martedì 20 ottobre 2009

INTERVISTA AD ADELE ORIOLI , PORTAVOCE DELL’UAAR , UNIONE DEGLI ATEI

Adele Orioli, portavoce dell’Uaar, Unione degli atei , agnostici e razionalisti, è una delle organizzatrici del primo meeting a Roma dei non credenti italiani

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Perché un meeting degli atei?

“Per ribadire quella che dovrebbe essere un’ovvietà: la libertà di non credere. In Italia non c’è. Il diritto di libertà religiosa viene sempre più spesso inteso solo libertà di scegliersi una religione”

Per esempio?

“Pensi a quello che è successo a Genova , con gli ateobus”

Quelli con la pubblicità atea?

“La campagna diceva “la cattiva notizia è che Dio non esiste , la buona è che non ne hai bisogno”. Una cosa ironica , associata al nostro slogan “Uaar , liberi di non credere”. Dopo il sì iniziale , ce l’hanno rifiutata”

Perchè?

“Non lo sappiamo : abbiamo avviato altre azioni legali perché ci spieghino il motivo. La concessionaria pubblicitaria che è francese, ci ha fatto capire che in Francia sarebbe passata. Ma in Italia l’espressione pubblica di certi pensieri è ancora impossibile”

Sta dicendo che i non credenti , rispetto ai religiosi di ogni fede , sono discriminati?

“Sì, in molte cose. Pensi all’insegnamento della religione a scuola. E’ un’ora facoltativa , ma chi non la segue perde crediti formativi. Anche il Tar ha detto che è una discriminazione . Eppure la ministra dell’istruzione ha imposto di mantenerla. Per non parlare dell’8 per mille”

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Cosa c’entra l’8 per mille?

“Si può devolvere solo a confessioni religiose. O allo Stato , che poi comunque lo distribuisce tra parrocchie e oratori. L’Uaar ha chiesto di potere essere inserito tra i destinatari , o perlomeno che il questo governo desse la sua parte alle vittime del terremoto in Abruzzo. Ma non ci hanno neanche risposto”

I seguaci di una religione , se si ritrovano, è per pregare: voi cosa avete fatto ?

“Abbiamo discusso. Ci sono stati interventi di Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi. Abbiamo presentato il nostro Abc della laicità: tutte le nostre iniziative per far respirare un po’ di libertà a questo paese”

Cosa significa per lei essere atea?

“Io, in realtà, sono agnostica. L’esistenza o meno di un’ entità sovrannaturale mi è del tutto indifferente. Come diceva un cantautore francese , Georges Brassens , non mi comporterei meglio se non avessi la fede. Se mi comporto bene è per amore del prossimo, non per amore di un terzo o per paura di una punizione..”

E cos’è che non le piace della religione?

“Non è che non mi piace : non fa parte di me. E non condivido la presunzione delle religioni monoteiste di avere una verità che è unica e superiore a tutte le altre. Sulla base di questa presunta verità ebraismo, cattolicesimo e islam dividono il mondo tra un “noi” e un “loro”, in qualche modo da escludere e demonizzare”

Dell’Uaar si pensa che sia un’associazione da mangiapreti, invece lei fa un discorso di tolleranza..

“Tolleranza è una parola che non mi piace usare: tollerare viene dal latino e significa “sopportare con pazienza”. Ci riporta all’opposizione tra noi e loro. Io accetto la differenza altrui , non la sopporto con pazienza in attesa che l’altro cambi idea..”

Voi portate avanti anche iniziative più agguerrite , come lo sbattezzo : cos’è?

“E’ la possibilità di far annotare sui registri battesimali la propria volontà di non far più parte della Chiesa Cattolica apostolica Romana”

Perché per voi è importante?

“Perché libertà religiosa vuol, dire libertà di scelta. E quasi mai si sceglie di entrare nella Chiesa , a causa dei pedo-battesimi..”

Pedo-battesimi?

“Sì, si viene battezzati a pochi giorni o pochi mesi di vita, senza poter scegliere liberamente. Almeno deve essere garantita libertà di uscita, la possibilità di non essere più sudditi della Chiesa Cattolica”

Sudditi?

“Col battesimo non si è soltanto “persone di Cristo”, ma anche sudditi sottoposti alle autorità ecclesiastiche. In base a questo la magistratura di Prato , nel 1958, assolse il vescovo che aveva affisso in tutta la città manifesti in cui bollava come peccatori e scandalosi concubini due coniugi cattolici che si erano sposati solo civilmente”

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Voi siete anche contrari alla legge sull’obiezione di coscienza , perché?

“Era giusta trent’anni fa , quando è stata approvata la legge 194 che regola l’aborto. Serviva a tutelare chi già lavorava negli ospedali pubblici. Ma oggi chi fa il ginecologo , deve sapere che può capitargli di praticare aborti. E’ come se un pacifista volesse arruolarsi nell’esercito . Un ginecologo deve sapere che gli aborti sono parte del suo lavoro. Se li rifiuta può fare il neurologo , o lavorare in una clinica gestita dalle suore”

Alla fine i preti non le stanno molto simpatici..

“No, guardi, non ce l’ho con le gerarchie ecclesiastiche : quelle fanno il loro lavoro e il loro interesse. Io mi sento discriminata quando i politici italiani permettono al vaticano di imporre le sue regole a me , come nel caso dell’opposizione alla Ru486 o il tentativo di rendere obbligatorio la nutrizione forzata ai malati terminali”

2 commenti:

Avalon ha detto...

Da ex Coordinatore provinciale UAAR tengo a precisare che Adele Orioli fa parte del comitato dirigente dell'UAAR e si è distinta per non essersi affatto occupata dell'organizzazione del meeting in questione, oltre che per azioni spregevoli come false testimonianze rese in sedi istituzionali dell'associazione per screditare colleghi e farsi largo politicamente.
E' davvero spiacevole che l'etica laica di alto profilo portata avanti dall'UAAR venga sfruttata da persone come Orioli, già protagoniste di episodi inqualificabili anche in seno a partiti ed altre realtà militanti, al fine di crearsi un'immagine nota e ricostruirsi una verginità politica.
Mi auguro che l'UAAR, un'associazione che riveste sempre maggiore importanza nel panorama civile e sociale di questo Paese, sappia ripulirsi da nani e ballerine e portarsi all'altezza dei propri ideali etici e sociali.

federico ha detto...

interessante!

sulla predisposizione alla menzogna di Adele Oriol avevo già sentito parlare, ma tu forse ti riferisci a qualcosa di più preciso..

esplicati!