venerdì 18 settembre 2009

INTERVISTA AL REGISTA GEORGE ROMERO “Non riesco a capire perché i miei film spaventino”

George Romero è considerato il maestro dell’horror , autore di molti cult sui zombie : da la notte dei morti viventi all’ultimo Survival of the Dead ( l’ultimo film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia). George Romero ha 69 anni, barba bianca , capelli lunghi raccolti a coda di cavallo e occhiali enormi.

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Quale messaggio vuole dirci con Survival dove tornano i militari come nella notte dei Morti Viventi?

“Survival è soprattutto un film sulla guerra e sull’idea che i nemici restano nemici, anche se devono confrontarsi con un nuovo nemico , ben peggiore, continuano a lottare fra di loro quando dovrebbero combattere contro i nuovi nemici , nel mio film gli zombie. Ma basta guardarsi intorno , il Medio Oriente , le strade di New York, le lotte fra gang..”

Lei cosa pensa del mondo di oggi?

“Non so come finirà , ma inutile nascondere una gran delusione. Negli anni ‘60 pensavamo davvero che avremmo salvato il mondo , e invece non è cambiato niente. Mi sembra incredibile che la gente possa essere così stupida, che stia ancora a discutere su aborto e cellule staminali invece di pensare alle cose importanti. Secondo me è la religione che ha incasinato tutto, e ne accenno in Survival. Non quanto abbia fatto con il mio film Martin (1977) , ma un mio commento c’è”

I suoi film , prodotti in modo indipendente e a basso budget , si sono sempre distinti per il sottotesto di critica sociale..

“Posso, proprio perché continuo a farli con pochi soldi, e a guadagnarci poco, perché così posso dire quello che voglio. Per la verità con la Notte dei Morti viventi volevamo fare niente più che un filmetto commerciale , esagerare con la violenza , ma una critica alla crisi sociale degli anni ‘60? No quello fu un caso. E invece , un paio d’anni dopo la sua uscita un articolo sulla rivista francese Chaiers du Cinema lo definì un film fondamentale in quanto esempio di cinema radicale, una reazione all’intervento militare Usa in Vietnam. Mi scoprii un autore socialmente impegnato e ci ho provato giusto. Hanno Visto Zombi come una critica al consumismo , Il giorno degli Zombi uno studio del conflitto tra scienza e tecnologia medica, La terra dei morti viventi come una disamina dei conflitti di classe. A me non è che me ne fregasse molto , ma già che c’ero , tramite gli zombie mi divertivo a dire qualcosa su quello che stava in quel momento nella nostra società . Se avessi fatto dei film seri e importanti non avrei potuto dire tutte queste cose”

Perché secondo lei gli zombie hanno , diciamo così , fascino?

“Non lo so. So che sono molto popolari , ma non perché la gente crede a qualcosa dopo la morte. Penso sia solo un genere di successo commerciale e basta. Sono stati i videogiochi ad aver tenuto vivi gli zombie , sono diventati dei mostri familiari a tutti , come i vampiri”

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Ma a lei piace spaventare la gente?

“Ma non riesco nemmeno a capire perché i miei film spaventino. Fin da ragazzino sono cresciuto con l’horror , amavo i film dell’orrore , leggevo Tales from The Crypt , non ho mai avuta paura di queste cose , avevo molta più paura della guerra atomica. Survival comunque ha un tocco più leggero , più vicino a Zombie , almeno in superficie . Perché più sotto è chiaro che gli zombie sono una minaccia rivoluzionaria allo status quo, sono una nuova società che cerca di rimpiazzare la vecchia , divorandola , letteralmente. I militari di Survival vanno sull’isola come se invadessero l’Iraq. E invece di fare il bello e il cattivo tempo , ne beccano tante”

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