mercoledì 30 settembre 2009

INTERVISTA A ERIKA LAMAY, UN ARTISTA DELLE ACROBAZIE.

“Erika Lamay è nata a Québec , nel Canada francese. A 4 anni comincia a praticare danza classica , a 9 ginnastica artistica, a 11 si scrive a una scuola di circo. A quei tempi non si parlava del Cirque du Soleil , ovvero la compagnia canadese che, negli anni Ottanta , ha brevettato un modo nuovo di fare il circo : danzatori e acrobati impegnati in coreografie complesse e spettacoli a tema.

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A 14 Erika comincia a girare il mondo con una compagnia di artisti circensi. A 19 quando decide di mettersi in proprio. Da allora si esibisce da sola in occasione di eventi pubblici e privati, o come artista di altre compagnie, compreso il Cirque.

Perché proprio il circo?

“E’ acrobatico come la ginnastica , artistico come la danza, e libero. Non ci sono gare. Puoi sperimentare, inventare”

E lei che cosa ha inventato?

“In molti fanno quella che viene definita Dance on Hands, danza sulle mani, ma il modo in cui la interpreto io è diverso da quello di chiunque altro. E il motivo è che ho imparato da sola. Alla scuola di circo mi misero subito in aria , a fare i numeri con il cerchio. Avevo il fisico adatto . Ma io volevo fare la verticalista ( specializzato in equilibrio sulle mani ndb). Cominciai a studiare da sola , la sera tardi, dopo gli spettacoli”

Quanto contano il talento , le doti fisiche innate e quanto la volontà?

“E’ la testa la cosa più importante , la forza di volontà plasma anche il corpo”

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Lei lavora per il Cirque du Soleil solo saltuariamente . Perché?

“Non è più una compagnia , ma una multinazionale : 6500 dipendenti, 1100 artisti , 17 spettacoli allestiti in contemporanea. I loro spettacoli sono magici , ma lavorare stabilmente con il Cirque du Soleil vuol dire fare 300 show all’anno. Un po’ come andare in ufficio. Più che un artista , sei un esecutore , mentre io voglio continuare a sperimentare , a creare. Ci sono artisti che ripetono lo stesso numero tutta la vita , io non ne sono capace: mi annoio”

Spesso si esibisce per privati. Famosi che l’hanno applaudita?

“Madonna, Bill Clinton…Il bello è che mi capita di fare i miei spettacoli sia per poche persone che per migliaia. O per milioni , quando vado in televisione. Proprio di recente ho partecipato a uno show sulla tv turca”

L’aspetto più faticoso?

“I viaggi in aereo , perché mi tocca stare ferma tante ore, non posso allenarmi. E, quando arrivo, jet lag o no, devo essere pronta per lo spettacolo. Al mio corpo chiedo molto e ho bisogno di rispettare le regole. A volte , è difficile far capire a chi organizza uno show che non posso arrivare e salire subito sul palco, che ho bisogno di uno spazio al caldo dove prepararmi, e che mi servono due ore di riscaldamento prima di ogni esibizione”

Palestra tutti i giorni?

“Sì. E meno male che oggi ne ho una a casa , altrimenti ci sono giorni che non saprei dove andare. A Natale, pere esempio, le palestre chiudono. Allenarmi mi piace , e voglio sempre migliorare. E’ un’ossessione , il primo pensiero la mattina quando mi sveglio. Forse sono noiosa”

Situazioni estreme in cui si è allenata?

“Ho lavorato con dolori, febbre , mal di schiena. A 15 anni finì all’ospedale con una vertebra spostata. Il medico disse che sarei dovuta rimanere a riposo per qualche settimana, ma il mio allenatore mi mandò in scena la sera stessa. Quella vertebra non è mai tornata a posto. Per fortuna il mio corpo si è adattato e non mi dà grossi problemi”

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Rinunce delle quali farebbe a meno?

“Nessuna. Ci sono tante cose che non mi do il permesso di fare. Una partita di basket , ad esempio: se mi faccio male a un dito, è un dramma. Non fumo, non bevo, sto attenta all’alimentazione. Ma anche se vivo così fin da quando ero ragazzina , non ho mai pensato di essermi persa qualcosa . A 14 anni giravo il mondo , lavoravo e studiavo. A Québec c’è una scuola speciale per chi fa sport ad alto livello”

Cioè?

“E’ riservata a quei ragazzi che, per ragioni sportive o artistiche, non possono frequentare tutti i giorni. Lo studio è concentrato . In classe con me c’erano nuotatori , giocatori di hockey , ballerini”

Fino a che età potrà continuare?

“Se non avrò incidenti, fino a 40 anni”

E’ questa l’età media per un acrobata?

“Ognuno è diverso . Dipende se hai figli , per esempio, perché , se ti fermi per molto tempo , è difficile riprendere. Undici giorni è il periodo più lungo in cui sono stata senza allenarmi : avevo 16 anni e la palestre era chiusa. E mi sono fermata una settimana quando mi sono sposata”

Colpa dei preparativi?

“La verità è che è stato un matrimonio imprevisto. Sono sempre stata contraria a sposarmi. Se pensavo al mio futuro , mi vedevo tutta la vita come l’artista solitaria”

E poi che cosa è successo?

“Un anno fa , Marco ( Acerbi, il marito ndb)eravamo ad Hong Kong per uno spettacolo del Cirque du Soleil. Stavamo insieme già da un anno e mezzo e non avevamo mai litigato. Quel giorno, uno die più caldi che mi ricordi, ci fu una discussione piuttosto accesa. Che finì con la decisione di sposarci il più presto possibile”

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Dove e quando?

“Il 16 ottobre del 2008, a Venezia, perché li era nata la nostra storia. Ai genitori lo abbiamo detto solo un paio di settimane prima. I miei non credevano perché , ogni tanto per scherzare, dicevo “Mi sposo”. Oppure “Sono incinta”

Dettagli delle nozze?

“Indossavamo abiti cinesi fatti fare a Pechino. L’idea ci venen subito dopo la lite. Eravamo in un cafè e , appesa a una parete, c’era una teca con dentro due vestiti antichi, uno da donna e l’altro da uomo. Li fotografammo e ne ordinammo un paio uguali , su misura”

Trasgressioni prima , durante o dopo la cerimonia?

“Ho mangiato cioccolato tutta la sera”

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