giovedì 13 agosto 2009

INTERVISTA CON LARA CARDELLA, VENT’ANNI DOPO “VOLEVO I PANTALONI”

“Sono passati vent’anni ma in Sicilia c’è la stessa mentalità maschile. Le ragazze non sanno cosa sia la libertà”.

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Lara Cardella ora ha 39 anni. Vent’anni fa scandalizzò l’Italia con il libro Volevo i pantaloni.

“Mi accusavano danneggiare l’immagine della Sicilia , ma io dicevo la verità. Non ho mai chiesto scusa ai paesani. Loro non mi hanno perdonato”.

Volevo i pantaloni raccontava la storia dell’adolescente Annette che si scontrava con i genitori di una Sicilia, in cui la libertà per una ragazza era sposarsi e avere dei figli. Il suo libro ha venduto più di 1 milione di copie, tra Italia e d Estero, e ha ispirato un film.

“Ora lo ripubblichiamo con l’aggiunta di un intervista che mi ha fatto mio figlio” che dopo aver scritto 6 romanzi , lavora come insegnante in prova di Agrigento.

Che senso ha ripubblicare il libro, oggi che tutto è cambiato?

“Nel resto d’Italia , forse . In Sicilia l’unica donna libera sono io: dopo tutto il casino che ho fatto, posso andarmene in giro nuda senza che nessuno dica niente. Per le altre è tutto come prima”

A giudicare dalle minigonne che si vedono in giro, non si direbbe.

“Ma chi le indossa è oggetto di apprezzamenti volgari. E se poi fuma , va al bar ed esce con i ragazzi, è la fine. L’unica differenza rispetto agli anni’80 è che oggi i moralisti sono giovani. Si illudono di fare i moderni , ubriacandosi e fumando canne , ma sono indietro di secoli. Al liceo sento ragazze che giustificano le violenze con l’abbigliamento. “L’hanno stuprata? Se l’è cercata , perché in Sicilia queste cose non succedono?”

Già , perché?

“Lo stupro è in famiglia. Chi lo denuncia? Una mia allieva ha detto ai carabinieri che cosa le faceva il padre. E’ stata allontanata da casa e ripudiata dagli amici. Vive in una comunità , in paese ne parlano come di una mezza prostituta”

Un caso isolato?

“Magari. Nei paesi è così. Le ragazze che riescono ad andare a studiare a Palermo vivono, respirano. Ma con la paura che chi le conosce venga a saperlo”

E se succede?

“Meglio non tornare”

Lei , però , a Licata è tornata?

“Io non sono mai andata via”

Dopo il successo del libro non si era trasferita a Roma?

“Mi sono sposata e sono andata a Gela , perché il mio ex marito vive lì. Poi, dopo la nascita di Junior, ci siamo separati e sono andata a Roma”

Come è stata accolta al ritorno in Sicilia?

“Sono sempre stata la diversa , adesso qualsiasi cosa dica non conta più perché, avendo vissuto lontano, non sono come loro”

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Per esempio?

“Quando spiego in classe che l’omosessualità è una condizione normale , i miei studenti dicono “Ma lei è stata a Roma , a Roma è diverso, ci sono tanti gay”

Qui no?

“Vivono nascosti. Se un ragazzo camminasse mano nella mano con un altro, Dio solo sa che cosa succederebbe”

“Sento ragazzi di 15-16 anni che dicono: il fidanzato non si tradisce, la fidanzata nemmeno. Se dico che ho avuto più di 100 uomini, mi prendono per matta”

Quanti scusi?

“Ad un certo punto ho smesso di contarli. Davo pagelle e voti alle prestazioni. Una settimana mi sono capitati sette , non sapevo come inserirli nella graduatoria”

Uomini a parte , com’è andata dopo il successo?

“C’è stata una prima fase bellissima : le recensioni , le interviste in tv, io che telefono a Moravia, lui che risponde..”

Che cosa le ha detto?

“Pronto”

E dopo?

“Mi ha rilasciato una delle sue ultime interviste. Per me , che la sera andavo a dormire sognando di incontrare lui o Mickey Rourke , quello è stato il massimo. Ma non erano tutte e rose e fiori , stavo male per la fine del mio matrimonio”

Non era stata lei a lasciare suo marito?

“Sì., perché mi ero resa conto che c’era un amore più grande: Junior. Ma gli volevo ancora bene”

Anche se la chiudeva a chiave in casa?

“Era un rapporto di simbiosi assoluta, eravamo entrambi gelosi. IO gli impedivo di guardare le altre anche in Tv”

E’ vero che l’ha violentata?

“Mi considerava una cosa sua , veniva a Roma per vedere Junior e, in una di queste occasioni, è successo. In quel periodo ho sofferto da morire. Se sono ancora viva , lo devo a Loredana Bertè”

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La Bertè?

“Ci sentivamo spesso. Mi capiva: era uscita dalla storia con Borg. Un giorno andai alla reception del residence di non passarmi telefonate , lei li convinse a buttar giù la porta. Ero in coma: avevo cercato di uccidermi con dei farmaci”

Come uscì da quel periodo nero?

“Lottando per la custodia di Junior”

Intanto era famosa e , per le riviste, intervistava i famosi

“Ero piena di preconcetti. Avevo paura di passare per una provincialotta, così facevo la snob e mi permettevo di chiamare Carmen Llera “sedicente scrittrice”. Solo perché, giovane e bella, si era messa con Moravia”

Lei come l’ha presa?

“Poi le ho chiesto scusa. Ma a 19 anni credi di sapere che cosa è giusto o sbagliato. Facevo il censore. Ho stroncato Deborah Caprioglio solo perché aveva recitato in un film di Tinto Brass”

Si era montata la testa?

“No, ero così. Certi preconcetti esistono ancora. Tutti ad attaccare Belen Rodriguez perché è bella : che male c’è?”

Perché non ha scritto più libri?

“Mi hanno epurata dopo la mia partecipazione al Processo di Biscardi nel 1997”

Come arrivò in quella trasmissione?

“Avevo fatto a Pagliuca un ‘intervista sul sesso che fece molto scalpore. Biscardi l’aveva notata. E mi aveva chiesto di commentare la moviola con lui”

E poi che cosa accade?

“Durante la trasmissione dicevo tutto quello che mi passava per la testa. A molti non ero simpatica”

Un po’ poco per essere epurata?

“ Un giorno venne Moggi. La Juve aveva giocato contro l’Udinese , e ai friulani era stato annullato un goal. Moggi, prima di entrare in studio, disse “Dovete dire che il gol non c’era”. Gli risposi che non era vero. Ma era l’epoca del sistema Moggi , tutti dovevano dargli ragione. In diretta, però, io feci una battuta “Ovviamente il gol non c’era, sono juventina”. Morale : alla prima occasione venni cacciata dal programma , con la scusa che avevo detto una parolaccia”

E poi?

“Ho fatto causa. Ho subito pr5essioni per ritirare la denuncia, mi dicevano che mi avrebbero fatto tornare in Tv. Il contenzioso dura da dieci anni”

Ma questo cosa c’entra con i libri?

“Da allora, c’è sempre stato questo tipo di aria attorno ame, le cose che ti vengono dette a mezza voce. Proponevo un libro e mi chiedevano di scrivere d’altro”

Forse perché non era un granché?

“Ero una scrittrice da 30 mila copie a romanzo. Adesso insegno”

Non si è risposata?

“Per carità. A me piacciono solo gli uomini delle altre”

Prego?

“Sposati, fidanzati, non importa. L’importante è che abbiamo già una compagna, e che non decidano di lasciarla per me. Se solo ci provano, li mollo”

4 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Signore e Signori avete appena assistito al risultato della mentalità siciliana. Io non gli do della stronza perchè come siciliano conosco la sicilia e so di cosa parla. E il problema è che queste cose non cambiano, anzi, diffidate da tutti quelli che fanno gli spiriti liberi e parlano di libertà puntando il dito contro le tradizioni e le mentalità chiuse, loro sono i primi bigotti che pensano una cosa e te ne dicono un'altra. E' nel dna del siciliano. Poi se ci spostiamo nei paesi delle province.... beh lasciamo stare va

sebastiano ha detto...

Chissà cosa c'è di vero e cosa di romanzato in questa intervista,a me fa pensare a certi personaggi come il protagonista del film "l'immagine del desiderio" del regista spagnolo Bigas Luna, del resto la Sicilia per certi versi somiglia molto alla Spagna.Firmato:un siciliano.

Raffaele ha detto...

La Cardella mi è simpatica. non ha detto nulla di nuovo, nel libro di 16 anni fa né in questa intervista, ma sembra, come me, istintivamente allergica fin da piccola ad un fenomeno: l'assimilazione acritica, incondizionata di usi e costumi tribali in nome dell'integrazione, come se gli algoritmi della logica non esistessero. Perché bastano la logica e tre parole della costituzione a precisare cos'è civiltà, pari diritti e opportunità. E mi è simpatica anche perché, come me, è meridionale senza quella stupidissima e fastidiosa esigenza di difendere, in un modo o nell'altro, uscendo dalla porta e rientrando dalla finestra, il sud quando è oggetto di critiche incontrovertibili (si, è vero, ma...). Forse mi è simpatica anche perché da queste parole non sembra ancora serena, risolta.