venerdì 21 agosto 2009

INTERVISTA CON MONICA BELLUCCI “MI SONO SEMPRE PIACIUTA MAGRA , MA CON LE MIE FORME”

Lei è stata una delle testimonianze più lette nel libro di Oliviero Toscani “Anorexia, Storia di un immagine” e ha dichiarato che questa è una malattia la cui responsabilità non va ricercata solo nella moda..

“Non credo che la scelta di certi standard sia da attribuire soltanto agli stilisti. La moda vende un’immagine. L’anoressia per me ha origini ben più profonde , anche dalle relazioni con i genitori, a volte addirittura dalla pancia della mamma. La moda è anche un grande sogno che talvolta ha poco a che fare con la realtà”

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Lei è una donna bellissima. Ma è cresciuta con l’ansia di mettere su qualche centimetro di troppo, di non sforare le taglie standard insomma?

“La bellezza per me non è mai stata una cosa ingombrante. Quando facevo la modella non ho mai fatto lo sforzo di entrare nelle taglie standard. Gli stilisti mi vedevano sulle copertine e mi chiamavano per l’haute couture, poi prendevano le misure ma non entravo negli abiti e non andavo bene. Ricordo in particolare una campagna pubblicitaria di cui ero testimonial. Mi presentai sul set per le foto e l’abito per me era piuttosto strettino. Bè, andò tutto bene nel senso che davanti ero perfetta , ma dietro, invece.. La cerniera non si era chiusa e quindi il vestito era rimasto semiaperto. Ma non mi sono mai disperata. Al contrario. Non mi importava affatto. Io mi piacevo così. Magra , ma con le mie forme e le mie misure”

La moda vende un’immagine che però oggi deve essere a tutti costi perfetta. E’ d’accordo?

“Ripeto, la moda non va attaccata. Oggi c’è la tendenza all’omologazione. Un esempio: prima le foto non erano ritoccate. Oggi c’è l’effetto di photoshop che migliora”

Lei che rapporti ha con i ritocchi che vengono praticati sulle fotografie?

“Non esiste la perfezione da copertina. Vi assicuro che neanch’io sono perfetta”

E con la chirurgia estetica?

“Non ho rapporti ma nemmeno biasimo chi ricorre alla chirurgia estetica”

Perché oggi le persone , in particolare le giovanissime, vogliono piacere a tutti i costi , vogliono apparire?

“E’ difficile dare una risposta. Si rischia di generalizzare. Credo che a volte siamo noi stessi colpevoli. C’è una omologazione per cui nelle sfilate si vedono tutte modelle uguali: altissime, biondissime, magrissime. In un mondo che si sta avviando verso l’integrazione e la contaminazione l’essere tutti uguali può essere un messaggio pericoloso”

Lei prima ha detto che l’anoressia può venire da lontano, persino dalla pancia della mamma. A proposito di questo , lei che rapporto ha con la sua bimba?

“Bellissimo. Essere mamma ti dà un grande equilibrio. Il mio vero orgoglio è vedere crescere mia figlia , per me la cosa più preziosa che esista al mondo. Come dicevo prima , la bellezza per me non è mai stata una cosa ingombrante. Da sempre sono una donna che lavora ma che ha anche una famiglia e una figlia alla quale dedico la maggior parte delle mie attenzioni”

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Monica Bellucci e il cinema , che rapporto ha con i ruoli che interpreta?

“Credo un ottimo rapporto. Ogni film che mi faccio fare un passo in avanti, per crescere e per consolidare la mia carriera. E’ come andare in cavallo, c’è sempre qualcosa da imparare. Così come nella moda , anche al cinema ho fatto la mia bella gavetta. Ho seguito corsi di recitazione e di dizione anche se per me la scuola più importante è quella che si fa sul set, lavorando con tanti registi, tutti diversi tra loro”

C’è qualcosa di lei nel personaggio che interpreta nel film di Maria Sole Tognazzi L’uomo che ama?

“E’ un film di forte calibro dal punto di vista femminile. Viene rappresentato il dolore che non è solo delle donne ma anche e soprattutto degli uomini. Basti vedere la sofferenza del protagonista , Favino. Devo dire che nel personaggio che interpreto ho rintracciato molte delle mie fragilità , sarà perché Maria Sole , che è una mia amica, ha voluto inserire nella storia una piccola parte di me”

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