lunedì 10 agosto 2009

INTERVISTA A MAUD FONTENOY , NAVIGATRICE PIù FAMOSA DEL MONDO

Maud Fontenoy ha portato suo figlio di sette mesi in barca con lei. Lei è la prima donna nel 2003 ad attraversare l’Atlantico Nord a remi , in 117 giorni , da sola e senza assistenza. Nel 2005 aveva ripetuto l’incredibile performance nel Pacifico, fra il Perù e Tahiti. Un anno dopo prima di lanciarsi in una altra impresa , scoprì una brutta sorpresa.

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Attraverso un pap test , eseguito pochi giorni prima della partenza , scoprì di avere un cancro al collo dell’utero

“Tutto era pronto per la regata , decine di persone avevano lavorato con me per prepararla , i miei sponsor avevano investito somme ingenti. Rimandare voleva dire rinunciare. Ho deciso di operarmi due giorni prima di partire , senza dire niente a nessuno”

Vuol dire che è partita da sola , con una ferita aperta e la prospettiva di passare mesi e mesi in un mare terribile?

“Non mi guardi come fossi un’extraterrestre. Ce l’ho fatta , sono viva e ho tanti progetti per il futuro. Noi occidentali siamo tutti viziati , il più piccolo graffio ci preoccupa. Pensi ai bambini che vivono nella bidonville del Terzo mondo. Quante ferite – e non solo quelle della carne – devono curare da soli? All’inizio della traversata sanguinavo molto, ero debolissima , poi sono guarita: affrontare le onde mi ha aiutata a lottare contro la malattia. Le difficoltà sono state enormi , ha persino disalberato e , dopo giorni di fatiche disumane, sono riuscita a rimettere in piedi l’albero per ripartire”

Perché si impone queste sfide?

“Per due buoni cause: la salvaguardia degli oceani e la protezione dei bambini in difficoltà. E la assicuro che la mia passione è talmente grande da permettermi di fare qualsiasi cosa. Questo mi autorizza a comportarmi da irresponsabile , mi faccio le cose molto seriamente, cerco di calcolare al massimo i rischi. Ero sicura di potercela fare quando ho attraversato la traversata dopo l’operazione . E questa volta , per portare mio figlio in barca , mi sono munita di una specie di ospedale in bordo , con cibo e acqua sufficienti per resistere molto più tempo di quanto ne avessi previsto. Certo, in mare c’è sempre l’imponderabile: una volta un’onda violenta mi ha spaccato il polso , ho avuto un alluce fracassato , il dito di una mano fratturato in più punti. Ci vuole molta attenzione , molta forza . In compenso , vedi rare bellezze: ho ricordo fantastici delle mie traversate”

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In che modo aiuta il mare e i bambini?

“Quando sono tornata dalla traversata , ho messo su una fondazione (http://www.maudfontenoyfondation.com/) , per la salvaguardia degli oceani , che promuove missioni pedagogiche nelle scuole francesi, per far conoscere ai bambini i pericoli che incombono sul 70% delle superficie del pianeta. Sono poi molte le iniziative della Fondazione per i bambini in difficoltà : l’ultima offre corsi di vela ai piccoli pazienti che stanno lottando contro il cancro. Ho sperimentato in prima persona il potere terapeutico del mare: so quanto può essere utile a chi deve rafforzare le proprie difese e vuole guardare al futuro con ottimismo”

Sarkozy l’ha corteggiata a lungo , le voleva dare un posto di sottosegretario all’Ambiente. Perché ha rifiutato?

“Non escludo di entrare in politica un giorno, e stimo molto il nostro Presidente , ma avevo altri progetti da portare avanti. Inoltre ho avuto un figlio , quando finalmente non ci speravo più. Pensavo che il cancro all’utero mi avesse reso sterile , e invece è nato Mahè. Per questo l’ho voluto portare un mese in mare : la barca, che mi ha visto soffrire , ha testimoniato anche la mia resurrezione , e la gioia di essere madre”

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Che ricordi ha della sua infanzia?

“Mio padre aveva costruito una goletta dove ho vissuto da zero a quindici anni. Eravamo molto poveri , ma pescavamo tutti i giorni, non avevamo bollette da pagare, l’energia ce la dava il vento, gettavamo l’ancora nelle baie più belle del mondo, spesso nelle Antille”

Però eravate tagliati fuori dal mondo

“Avevamo amici in ogni porto , c’erano molte famiglie come noi che vivevano in mare. Con i miei due fratelli abbiamo fatto scuole per corrispondenza , ho visto i banchi di scuola solo l’anno della maturità , che ho superato brillantemente , prima di iscrivermi alla Facoltà di Legge”

Lei ha una linea perfetta , nessuna ruga, niente calli sulle mani. Come si fa , con la sua vita , a essere così femminili?

“Durante le traversate mio depilo le gambe e metto la crema solare. Che c’è di strano? Le donne sono capaci di tutto, anche di rimanere femminili in mezzo al mare in tempesta”

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