decidano di lasciarla per me. Se solo ci provano, li mollo”

mercoledì 12 agosto 2009

INTERVISTA A STEFANO BRUCCOLERI, UN SENZA DIMORA CHE HA DECISO DI VIAGGIARE IN ITALIA CON UNA BICICLETTA

Stefano Bruccoleri è il primo senza tetto tecnologico. Gira l’Italia in bici e scrive un blog, che è diventato anche un libro.

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In Italia sei stato il primo senza tetto ad aprire un blog per raccontare la tua storia. Come sei arrivato dalla strada alla tecnologia

“Il passo è stato molto semplice. Anzi direi che è stata un’esigenza che da sempre avevo dentro e che la strada ha solo amplificato.. All’inizio , dopo aver perso tutto, ho pensato che un blog e la rete fossero gli unici mezzi per tenermi ancorato ai miei affetti”

E poi ha deciso di dare un’altra svolta alla tua vita. Dopo un anno nel centro di accoglienza di Alessandria , compri una bici e inizi a pedalare per l’Italia..

“Ero finito in uno stagno. Di Alessandria conoscevo ogni piccolo dettaglio. Passavo le mie giornate tra il dormitorio e l’assistenza. E ho pensato che quella condizione fosse peggio che stare per strada. Non vedevo un futuro. Così ho iniziato a viaggiare a caccia di esperienze. Era il 2005”

E come sei finito per strada?

“Uno sfratto esecutivo: mi hanno cacciato in tre giorni. Ho perso tutto. Basta lavoro, avevo un piccolo laboratorio artistico, basta casa e fine della mia vita di “senza fissa dimora in affitto”. Così sono diventato un clochard”

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Senza fissa dimora in affitto, che significa?

“E’ la condizione di molti italiani. Vivono nella povertà e passano la vita ad indebitarsi , pagare mutui, affitti. In questo modo fingono una normalità che hanno perso da tempo”

Tu arrivi da questo mondo..

“Sì. Appartengo a una famiglia poverissima. Vivevamo in una soffitta. La strada è sempre stata il mio habitat naturale. Sono cresciuto lì, e lì sono ritornato”

Difficile all’inizio?

“Appena ho perso tutto mi è sembrato di impazzire. In più, proprio in quel periodo ho scoperto di essere sieropositivo : era la fine. Poi, dopo mesi di disperazione , ho deciso di dare un senso alla mia viota e stare per strada”

E la bici?

“Una passione che mi porto dietro dall’infanzia. Da piccolo guardavo con invidia chi ne possedeva una. E pensavo fosse un mezzo di libertà. Così da adolescente ho iniziato a rubarne qualcuna. Quindi nulla di nuovo. E’ stata solo un’evoluzione del mio sentire e della mia passione.”

In quattro anni hai macinato oltre 25 mila chilometri…

“Mi muovevo tra una città e l’altra. Stavo per un po’ di tempo fermo: negli anni mi sono attrezzato. Tenda, fornelli e arnesi da campeggio. La mia casa erano i parchi”

E la malattia non ti ha mai dato problemi?

“Direi di no. Anzi, da quando ho smesso di prendere i medicinali per curare la mia sieropositività ho iniziato a stare meglio. La malattia è regredita. E in più sono completamente guarito dall’epatite C, cosa quasi impossibile. Forse un miracolo della bicicletta”

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Quanto il tuo blog (www.senzafissadimoradisuccesso.it) è stato utile nel tuo cammino?

“Prima è stato utile a me. Il posto in cui scrivevo tutti i miei segreti. Non avevo soldi per una terapia , così ho scritto. Poi mi sono chiesto “Com’è il mio paese?”. E allora ho iniziato a descrivere la vita dall’esterno in un mondo che tutti credono normale”

Adesso da qualche mese sei ritornato a essere sedentario..

“Mi sono fermato un po’ sui colli fiorentini. Ho trovato il posto che faceva per me e mi poteva permettere di scrivere il mio libro ( Via della Casa comunale n°1) , che è la traduzione su carta del mio blog. In questi anni ho trovato ospitalità nei tanti ecovillaggi sparsi per l’Italia. Così ho conosciuto il concetto di decrescita felice: una vita più semplice e rispettosa dell’ambiente. Prima ti senti tagliato fuori, poi ti attrezzi e capisci che è meglio. Se prima mi sentivo inadeguato, adesso non voglio più rientrare nella società produttiva. E’ folle. Questo mondo ti deruba del presente. L’ultima volta che sono entrato in un supermercato non ho creduto ai miei occhi: sette metri di insalate in busta. Con prezzi assurdi. L’insalata si raccoglie nell’orto. Da qui si capisce l’assurdità della nostra condizione”

Perché ti sei fermato?

“Non credo di essermi fermato. Avere una dimora stabile è strano per uno che ha vissuto quattro anni come un nomade. Ma per adesso è ciò che voglio: una casa , il luogo degli affetti condivisi

E infatti stai in una comunità

“Dico sempre che sono sposato con altre sette persone. Io ho pochi soldi , solo 250 euro di pensione perché sono siero positivo. Pago 135 euro d’affitto. Per il resto cerco di aiutare casa : sono il tutto fare . Aggiusto , preparo il pranzo, faccio le pulizie.

E rispetto a Internet che dici?

“La rete favorisce i poveri. Tutti si possono informare, andare dove voglio e scegliere cosa leggere o guardare. Anche il digitale aiuta chi viene dal basso a esprimersi. I costi sono bassi. Non c’è pellicola. Quindi in un mondo più ecocompatibile la rete non potrà certo mancare

martedì 11 agosto 2009

INTERVISTA A FRANCESCA INAUDI, ATTRICE IPERATTIVA

Francesca Inaudi è un attrice , ha lavorato con Marrtone, Pasetto, Sollima, farà la seconda serie di Tutti pazzi per amore. Mentre era alle prese con il film Questioni di cuore la regista l’ha sgridata “Era esasperata , mi ha detto che non era possibile che avessi quattro set che s’incrociavano. Le ho risposto : Francesca, io devo mangiare, se non lavoro non mangio.. Anche perché era mettendo insieme quei quattro ruoli diversi che potevo stare un po’ tranquilla. In Questione di cuore ho una bella parte , non sterminata , però”.

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Visto il suo iperattivismo su tutti i fronti , vorremmo chiederle aggiornamenti. Ce l’ha ancora il pitone albino di nome Sapta?

“Certo! Anzi , s’è aggiunta una camaleontina bellissima. Ho tre acni , un serpente, un camaleonte e un marito”

Il marito lo mette per ultimo?

“No, lui per primo.”

La camaleontina, Daphne, di che colore è sembra turchese.

“Può essere tutti colori ovviamente. Una volta non la trovavamo , nella teca: era sul fondo, coperta di carta da giornale. Era diventata bianca e nera”

Come va la convivenza?

“Dopo 8 anni con Andrea( il marito Andrea Gattinoni, attore , ndb)?”

Pensavo a tutti gli animali

“Beh, con il pitone c’è stato un problemino..mi ha dato un bacetto”

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Aiuto, che genere di bacetto?

“Ho sbagliato io: ho pensato di svegliarlo , un po’ di fretta , per metterlo nel trasportino. L’ho tirato fuori, lui mezzo addormentato ha sentito il mio fiato caldo , ha aperto la bocca e l’ha richiusa : sulla mia faccia. Naso e bocca , e non mollava la presa. Per fortuna è intervenuto Andrea”

Non ha segni sul viso?

“Non più, ma all’inizio avevo un livido sul labbro e tutto un giro di buchi sul naso : buchini, sa, i dentini del pitone sono piccoli come quelli dei pesci”

E lo racconta così?

“In effetti da allora non riesco più a guardarlo mentre mangia. Ma non sono pentita di averlo preso”

Scusi, ma qual è il pregio di un pitone?

“E’ una specie di termometro delle emozioni altrui , è un amplificatore: se sei agitato si agita , s’irrigidisce , soffia. Pensi che in alcuni paesi lo usano per la terapia con i bambini autistici”

Tutti questi animali come convivono?

“”Dipende: Neon, che è da caccia , avverte la pericolosità di Sapta , si mette davanti alla teca e , se potesse, lo sbranerebbe. Gli altri lo ignorano. In generale, stanno separati, un locale per gruppo: il pitone nello studio, il camaleonte in camera da letto, i cani in salotto”

E l’animale bipede, Andrea?

“E’ d’accordo , naturalmente, anzi ci siamo contesi il possesso dell’uno e dell’altro. Il prossimo spetta a lui”

Il prossimo?

“Lo zoo spero di allargarlo con un bipede piccolo, un cucciolo d’uomo. Gli altri si adatteranno : e anche lui , o lei. I bambini se la devono cavare da soli, è giusto che facciano le loro esperienze”

Non è apprensiva, evidentemente

“No, sono cresciuta in totale libertà, con genitori molto giovani , pochi soldi e in campagna. Mia madre era fin troppo poco apprensiva , sono piena di cicatrici : 24 punti a 8 anni su una gamba , un tentativo di morire fulminata a 6 tagliando con le cesoie i fili dell’impianto elettrico..Mi sono fermata a 23 anni , a far pasticci di distrazione”

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Parliamo di Andrea , il suo compagno: se lo chiama marito ci sono state novità

“Da fidanzato è diventato marito il 26 luglio di un anno fa . Di fatto non ci frega niente”

Beh , non è carino dirlo

“Nel senso che ci siamo sposati perché il nostro legame è così forte che gli altri non possono capire se non con chiavi semplificative , tipo appunto siamo sposati. E per la verità anche pensando che, se mai succedesse qualcosa all’uno o all’altra, solo il matrimonio in Italia ti dà dei diritti”

Qualcosa del tipo?

“”Finisci in ospedale , o in galera..Ti ammali e chi decide per me? Mio padre e mia madre? Paese strano, l’Italia”

Con queste promesse , sarà stato un matrimonio insolito

“Io. lui e i due testimoni: la legge li impone, peccato. Siamo andati a Formello , in comune: ero in rosso corto , il rosso porta fortuna e fertilità. Poi a cose fatte siamo andati a dirlo ai genitori , lì abbiamo un po’ ubriacati con lo champagne ed è andata”

Sa che non saranno stati contenti?

“Sì. ma hanno capito le nostre ragioni : perché ridurre una promessa d’amore alla corvée dei parenti, dei soldi spesi dei vestiti? Un delirio che avrebbe fatto dimenticare perché sei lì. Invece è stato bellissimo: io piangevo. lui tutto sudato , eravamo così emozionati. Usciti dalla crisi del settimo anno , siamo atterrati al volo sul nostro matrimonio”

Perché non in chiesa?

“Sono cresciuta cattolica e oggi non sono atea – esiste qualcosa che governa il mondo, un’energia, non può non esserci una parte di divino nel mondo - , ma mi sento più panteista che altro. Preferisco i miei rodimenti di coscienza a una religione che ti dice da un lato che i preservativi in Africa non si devono usare , e che è subito pronta ad assolverti , senza condizioni, dall’altro. Io non credo nelle assunzioni facili: se annulli le sofferenze non cresci. Sono complessa, non amo le semplificazioni , anche se semplificare è la tendenza: la realtà non è fatta di definizioni comprensibili a tutti. Questa società brucia tutti i passaggi , anche dolorosi e fondamentali , tende a portarti dritto alla morte senza averci mai pensato davvero sopra. Invece l’idea della morte ci vuole, per vivere”

Lei come la coltiva?

“Io vivo la mia complessità come un dono. E’ mai stata al cimitero cosiddetto degli Inglesi , vicino alla Piramide? E’ un posto meraviglioso, pieno di vera pace. C’è uno che sulla lapide ha fatto scrivere “Novità? Sublime”

lunedì 10 agosto 2009

INTERVISTA A MAUD FONTENOY , NAVIGATRICE PIù FAMOSA DEL MONDO

Maud Fontenoy ha portato suo figlio di sette mesi in barca con lei. Lei è la prima donna nel 2003 ad attraversare l’Atlantico Nord a remi , in 117 giorni , da sola e senza assistenza. Nel 2005 aveva ripetuto l’incredibile performance nel Pacifico, fra il Perù e Tahiti. Un anno dopo prima di lanciarsi in una altra impresa , scoprì una brutta sorpresa.

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Attraverso un pap test , eseguito pochi giorni prima della partenza , scoprì di avere un cancro al collo dell’utero

“Tutto era pronto per la regata , decine di persone avevano lavorato con me per prepararla , i miei sponsor avevano investito somme ingenti. Rimandare voleva dire rinunciare. Ho deciso di operarmi due giorni prima di partire , senza dire niente a nessuno”

Vuol dire che è partita da sola , con una ferita aperta e la prospettiva di passare mesi e mesi in un mare terribile?

“Non mi guardi come fossi un’extraterrestre. Ce l’ho fatta , sono viva e ho tanti progetti per il futuro. Noi occidentali siamo tutti viziati , il più piccolo graffio ci preoccupa. Pensi ai bambini che vivono nella bidonville del Terzo mondo. Quante ferite – e non solo quelle della carne – devono curare da soli? All’inizio della traversata sanguinavo molto, ero debolissima , poi sono guarita: affrontare le onde mi ha aiutata a lottare contro la malattia. Le difficoltà sono state enormi , ha persino disalberato e , dopo giorni di fatiche disumane, sono riuscita a rimettere in piedi l’albero per ripartire”

Perché si impone queste sfide?

“Per due buoni cause: la salvaguardia degli oceani e la protezione dei bambini in difficoltà. E la assicuro che la mia passione è talmente grande da permettermi di fare qualsiasi cosa. Questo mi autorizza a comportarmi da irresponsabile , mi faccio le cose molto seriamente, cerco di calcolare al massimo i rischi. Ero sicura di potercela fare quando ho attraversato la traversata dopo l’operazione . E questa volta , per portare mio figlio in barca , mi sono munita di una specie di ospedale in bordo , con cibo e acqua sufficienti per resistere molto più tempo di quanto ne avessi previsto. Certo, in mare c’è sempre l’imponderabile: una volta un’onda violenta mi ha spaccato il polso , ho avuto un alluce fracassato , il dito di una mano fratturato in più punti. Ci vuole molta attenzione , molta forza . In compenso , vedi rare bellezze: ho ricordo fantastici delle mie traversate”

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In che modo aiuta il mare e i bambini?

“Quando sono tornata dalla traversata , ho messo su una fondazione (http://www.maudfontenoyfondation.com/) , per la salvaguardia degli oceani , che promuove missioni pedagogiche nelle scuole francesi, per far conoscere ai bambini i pericoli che incombono sul 70% delle superficie del pianeta. Sono poi molte le iniziative della Fondazione per i bambini in difficoltà : l’ultima offre corsi di vela ai piccoli pazienti che stanno lottando contro il cancro. Ho sperimentato in prima persona il potere terapeutico del mare: so quanto può essere utile a chi deve rafforzare le proprie difese e vuole guardare al futuro con ottimismo”

Sarkozy l’ha corteggiata a lungo , le voleva dare un posto di sottosegretario all’Ambiente. Perché ha rifiutato?

“Non escludo di entrare in politica un giorno, e stimo molto il nostro Presidente , ma avevo altri progetti da portare avanti. Inoltre ho avuto un figlio , quando finalmente non ci speravo più. Pensavo che il cancro all’utero mi avesse reso sterile , e invece è nato Mahè. Per questo l’ho voluto portare un mese in mare : la barca, che mi ha visto soffrire , ha testimoniato anche la mia resurrezione , e la gioia di essere madre”

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Che ricordi ha della sua infanzia?

“Mio padre aveva costruito una goletta dove ho vissuto da zero a quindici anni. Eravamo molto poveri , ma pescavamo tutti i giorni, non avevamo bollette da pagare, l’energia ce la dava il vento, gettavamo l’ancora nelle baie più belle del mondo, spesso nelle Antille”

Però eravate tagliati fuori dal mondo

“Avevamo amici in ogni porto , c’erano molte famiglie come noi che vivevano in mare. Con i miei due fratelli abbiamo fatto scuole per corrispondenza , ho visto i banchi di scuola solo l’anno della maturità , che ho superato brillantemente , prima di iscrivermi alla Facoltà di Legge”

Lei ha una linea perfetta , nessuna ruga, niente calli sulle mani. Come si fa , con la sua vita , a essere così femminili?

“Durante le traversate mio depilo le gambe e metto la crema solare. Che c’è di strano? Le donne sono capaci di tutto, anche di rimanere femminili in mezzo al mare in tempesta”

sabato 8 agosto 2009