giovedì 24 settembre 2009

INTERVISTA A LUCIA VOTANO, RESPONSABILE DEI LABORATORI DEL GRAN SASSO CHE SI OCCUPANO DI FISICA NUCLEARE

Lucia Votano è la prima donna alla guida dei laboratori del Gran Sasso.

Lucia Votano 1

Dal 9 settembre dirige i laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso , il più grande centro di ricerca astroparticellare del mondo. E’ la prima donna ad avere questo incarico?

“E’ un buon segno per il nostro istituto. E poi considero questa nomina anche come riconoscimento a tutte le donne che lavorano all’INFN che sono globalmente il 25%”

Questi laboratori lei li conosce bene?

“Sì, qui ho fatto ricerca. Adesso come direttore mi sarà anche più semplice farmi raccontare quali risultati vengono fuori dagli esperimenti”

Che sensazione fa lavorare 1000 metri sotto la montagna abruzzese?

“Rispetto allo stare in una galleria autostradale in una montagna, la differenza è solo psicologica. Ma lavorare tutto il giorno con la luce artificiale non è gradevole”

Immagino faccia ancora freddo

“La temperatura naturale sarebbe di 7 gradi. Ma con le apparecchiature elettroniche che sono installate per gli esperimenti e la ventilazione forzata si arriva attorno a 20 gradi. Certo, quando si scende nei laboratori la sensazione psicologica che si può avere è quella di andare in una miniera”

Adesso lavorerete all’esperimento Icarus ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia. Di che si tratta?

“L’argomento principe è la fisica di oscillazione dei neutrini (particelle elementari che possono essere più degli elettroni fino ad un milione di volte). Icarus ha un rivelatore all’avanguardia e se funzionasse, questo sarebbe un risultato molto importante per le ricerche future”

A che serve la fisica delle astroparticelle , ricerca nella quale i laboratori del Gran Sasso eccellono?

“La fisica astroparticellare è tra la fisica delle particelle elementari , la cosmologia e l’astronomia. Questo cosa significa? Che ci permette di guardare al cosmo traendone informazioni sul tipo di particelle oppure stabilire un’età dell’universo”

Ossia è un tipo di ricerca che risponde a interrogatori basilari del genere: da dove veniamo o di cosa siamo fatti?

“Sì, considerando che la materia ordinaria , quella che conosciamo , costituisce il 4-5% dell’universo. Poi ci sono la materia oscura e l’energia oscura. Noi ipotizziamo che alcune particelle oscure possono dare segnali particolari ai nostri rivelatori”

E a cosa servono i grandi acceleratori come quello del Cern di Ginevra?

“Proprio per cercare di ricreare condizioni vicine ai primi istanti dell’universo”

Ma durante l’esperimento al Cern del settembre 2008 sul “bosone di Higgs”, si parlò della possibilità che si formasse un buco nero con le conseguenze ovvie. Abbiamo corso questo pericolo?

“Questa cosa ci ha fatto pubblicità , ma il rischio non c’è stato assolutamente”

I veri pericoli sono forse per i fondi per la ricerca?

“E’ sempre più difficile spiegare ai nostri finanziatori quanto sia importante la ricerca pura rispetto alla ricerca applicata”

VOTANO 2

Una difficoltà aumentata in Italia?

“Nel nostro Paese ci sono due anomalie. La prima è la percentuale di finanziamenti tra le più basse in Europa , e il trend è in decrescita; la seconda è che la parte di finanziamento è maggioritaria. In passato abbiamo visto tempi migliori e questo è dovuto al fatto che da Fermi in poi la ricerca italiana ha avuto grande visibilità”

Ma c’è la crisi economica globale

“Il concetto è che proprio in questi momenti si investe su ricerca e sviluppo. Altrimenti il rischio è di pagare sia adesso che in futuro”

Come il terremoto del 6 aprile scorso ha influito sui laboratori?

“I dipendenti si sono trovati tutti fuori casa. Adesso la situazione è che alcuni sono rientrati nelle loro abitazioni. Però circa un 30% ha avuto la casa che ha subito il grado massimo di danni”

L’attività scientifica ha subito rallentamenti?

“Tutti hanno risposto con tempra dura e attaccamento al laboratorio. Per fortuna non ci sono state perdite tra dipendenti o loro parenti stretti. Già il giorno dopo la scossa più forte c’era qualcuno nei laboratori”

Qualcuno però , come diceva prima , è sempre fuori casa?

“Sì. Alcuni sono ospitati nella foresteria o nell’area del laboratorio nei container. Ad altri sono stati dei piccoli contributi per gli spostamenti”

Oggi quante persone dirige?

“I dipendenti a tempo indeterminato sono circa 70. Un’altra cinquantina sono assegnisti , borsisti , lavoratori a tempo determinato. E poi ci sono circa 6-700 persone l’anno che vengono da tutto il mondo nel laboratorio per le loro attività. Siamo un po’ un esempio di inversione di fuga di cervelli”

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