martedì 18 agosto 2009

INTERVISTA A FREAK ANTONI DEGLI SKIANTOS

Roberto “Freak” Antoni è leader degli Skiantos. Gli Skiantos hanno pubblicato a febbraio il nuovo album Dio ci deve delle spiegazioni,da quando hanno iniziato hanno scritto canzoni di rock demenziale. Freak è , inoltre , autore di libri, fumetti, programmi radio e tv. Recita, scrive sui giornali.

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Trentadue anni da Skiantos non sono troppi?

“No. Forse perché non mi sento tanto diverso dagli inizi. Lo spirito è lo stesso , solo un po’ più consapevole”

Lo era poco all’epoca?

“Pochissimo. Ci siamo buttati sul palco senza pudori né timori. E senza nemmeno amor proprio. Non sapevamo che esporsi in quel modo poteva essere pericoloso”

In che senso?

“Agli ultimi piacevano, e piacciono, i cantautori impegnati , il rock romantico, il pop. Qualcuno poteva non apprezzare il nostro essere così controcorrente. Pazienza. L’abbiamo sempre detto “Siamo l’unico gruppo che è partito dalle cantine per arrivare dalle fogne”

Avete tirato verdura sul pubblico, l’avete insultato: quanto narcisismo c’era?

“Poco. Noi volevamo provocare , scuotere, fuggire dalla retorica dei cantautori e dalla seriosità socio-politica di quel periodo. A Bologna, grazie alla forza e alla freschezza creativa del Movimento Studentesco, si aveva la sensazione di poter fare qualsiasi cosa. E noi, con la nostra ironia, ci abbiamo provato”

Che cosa è rimasto di quella Bologna?

“Niente. E’ stato subito soffocata. Cossiga, da ministro degli Interni, ha mandato i carri armati contro quelli che facevano il gesto della P38 con le dita, quei pochi che avevano scelto la violenza. E che hanno travolto , mediaticamente, la maggioranza che la rifiutava. Per quasi tutti noi, quelli dal ‘75 all’80 non sono stati anni di piombo , ma di pongo”

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Mai avuto tentazioni non pacifiche?

“Si, un po’. Ma la clandestinità non fa per me. E odio troppo la violenza”

Come sarebbe stata la tua vita se fosse andato via da Bologna?

“Un po’ ho girato, ma mi sono trovato male ovunque. Ho la capacità di sentirmi fuori posto in ogni contesto”

Adesso come si sente?

“Cerco di stare il più possibile tranquillo. Fino ai prossimi errori ..Solo sbagliando riesco ad imparare qualcosa, forse”

Nel 2001 ha recitato in Paz!, il film di Renato De Maria – con Claudio Santamaria – sulla Bologna di quegli anni e sullo scomparso fumettista Andrea Pazienza , un suo amico: contento del risultato finale?

“Sì. Peccato che il tema droga sia stato edulcorato. L’Hashish che il personaggio di Andrea cerca ossessivamente nel film era, nella realtà, eroina. Andrea era un tossicomane. Ero suo amico, lo so. Anch’io lo sono stato”

Fino a quando?

“Poco fa. Mi sono fatto per trent’anni. Tendo a deprimermi e, quando mi succede, devo ricorrere a qualcosa per non suicidarmi. Fatico a vivere senza un senso, uno scopo, un’utopia..,Mi sembra tutto inutile”

Adesso uno scopo l’ha trovato?

“Non saprei. Di sicuro cerco di non complicarmi la vita. Vivere pensando all’eroina diventa così pesante, e costoso, che smettere è stata una liberazione. Tutto qui. Non bucandomi ho scelto il male minore. Sto un po’ meglio, ma la vita è sempre la stessa: dura, negativa, faticosa”

Quando ha chiuso con l’eroina?

“Mai. Con lei voglio continuare a sentirmi provvisorio. Se mi convinco di aver superato il problema di sempre, fingo di ignorare che la tentazione può donare nei momenti più impensati. Non esiste cura certa. Si può anche non guarire mai”

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Come gruppo dall’80 all’84 vi siete sciolti: perché?

“Non eravamo fatti per il vero successo e ci stavamo arrivando. Non volevamo finire in classifica con i cantautori che detestavamo”

Bilancio?

“Da quando abbiamo ripreso ci divertiamo, e questo conta. Certo, avrei potuto avere più palle, esorcizzare il drammatico dell’esistenza e traghettare con più grinta il gruppo degli anni’80. Ma ero veramente a terra”

Come siete cambiati in tutto questo tempo?

“Non siamo un gruppo di cialtroni incapaci di suonare , interessati solo ai testi e alla comunicazione. Non è più cos’ da tempo , e forse non è mai stato così”

Eppure eravate orgogliosi di non saper suonare

“Io forse . Ma i ragazzi erano preparati e, con il tempo, anch’io ho imparato”

Spesso è stato definito un intellettuale di sinistra : le fa piacere?

“Di sicuro detesto Berlusconi, e spero che la sinistra smetta di rincorrere la destra. Che sviluppi un antagonismo più radicale”

Nel 1991 ha scritto il best seller Non c’è gusto in Italia a essere intelligenti: è ancora così?

“Certo. Anzi , va sempre peggio. Nel 2005 , infatti, ho scritto Non c’è gusto in Italia a essere dementi ( ma noi continuiamo a provarci lo stesso)”

A che cosa ha rinunciato di recente?

“A Internet. In Rete si entra in contatto con tanta gente e se leggo sul mio conto una critica ben argomentata, perdo il sonno. Ci penso per giorni. Purtroppo sono permaloso e rancoroso. E non cambio idea quasi mai. Temo di essere abbastanza insopportabile”

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Che cosa he cercato di non diventare?

“Un impiegato. Mia madre , a mia insaputa, mi ha iscritto a concorsi di ogni tipo. Un paio di volte , per farla contenta, sono andato: uno, da assistente postino, l’ho anche vinto. Quando mamma ha saputo che non non avrei mai accettato quel lavoro, non mi ha parlato una settimana”

Ha una figlia di dieci anni : che padre è?

“Innamorato. Vedo Margherita solo il fine settimana, quando non sono via per lavoro. Con lei scherzo come faceva mio padre con me. E’ lui che mi ha insegnato l’ironia. Mia madre era severe a autoritaria, la depositaria delle regole”

Crede in Dio?

“Non ho ancora visto quella luce. Forse non ho pagato la bolletta. Cosa che mi è capitata spesso”

Oggi da chi è composto il vostro pubblico?

“Quelli di sempre , con l’aggiunta di9 figli e nipoti. Mi sembrano intelligenti, stanno al gioco”

Il gioco degli Skiantos quanto ancor andrà avanti?

“Non sappiamo fare altro. E poi il meglio deve ancora venire , forse”

Non teme il ridicolo?

“Quello fa parte degli Skiantos. Mi spaventa di più la retorica”

E quel bimestrale a fumetti, Freak, che la vede come protagonista , esce ancora?

“Sì', alla fine delle storie c’è sempre qualcuno del mondo dello spettacolo che finisce ammazzato: nell’ultimo toccato è Pippo Baudo, nei precedenti a Vasco Rossi, Antonello Venditti, Ron, Baldini e Fiorello, Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio..In una storia finiva male anche Chuck Norris e Giuliano Ferrara, una coppia gay legata da un amore profondo”

E’ stato querelato per un articolo sui un mensile di musica : con chi ce l’aveva?

“Avevo detto che i Nomadi di oggi sono la miglior cover band dei Nomadi di una volta. Beppe Carletti, l’ultimo rimasto della formazione originale, si è offeso e mi ha portato in tribunale. Il giudice però non ha ravvisato i termini per andare avanti. Ho scoperto che si procede solo se paragoni un artista a un cane, o a un altro animale”

Mai paragonato?

“E’ probabile. Ma ho rimosso”

Il complimento più bello?

“Robespierre del rock italiano”

Un desiderio da esaudire all’istante?

“Essere felice. Qualche volta lo sono stato, ma è durato poco”

L’epitaffio sulla tomba?

“Nato, morto e basta. Almeno lì vorrei essere sintetico: non lo sono mai”

Gli amici che idea hanno di lei?

“Spero che mi considerino un uomo libertario, aperto e progressista. Questa sono sempre state le mie intenzioni. Oddio, è anche vero che sono appena stato per una prima volta in una riunione di condominio..”

E che cosa c’entra?

“Mi sono incazzato davvero di brutto con uno che aveva parcheggiato male in cortile. Poi mi sono reso conto della stronzata che avevo fatto , e me ne sono andato”

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