mercoledì 2 settembre 2009

INTERVISTA A JULIE DEPARDIEU , “Quante volte mi è capitato di scomparire, soprattutto da bambina”

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La secondogenita di Gerard Depardieu e Elisabeth Guignot è l’anima gentile della famiglia. Alle gravi vicende del fratello ( prigione, eroina, alcool) ha sempre contrapposto i buoni risultati a scuola , il successo tranquillo al cinema.

Le femme invisible è la storia di una ragazza che si dilegua nel nulla quando si sente schiacciata dal peso di una famiglia troppo potente: ogni riferimento personale è puramente casuale?

“Scherza? Non sa quante volte mi è capitato di scomparire, soprattutto da bambina. L’invisibilità mi ha spesso salvato la vita. La realtà era troppo dura e io mi rinchiudevo: non esistevo più”

Quando succedeva?

“Le faccio un esempio : alla fine degli anni ‘70, vivevamo in una periferia parigina chic, di destra, molto cattolica. Mio padre a quel tempo girava spesso nudo nei suoi film , veniva considerato un depravato. Tutte le mie compagne di scuola mi tenevano alla larga. Ricordo una volta : ero riuscita ad invitare a casa la prima della classe , mi sembrava un sogno, mi dicevo che che forse il mio primo isolamento era finito. Eravamo in salotto , quando è entrato quell’imbecille di mio padre, con una scatola traboccante di sessi maschili flosci , di plastica schifosa: le protesi che usava per girare la scena della castrazione nell’Ultima donna di Marco Ferreri. Rideva forte di fronte al mio sguardo atterrito. E io sparii, mi dileguai nel nulla, quel giorno e per tutto il resto dell’anno scolastico , perché, ovviamente , tutti i miei compagni , gli insegnanti e i genitori vennero a sapere quello che era successo. Gerard è fatto così : la cosa lo faceva molto ridere”

In effetti la scena sembrerebbe buffa

“Si, ma per me e Guillaume era molto complicato gestire i rapporti con un padre del genere. Mi sentivo come una violetta di bosco costretta a crescere all’ombra di una quercia gigantesca , che non lascia passare nemmeno un raggio di sole . E non succedeva solo a noi: molta gente si sente invisibile di fronte a Gerard , incapace di esistere o reagire”

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Sentiva che la vita di suo fratello era in pericolo?

“Le sembrerà strano , ma se c’era una persona che non pensavo potesse morire mai era proprio lui. Mi sembrava fosse protetto da qualcosa di sovrannaturale , era sempre sfuggito a tutte le morti , a tutti gli incidenti, era caduto chissà quante volte dalla moto in autostrada, era andato chissà quante volte in coma , chissà quante volte era stato in ospedale, fin da piccolo. Ero convinta che sarei morta prima di lui. Per questo ora è così difficile. Io e Guillaume avevamo troppe cose in comune: lo stesso corpo, la stessa infanzia . Era l’uomo con cui mi intendevo di più al mondo. Lo penso 400 volte al giorno , spero solo che stia bene, là dove si è cacciato”

Non ha una storia d’amore in questo momento?

“No, sono sola. In amore mi sento come un gattino che è stato immerso nell’acqua bollente , sono tutta bruciacchiata. Mi sono accorta che l’uomo che amavo da 8 anni , di cui non voglio più parlare, era solo un fantasma. Ho confuso il musicista con l’uomo, il suono del suo violino mi ha incantata, ma la vita poi era un altra cosa"

Sta girando un film?

“Si: Aux quatre vents di Jacques Dillon , con Louis Garrel. La prossima settimana girerò , per la prima volta nella mia carriera , scene d’amore e di sesso torrido. Ho sempre rifiutato , scartavo a priori copioni che prevedevano queste situazioni. Ma stavolta è stato Guillaume a guidarmi: ero al Covent Garden a vedere un’opera, era quello che sarebbe stato il giorno del suo compleanno , avevo il copione in mano. Quando ho letto le scene di sesso l’ho immediatamente richiuso , non se ne parla mi sono detta, poi ho sentito la voce di Guillaume che mi diceva in un orecchio “Saresti troppo stronza a rinunciare”. Ora che devo girarle sul serio , quelle scene, vorrei scomparire v, come nel mio ultimo film, ma temo che non sarà possibile”

Suo padre è fiero della sua carriera ? Dei suoi Due Cesar?

“Non lo so, non ci parliamo mai io e mio padre. L’ho visto recentemente : è sempre gentile con me , ma non riusciamo a dirci niente , anche perché se parliamo litighiamo. Quando la gente mi dice che Gerard Depardieu è un attore geniale ci credo , ma per me non ha nessuna importanza. E ora che Guillaume è morto , è ancora più difficile con lui”

Il rapporto con sua madre?

“Il mio primo grande amore è stata mia madre , con lei ho avuto un rapporto totalitario, quasi ossessivo: tutte le notti , sognavo che sarebbe morta. La mia, nei suoi confronti, era una vera e propria dipendenza come una droga”

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Adesso l’ha superata?

“”Sì, con lei i rapporti sono cambiati , ma ho spostato questo cotè tossicodipendente nelle mie relazioni sentimentali. Sono molto fragile, possessiva, quando amo qualcuno non posso vivere senza vederlo , sono come un animale da compagnia. Anche con il violinista è stato così , lo seguivo dappertutto, voleva condividere tutto, per questo preferisco restare sola , per non soffrire e far soffrire”

E’ vero che sta lavorando a un album postumo di Guillaume ?

“Ho deciso di portare avanti questo lavoro cominciato da lui , perché il suo talento per la musica era grande. Quasi tutte le canzoni le aveva scritte in ospedale , quando gli era stata amputata una gamba. Ce n’è una dedicata a suo padre , che si chiama Marlon. Dice che lo vuole uccidere, gentilmente”

Posso chiederle perché mette sempre fiori nei cappelli , sui vestiti dappertutto?

“Perché mi cambiano la faccia , mi costringono a sorridere. E io, che sono capace dì raggiungere punte altissime di depressione , ne ho bisogno : sono come il Prozac. Lo faccio per me , ma anche per gli altri : cerco di dare una bella immagine per rispetto del mondo che mi circonda. E’ un modo per dire che la mia vita non è facile , ma sono viva, e mi arrangio perché tutto vada nel migliore dei modi”

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